{"id":5811,"date":"2025-12-15T11:09:53","date_gmt":"2025-12-15T10:09:53","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5811"},"modified":"2025-12-15T11:09:53","modified_gmt":"2025-12-15T10:09:53","slug":"14-la-carta-dei-popoli-per-la-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5811","title":{"rendered":"14. La Carta dei popoli per la salute"},"content":{"rendered":"<p>di Meera Shiva, Rappresentante dell\u2019Assemblea dei popoli per la salute<\/p>\n<p>La Carta di Alma Ata, nel 1978 affermava la salute come un diritto del cittadino, riconoscendo che un approccio meramente curativo, basato su farmaci, medici e dispensari, non poteva rispondere pienamente alle esigenze sanitarie dei popoli. Purtroppo il concetto generale di salute di base \u00e8 stato distorto e ridotto a pochi aspetti selezionati, quali il monitoraggio della crescita, l\u2019idratazione orale, l\u2019allattamento al seno, l\u2019immunizzazione, la pianificazione familiare, l\u2019alfabetizzazione femminile e l\u2019integrazione alimentare. Non solo, esso \u00e8 stato ulteriormente falsato e \u201cannacquato\u201d, fino a comprendere un limitato numero di interventi contro malaria, tubercolosi e HIV-AIDS. Contemporaneamente, i sistemi di sanit\u00e0 pubblica si stanno sfasciando sotto i colpi dell\u2019aggiustamento strutturale. Il modello biomedico occidentale diviene la base su cui diagnosticare i disturbi e cercare soluzioni sanitarie. Queste ultime, a loro volta, sostenute dal crescente complesso medico-industriale, danno vita ad un fenomeno senza precedenti di sanit\u00e0 commercializzata. In questo modo salute comunitaria, sanit\u00e0 pubblica e sanit\u00e0 di base vengono sistematicamente demolite in quanto costose; i trattamenti medici curativi sostituiscono la sanit\u00e0 e le cure mediche diventano causa principale di indebitamento. Il Rapporto Mondiale sulla Salute del 1985, riconoscendo le crescenti disuguaglianze all\u2019interno e tra i paesi, ha introdotto una nuova Classificazione Internazionale delle Malattie, in cui compare la categoria della povert\u00e0 estrema. Povert\u00e0 che aumenta con la conseguenza della crescita delle malattie ad essa correlate. Numerosi studi hanno evidenziato che la ricomparsa di malattie trasmissibili e la mancata garanzia di cibo, risultato di programmi crudeli e menefreghisti di aggiustamento strutturale, hanno provocato la morte di milioni di esseri umani, soprattutto donne e bambini. Il Rapporto sullo Sviluppo Umano del 1999 ha affermato in modo chiaro che i regimi di mercato internazionale incrementano sia il divario economico che quello tecnologico. Cos\u00ec per difendere gli interessi del commercio e del mercato, si colpiscono i poveri, specialmente nei paesi in via di sviluppo, dove scarsa o nulla \u00e8 la previdenza sociale, dove i governi sono indebitati e dove la \u201ctassa sui servizi\u201d, prescritta dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca Mondiale (BM), rende i servizi sanitari inaccessibili. In aggiunta a quanto appena detto, non dimentichiamo l\u2019introduzione di programmi \u201ctop-down\u201d, verticali, centralizzati, non integrati e basati sui prestiti condizionati della Banca Mondiale, da restituire con gli interessi.<br \/>\nSfortunatamente la BM ha strappato il ruolo di leadership all\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS), sostenendo, insieme al Fondo Monetario Internazionale e all\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio, gli interessi capitalistici dei paesi sviluppati. Tuttavia bisogna sottolineare che in termini di risorse investite, la BM destina alle spese sanitarie quanto l\u2019intero budget dell\u2019OMS. Volete un esempio eclatante? Il settore marketing della compagnia farmaceutica americana Pfizer ha pi\u00f9 personale di tutto l\u2019OMS. Tremendo \u00e8 il potere che la Banca Mondiale \u00e8 in grado di esercitare su paesi indeboliti e indebitati, come sono i paesi in via di sviluppo, e su vari altri settori oltre a quello sanitario.<\/p>\n<p><strong>GATS: Accordo Generale sul Commercio e sui Servizi<br \/>\n<\/strong>Siamo seriamente preoccupati che l\u2019accordo generale sul commercio e sui servizi sottometta i governi democratici di tutto il mondo a regole di mercato globale stabilite e rafforzate dall\u2019OMC. Per oltre due decenni abbiamo lottato e lottiamo contro i TRIPs per l\u2019accesso ai farmaci essenziali, ma in questo momento, con il GATS, ad essere seriamente minacciato \u00e8 addirittura l\u2019accesso pubblico ai servizi. Infatti, le restrizioni create dal GATS andrebbero ad interessare tutte le misure di governo relative al commercio e ai servizi, dalle leggi sul lavoro alla tutela del consumatore, includendo anche regolamentazioni, linee guida, sussidi, sovvenzioni e norme sulla concessione delle licenze per l\u2019accesso ai mercati. Le regole del \u201cTrattamento nazionale\u201d, all\u2019interno del GATS, permettono che le multinazionali di servizi con base all\u2019estero possano accedere ai sussidi governativi e ai fondi nazionali destinati ai servizi pubblici. Il GATS costringe cos\u00ec i governi a concedere a fornitori stranieri di servizi l\u2019accesso illimitato al mercato, senza tener conto dell\u2019impatto che ci\u00f2 pu\u00f2 avere a livello ambientale e sociale. Alle corporazioni di servizi \u00e8 garantito l\u2019accesso ai mercati nazionali in tutti i settori, compresi sanit\u00e0, istruzione e acqua. Ritengo che, quando ci si accorge che salute, istruzione e acqua hanno un valore di mercato, si comprende quanto sia urgente fare irruzione in queste politiche, senza tante discussioni e dibattiti, insieme a coloro che ne subiscono gli effetti sulla propria pelle.<\/p>\n<p><strong>E l\u2019acqua divenne cara come il petrolio<br \/>\n<\/strong>La rivista americana Fortune ha affermato: \u201cOggi, compagnie come la francese Suez fanno a gara per privatizzare l\u2019acqua, poich\u00e9 hanno intuito che essa sar\u00e0 per il XXI secolo ci\u00f2 che il petrolio \u00e8 stato per il XX\u201d. Siamo molto preoccupati dalle richieste di completa liberalizzazione e deregolamentazione del settore idrico, siamo preoccupati dai cambiamenti per i quali il governo dovrebbe facilitare il mercato, il che significa pi\u00f9 servizi nel settore privato, e dalle pressioni affinch\u00e9 vengano eliminati tutti i sussidi, che vengono accusati di \u201calterare\u201d \u2013 cio\u00e8 abbassare \u2013 i prezzi e il mercato. Siamo preoccupati nei confronti di chi difende i diritti di propriet\u00e0 sull\u2019acqua. L\u2019acqua non \u00e8 un diritto, ma un bisogno umano. Gli investitori che la vedono solo come diritto di propriet\u00e0 stanno modificando difatti i diritti umani. Le proteste di massa del 1999 a Cochabamba, in Bolivia, dimostrano come le insurrezioni popolari saranno conseguenza inevitabile del raddoppio delle tariffe dell\u2019acqua in comunit\u00e0 povere. Dopo le proteste in Bolivia, conseguenza del contratto tra la comunit\u00e0 locale e la multinazionale Bechtel (con base a San Francisco), le tariffe sono state ridotte, il contratto riconsiderato e annullato. Se pensiamo che il 75-80% dei problemi sanitari sono legati all\u2019acqua, che il 40-50% della popolazione vive sotto la soglia di povert\u00e0, che il peso dell\u2019approvvigionamento idrico grava soprattutto sulle donne, se consideriamo che il riscaldamento globale sta provocando terribili carestie e siccit\u00e0 e che in molti paesi i servizi sanitari sono allo sfascio, \u00e8 evidente che dobbiamo combattere la privatizzazione dell\u2019acqua con le unghie e con i denti.<\/p>\n<p><strong>Regole valide solo per i vincenti<br \/>\n<\/strong>I governi e i cittadini di tutto il mondo hanno dovuto prendere atto, come di un fatto compiuto, che a stabilire le regole del gioco sono, guarda caso, i maggiori beneficiari delle regole stesse. I potenziali vincenti spingono sui nuovi regimi globali, mentre i perdenti si oppongono, nonostante si tenti di rendere sempre pi\u00f9 illegale il loro diritto di opposizione, come si \u00e8 visto nelle proteste di Seattle, Praga, Melbourne e Genova. Non \u00e8 strano se si pensa che pi\u00f9 di 1\/4 dei 4 miliardi e mezzo di persone che vivono nei paesi in via di sviluppo non gode neppure dei diritti umani di base. Inoltre, in molti paesi, pi\u00f9 del 50% della popolazione vive al di sotto della soglia di povert\u00e0 ed \u00e8 costretta ad una vita priva di dignit\u00e0. Allo stesso tempo, le fusioni transnazionali hanno avuto una crescita esplosiva, passando da 900 miliardi di dollari nel 1996 a 3400 miliardi di dollari nel 1999, mentre le acquisizioni USA sono salite da 12 miliardi di dollari nel 1974 a 330 miliardi di dollari nel 1998, fino a 1700 miliardi di dollari nel 1999. Le politiche nazionali sono state asservite ai regimi di mercato internazionale e le multinazionali hanno causato la chiusura di migliaia di imprese su piccola scala e di unit\u00e0 produttive locali. Tutto questo sposato al fatto che alle culture non occidentali, alle culture che mettono al primo posto le aspirazioni spirituali e non materiali degli individui, \u00e8 negato ogni riconoscimento. Infine, per paradosso, le misure di austerit\u00e0 del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale sono pensate proprio per i poveri, non per i privilegiati.<\/p>\n<p><strong>Le vittime della globalizzazione: le donne<br \/>\n<\/strong>A subire le conseguenze di tutto questo, adesso pi\u00f9 che mai, sono le donne. In molte parti del mondo hanno dovuto sopportare gli effetti negativi della globalizzazione: l\u2019aumento di fenomeni quali disoccupazione, perdita dei mezzi di sostentamento, mancanza di terra, perdita di controllo sui beni e sulle scarse risorse, privazione, degrado ambientale e disastri (naturali e provocati). Tutto ci\u00f2 ha reso molto pi\u00f9 difficile la sopravvivenza per un gran numero di persone. In pi\u00f9 le gi\u00e0 scarse risorse nazionali vengono destinate all\u2019acquisto di armi, mentre ai cittadini non sono garantiti neppure i bisogni vitali. Ci sono inoltre dati che attestano un aumento nella violenza fisica, mentale, sociale ed economica nei confronti delle donne. Violenza a volte palesi, spesso, invece, meno ovvia. Pensiamo alla contaminazione delle acque dei fiumi, al controllo sulle sementi e sull\u2019agricoltura, esercitato dai nuovi e ingiusti regimi internazionali di mercato, al mercato di prodotti chimici tossici, alle scorie pericolose, alle tecnologie azzardate e ad un tipo di industria potenzialmente rischiosa. Politiche che toccano il mondo agricolo, da secoli \u201cfemminile\u201d. Perch\u00e9, ricordiamolo, se combattiamo le donne, combattiamo chi d\u00e0 da sempre da mangiare al mondo.<\/p>\n<p><strong>Conoscenza e risorse indigene, un \u201cesubero\u201d per l\u2019Occidente \u201cpirata\u201d<br \/>\n<\/strong>I cambiamenti nei regimi dei brevetti difendono i diritti delle corporazioni, facendole passare per \u201criproduttrici di piante\u201d. Questo ruolo d\u00e0 loro vari privilegi, tra cui quello di brevettare e commerciare i semi, mentre diventa illegale per i contadini conservare e scambiare i semi, come hanno fatto per secoli. La liberalizzazione del mercato sta dando vita ad una nuova classe di persone \u201cin esubero\u201d e sta compromettendo la sopravvivenza di un mondo di profughi senza terra, legati al settore agricolo, tra cui gli artigiani e i pescatori, i quali sono doppiamente colpiti dalla perdita dei loro mercati tradizionali. In India, la grande carestia del Bengala del 1942 (prima dell\u2019indipendenza) uccise oltre 3 milioni di persone e fu in qualche modo conseguenza di un mercato alimentare ingiusto. Champaran Satyagraha, guidata da Gandhi a Bihar nel 1917, fu una protesta dei contadini di Champaran, costretti a produrre l\u2019indaco naturale per le fabbriche di Manchester, pur non avendo di che nutrirsi. Satyagraha fu un esempio di disobbedienza civile: Gandhi aveva affermato che le leggi ingiuste sono fatte per essere infrante. Sempre guidata da lui fu la marcia di Dandi, il 2 marzo 1930, in cui migliaia di persone protestarono contro la legge coloniale britannica che negava loro il diritto di utilizzare e produrre il sale a livello locale. Furono picchiati a sangue ma continuarono ugualmente a marciare. Questi fatti avvennero durante il colonialismo inglese. Oggigiorno, come stati \u201cliberi\u201d con governi \u201cdemocratici\u201d, siamo costretti ad accettare regimi di mercato internazionale.<\/p>\n<p><strong>Undici bambini morti di fame in una settimana<br \/>\n<\/strong>Sta accadendo in Orissa, in India, flagellata dal ciclone nel 1999 e devastata quest\u2019anno dalle alluvioni. Siccit\u00e0 e carestie si sono invece verificate in altre localit\u00e0. Tra il 27 luglio e il 28 agosto sono stati segnalati 20 casi di morte per fame nel distretto di Kashipur, nello stato di Orissa, dove la gente cercava di sopravvivere mangiando noccioli di mango. Ad Udaipur, nel Rajasthan, la siccit\u00e0 continuer\u00e0 ancora per un altro anno: 800 bambini delle comunit\u00e0 tribali sono morti di fame, 11 in una sola settimana. Altri casi di morte per fame sono stati riscontrati, nello stato di Maharashtra, nei distretti di Dhule e Thane. Le scorte di riso sono passate da 13 a 22 tonnellate mentre quelle di grano da 872 a 2411. Nei depositi del governo \u00e8 accumulato tre volte lo stock di riserva necessario alla sicurezza alimentare degli stati. Allo stesso tempo, le cifre di cui dispone il governo parlano di 50 milioni di persone, sempre in India, prostrate dalla fame, pi\u00f9 del doppio rispetto a quelle che l\u2019hanno sofferta durante la grande carestia del Bengala del 1942. Ogni anno 1 milione di tonnellate di cereali va perso nei depositi, mentre 325 milioni di persone vivono sotto la soglia di povert\u00e0 e 50 milioni rischiano la morte per fame. Contemporaneamente i sussidi alimentari vengono tagliati e la gente ricomincia a morire di fame, come durante la carestia in Bihar. Inoltre, come conseguenza dell\u2019aumento dei costi di produzione alimentare \u2013 con l\u2019introduzione di pesticidi e fertilizzanti da parte delle industrie \u2013 gli agricoltori sono costretti ad una condizione di indebitamento crescente. Nell\u2019ultimo decennio i casi di suicidio tra gli agricoltori, fenomeno sconosciuto in passato, si contano a migliaia. A questo si \u00e8 aggiunta la liberalizzazione delle importazioni seguita all\u2019abolizione delle restrizioni quantitative. Ci\u00f2 ha prodotto come risultato il crollo dei prezzi dei prodotti locali. Il tutto \u201ccondito\u201d da politiche commerciali aggressive che hanno invaso il mercato con cibi costosi, qualitativamente scadenti e poveri a livello nutrizionale, modificando l\u2019intera cultura alimentare. Sopra i negozi, lungo le strade principali e nei ristori \u201cDhaba\u2019s\u201d hanno fatto comparsa enormi cartelloni pubblicitari della Coca Cola e Pepsi Cola. Queste cole di propriet\u00e0 multinazionale hanno soppiantato non soltanto le cole locali, ma anche le bibite e le bevande alla frutta sicuramente pi\u00f9 dissetanti ma soprattutto legate a mezzi di sostentamento locale. Famosa \u00e8 la risposta della regina Maria Antonietta a chi le faceva notare che la gente non aveva pane: \u201cSe non hanno pane, date loro brioches\u201d. Lo stesso fenomeno si sta ripetendo oggi per quanto riguarda l\u2019accesso all\u2019acqua: \u201cSe non hanno acqua, date loro coca cola\u201d.<\/p>\n<p><strong>Biopirateria: diritti d\u2019autore anche sulle forme di vita<br \/>\n<\/strong>Oltre ai TRIPs, oggi viene concesso il diritto d\u2019autore a farmaci vecchi con una nuova combinazione o un nuovo dosaggio, prolungando cos\u00ec l\u2019esercizio del diritto. Preoccupante \u00e8 il fatto che la medicina occidentale stia soppiantando la medicina tradizionale e che, isolando i principi attivi, si applichino i diritti d\u2019autore alle conoscenze e alle risorse indigene. La legge americana sui diritti d\u2019autore non riconosce infatti il sapere non occidentale. Gli USA considerano piante, animali, prodotti e processi non biologici e microbiologici come oggetti su cui applicare la legge. Le forme di vita andrebbero esentate dal diritto d\u2019autore. Cos\u00ec come le conoscenze tradizionali e indigene. Andrebbe anche svelato e tutelato il paese di origine della fonte biologica e delle conoscenze associate. Peccato che gli USA affermano che chiedere a chi applica i brevetti di specificare l\u2019origine del materiale genetico o delle conoscenze tradizionali risulterebbe poco pratico! Sostengono che \u201cle comunit\u00e0 possono trattare con i detentori dei diritti d\u2019autore\u201d, ovvero: \u201cvittime della biopirateria negoziate con i vostri potenti biopirati!\u201d.(\u2026)<\/p>\n<p><strong>L\u2019Assemblea dei popoli per la salute<br \/>\n<\/strong>Negli ultimi vent\u2019anni, molte reti di comunicazione si sono occupate con seriet\u00e0 e determinazione delle questioni legate all\u2019equit\u00e0 sociale, economica, sanitaria e di genere. \u00c8 nata cos\u00ec, dall\u2019idea di un gruppo infervorato di attivisti e dei network a cui facevano riferimento, l\u2019Assemblea dei popoli per la salute. Questi network, tra cui International People\u2019s Health Council, Health Action International, Asian Community Health Action Network, Gonaswasthya Kendra Consumer International, Third World Network e Women\u2019s Global Network for Reproductive Rights, costituivano il gruppo di coordinamento per l\u2019organizzazione dell\u2019Assemblea dei Popoli per la Salute e offrivano gratuitamente i propri servizi. Gonoshasthaya Kendra, Centro per la Salute dei Popoli a Savar (Bangladesh) ha ospitato le 1453 persone provenienti da 92 paesi che, dal 4 all\u20198 dicembre 2000, hanno preso parte all\u2019Assemblea dei popoli per la salute. Mentre di giorno si tenevano laboratori e assemblee plenarie su temi quali l\u2019accesso ai farmaci, TRIPs, sistemi di medicina tradizionale, violenza sulle donne, militarizzazione e impatto delle politiche della Banca Mondiale, di sera si svolgevano attivit\u00e0 culturali. I partecipanti, provenienti da varie regioni e paesi del mondo, rallegravano il pubblico con spettacoli culturali, nell\u2019ottica di un processo educativo che si propone la comprensione e il rispetto delle diversit\u00e0. I pasti venivano serviti in pi\u00f9 di 15 piccole capanne di bamb\u00f9 dove le donne del villaggio cucinavano e servivano ai partecipanti piatti genuini della cucina locale.<\/p>\n<p><strong>La Carta dei popoli per la salute: l\u2019Assemblea dei popoli per la salute, Dhaka, 2000<br \/>\n<\/strong>La Carta dei popoli per la salute \u00e8 sostanzialmente un\u2019idea, un\u2019affermazione, uno strumento che consente di riunire le persone attorno alla questione dei diritti sanitari, un riferimento per quanti credono fermamente che ogni essere umano abbia il diritto di essere rispettato e vivere con dignit\u00e0. La Carta mette in discussione in modo deciso una visione del mondo secondo la quale una fetta della societ\u00e0 sia in eccesso dal momento che non ha potere d\u2019acquisto. La Carta sfida la proposta aggressiva di modelli di vita non sostenibili, consumo sfrenato, controllo esercitato dalle corporazioni e da una ristretta minoranza sulla maggioranza degli esseri umani. Ecco alcune delle questioni sollevate dalla Carta:<br \/>\n&#8211; Preoccupazione per la destabilizzazione dell\u2019ambiente e dell\u2019ecologia. I poveri sono accusati del degrado ambientale, quando un privilegiato 20% del mondo consuma l\u201980% delle risorse del pianeta.<br \/>\n&#8211; S\u2019oppone al terrorismo occulto che sta trasformando migliaia di persone normali in poveracci, prostitute, rifugiati economici e popolo dei ghetti. Questo terrorismo si esercita nell\u2019eliminazione dei loro gi\u00e0 miseri mezzi di sostentamento, nella distruzione delle loro risorse e nelle politiche aggressive di espansione portate avanti dalle multinazionali e da quanti altri ricavano guadagni spropositati da queste politiche ingiuste.<br \/>\n&#8211; Combatte la crescente militarizzazione. Richiama alla necessit\u00e0 di considerare tutte le forme di terrore, tra cui l\u2019incidenza inaccettabile e patologica di pochi paesi sul riscaldamento globale e sui cambiamenti climatici, un elemento che sta causando distruzione, cicloni, siccit\u00e0, carestie, alluvioni, terremoti, frane e ondate di caldo.<br \/>\n&#8211; Si schiera contro quelle sanzioni commerciali illegali responsabili della morte di migliaia di bambini innocenti, come avviene in Iraq, dove sono gli innocenti a pagare per le azioni dei loro governanti. Il silenzio dell\u2019OMS e delle autorit\u00e0 sanitarie a questo riguardo \u00e8 assordante.<br \/>\n&#8211; Contesta l\u2019adozione e l\u2019uso arbitrari di qualunque tecnologia e chiede regolamentazione e responsabilit\u00e0, in quanto l\u2019uso improprio di certa tecnologia pericolosa, la negligenza e il trattenimento di informazioni vitali hanno causato migliaia di morti. Un esempio \u00e8 la tragedia del gas a Bhopal, in cui la Union Carbide nascose le informazioni sul sodio tiosolfato, antidoto all\u2019avvelenamento da cianuro, ma anche antidoto all\u2019isocianuro metilico. Pensiamo allo scarico di scorie radioattive che provocano malformazioni congenite e \u201cjelly babies\u201d, come \u00e8 accaduto in Papa Nuova Guinea in seguito al commercio non regolamentato di rifiuti tossici. Pensiamo a tutti gli esseri umani, soprattutto bambini, resi storpi e mutilati dall\u2019Agente Arancio e da pericolosi pesticidi, ai test clinici su farmaci rischiosi effettuati senza informare sugli effetti collaterali (es. l\u2019effetto teratogeno). Pensiamo ai malati di AIDS, malaria, tubercolosi, privati persino dei servizi sanitari di base, vuoi per colpa delle politiche di aggiustamento strutturale, dei TRIPs o del GATS.<br \/>\n&#8211; Individua una seria minaccia nell\u2019offerta aggressiva da parte dei mercati di stili di vita, modelli ricreativi e alimentari insostenibili, insieme ad una brama insaziabile di avere sempre di pi\u00f9. Ogniqualvolta sono assicurati i bisogni primari, l\u2019alfabetizzazione, i mezzi di sostentamento e i servizi sanitari che garantiscono la sopravvivenza dei bambini, le famiglie diventano automaticamente meno numerose. Ma a questo non si pu\u00f2 arrivare con la coercizione o con gli imbrogli tecnologici. Non si pu\u00f2 controllare l\u2019inquinamento atmosferico con maschere facciali, n\u00e9 l\u2019AIDS e le altre malattie sessualmente trasmissibili solo con i profilattici, n\u00e9 la demografia esclusivamente con i mezzi di contraccezione. \u00c8 fondamentale, per la sostenibilit\u00e0 della societ\u00e0 e del pianeta, un controllo volontario dei consumi.<\/p>\n<p><strong>Combattere in modo originale<br \/>\n<\/strong>Assistiamo allo smantellamento dei diritti pi\u00f9 importanti: i diritti dei lavoratori, il diritto alla salute, al cibo, all\u2019acqua, alla terra, ad un\u2019esistenza dignitosa. Sacrificando questi si sacrificano anche le sicurezze. Forse il senso della nostra presenza qui ad Assisi \u00e8 proprio ribadire gli impegni che ci siamo gi\u00e0 presi con l\u2019Assemblea dei Popoli per la Salute e la Carta dei Popoli per la Salute. \u00c8 evidente che, per garantire la sopravvivenza e la salute dei pi\u00f9 deboli bisogner\u00e0 combattere battaglie politiche, intellettuali, psicologiche, e bisogner\u00e0 farlo in modo originale. Occorre un sistema di comunicazione pi\u00f9 stretto, veloce ed efficace tra quanti difendono le sicurezze e i diritti umani. Sono fermamente convinta che questo potere collettivo abbia una forza immensa. Altrettanto importante \u00e8 l\u2019esigenza di creare alternative. Le carte e gli accordi che difendono i diritti umani e sociali devono essere implementati. Mi riferisco, ad esempio, alla Carta di Alma Ata, alla dichiarazione sui principi e i diritti fondamentali del lavoro (ILO), al convegno sulla biodiversit\u00e0, al protocollo sulla biosicurezza, alla dichiarazione dell\u2019ONU sui diritti umani.<br \/>\nA scuola mi hanno insegnato che Ges\u00f9, giustamente arrabbiato, una volta cacci\u00f2 i mercanti dal tempio di Dio. Anche noi possiamo essere giustamente arrabbiati per le sofferenze di altre persone, in un\u2019epoca di vistose ingiustizie, in cui le forze che perseguono il profitto si alleano per realizzare uno sfruttamento ancora pi\u00f9 violento. Daremo sfogo alla nostra preoccupazione e alla nostra rabbia in modi diversi, sia a voce che per iscritto.<br \/>\nL\u2019opposizione e la protesta seguono la consapevolezza, da parte delle persone, di cosa stanno perdendo e di come lo stanno perdendo. Stanno perdendo ci\u00f2 che a loro spetta di diritto. Opposizione \u00e8 anche lo sforzo della collettivit\u00e0 di prevenire la formulazione di leggi e politiche di mercato ingiuste. Anche prepararsi a violare leggi ingiuste \u00e8 un aspetto importante della resistenza pacifica predicata da Mahatma Gandhi.<br \/>\nI milioni di persone private del diritto al cibo, all\u2019istruzione, specialmente i bambini, alle cure sanitarie di base, insieme all\u2019aumentare di malattie, epidemie e morte dei propri cari hanno gi\u00e0 suscitato forme spontanee di protesta a livello locale. Noi che siamo qui ad Assisi ci siamo gi\u00e0 schierati e siamo pronti a pagarne il prezzo. Che questo convegno ci dia la forza morale e il sostegno di cui abbiamo bisogno per affrontare il lavoro e le sfide che ci attendono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Meera Shiva, Rappresentante dell\u2019Assemblea dei popoli per la salute La Carta di Alma Ata, nel 1978 affermava la salute come un diritto del cittadino, riconoscendo che un approccio meramente curativo, basato su farmaci, medici e dispensari, non poteva rispondere pienamente alle esigenze sanitarie dei popoli. Purtroppo il concetto generale di salute di base \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3977,3602],"edizioni":[30],"autori":[4062],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3689],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5811"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5811"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5811\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5812,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5811\/revisions\/5812"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5811"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=5811"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=5811"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=5811"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=5811"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=5811"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=5811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}