{"id":583,"date":"2009-11-04T17:06:54","date_gmt":"2009-11-04T17:06:54","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=583"},"modified":"2026-01-09T12:08:44","modified_gmt":"2026-01-09T11:08:44","slug":"raccontare-semplicemente-una-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=583","title":{"rendered":"7. Raccontare semplicemente una storia"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Intervista a Guido Quarzo, scrittore per ragazzi<\/p>\n<p><!--break--><strong>Con quale atteggiamento ci si pone davanti al fatto di voler raccontare una storia di diversit\u00e0?<\/strong><br \/>\nNon credo che sia necessario, per raccontare una storia intorno a una situazione di diversit\u00e0, avere un atteggiamento particolare, diverso da quello che si ha quando si raccontano altre storie. Ogni storia in fondo nasce dalla definizione di un problema: pu\u00f2 essere un problema soggettivo, di relazione con gli altri, o un problema pi\u00f9 oggettivo come una situazione difficile in cui i personaggi vengono a trovarsi. Nello svolgimento delle storie poi i problemi si intrecciano e si complicano. Nel caso di \u201cClara Va Al Mare\u201d, alle difficolt\u00e0 &#8216;\u2018soggettive&#8217;\u2019 della protagonista, si aggiungono quelle \u201coggettive\u201d dovute al fatto che viaggia da sola. Ma raccontando questa storia non ho mai pensato che la \u2018diversit\u00e0\u2019 di Clara richiedesse da parte mia un atteggiamento narrativo specifico. Credo anzi che la forza del racconto, se ne ha, stia proprio in questo, che ho cercato di trattare la materia senza nessun accorgimento particolare, con l\u2019idea appunto di raccontare semplicemente una storia.Quali sono i rischi maggiori che si corrono?<br \/>\nCredo che i rischi pi\u00f9 grandi che un narratore corre con storie di questo tipo siano di enfatizzare eccessivamente i problemi della diversit\u00e0 o, all\u2019opposto, di minimizzarli, quasi per negare l\u2019assunto iniziale che una diversit\u00e0 comunque esiste. Ho visto per esempio il film \u201cL\u2019Ottavo Giorno\u201d, che parlava dello stesso problema e aveva per protagonista un ragazzo down, e non mi \u00e8 piaciuto per niente: ho trovato esagerata l\u2019insistenza sul rifiuto da parte della gente \u201cnormale\u201d e poi altrettanto esagerata l\u2019esaltazione della diversit\u00e0 come modello di confronto capace di mettere in crisi l\u2019ipocrisia e l\u2019egoismo.<\/p>\n<p><strong>Come e&#8217; nata l&#8217;idea di scrivere il libro &#8220;Clara va al mare&#8221;?<\/strong><br \/>\nIo sono prima di tutto uno scrittore di narrativa, questo \u00e8 il mio mestiere e sono quindi sempre alla ricerca di storie interessanti. Molto del materiale narrativo che utilizzo lo vado a pescare naturalmente nel mio personale \u2018magazzino mentale\u2019. Ebbene, l\u00ec dentro c\u2019erano anche alcune esperienze che, avendo insegnato per molti anni nella scuola elementare, ho avuto occasione di fare con bambini e bambine in qualche modo problematici. Tra questi, anche almeno tre casi di alunni down. L\u2019idea di scrivere \u201cClara va al mare\u201d \u00e8 cresciuta un poco alla volta, da un primo abbozzo iniziale che conteneva solo l\u2019episodio dei grandi magazzini e che pensavo di accorpare agli altri racconti del volume \u201cTalpa Lumaca Pesciolino\u201d. Mano a mano che scrivevo per\u00f2 mi tornavano alla mente episodi, espressioni e atteggiamenti, arrabbiature e tutta la grande carica affettiva che quei bambini sapevano comunicare. Direi che da un certo punto in avanti il racconto di Clara \u00e8 diventato una sorta di sfida con me stesso: vediamo se sei capace, mi dicevo, di raccontare quel groviglio di emozioni e di portare questa ragazzina fino al mare.<\/p>\n<p><strong>Nella storia di Clara si ritrovano quotidianit\u00e0 e fantasia. Come si miscelano? C&#8217;\u00e8 prevalenza dell&#8217;una o dell&#8217;altra?<\/strong><br \/>\nEntro certi limiti si potrebbe dire che il personaggio di Clara incarna il mondo dell\u2019immaginazione, delle pulsioni e dei desideri. Gli altri personaggi rappresentano, se vogliamo, il cosiddetto principio di realt\u00e0.<br \/>\nMa non c\u2019\u00e8 una netta separazione tra i due mondi: il principio di realt\u00e0 fallisce quasi ogni volta che tenta di \u2018interpretare\u2019 il pensiero di Clara e l\u2019immaginario si trova a dover fare i conti con la realt\u00e0, nel dialogo fra il cane e Clara che, nonostante le apparenze, \u00e8 uno dei momenti pi\u00f9 realistici del racconto.<\/p>\n<p><strong>La risposta dei lettori: rispetto alle intenzioni, a ci\u00f2 che si voleva esprimere, che tipo di reazione ha suscitato la lettura di testi come &#8220;Talpa, lumaca, pesciolino&#8221; e &#8220;Clara va al mare&#8221;?<\/strong><br \/>\nCon Talpa Lumaca e Pesciolino ho avuto molte soddisfazioni nel corso di incontri con i lettori, sia adulti sia bambini. Ho l\u2019impressione che sia stata ben colta l\u2019idea che ognuno di questi racconti ha per soggetto la possibilit\u00e0. La possibilit\u00e0 \u00e8 qualcosa di diverso dalla speranza: la possibilit\u00e0 sta dentro di noi, \u00e8 come una falda sotterranea e in qualche modo trover\u00e0 uno sbocco.<br \/>\nClara va al mare \u00e8 un libro ancora troppo nuovo, ma finora i commenti sono stati lusinghieri. Mi piacerebbe che venisse letto come un breve romanzo, per il piacere della lettura soprattutto, senza etichette di genere o intenzioni didascaliche, questo s\u00ec.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Clara va al mare&#8221; \u00e8 un fuori collana; come \u00e8 stata voluta questa collocazione?<\/strong><br \/>\nE\u2019 stata una decisione di ordine puramente pratico: non si riusciva ad attribuire al racconto una precisa \u2018fascia di et\u00e0\u2019 indicata per la lettura. Da una parte spiaceva all\u2019editore proporlo come libro per ragazzi tout court, d\u2019altro lato considerarlo un libro per soli adulti sarebbe stato un limite ingiustificato. Cos\u00ec se ne \u00e8 fatto un fuori collana, e devo dire che Luigi Spagnol, il mio editor della Salani, ha avuto ragione: infatti Clara va al mare viene letto con interesse dalla quinta elementare alla scuola media, e anche dagli adulti.Il mio prossimo libro, che uscir\u00e0 in ottobre per Feltrinelli e sar\u00e0 intitolato \u201cIl Fantasma del Generale\u201d, avr\u00e0 gli stessi problemi di \u201ctarget\u201d.<br \/>\nFra i temi del racconto ritroveremo ancora quello della diversit\u00e0, ma essendo una storia che si svolge alla fine del XIX secolo, l\u2019atmosfera sar\u00e0 molto diversa. Uno dei personaggi \u00e8 addirittura ricalcato sulla figura di Cesare Lombroso, potete quindi ben immaginare\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raccontare semplicemente una storia. 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