{"id":597,"date":"2009-11-04T17:06:57","date_gmt":"2009-11-04T17:06:57","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=597"},"modified":"2026-01-12T11:38:14","modified_gmt":"2026-01-12T10:38:14","slug":"figli-deformi-se-usi-l-ecstasy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=597","title":{"rendered":"7. Figli deformi se usi l&#8217;ecstasy"},"content":{"rendered":"<p>\u201cFigli deformi se usi l\u2019ecstasy\u201d; \u201cParalizzato alle gambe? Allora non le serve il computer\u201d; \u201cAlpinista scala il Bianco con arto-protesi in titanio\u201d&#8230; Titoli di quotidiani, un po\u2019 sempre<!--break--> i soliti potremmo dire ma non \u00e8 superfluo riflettere ancora una volta su un tema importante e, forse non a caso, troppo spesso ristretto ai \u201cteorici della comunicazione\u201d.<br \/>\nLe notizie pubblicate sui quotidiani e trasmesse dai telegiornali lasciano una traccia abbastanza labile nella nostra memoria, anche quando si tratta di fatti abbondantemente trattati e che colpiscono la nostra emotivit\u00e0. Quanti terremoti ci sono stati nel 1999 e dove? In che mese sono iniziati i bombardamenti sulla Serbia? A quanto ammonta l\u2019ultima Finanziaria? Insomma \u00e8 stato dimostrato che conserviamo una memoria dei fatti importanti, di quello che sta accadendo e quindi che \u00e8 necessario sapere solo per pochi giorni. Poi, sotto l\u2019incalzare di nuove notizie dimentichiamo buona parte delle informazioni che, fino a pochi giorni prima, stavano al centro dell\u2019attenzione nostra e dei grossi mezzi di informazione.<\/p>\n<p><strong>Chi ci suggerisce la nostra percezione del mondo?<\/strong><br \/>\nQuesta constatazione, supportata da numerosi studi, non deve per\u00f2 portare a concludere che l\u2019effetto dei mezzi di informazione e, in senso pi\u00f9 ampio dei mezzi di comunicazione di massa, sia ininfluente su di noi. Se spostiamo la nostra attenzione dal breve al lungo periodo e dal contenuto delle informazioni ai modelli della realt\u00e0 che i contenuti veicolano la questione si pone in modi completamente differenti. Perch\u00e9 non si parla pi\u00f9 di ricordi ma di rappresentazioni, della percezione che le persone hanno della realt\u00e0. Ed ecco che i mezzi di comunicazione assumono un ruolo molto rilevante perch\u00e9 essi sono una delle fonti principali che contribuiscono a costruire la nostra percezione del mondo in cui viviamo, i modelli a cui ci ispiriamo e che fanno da sfondo a tutta la nostra vita.<br \/>\nQuesta influenza infine \u00e8 pi\u00f9 forte negli ambiti, rispetto alle situazioni e alle categorie, di cui non possediamo una conoscenza diretta; ci\u00f2 che sappiamo, o meglio ancora quella \u201cvaga idea\u201d che ci costruiamo, \u00e8 ancora di pi\u00f9 sul lungo periodo un prodotto dei modelli che i mezzi di comunicazione ci propongono.<br \/>\nSi arriva cos\u00ec al tema che pi\u00f9 ci sta a cuore: l\u2019handicap, in particolare l\u2019handicap acquisito, e l\u2019idea che nel tempo il comune cittadino pu\u00f2 costruirsi di questo mondo, che nella maggioranza dei casi, non rientra nella sua esperienza diretta.<\/p>\n<p><strong>Temi preferiti? La scuola e poi la cronaca nera<\/strong><br \/>\nAbbiamo fatto un esperimento: abbiamo cio\u00e8 raccolto tutti gli articoli relativi all\u2019handicap pubblicati da met\u00e0 settembre alla fine di ottobre (1999 naturalmente) sulle pagine di cinque quotidiani: Avvenire, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, Resto del Carlino e l\u2019Unit\u00e0. Un monitoraggio su un frammento di stampa quotidiana, in un frammento temporale di un mese e mezzo, senza nessuna pretesa di scientificit\u00e0, da cui comunque sono emersi dati che ci \u00e8 parso significativo commentare.<br \/>\nGli articoli raccolti sono in tutto ventitr\u00e9, dal trafiletto di poche righe all\u2019approfondimento di mezza pagina; ma a parte il dato quantitativo, che in questa sede interessa relativamente, ci pare pi\u00f9 importante sottolineare gli argomenti trattati.<br \/>\nIl tema maggiormente trattato \u00e8 quello che gravita attorno alla scuola: in tre articoli viene affrontato il problema della carenza di insegnanti di sostegno (\u201cBufera sui corsi per insegnanti di sostegno\u201d), due di questi raccontano casi di alunni e studenti \u201clasciati\u201d a casa per questo problema (\u201cLa scuola ha pochi insegnanti e lui tiene a casa la figlia Down\u201d\u201d, \u201cUn insegnante per il figlio disabile\u201d). A fare notizia \u00e8 inoltre, seppure in pochissime righe, una manifestazione avvenuta a New York da parte di studenti disabili che hanno vivacemente protestato per \u201c&#8230;il debutto in cattedra di Peter Singer\u201d, professore di bioetica \u201c&#8230; che teorizza l\u2019eutanasia per i neonati handicappati\u201d.<br \/>\nTre pezzi sono dedicati ad un \u201cclassico\u201d del rapporto handicap\/informazione: i casi di violenza e rifiuto. Altre indagini sulla stampa quotidiana condotte dalla redazione di Hp hanno evidenziato come i casi di violenza sessuale che hanno come vittime o come \u201cprotagonisti\u201d le persone handicappate abbiano una elevatissima probabilit\u00e0 di diventare notizie. I toni degli articoli che ne conseguono sono spesso scandalistici e l\u2019immagine che se ne ricava \u00e8 sempre e comunque quella di una sessualit\u00e0 negata, distorta, pericolosa.<\/p>\n<p><strong>La normalit\u00e0 impossibile<\/strong><br \/>\nL\u2019handicappata o l\u2019handicappato, con una normale vita di relazione e magari con figli, vengono percepiti spesso come protagonisti di eventi straordinari, sicuramente fuori dalla norma. Nell\u2019immaginario delle persone prevale lo stereotipo dell\u2019impossibilit\u00e0 sia rispetto all\u2019affettivit\u00e0 sia, e forse ancora di pi\u00f9, rispetto alla procreazione.<br \/>\nIl percorso psicologico che attraversa, legandoli, concetti come handicap &#8211; diversit\u00e0 &#8211; mostruosit\u00e0 &#8211; devianza si ripropone senza mezzi termini in un altro articolo censito nel corso di quest\u2019ultima ricerca. Il titolo \u00e8 chiaro ed emblematico nel suo condensare tutti questi stereotipi: \u201cFigli deformi se usi l\u2019ecstasy &#8211; Con la droga delle discoteche parti a rischio\u201d. Senza entrare nel merito della scientificit\u00e0 della notizia ci pare evidente come l\u2019articolo sia impostato sul meccanismo della colpa a cui corrisponde la punizione della nascita del figlio deforme.<br \/>\nTornando agli articoli sulla violenza segnaliamo in particolare il caso, verificatosi e Genova, di un uomo, parzialmente immobilizzato a causa di un ictus, che, nel tentativo di difendere un disabile, \u00e8 stato malmenato da un gruppo di giovani.<br \/>\nSul lavoro sono invece stati censiti due articoli entrambi sul processo di riforma del collocamento obbligatorio; in tutti e due i casi si tratta di pezzi con un approccio tecnico-informativo come sottolinea anche il fatto che siano stati pubblicati l\u2019uno su Il Sole 24 Ore, l\u2019altro sulle pagine economiche de l\u2019Unit\u00e0. Segnaliamo come, al di l\u00e0 del periodo limitato preso in esame, difficilmente appaiano sulle pagine dei giornali articoli che parlano di esperienze di inserimento lavorativo; che sia il riflesso della crisi che attanaglia tutto il mercato del lavoro? Oppure i fatti positivi, normali, non fanno notizia?<br \/>\nSul fronte tecnico segnaliamo infine un articolo sulla razionalizzazione della spesa assistenziale e uno sulla ripartizione del fondo della Regione Lazio per l\u2019istituzione del Servizio di aiuto personale agli handicappati gravi. In entrambi i casi si tratta, ancora una volta, di pubblicazioni apparse sulle pagine de Il Sole 24 Ore.<\/p>\n<p><strong>Le inchieste di Avvenire<\/strong><br \/>\nAvvenire pubblica nella rubrica \u201cSociet\u00e0\u201d due approfondimenti a distanza di dieci giorni. Il 5 ottobre esce una articolo su mezza pagina in cui viene raccontata la visita in un istituto della Moldavia che ospita bambine e ragazze disabili. Il resoconto \u00e8 agghiacciante: 203 \u201cpazienti\u201d, Down, psicotiche, oppure con deficit fisici; 11 infermiere e un medico in tutto. Sporcizia, miseria, fame e abbandono. Praticamente una anticamera della morte per queste bambine e ragazze le cui famiglie \u201c&#8230; non avevano soldi per mantenere queste figlie malate in un paese in cui \u00e8 difficile sfamare i figli sani\u201d. L\u2019articolo dell\u2019Avvenire \u00e8 una forte e pesante denuncia di una situazione ben conosciuta in Europa rispetto alla quale, complici i problemi in cui versa la piccola ex repubblica dell\u2019Urss, nessuno riesce o vuole fare nulla.<br \/>\nIl secondo approfondimento, del 25 settembre, \u00e8 un articolo su un tema completamente diverso. Racconta un\u2019esperienza condotta nel trentino dove un gruppo di operatori e guide alpine realizzano escursioni in montagna con persone psicotiche. All\u2019interno dell\u2019articolo si legge: \u201c&#8230; \u00e8 un\u2019esperienza di vita \u2018normale\u2019, in un clima di fiducia. La montagna ricrea le relazioni, favorisce i ricordi (&#8230;) provoca angosce e aiuta a superarle\u201d.<br \/>\nE sempre in montagna sono ambientate le gesta di un uomo che, con un arto in titanio, ha scalato il Monte Bianco. A lui e alla sua impresa, che lui stesso definisce il raggiungimento di nuove \u201cnormalit\u00e0\u201d, sono dedicati due brevi articoli.<\/p>\n<p><strong>Orizzonti tecnologici<\/strong><br \/>\nRestando sempre nell\u2019ambito dei deficit acquisiti dalle pagine del Resto del Carlino arriva la storia di un ventiduenne, Paolo, che a causa di un incidente stradale \u00e8 paralizzato da un anno e mezzo. Il giornalista gli fa una intervista tramite una chat line visto che Paolo, immobilizzato dalle spalle in gi\u00f9, ha trovato in Internet un modo per continuare a studiare, per scrivere agli amici. Grazie ad un programma di riconoscimento vocale utilizza il computer, muove il mouse, spedisce fax, messaggi di posta elettronica e viaggia in Internet. L\u2019articolo, oltre alla vicenda umana di questo ragazzo che \u00e8 simile a quelle di molti altri disabili che grazie alla tecnologia riescono a comunicare, a studiare, a mantenere relazioni con altre persone, mette in luce un problema per nulla irrilevante: il costo delle bollette e l\u2019assenza di qualunque agevolazione da parte delle compagnie telefoniche, o delle Istituzioni.<br \/>\nPer restare in tema, sempre dal Resto del Carlino nella rubrica intitolata \u201cIl caso della settimana\u201d, veniamo a conoscenza di quanto accaduto ad un disabile con invalidit\u00e0 certificata del 100%: anche se il Ministero delle Finanze, nelle istruzioni per la compilazione del modello 730\/99, indica di riportare le spese per i sussidi informatici rivolti a facilitare l\u2019autosufficienza e l\u2019integrazione, questa persona non si \u00e8 vista riconosciuto il rimborso Irpef sull\u2019acquisto del computer. Questo, naturalmente, per una persona che nel pc, nel modem, in Internet e nella posta elettronica potrebbe trovare strumenti indubbiamente validi per colmare qualche svantaggio. La risposta dell\u2019esperto riportata a fianco non chiarisce come stiano effettivamente le cose.<br \/>\nSegnaliamo un altro articolo legato alla paraplegia e relativo ad un intervento chirurgico realizzato in Francia, all\u2019Institut Propara di Montpellier. A un uomo di ventotto anni, paralizzato alle gambe da nove in seguito ad un incidente d\u2019auto, \u00e8 stato recentemente collocato nell\u2019addome un impianto elettronico che funziona da centralina di elettrostimolazione nervosa e muscolare e che riceve gli impulsi dagli elettrodi collocati sulle gambe. Una nuova speranza per i para e tetraplegici? L\u2019equipe smorza un po\u2019 i toni dell\u2019entusiasmo spiegando che \u201c&#8230; perch\u00e9 l\u2019operazione abbia successo (&#8230;) \u00e8 necessario prima di tutto valutare lo stato dei muscoli, che deve essere ancora buono, e poi considerare la gravit\u00e0 della lesione a livello del midollo spinale. E bisogna ricordare che &#8211; prosegue l\u2019intervistato &#8211; il paziente avr\u00e0 sempre bisogno di sostenersi con le stampelle\u201d. Aggiungiamo solo che il risultato conseguito con questo intervento \u00e8 la prima tappa di un progetto, intitolato con dubbio gusto \u201cStand up and walk\u201d, cio\u00e8 \u201cAlzati e cammina\u201d, iniziato nel 1996 e in cui sono gi\u00e0 stati investiti molti miliardi. E\u2019 stato stimato che solo in Francia il 10% dei paraplegici potrebbe ricorrere all\u2019intervento.<br \/>\nGli ultimi due pezzi censiti dalla nostra mini ricerca sono stati dedicati al tema della mobilit\u00e0: uno di questi, uscito sull\u2019inserto Metropolis dell\u2019Unit\u00e0, affronta il tema dell\u2019accessibilit\u00e0 dei centri urbani e sottolinea come una citt\u00e0 attenta a questi problemi si trasformi immediatamente in una citt\u00e0 pi\u00f9 vivibile per tutti. Le difficolt\u00e0 nella fruizione dell\u2019ambiente, sei servizi e delle opportunit\u00e0, non sono infatti appannaggio esclusivo di chi utilizza una carrozzina per spostarsi ma anche delle persone anziane, dei bambini, di chi \u00e8 temporaneamente limitato nella mobilit\u00e0, del genitore che spinge il passeggino.<\/p>\n<p><strong>La realt\u00e0 vera e quella dei mass media<\/strong><br \/>\nNon vogliamo concludere questo articolo con i soliti commenti sulla stampa cattiva e i giornalisti frettolosi e incompetenti. Al di l\u00e0 di tutte le considerazioni che si possono fare e che sono gi\u00e0 state fatte sul rapporto tormentato tra informazione e categorie \u201cdeboli\u201d, riteniamo importante non dimenticare mai quanto descritto nelle prime righe: tutti noi rispecchiamo le idee, i modelli, le mode e i luoghi comuni del mondo in cui viviamo e oggi pi\u00f9 che mai i mass media sono potenti strumenti di costruzione delle nostre rappresentazioni della realt\u00e0. In altri termini i mass media costruiscono nel tempo, in quindi in modo non percepibile, gli schemi con cui decodifichiamo i fatti, con cui ci poniamo di fronte a situazioni e persone rispetto alle quali non abbiamo grosse conoscenze dirette. Occorre insomma stare molto attenti a non confondere \u201cla realt\u00e0\u201d con l\u2019immagine della realt\u00e0 che i mezzi di comunicazione di massa ci propongono: non \u00e8 affatto scontato che le due cose coincidano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> \u201cFigli deformi se usi l\u2019ecstasy\u201d; \u201cParalizzato alle gambe? 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