{"id":592,"date":"2009-11-04T17:06:56","date_gmt":"2009-11-04T17:06:56","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=592"},"modified":"2026-01-12T10:50:21","modified_gmt":"2026-01-12T09:50:21","slug":"fiducia-e-costruzione-dei-legami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=592","title":{"rendered":"7. Fiducia e costruzione dei legami"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>\u201cLa fiducia \u00e8 la possibilit\u00e0 di affidarsi all\u2019altro avendo la speranza che l\u2019altro abbia comunque rispetto per te\u2026L\u2019operatore dovrebbe avere la possibilit\u00e0 e l\u2019energia per porsi dentro la relazione di cura in uno stato d\u2019animo interlocutorio\u201d. Intervista a Maria Cristina Pesci, medico e psicoterapeuta<\/p>\n<p><strong><!--break-->Fiducia si pu\u00f2 tentare una definizione di questo sentimento?<\/strong><br \/>\nLa fiducia \u00e8 la possibilit\u00e0 di affidarsi all\u2019altro avendo la speranza che l\u2019altro abbia comunque rispetto per te. Il discorso della speranza non \u00e8 un discorso scontato, nel senso che noi nell\u2019operare quotidiano lo diamo come assunto, ma invece \u00e8 una cosa che meriterebbe da un lato pi\u00f9 attenzione e dall\u2019altro dovrebbe essere verificato.<br \/>\nLa fiducia \u00e8 qualcosa che si costruisce nel tempo e si modifica nel procedere della relazione, \u00e8 qualche cosa che con accenti diversi riguarda tutti e due i poli della relazione.<br \/>\nC\u2019\u00e8 anche una reciprocit\u00e0 oltre alla speranza che comunque \u00e8 unica e speciale per ogni rapporto a due che si crea e quindi in questo senso irripetibile.<br \/>\nCi troviamo a riflettere su due ambiti, uno intersoggettivo che implica la presenza e l\u2019incontro tra due persone, e l\u2019altro che riguarda la dimensione professionale, la consapevolezza che essendo coinvolto in una professione sei chiamato anche istituzionalmente a rispondere a una serie di bisogni e di mandati legati al ruolo.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 possibile ricostruire le \u201ccondizioni\u201d che permettono il nascere e il consolidarsi dei legami di fiducia fra le persone?<\/strong><br \/>\nNon solo \u00e8 possibile, anche se a volte \u00e8 molto difficile, ma uno dei cardini su cui costruire l\u2019aiuto all\u2019altro. Noi sappiamo che qualsiasi competenza , che qualsiasi risultato \u00e8 possibile raggiungere soltanto con una \u201ccolorazione\u201d affettiva che produce la spinta e rappresenta la molla al cambiamento.<br \/>\nIl cambiamento inteso come parziale abbandono di vecchie conoscenze certezze, sicurezze e salto nel nuovo, nel non conosciuto, nell\u2019incerto, in sintesi in una condizione di instabilit\u00e0. In questo senso la fiducia diventa particolarmente efficace.<\/p>\n<p>Insegnare a un bambino con un deficit motorio a mettersi in piedi non \u00e8 una mera esercitazione tecnica ma \u00e8 essere con lui in una specie di esercizio senza rete nel quale abbandonare i vecchi schemi motori implica trovare il piacere di una diversa motricit\u00e0 che per\u00f2 \u00e8 anche paura di cadere, di non essere capace o di non fare troppa fatica. In questo senso la fiducia in questa relazione diventa dalla parte del bambino la speranza che ci\u00f2 che la terapista propone alla fine sar\u00e0 pi\u00f9 vantaggioso e piacevole. Dalla parte del terapista una speculare speranza che questo percorso sia il meno parzialmente raggiungibile nonostante il deficit.<\/p>\n<p><strong>Come il dare e il ricevere aiuto, che si presenta in modo asimmetrico, pu\u00f2 portare all\u2019instaurarsi di una fiducia reciproca? Ci sono aspettative ed attese diverse? Che ruolo giocano?<br \/>\n<\/strong>Ogni relazione di cura \u00e8 fatta da ruoli e da aspettative diverse che devono in parte rimanere tali in modo che non si confondano completamente i ruoli di chi aiuta e di chi \u00e8 aiutato. Questa diversit\u00e0 sana ha almeno idealmente un potente collante che dovrebbe essere la consapevolezza del piacere di prendersi cura da un lato, dall\u2019altro nel piacere di sentirsi aiutato e riconosciuto nei propri bisogni. A questa dimensione legata al piacere bisogna affiancare, far convivere, un altro sentimento che ha a che fare con l\u2019aggressivit\u00e0 che le situazioni di bisogno evocano sempre.<\/p>\n<p><strong>Lavorare accanto a chi \u00e8 in difficolt\u00e0 pu\u00f2 evidenziare alcuni rischi estremi: l\u2019essere totalmente \u201cassorbito\u201d, l\u2019essere totalmente separato. Come trovare un equilibrio empatico senza annullarsi in uno di questi due rischi?<\/strong><br \/>\nL\u2019operatore dovrebbe avere la possibilit\u00e0 e l\u2019energia per porsi dentro la relazione di cura in uno stato d\u2019animo interlocutorio; poter quindi permettersi di interrogarsi rispetto ai bisogni a cui sta rispondendo, non escludendo che parte della propria professione \u00e8 anche prendersi cura di s\u00e9 stessi e dei propri bisogni. Non confondere queste due ambiti permette forse la giusta distanza.<br \/>\nUn bambino, ad esempio, che all\u2019interno di una classe crea problemi di disordine e di mancanza di rispetto delle regole pu\u00f2 essere valutato e aiutato da diversi punti di vista. L\u2019operatore che si occupa di aiutare questo bambino pu\u00f2 costruire delle strategie di aiuto efficaci solamente se riesce a rispondere a due interrogativi; uno riguarda quali significati questa confusione sta \u201craccontando\u201d in quel contesto e per quel bambino, l\u2019altro riguarda il mio progetto di contenere questo disordine e deve tener conto anche della mia preoccupazione di operatore di rispondere a ci\u00f2 che l\u2019istituzione si aspetta dal mio ruolo professionale.<\/p>\n<p><strong>La fiducia nasce e cresce nell\u2019incontro. La fiducia regge alla separazione?<br \/>\n<\/strong>La separazione \u00e8 paradossalmente un tema importantissimo legato al tema della costruzione dei legami e della fiducia; perch\u00e9 molto spesso sia gli operatori che la persona che riceve aiuto vive in sottofondo una specie di contraddizione tra la temporaneit\u00e0 dell\u2019intervento e la presenza di un legame che per certi versi rimane unico e indimenticabile, nel bene e nel male.<br \/>\nLa fiducia regge alla separazione quando entrambi i soggetti di quella relazione hanno avuto la possibilit\u00e0 di costruire questo legame e quindi di sentire dentro di s\u00e9 un cambiamento che solo la partecipazione umana pu\u00f2 rendere vero, autentico. Questo nucleo forte e interiorizzato diventer\u00e0 nella successiva relazione, con un altro operatore, un terreno fertile su cui costruire un nuovo percorso di fiducia.<br \/>\nSepararsi \u00e8 qualcosa di doloroso e costruttivo l\u00e0 dove la relazione ha permesso di sentire uno scambio tra parti importanti di s\u00e9, caricate di un senso affettivo, che non significa solamente emozioni positive accoglienti ma anche la gamma pi\u00f9 ampia che il sentire emotivo comprende.<\/p>\n<p><strong>La relazione di aiuto<br \/>\n<\/strong>Andrea Canevaro, insegna Pedagogia speciale al Dipartimento di Scienze dell\u2019educazione dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna,\u00a0 Arrigo Chieregatti, laureatosi in Filosofia e Teologia e specializzatosi in Psicologia, \u00e8 professore a contratto, &#8220;La relazione di aiuto. L\u2019 incontro con l\u2019altro nelle professioni educative&#8221;, Carocci, 1999<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>La lettura di questo libro mette in moto molte questioni tutte riportabili alla complessit\u00e0 e ai significati intimi e sociali del dare aiuto sia nelle situazioni personali\u00a0 che nelle delimitazioni professionali.<br \/>\nOltre le buone intenzioni, infatti, e i mansionari la dimensione del dare\/ricevere aiuto ha necessit\u00e0 di essere accompagnata da uno sforzo di riflessione e consapevolezza che tenga insieme gli aspetti relazionali, i contesti organizzativi, e il filtro esperenziale che in ogni persona alimenta un proprio particolare modo di sentirsi aiutato e di dare aiuto.<br \/>\nPer chi opera professionalmente nel campo delle relazioni di aiuto \u00e8 importante essere aiutati nel percorso del comprendere che cosa implica dare e ricevere aiuto. Promuovere collegamenti tra situazioni distanti nel tempo e nello spazio, da cui emerge la trasversalit\u00e0 dell\u2019incontro con l\u2019altro e di quante piste conoscitive questo incontro pu\u00f2 produrre se si \u00e8 disposti a lasciarsi attraversare. Questo implica anche rendersi conto che una pratica della solidariet\u00e0 mette in moto cambiamenti attesi e previsti ma anche non voluti e rischiosi, che accanto ai moti solidali si possono generare meccanismi di interferenza e dipendenza.<\/p>\n<p>\u201c<em> Per poter decidere l\u2019aiuto pi\u00f9 opportuno, sar\u00e0 bene considerare la situazione in cui l\u2019aiuto viene prestato, valutando attentamente le attese a cui si intende rispondere. L\u2019intervento infatti deve essere tale da giustificare la nostra interferenza nella vita di un\u2019altra persona, di un altro gruppo, di un altro popolo.<br \/>\n<\/em><em>L\u2019aiuto instaura una relazione che dipende da quello che si chiede o da quello che si riceve\u201d<br \/>\n<\/em>La relazione di aiuto percorre strade visibili, riconosciute e riconoscibili, molte volte all\u2019insegna dell\u2019emergenza, e sentieri appena accennati, meno visibili ed estremamente pregnanti.<br \/>\n<em>\u201cSi pu\u00f2 anche immaginare come una riflessione con conseguente pratiche: chi riceve un dono pesante ha anche poi la necessit\u00e0 di trasportarlo, \u00e8 una piccola fatica; ma soprattutto ha poi la necessit\u00e0 di collocarlo. Un dono pu\u00f2 essere ingombrante, e quindi obbligare a predisporre uno spazio che non era esattamente ci\u00f2 che desiderava fare chi ha ricevuto il dono.<br \/>\n<\/em><em>Il regalo e il suo donatore possono diventare invadenti e obbligare chi riceve a cambiamenti indesiderati. Nella leggerezza del dono vi \u00e8 anche la possibilit\u00e0 da parte del donatore di prestare maggiore attenzione al desiderio dell\u2019altro. In altri termini si potrebbe dire\u00a0 che tanto pi\u00f9 il dono \u00e8 leggero, tanto pi\u00f9 deve esservi una capacit\u00e0 di gusto, di riflessione, di intuizione\u201d<br \/>\n<\/em>Il testo permette quindi di addentrarsi nel terreno della relazione di aiuto in modo da problematizzarne gli aspetti , ripercorrendone le diverse implicazioni ed aprendo verso la ricerca di nuovi equilibri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa fiducia \u00e8 la possibilit\u00e0 di affidarsi all\u2019altro avendo la speranza che l\u2019altro abbia comunque rispetto per te\u2026L\u2019operatore dovrebbe avere la possibilit\u00e0 e l\u2019energia per porsi dentro la relazione di cura in uno stato d\u2019animo interlocutorio\u201d. 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