{"id":5990,"date":"2025-12-17T12:19:05","date_gmt":"2025-12-17T11:19:05","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5990"},"modified":"2025-12-17T12:19:05","modified_gmt":"2025-12-17T11:19:05","slug":"lettere-al-direttore-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5990","title":{"rendered":"Lettere al direttore"},"content":{"rendered":"<p>Risponde Claudio Imprudente<\/p>\n<p>Per iniziare il nuovo anno con il giusto spirito ci trasferiamo per un minuto in un pub&#8230; \u00c8 successo davvero qualche tempo fa in uno spot americano di una nota marca di birra. Ne abbiamo riparlato insieme &#8230; Eccovi il risultato della conversazione!<i><\/i><\/p>\n<p>Caro Claudio,<br \/>\nti scrivo in merito all&#8217;articolo che hai recentemente scritto, commentando la pubblicit\u00e0 di una nota marca di birra che ha utilizzato un ragazzo con disabilit\u00e0 come &#8220;modello&#8221;. Pu\u00f2 essere visto in chiave positiva o negativa, a seconda credo dell&#8217;idea di pubblicit\u00e0.<br \/>\nParto dalla percezione negativa. La pubblicit\u00e0 \u00e8 per definizione uno spazio in mano alle aziende per promuovere la conoscenza e quindi la vendita delle proprie marche, prodotti e servizi. \u00c8 quindi per definizione uno spazio commerciale. Secondo questa logica, l&#8217;utilizzo di persone diversabili potrebbe risultare sgradevole o, come minimo, opportunistico e quindi si crea una situazione di &#8220;sfruttamento&#8221; di immagine a fini utilitaristici. Estremizzando (molto) potremmo dire che vengono utilizzate le sfortune altrui per vendere di pi\u00f9. Questa logica, se vogliamo molto rispettosa dei ruoli, vive il processo di comunicazione solo come un mezzo per far arrivare al proprio target un messaggio e quindi non ammette che vengano passati certi limiti di condotta per vantaggi commerciali ed economici. Una specie di &#8220;codice deontologico&#8221; non scritto. La visione pi\u00f9 aperta e positiva vede invece la pubblicit\u00e0 come una delle componenti sociali che aiutano a formare gli stili di vita delle persone, consigliandole, informandole e dando loro la possibilit\u00e0 di scelta. La pubblicit\u00e0 assume perci\u00f2 un valore sociale, in quanto si fa partecipe della rappresentazione della nostra societ\u00e0 e della formazione della propria coscienza civile. Ora \u00e8 vero che molta della roba pubblicitaria che passa sotto i nostri occhi tutti i giorni non si pu\u00f2 certamente inscrivere nel novero della &#8220;pubblicit\u00e0 progresso&#8221; per\u00f2 \u00e8 anche vero che, nel bene o nel male, essa \u00e8 uno specchio della societ\u00e0 civile. Nona caso aziende, agenzie pubblicitarie, creativi, ecc. si avvalgono di ampi studi sui mutamenti e sulle tendenze della societ\u00e0 in cui viviamo. Secondo questa logica, quindi, il messaggio che persone con e senza handicap possano giocare insieme uno sport agonistico, trovarsi insieme intorno a una birra, condividere luoghi serali come pub, \u00e8 certamente un messaggio importante che un&#8217;azienda commerciale\u00a0riesce a mettere in prima serata.<br \/>\nOra, il tema \u00e8 lungo e pu\u00f2 assumere livelli di distinguo anche molto ampi. lo, da professionista della comunicazione, credo che le pubblicit\u00e0 abbiano il dovere di parlare alla societ\u00e0 e non solo dei propri prodotti e marche, in quanto, se lo fanno bene, riescono a portare a\u00a0 casa risultati molto pi\u00f9 rilevanti. Credo che\u00a0l&#8217;esempio della scura (bello il tuo titolo) vada nella direzione corretta.<br \/>\nTu cosa ne pensi?<br \/>\nUn abbraccio, Federico.<\/p>\n<p>Il rischio strumentale \u00e8 sicuramente molto alto, ma in tutta sincerit\u00e0 preferisco mille volte uno spot come questo (ognuno lo interpreta con la sensibilit\u00e0 che ha)a uno di quelli che fanno leva sul lusso o, peggio ancora, sull&#8217;eros pi\u00f9 o meno esplicito.<br \/>\nTonia Baviello<\/p>\n<p>lo invece lo reputo un bel messaggio di integrazione&#8230; L&#8217;ho capito nel senso che il disabile non pu\u00f2 giocare da normodotato &#8230; sono quindi i suoi amici che devono sedersi sulla sedia a rotelle per poter giocare con lui &#8230; E poi tutti a bersi una birra in compagnia! Non ci trovo nulla di scandaloso, anzi manda un messaggio a tutti coloro che vedono noi disabili come soggetti estranei alla societ\u00e0.<br \/>\nIvo Parmiggiani<\/p>\n<p>Gli amici si &#8220;disabilitano&#8221; per essere al &#8220;livello&#8221; dell&#8217;amico, per poter giocare ancora assieme&#8230; con l&#8217;ex-compagno &#8220;abile&#8221; di una squadra di basket&#8230; ma tutti con lo stesso spirito e la stessa abilit\u00e0 nel bere in compagnia una buona birra&#8230; per me geniale!!! La seconda parte dell&#8217;articolo mi trova totalmente in disaccordo sulla strumentalizzazione&#8230; ma li avete visti come giocano? Si menano come fabbri!!! Molto pi\u00f9 fisici e di contatto del basket. .. nemmeno per un momento ho pensato a &#8220;poverini&#8221;.<br \/>\nAndrea Berto<i><\/i><\/p>\n<p>Ciao Claudio, tu hai avanzato due considerazioni apparentemente contrapposte. E se, invece, alla base di questa scelta, ci stessero tutte e due? Il cambiamento verso il positivo, penso, storicamente non pu\u00f2 seguire una strada sola, una strada facile. Magari una strana commistione di &#8220;pietismo&#8221;, buoni propo-siti e realt\u00e0 mostrata cos\u00ec com&#8217;\u00e8 porter\u00e0 lentamente a dei risultati. Della serie, purch\u00e9 se ne parli. Ti saluto con affetto.<br \/>\nAncilla Artusi<i><\/i><\/p>\n<p>Caro Federico e cari tutti, anche io ho riflettuto su questo spot e dico che dieci anni fa non avrei mai pensato che si potessero utilizzare dei ragazzi con disabilit\u00e0, o la disabilit\u00e0 stessa, per promuovere e pubblicizzare un prodotto come la birra. Nell&#8217;immaginario collettivo infatti la disabilit\u00e0 e la birra sono agli antipodi. La birra \u00e8 compagnia, freschezza, giovent\u00f9, festa&#8230; La disabilit\u00e0 di contro \u00e8 solitudine, a volte vecchiaia, spesso \u00e8 tristezza e malinconia.<br \/>\nAllora? Allora probabilmente in questo decennio che sembra volato qualcosa a livello socio-culturale \u00e8 cambiato. I pubblicitari delle grandi multinazionali sanno sempre che aria tira e ne hanno preso atto&#8230; Certo il rischio di strumentalizzare la carrozzina \u00e8 sempre in agguato, anche se, in questo caso, forse \u00e8 stato fatto un salto in pi\u00f9. L&#8217;argomento, anche se presenta qualche contraddizione, \u00e8 a mio parere ricco di suggestioni che spaziano non solo sull&#8217;immagine e la sempreverde questione dell&#8217;accessibilit\u00e0 ma prima di tutto sui concetti di divertimento e di normalit\u00e0.<br \/>\nAllora grazie, Federico, della bellissima lettera&#8230;<br \/>\nCi risentiamo alla prossima birra!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risponde Claudio Imprudente Per iniziare il nuovo anno con il giusto spirito ci trasferiamo per un minuto in un pub&#8230; \u00c8 successo davvero qualche tempo fa in uno spot americano di una nota marca di birra. Ne abbiamo riparlato insieme &#8230; Eccovi il risultato della conversazione! 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