{"id":582,"date":"2009-11-04T17:06:54","date_gmt":"2009-11-04T17:06:54","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=582"},"modified":"2026-01-09T11:56:46","modified_gmt":"2026-01-09T10:56:46","slug":"c-cavallo-e-cavallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=582","title":{"rendered":"8. C&#8217;\u00e8 cavallo e cavallo"},"content":{"rendered":"<p>di Lara Dattoli<\/p>\n<p>Una proposta del Progetto Calamaio per le scuole elementari e dell\u2019infanzia.<!--break-->Il Progetto Calamaio nasce nel 1986 all\u2019interno del CDH di Bologna e propone incontri nelle scuole di ogni ordine e grado sul tema della diversit\u00e0. La sua specificit\u00e0 \u00e8 di essere ideato e progettato da persone con deficit fisico con la collaborazione di educatori e animatori.<br \/>\nUna proposta per i bambini e le insegnanti delle scuole elementari e dell\u2019infanzia si snoda sulla fiaba di J\u00f2zef Wilk\u00f2n dal titolo \u201cC\u2019\u00e8 cavallo e cavallo\u201d.<br \/>\nLe attivit\u00e0 proposte sono incentrate sul riconoscimento della diversit\u00e0 rispetto a ci\u00f2 che ognuno di noi sa fare o desidera fare. Si scopre cos\u00ec che oltre ad essere uguali e diversi spesso sappiamo fare cose che ci differenziano l\u2019uno dall\u2019altro, rendendoci unici. L\u2019omologazione, l\u2019essere a tutti i costi uguali, ci snatura, impoverisce e rattrista.<br \/>\nL\u2019incontro diretto con gli animatori con deficit del gruppo permette momenti di confronto e approfondimento su queste e altre tematiche, quali la paura, la difficolt\u00e0, la fiducia e l\u2019aiuto.<br \/>\nIl racconto della fiaba verr\u00e0 supportato graficamente da un cartellone con dodici scene, coperte da altrettante tendine, che rappresentano i momenti salienti della storia. Il percorso si articola in cinque incontri: ad ogni incontro verranno scoperti tre riquadri che si riferiscono ad un tema particolare che caratterizza il Progetto.<\/p>\n<p><strong>Primo incontro: la conoscenza<\/strong><br \/>\nLa prima parte verr\u00e0 dedicata a giochi di conoscenza tra i bambini e gli animatori: ci presentiamo cantando il nostro nome, costruiamo insieme dei trenini facendo il gioco della signora Locomotiva (le animatrici in carrozzina si trasformano in locomotive e chiedono ai bambini se vogliono unirsi al treno: questo gioco consente ai bambini di relazionarsi direttamente con l\u2019animatore disabile), facciamo i giochi dei bambini, ecc.<br \/>\nLa seconda parte verr\u00e0 dedicata al racconto della fiaba; verranno cos\u00ec scoperte le prime tre scene del cartellone che riguardano l\u2019incontro tra il puledro e l\u2019ippopotamo.<\/p>\n<p><strong>Secondo incontro: la paura<\/strong><br \/>\nCi presentiamo con la canzone dei nomi e riassumiamo con delle diapositive la prima parte della fiaba. In seguito continuiamo il racconto scoprendo altri tre riquadri del cartellone, in cui il puledro si spaventa vedendo l\u2019ippopotamo. Dopo un primo momento di confronto sul perch\u00e8 il puledro fosse spaventato viene proposto ai bambini il \u201cgioco del mostro del lago\u201d; un animatore finge di essere un mostro spaventoso che vive tutto solo in un lago e che vorrebbe avere degli amici ma ogni volta che esce dall\u2019acqua terrorizza tutti quelli che sono sulla riva. Inoltre \u00e8 anche pauroso tanto che basta battere le mani che lui scappa in acqua. Un giorno finalmente riesce ad acciuffare un malcapitato che trascinato nel lago scopre che il mostro in fondo non fa paura e riesce a fare amicizia con lui. A questo punto tutti i bambini vengono invitati ad entrare nel lago e a conoscere il \u201cmostro\u201d.<br \/>\nIn seguito, se rimane tempo, si disegnano le nostre paure che verranno riposte nella casa della paura, costruita precedentemente dalle maestre.<\/p>\n<p><strong>Terzo incontro: la diversit\u00e0<\/strong><br \/>\nRiassumiamo la fiaba con l\u2019ausilio delle diapositive e continuiamo il racconto scoprendo altre tre scene del cartellone: Il puledro e l\u2019ippopotamo scoprono di essere entrambi cavalli anche se sono diversi fisicamente e sanno fare cose diverse. Mentre il cavallo corre veloce e salta i fossati d\u2019acqua, l\u2019altro nuota magnificamente. Per sottolineare la diversit\u00e0 dei due animali vengono proposti due percorsi: uno ad ostacoli per il cavallo e l\u2019altro utilizzando la pallestra per gli ippopotami. I bambini insieme agli animatori disabili scoprono che \u00e8 divertente essere sia puledri che ippopotami.<br \/>\nL\u2019incontro si conclude con un momento di confronto sulla diversit\u00e0 tra gli animali della stessa famiglia . Con l\u2019ausilio di un cartellone si introduce anche il tema delle differenze tra i popoli e le rispettive culture (questa pu\u00f2 essere un\u2019eventuale pista di approfondimento).<\/p>\n<p><strong>Quarto incontro: la fiducia<\/strong><br \/>\nDopo aver guardato le diapositive si procede con il racconto della fiaba: l\u2019ippopotamo e il puledro decidono di diventare due cavalli uguali e cos\u00ec si fanno una promessa: incontrarsi dopo un anno sapendo fare le stesse cose. L\u2019impegno \u00e8 grande ma entrambi si fidano l\u2019uno dell\u2019altro. Insieme ai bambini si vive l\u2019esperienza del cavallo di riuscire a nuotare e degli ippopotami di imparare a galoppare (i \u201ccavalli\u201d avranno degli zoccoli di gommapiuma e dovranno riempire un secchio con le palline della piscina, mentre gli \u201cippopotami\u201d dovranno fare un percorso ad ostacoli dentro a degli ingombranti vestiti di gommapiuma).<br \/>\nLa difficolt\u00e0 viene vissuta direttamente dai bambini che potranno esprimere le loro impressioni durante il momento conclusivo di conversazione.<\/p>\n<p><strong>Quinto incontro: l\u2019identit\u00e0<\/strong><br \/>\nL\u2019ultima parte della fiaba viene drammatizzata dagli animatori del Calamaio: il puledro e l\u2019ippopotamo si incontrano dopo un anno. La delusione \u00e8 tanta: oltre a non essere diventati uguali non sanno rispettivamente pi\u00f9 nuotare n\u00e9 galoppare come prima. Decidono cos\u00ec di tornare come erano e di rimanere amici anche se cavalli diversi.<br \/>\nSi disegnano le sagome di alcuni bambini e adulti per poi modificarle in base ai loro desideri: ad esempio essere pi\u00f9 alti, correre velocemente con gambe pi\u00f9 muscolose, volare con le ali ecc. Il risultato sar\u00e0 una sagoma che per\u00f2 riflette un mostro che non ci rappresenta pi\u00f9. Cos\u00ec si preferisce la vecchia sagoma. L\u2019accettazione della propria diversit\u00e0, anche con i suoi limiti, conclude questo incontro.<\/p>\n<p><strong>Un amore a prima vista<\/strong><br \/>\nMi sono innamorata immediatamente di \u201cC\u2019\u00e8 cavallo e cavallo\u201d per la bellezza delle immagini e la forza delle parole. Chi ha avuto modo di sfogliare questo libro delle edizioni Arka avr\u00e0 notato la grafica che sostiene, spiega e descrive la parte narrativa con grande efficacia. Riempie le parole facendo sorridere.<br \/>\nQuando \u00e8 arrivato il momento di progettare le attivit\u00e0 intorno a questa fiaba, abbiamo costruito un cartellone con testo e immagini proprio per suscitare quello stupore nei bambini che prima avevamo provato noi. E cos\u00ec \u00e8 stato!<br \/>\nLa scelta di questa fiaba per parlare di handicap e diversit\u00e0 non \u00e8 stata immediata per tutti i componenti del gruppo di lavoro: mancava il tema fondamentale della relazione d\u2019aiuto e anche l\u2019amicizia si trovava solo alla fine, come conclusione di tutte le vicende dei protagonisti. Infatti il cavallo e l\u2019ippopotamo decidono di imparare a fare le stesse cose non per amicizia ma per confermare la propria identit\u00e0, quella cio\u00e8 di essere entrambi cavalli. In fondo fanno tutto per loro stessi, non per l\u2019altro. E non si aiutano nemmeno. Pazienza! Vorr\u00e0 dire che non troveremo i toni mielosi di tante fiabe che sottolineano di continuo l\u2019importanza dell\u2019aiuto, ma le poche parole di J\u00f2zef Wilk\u00f2n che ci chiedono di superare l\u2019esigenza di parlare sempre di amicizia quando si tratta il tema della diversit\u00e0.<br \/>\nQui si parla di paura, di fiducia, di identit\u00e0 e di difficolt\u00e0.<br \/>\nLa paura di trovarsi di fronte qualcuno totalmente diverso da noi che si appropria della nostra identit\u00e0.<br \/>\nLa fiducia in una promessa fatta per dimostrare all\u2019altro, ma soprattutto a se stessi, chi si \u00e8 veramente. Qui si tocca un altro nodo cio\u00e8 il percorso verso se stessi passa attraverso la categoria del fare. Con un motto potremmo dire: \u201cio sono ci\u00f2 che faccio!\u201d. I due cavalli vogliono imparare a fare le stesse cose per potersi sentire alla fine entrambi uguali. Il confronto della loro diversit\u00e0 passa attraverso le differenti competenze dei protagonisti: uno nuota mentre l\u2019altro salta i fossati d\u2019acqua ed \u00e8 per questo che uno \u00e8 un ippopotamo e l\u2019altro un cavallo. L\u2019aspetto, il colore del pelo, la struttura fisica non sono usati come parametri per valutare l\u2019uguaglianza e la diversit\u00e0. Solo il saper fare bene una determinata cosa definisce chi siamo.<br \/>\nJ\u00f2zef Wilk\u00f2n non poteva essere pi\u00f9 attuale proponendoci un cavallo (un po&#8217; antipatico a dire il vero) che si pavoneggia dei trofei vinti nelle numerose gare, che corre veloce, fa le piroette (un cavallo-ballerino&#8230;esagerato!) e che proprio per questo \u00e8 un cavallo.<br \/>\nUn cavallo che viene messo in crisi da un saggio ippopotamo che gli dimostra anch\u2019esso di essere un cavallo pur sapendo solo nuotare.<br \/>\nMa torniamo alla promessa: \u201cun anno per imparare a fare le stesse cose\u201d.<br \/>\nLa fiducia \u00e8 un tema fondamentale perch\u00e9 motiva i protagonisti ad investire un anno del loro tempo in allenamenti faticosissimi e diete forzate. E\u2019 la fiducia verso l\u2019altro che permette di provare strade diverse da quelle consuete, che d\u00e0 senso a ci\u00f2 che si sta facendo, che rende possibile il cambiamento.<br \/>\nIl tema dell\u2019identit\u00e0 percorre tutta la fiaba intrecciandosi a quello della diversit\u00e0. Il bisogno di sentirsi rassicurati rispetto a se stessi permette di scoprire l\u2019altro con le sue caratteristiche e i suoi limiti, in un confronto che approfondisce la conoscenza di s\u00e9.<br \/>\nI due cavalli si ritrovano dopo un anno stanchi e infelici perch\u00e9 non riescono pi\u00f9 ad esprimersi come prima e tutti i loro sforzi per diventare uguali, imparando ci\u00f2 che non sapevano fare, sono risultati vani. Si chiedono cos\u00ec se ha avuto senso faticare cos\u00ec tanto.<br \/>\nSpesso chiediamo ai bambini di inventarsi il finale della fiaba; le risposte sono principalmente di due tipi : i due cavalli diventano uguali oppure restano come sono, rimanendo comunque amici. Nel secondo caso, quando scopriamo il finale, il confronto sul valore della diversit\u00e0 nasce spontaneo, pi\u00f9 difficile invece nel primo caso in cui i bambini non accettano il fallimento dei tentativi dei due cavalli, cercando un lieto fine dove ci sono solo vincitori. Qui invece la sconfitta \u00e8 forte: si dice che le difficolt\u00e0 vanno superate ma non sempre \u00e8 cos\u00ec. Se la difficolt\u00e0 \u00e8 troppo grande, insormontabile \u00e8 necessario riflettere e fermarsi. Un atteggiamento costruttivo rispetto ai propri limiti \u00e8 sicuramente positivo. ma l\u2019eccesso nel volerli superare a tutti i costi porta a scontrarsi con ostacoli troppo grandi, a perdere la propria identit\u00e0 inseguendo un ideale irraggiungibile. Proviamo a pensare all\u2019handicap come difficolt\u00e0. La difficolt\u00e0 si crea quando non si utilizzano al meglio le proprie potenzialit\u00e0 in armonia con l\u2019ambiente circostante. La difficolt\u00e0 nasce da un eccesso di ambizione, da una lettura sbagliata della realt\u00e0, da una scarsa conoscenza di s\u00e9. L\u2019ambiente la amplifica, la rende tangibile anche se non \u00e8 solo l\u2019ambiente che crea l\u2019handicap. L\u2019atteggiamento rispetto al deficit condiziona il modo di vivere l\u2019handicap: spesso come operatori ci troviamo a lavorare sull\u2019accettazione dei propri limiti per promuovere un atteggiamento propositivo rispetto alle tante situazioni problematiche che \u00e8 necessario affrontare. La difficolt\u00e0 ha quindi una valenza negativa quando \u00e8 troppo grande mentre nella giusta dimensione \u00e8 uno stimolo di crescita.<br \/>\nIn fondo \u00e8 ci\u00f2 che dice questa fiaba: \u00e8 importante andare verso l\u2019altro cercando di cambiare, mettendosi in dubbio per migliorare. Ma il confronto deve passare attraverso l\u2019accettazione della propria identit\u00e0 con tutto ci\u00f2 che comporta: solo in questo modo posso valorizzare la diversit\u00e0, mia e dell\u2019altro, e partire da questo punto per inventare nuove fiabe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una proposta del Progetto Calamaio per le scuole elementari e dell\u2019infanzia.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3595,3605],"edizioni":[57],"autori":[2744],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3641],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/582"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=582"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/582\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6101,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/582\/revisions\/6101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=582"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=582"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=582"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=582"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=582"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=582"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}