{"id":598,"date":"2009-11-04T17:06:58","date_gmt":"2009-11-04T17:06:58","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=598"},"modified":"2026-01-12T11:36:12","modified_gmt":"2026-01-12T10:36:12","slug":"cinema-e-handicap-acquisito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=598","title":{"rendered":"6. Cinema e handicap acquisito"},"content":{"rendered":"<p>di Carlo Canetta, curatore della Mediateca LEDHA<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un intero filone cinematografico &#8211; presente in modo consistente soprattutto nel cinema americano &#8211; che racconta le vicende di personaggi con handicap acquisiti: \u00e8 l\u2019insieme dei film sui reduci<!--break--> di guerra. Questo filone s\u2019ingrossa, ovviamente, ad ogni dopoguerra: dopo la prima guerra mondiale, dopo la seconda, dopo la guerra del Vietnam \u2026 Pensiamo a classici come Uomini (o Il mio corpo ti appartiene) e a film abbastanza recenti come Tornando a casa e a Nato il 4 luglio. I protagonisti sono sempre personaggi di sesso maschile.<\/p>\n<p><strong>Film di guerra e di disabili<\/strong><br \/>\nQuesti film sono, in genere, imperniati su un duplice conflitto: un conflitto interiore, psicologico, e un conflitto esterno, sociale. Il conflitto interiore, vissuto dai protagonisti di questi film, \u00e8 tra la loro identit\u00e0 (costruita sull\u2019essere sani, forti e \u2013 spesso &#8211; spavaldi) e la loro nuova condizione, \u201cindebolita\u201d da una disabilit\u00e0 fisica.<br \/>\nQuesti film finiscono \u2013 pi\u00f9 o meno consapevolmente, pi\u00f9 o meno esplicitamente &#8211; con lo sviluppare una critica al modello di maschio imperante nella societ\u00e0 occidentale. Quel modello, infatti, entra in crisi non appena chi lo persegue deve fare i conti con un\u2019avversit\u00e0 imprevista quale \u00e8 l\u2019acquisire un handicap.<br \/>\nFino agli anni cinquanta, tuttavia, questa conflittualit\u00e0 doveva essere riassorbita e superata tutta e solo dal protagonista. Costui doveva riuscire ad accettare la propria disabilit\u00e0, mettere da parte un po\u2019 della propria orgogliosa indipendenza e accettare di dover farsi aiutare. Gli altri \u2013 i parenti, la fidanzata, gli amici, tutta la societ\u00e0 circostante &#8211; facevano poco pi\u00f9 che consolare e attendere pazientemente il superamento dello shock e la \u201criabilitazione\u201d del reduce disabile. Da questi film emerge una concezione dell\u2019handicap che possiamo considerare puramente riabilitativa.<br \/>\nSoltanto a partire dai film post-Vietnam l\u2019approccio cambia. Pensiamo ai gi\u00e0 citati Tornando a casa e Nato il 4 luglio e ad uno dei personaggi secondari di Forrest Gump (1994) di Robert Zemeckis.<br \/>\nIl conflitto interiore resta, rimane lo sforzo per ridefinire la propria identit\u00e0. Ma non \u00e8 pi\u00f9 solo il reduce a doversi riadattare. Il sessantotto non \u00e8 passato invano. Questi film sono permeati da uno spirito contestatario. Il reduce disabile rappresenta una spina nel fianco della societ\u00e0, che costringe tutti a interrogarsi sui propri valori di fondo.<\/p>\n<p><strong>Accettare poco a poco<\/strong><br \/>\nPassiamo ora a considerare film in cui si raccontano personaggi con handicap che non sono stati acquisiti sul campo di battaglia. Anticipiamo che alcuni temi restano pi\u00f9 o meno gli stessi.<br \/>\nUn primo passaggio classico delle storie \u00e8 il processo di accettazione della propria nuova condizione. Questo processo si distende lungo una parte del film. Infatti, non \u00e8 immediato capire cosa si pu\u00f2 ancora fare (magari in modi diversi da prima) e cosa resta precluso. La cognizione delle proprie nuove capacit\u00e0 si matura durante la riabilitazione. E\u2019 una messa a fuoco progressiva, che si attua non solo a livello mentale, ma anche a livello pratico, provando e riprovando.<br \/>\nUn esempio ce lo offre Vita di cristallo (1992) di Neil Jimenez e Michael Steinberg. E\u2019 un film intenso ed \u00e8 distribuito da una major, ma nelle sale italiane in pratica non ha girato. Qualche chance in pi\u00f9 l\u2019ha avuta nella circolazione in videocassetta.<br \/>\nE\u2019 un film ambientato nello stesso istituto di riabilitazione dove era stato girato Tornando a casa. I personaggi principali \u2013 tutti e tre in sedia a rotelle in seguito ad un incidente stradale \u2013 sono interpretati da ottimi attori: Eric Stoltz, Wesley Snipes e William Forsythe. Uno \u00e8 scrittore, l\u2019altro \u00e8 un playboy di colore, il terzo \u00e8 un motociclista rozzo e violento. Il film racconta i primi mesi di questi tre personaggi dopo l\u2019incidente, cio\u00e8 il periodo di riabilitazione in ospedale. La loro preoccupazione pi\u00f9 acuta riguarda la sfera sessuale: l\u2019incidente avr\u00e0 compromesso la loro virilit\u00e0 ? In particolare, il film analizza la relazione tra lo scrittore Joel e una donna sposata, Anna (la radiosa Helen Hunt, resa poi nota da Qualcosa \u00e8 cambiato ), col quale Joel aveva una relazione fin da prima dell\u2019incidente e con la quale ora gli \u00e8 difficile riprendere un rapporto normale, dovendo superare i nuovi ostacoli che l\u2019handicap pone.<br \/>\nLa progressiva accettazione dell\u2019handicap e il processo di riabilitazione sono descritti in modo molto accurato e credibile, esatto fin nei dettagli. Non a caso, si tratta di un\u2019opera semi-autobiografica: lo sceneggiatore e co-regista Neal Jimenez (un solido professionista di Hollywood) \u00e8 da alcuni anni in sedia a rotelle e ha vissuto in prima persona un\u2019esperienza come questa.<br \/>\nUn altro film che parte da un\u2019esperienza autobiografica \u00e8 lo svedese Oltre il dolore, oltre la pena (1983) di e con Agneta Elers-Jarleman, che rievoca la propria convivenza con un uomo gravemente handicappato dopo un incidente.<br \/>\nOvviamente, fa molta differenza se la disabilit\u00e0 \u00e8 stabile o invece \u2013 come, ad esempio, in Go now (1996) di Michael Winterbottom\u2013 \u00e8 progressiva. Il protagonista di Go now \u2013 Nick, operaio e calciatore dilettante (interpretato dal sempre bravissimo Robert Carlyle, interprete di tanti film di Ken Loach e di Trainspotting e Full Monthy ) &#8211; scopre di essere affetto da sclerosi multipla in et\u00e0 adulta e deve accettare una condizione che s\u2019aggrava mese dopo mese. L\u2019epica della forza di volont\u00e0 \u00e8 molto difficile da applicare a situazioni come questa. Infatti il film parte su toni scanzonati e vitalistici, ma finisce poi con l\u2019assumere una piega nettamente tragica, pur conservando notazioni umoristiche e realistiche. Particolarmente toccante \u00e8 il rapporto tra Nick e la fidanzata Karen; in questo rapporto, amore e sesso seguono &#8211; a causa della malattia &#8211; percorsi non sempre coincidenti.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto con gli altri e con s\u00e9 stesso<\/strong><br \/>\nUn secondo passaggio \u00e8 capire quale sar\u00e0 il percorso di riabilitazione e quanto durer\u00e0. Qui il protagonista deve sfoderare tutta la propria pazienza e tutta la propria forza di volont\u00e0.<br \/>\nUn terzo passaggio consiste nel fare i conti con il se stesso di prima, ragionare su come si era. E magari individuare nuove mete e nuovi valori prima trascurati.<br \/>\nE\u2019 il caso di Billy Golfus in Quando Billy si \u00e8 rotto la testa \u2026 e altre storie meravigliose (1995) di David Simson e Billy Golfus. E\u2019 un bellissimo reportage d\u2019autore. Un giornalista radiofonico \u2013 appunto Billy Golfus &#8211; subisce una lesione cerebrale e resta semiparalizzato per un incidente stradale. Decide allora di attraversare gli Stati Uniti per incontrare alcuni singolari personaggi handicappati. Il Billy di prima dell\u2019incidente mai avrebbe pensato d\u2019imbarcarsi in una simile impresa. Eppure questo viaggio attraverso gli USA risulta ricco di incontri straordinari, che aprono nuove prospettive allo stesso Billy.<br \/>\nUn ultimo passaggio, che s\u2019interseca con i precedenti, sta nel ridefinire i propri rapporti con gli altri: far loro capire la propria nuova condizione, fare i conti con \u201clo sguardo degli altri\u201d. Questo sguardo \u2013 l\u2019opinione degli altri \u2013 contribuisce a favorire o ostacolare la riabilitazione del protagonista, condizionando le sue prospettive di vita affettiva e lavorativa.<br \/>\nUn esempio ci \u00e8 fornito dal film canadese Sei bella Jeanne (1987) di Robert Menard. Una giovane donna, Jeanne, perde l\u2019uso delle gambe in seguito ad un incidente. Si ritrova in carrozzina ed \u00e8 costretta a cambiare radicalmente le sue abitudini di vita. Finir\u00e0 con il legarsi ad un diverso compagno, paraplegico come lei. Solo con lui riesce a condividere una prospettiva di vita comune.<br \/>\nUn altro esempio \u00e8 quello di Piero Motta (tetraplegico in seguito ad un tuffo in mare) che parla di s\u00e9 in Piero e gli altri (1990) di Piero Motta e Davide Del Boca. In questo coinvolgente documentario di soli 23 minuti, Piero sostiene una tesi importante: le persone disabili devono \u201cuscire\u201d per le vie, mirare ad una vita normale e chiedere d\u2019essere aiutati quando serve, senza timidezze. Gli \u201caltri\u201d si dimostreranno pi\u00f9 disponibili se i disabili per primi affronteranno l\u2019handicap con naturalezza. Il loro \u201csguardo\u201d cambier\u00e0.<br \/>\nUn terzo esempio \u00e8 nel film cecoslovacco Eclissi parziale (1982) di Jaromil Jires, che narra il dramma di una quattordicenne, Marta, che sta diventando cieca. L\u2019eclissi che d\u00e0 il titolo al film \u00e8 \u201cl\u2019eclissi d\u2019identit\u00e0\u201d subita dalla protagonista in seguito all\u2019handicap. I parenti pi\u00f9 vicini (la madre e la sorella) non capiscono il suo dramma. Gli insegnanti nell\u2019istituto che frequenta hanno modi scortesi e autoritari. La salvezza di Marta arriver\u00e0 grazie al dottor Mos, un giovane psicologo libertario ed eccentrico che pu\u00f2 richiamare il personaggio interpretato da Robin Williams in L\u2019attimo fuggente. Mos ridona fiducia e forza a Marta, insegnandole a distinguere le luci e le ombre anche in un mondo diversamente illuminato.<\/p>\n<p>Per avere ulteriori informazioni (anche indicazioni per la reperibilit\u00e0) su questi e altri film ci si pu\u00f2 rivolgere alla Mediateca LEDHA (tel. 02-65.70.425 )<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un intero filone cinematografico &#8211;  presente in modo consistente soprattutto nel cinema americano &#8211;  che racconta le vicende di personaggi con handicap acquisiti:  \u00e8 l\u2019insieme dei film sui reduci<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3962,3587,3608],"edizioni":[83],"autori":[2751],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3639],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/598"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=598"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/598\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6149,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/598\/revisions\/6149"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=598"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=598"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=598"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=598"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=598"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=598"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}