{"id":594,"date":"2009-11-04T17:06:57","date_gmt":"2009-11-04T17:06:57","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=594"},"modified":"2026-01-12T10:33:34","modified_gmt":"2026-01-12T09:33:34","slug":"vangelo-deficit-e-handicap","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=594","title":{"rendered":"4. Vangelo, deficit e handicap"},"content":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi<\/p>\n<p>\u201cPoich\u00e9 \u201cVangelo\u201d significa \u201cBuona Notizia\u201d, con questa parola intendo ogni buona notizia che si trova prima di tutto nelle Scritture, ma anche nella vita di ognuno di noi. Vangelo, deficit e handicap: sono parole che possono stare insieme?\u201d<br \/>\nApparentemente il deficit e l\u2019handicap non hanno nulla che possa far pensare a una buona notizia. La nascita di un bambino o di una bambina con deficit \u00e8 normalmente accompagnata da crisi tremende ed \u00e8 considerata una pessima notizia. Sappiamo che si tratta sempre &#8211; salvo casi rarissimi &#8211; di un evento traumatico e non dobbiamo scandalizzarci dinanzi alla fatica dell\u2019accettazione. Anzi, bisogna constatare che oggi la fatica dell\u2019accettazione rappresenta gi\u00e0 un caso positivo, perch\u00e9 la tendenza generale \u00e8 quella di considerare assolutamente inaccettabile la nascita di un bambino o di una bambina con deficit. Un\u2019opinione molto comune vuole che per una persona disabile, come per l\u2019uomo della tragedia greca, la cosa migliore sia non nascere affatto oppure morire il pi\u00f9 presto possibile. Questa opinione molto comune \u00e8 anche molto antica. Continuando il riferimento alle culture dell\u2019antica Grecia, ricordiamo la famosa pratica dei cittadini di Sparta di buttare i neonati malformati o handicappati gi\u00f9 dal monte Taigeto. Certamente non \u00e8 mai stato facile accettare l\u2019esistenza del deficit.<br \/>\nNon lo era neppure ai tempi di Ges\u00f9. Il Vangelo racconta molte guarigioni miracolose di persone con deficit, tanto che a volte, da una lettura superficiale di questi passi evangelici, pu\u00f2 sembrare che la Buona Notizia consista proprio in queste guarigioni, in questi miracoli. Ma leggendo con pi\u00f9 attenzione, ci si pu\u00f2 rendere conto che non \u00e8 affatto cos\u00ec.<br \/>\nAd esempio, risulta presto chiaro che Ges\u00f9, se ha guarito molti fra ciechi, storpi, lebbrosi eccetera, non li ha guariti tutti. E un passo di Marco ce ne d\u00e0 il motivo: Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la citt\u00e0 era riunita davanti alla porta. Guar\u00ec molti che erano afflitti da varie malattie e scacci\u00f2 molti dem\u00f2ni (&#8230;). Al mattino si alz\u00f2 quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritir\u00f2 in un luogo deserto e l\u00e0 pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: \u00abTutti ti cercano!\u00bb. Egli disse loro: \u00abAndiamocene altrove per i villaggi vicini, perch\u00e9 io predichi anche l\u00e0; per questo infatti sono venuto!\u00bb (Mc 1,32-38).<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p><strong>Miracoli, non guarigioni<br \/>\n<\/strong>I miracoli sono segni della presenza di Dio, segni del suo amore concreto per noi. Mostrano che Dio si preoccupa anche del nostro corpo, che non \u00e8 la prigione dell\u2019anima, ma una dimensione della nostra integrit\u00e0. Tuttavia non ci si pu\u00f2 fermare al livello dei segni, perch\u00e9 sono ambigui. I miracoli possono essere interpretati in molti modi. Nell\u2019episodio della guarigione dei dieci lebbrosi (Lc 17,11-19) solo uno torna indietro a ringraziare Ges\u00f9; gli altri nove hanno interpretato diversamente l\u2019accaduto. Il cieco nato (Gv 9) ottiene la vista, ma viene abbandonato dalla sua famiglia e cacciato dalla comunit\u00e0. \u00c8 difficile pensare che in seguito possa aver vissuto una vita normale. Lazzaro viene fatto risorgere (Gv 11), ma poi morir\u00e0 nuovamente di vecchiaia. Probabilmente, perch\u00e9 l\u2019evangelista Giovanni afferma che il sinedrio aveva deliberato di uccidere anche Lazzaro, la cui sensazionale vicenda aveva attirato molti seguaci a Ges\u00f9. Poi Giovanni non ne dice pi\u00f9 nulla, ma il fedele cristiano che crede nella resurrezione di Lazzaro deve rendersi conto che costui \u00e8 risorto per vivere una vita spericolata&#8230;<br \/>\nL\u2019efficacia del miracolo non sta nella guarigione. Questa certamente non \u00e8 un male. Ma Ges\u00f9 vuole far capire che le cose della vita non finiscono con la guarigione, con il recupero della funzionalit\u00e0 e dell\u2019efficienza.<br \/>\n\u201cChe cosa \u00e8 pi\u00f9 facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?\u201d (Mc 2,9 ).<br \/>\nQuesta domanda che Ges\u00f9 rivolge ad alcuni scribi \u00e8 rivolta anche a noi. Pi\u00f9 facile per noi &#8211; pi\u00f9 comodo &#8211; \u00e8 risolvere un problema sul piano fisico, o meglio tecnico. Nessuno contesta le ricerche mediche e l\u2019abbattimento delle barriere architettoniche, ma non bastano. Questo impegno pu\u00f2 far dimenticare una dimensione pi\u00f9 profonda del problema.<br \/>\nPerch\u00e9 Ges\u00f9 mette le guarigioni in secondo piano? Qual \u00e8 la Buona Notizia in tutto ci\u00f2?<\/p>\n<p><strong>Dio, dato inutile<br \/>\n<\/strong>San Paolo, che soffriva di una \u201cspina nella carne\u201d &#8211; secondo alcuni interpreti, di una forma di epilessia; secondo altri, di una malattia agli occhi &#8211; non otterr\u00e0 la guarigione per cui aveva pregato tre volte. Dio gli risponde: \u201cTi basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza\u201d. E Paolo accoglie la grazia di Dio: \u201cPerci\u00f2 mi compiaccio nelle mie infermit\u00e0, negli oltraggi, nelle necessit\u00e0, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, \u00e8 allora che sono forte\u201d (cfr. 2 Cor 12,9-10).<br \/>\n\u201cLa mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza\u201d: \u00e8 da notare che il testo greco usa un termine pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 forte: teleitai, la potenza si compie nella debolezza. Senza la debolezza questa potenza non arriva al suo telos, al suo fine. Teleitai si pu\u00f2 interpretare come \u201cfinisce, sfocia\u201d&#8230; In fondo, la vita di Ges\u00f9 \u00e8 una potenza che fin dall\u2019incarnazione \u00e8 sfociata in una debolezza.<br \/>\nSembra inutile sfociare nella debolezza. A proposito di inutilit\u00e0, vi racconter\u00f2 un episodio banale che mi ha dato da pensare. L\u2019altro giorno guardavo la mia nipotina di nove anni mentre faceva i compiti. Doveva fare un esercizio di matematica che consisteva nel cercare, tra i dati di un problema, il \u201cdato inutile\u201d. Il problema era pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cTua madre ha comperato cinque chili di pesche per fare cinque barattoli di marmellata. Sapendo che un chilo di pesche costa duemila lire, quanto costano cinque chili di pesche?\u201d. Il dato inutile sono i cinque barattoli di marmellata che la madre vuol fare. Quel dato, infatti, non serve a risolvere il problema. Per\u00f2 quel dato \u00e8 la causa finale. La ragione per cui la madre ha comperato le pesche \u00e8 per fare la marmellata per i suoi figli. Se non avesse avuto questo scopo, non glie ne sarebbe importato nulla di sapere quanto costano cinque chili di pesche!<br \/>\nDio \u00e8 un po\u2019 come il dato inutile: non serve a risolvere i vari problemi, per\u00f2 d\u00e0 il senso alle cose. Potremmo dire che di tutti gli orizzonti di senso, \u00e8 il pi\u00f9 ampio. Oggi distinguiamo vari ordini di problemi: tecnici, economici, politici, sociali, psicologici, ecc. e tendiamo a risolvere ogni problema senza ricorrere a Dio; per\u00f2 la fede in Dio riguarda la causa finale, cio\u00e8 il senso di tutto.<br \/>\n\u201cTi basta la mia grazia\u201d non vuol dire \u201caccontentati di ci\u00f2 che hai\u201d. Vuol dire il contrario: \u201cCi\u00f2 che hai \u00e8 molto di pi\u00f9 di ci\u00f2 che mi chiedi\u201d. Senza la debolezza, questa grazia non si compie. Senza la pietra scartata dai costruttori, Dio non compie la sua opera.<\/p>\n<p><strong>Se Dio non funziona<br \/>\n<\/strong>Il rischio di una lettura superficiale del rapporto tra gli esseri umani e Dio \u00e8 molto presente anche oggi, specialmente qui da noi, nei paesi ricchi, perch\u00e9 la mentalit\u00e0 di oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 legata al sensibile, al fisico, all\u2019efficacia delle soluzioni tecniche. Ci\u00f2 che non funziona lo si butta via, anche se si tratta di un uomo, anche se si tratta di Dio. Se c\u2019\u00e8 Dio, perch\u00e9 esiste il male? Se io soffro, vuol dire che Dio non funziona.<br \/>\n\u201cE mentre i Giudei chiedono miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e salvezza di Dio\u201d (1 Cor 1,22-24). Questa ricerca di segni e di sapienza che Paolo attribuisce ai giudei e ai greci in realt\u00e0 \u00e8 di ogni uomo e di ogni donna, in ogni tempo. Oggi si parla da una parte dei miracoli di Medjugorje e dall\u2019altra, anche pi\u00f9 diffusamente, dei miracoli della scienza e della tecnologia (ad esempio del metodo Doman). Entrambi i fenomeni ci mostrano quanto grande sia ancora la sete di miracoli, che spinge ai cosiddetti \u201cviaggi della speranza\u201d presso i santuari della fede e della medicina. Ma di quale speranza si tratta?<br \/>\nTorniamo alla domanda di Cristo: \u201cChe cosa \u00e8 pi\u00f9 facile, dire a un paralitico: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dirgli: Alzati e cammina?\u201d. \u00c8 pi\u00f9 facile rigenerare o riabilitare, donare a una vita l\u2019orizzonte pi\u00f9 ampio o normalizzarla? Tuttavia questa domanda di Ges\u00f9, e le altre che si trovano nelle Sacre Scritture, ci fanno riflettere. Esse non sono domande retoriche che si rispondono da s\u00e9, ma ci interpellano continuamente e dobbiamo cercare noi le risposte.<\/p>\n<p><strong>La sfida di Giobbe<br \/>\n<\/strong>Tra Dio e l\u2019uomo c\u2019\u00e8 sempre un dialogo, uno scambio di domande e risposte. Nella Bibbia, la prima parola che Dio rivolge all\u2019uomo dopo il peccato \u00e8 una domanda: \u201cDove sei?\u201d. In seguito anche l\u2019uomo impara a fare domande a Dio, e Dio vuole proprio questo, come si vede nel libro di Giobbe, in cui alla fine Dio loda Giobbe che gli ha fatto tante domande, e ha anche protestato.<br \/>\nDa sempre l\u2019uomo religioso ha un\u2019immagine di un Dio utile; pensiamo alle divinit\u00e0 pagane della fertilit\u00e0 o della guerra, che servivano alla sopravvivenza del popolo e del villaggio, dello stato o dell\u2019impero. Nella Bibbia questa teologia utilitarista viene smascherata e combattuta, soprattutto dai Profeti e nel libro di Giobbe.<br \/>\nGiobbe \u00e8 il giusto per eccellenza, che crede che la sua rettitudine morale sia una garanzia di incolumit\u00e0, un\u2019assicurazione sulla vita che Dio non pu\u00f2 rinnegare. Per questo, quando viene privato della sua sicurezza (perde le sue ricchezze, i figli, l\u2019affetto della moglie, la salute) egli inizia a mettere in discussione la bont\u00e0 di Dio, arrivando a parole di contestazione che da un punto di vista bigotto sfiorano la bestemmia.<br \/>\nMa in fondo, anche gli amici di Giobbe che vengono per consolarlo, ma poi finiscono dicendogliene di tutti i colori, sono prigionieri della stessa logica, proprio perch\u00e9, sostenendo che Giobbe ha peccato &#8211; se soffre, qualcosa di male avr\u00e0 pur fatto &#8211; continuano a vedere il rapporto con Dio come un patto legale utile all\u2019uomo se quest\u2019ultimo \u00e8 fedele.<br \/>\nOccorre uscire dall\u2019ideologia religiosa per entrare nel rapporto di fede. Che sia l\u2019ideologia di un Dio giudice, oppure quella di un Dio \u201cbuonista\u201d, di un Dio \u201cNew Age\u201d&#8230; Bisogna arrivare a comprendere che Dio \u00e8 Dio.<br \/>\nIl Signore, nella teofania finale del libro di Giobbe, rompe questo schema, rivelandosi per Quello che \u00e8. \u00c8 un Dio che accetta la sfida di Giobbe, che non se la prende dinanzi alle proteste, anzi le ascolta, mentre ignora l\u2019ossequio e l\u2019adulazione. Mostra la sua onnipotenza attraverso l\u2019immensit\u00e0 della sua opera, la creazione. Afferma la sua libert\u00e0, dicendo che non deve rendere conto a nessuno. Ma proprio questo atteggiamento a prima vista sprezzante rivela la caratteristica fondamentale del Signore: il suo amore per la vita, che Egli ha creato gratuitamente, senza nessun tornaconto.<\/p>\n<p><strong>Che cosa impedisce?<br \/>\n<\/strong>Di fronte a questi segni di libert\u00e0 e di amore l\u2019uomo, che a sua volta \u00e8 libero, ha due alternative: una \u00e8 quella di Giobbe, che riconosce la grandezza di Dio e accetta umilmente di instaurare un nuovo rapporto con il suo Signore: \u201cComprendo che puoi tutto e che nessuna cosa \u00e8 impossibile per te&#8230; Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono\u201d (Gb 42,2.5); l\u2019altra \u00e8 quella descritta nel vangelo secondo Matteo 11,21ss., in cui le citt\u00e0 della Galilea, pur avendo visto i segni dell\u2019azione di Cristo, non si convertono, cio\u00e8 non cambiano la loro mentalit\u00e0: meten\u00f2esan in greco significa cambiare mentalit\u00e0, letteralmente \u201candare oltre il proprio intelletto\u201d.<br \/>\n\u00c8 proprio questo \u201cnon voler cambiare\u201d che impedisce all\u2019uomo di incontrare e di accogliere la Buona Notizia di un Dio che non vuole essere adorato come una potenza minacciosa, ma, pur essendo il Signore, anzi proprio perch\u00e9 lo \u00e8, vuole essere un amico libero (Gv 15,14ss.: \u201cVoi siete miei amici, se farete ci\u00f2 che io vi comando. Non vi chiamo pi\u00f9 servi, perch\u00e9 il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che ho udito dal Padre l\u2019ho fatto conoscere a voi\u201d).<br \/>\nVangelo, deficit, handicap, sono quindi strettamente collegate proprio perch\u00e9 la buona notizia fondamentale, consiste nel fatto che ogni debolezza umana \u00e8 amata da Dio, il quale non la considera una realt\u00e0 inutile e negativa ma ne fa una occasione per avvicinarsi all\u2019uomo con il suo amore gratuito. Per entrare in questa logica bisogna cambiare la mentalit\u00e0, andare aldil\u00e0 della nostra visione della vita, che \u00e8 ci\u00f2 che ci impedisce di credere nel vangelo. La consapevolezza di questa difficolt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 in se una buona notizia, perch\u00e9 ci rivela che l\u2019ostacolo non \u00e8 esterno ma \u00e8 in noi e noi possiamo cercare di superarlo con l\u2019aiuto del Signore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&ldquo;Poich&eacute; &ldquo;Vangelo&rdquo; significa &ldquo;Buona Notizia&rdquo;, con questa parola intendo ogni buona notizia che si trova prima di tutto nelle Scritture, ma anche nella vita di ognuno di noi. Vangelo, deficit e handicap: sono parole che possono stare insieme?&rdquo;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3611],"edizioni":[65],"autori":[2750],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/594"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=594"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/594\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6117,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/594\/revisions\/6117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=594"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=594"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=594"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=594"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=594"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=594"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}