{"id":5996,"date":"2025-12-17T12:51:31","date_gmt":"2025-12-17T11:51:31","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5996"},"modified":"2025-12-17T12:51:41","modified_gmt":"2025-12-17T11:51:41","slug":"il-pittore-che-sentiva-con-gli-occhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=5996","title":{"rendered":"Il pittore che sentiva con gli occhi"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>di Roberto Parmeggiani<\/p>\n<p>Chi mi conosce sa che ho una certa passione per le serie televisive. Brevi o lunghe, mi appassiono alla vita dei personaggi. Mi piacciono i colpi di scena, l&#8217;invenzione della realt\u00e0, le colonne sonore strappalacrime. Una di quelle che negli ultimi anni ha riempito il mio tempo libero \u00e8 Doctor Who, storica serie televisiva britannica. Nata nel 1963, racconta le avventure di un Signore del tempo che viaggia nello spazio e nel tempo attraverso il Tardis, una macchina del tempo dalla forma di cabina blu della polizia inglese.<br \/>\nIn uno di questi viaggi spazio-temporali, il Dottore (cos\u00ec ha scelto di farsi chiamare questo Signore del tempo) atterra nel 1890, in Provenza, dove incontra Vincent Van Gogh e lo aiuta a sconfiggere un immaginario mostro che vede solo lui.<br \/>\nCredo che questa sia una delle letture pi\u00f9 corrette, seppur fantastica, dell&#8217;arte e della vita di van Gogh: un uomo che percepisce la realt\u00e0 in modo assolutamente soggettivo.<br \/>\nNato in Olanda nel 1853, era figlio di un religioso e nipote di commercianti di oggetti artistici. Per questo Vincent, le sue sorelle e i suoi fratelli ricevettero una forte influenza da arte e religione. Il percorso che port\u00f2 Vincent alla pittura fu travagliato e ricco di fallimenti. Questo per\u00f2 non riusc\u00ec ad abbatterlo e, dopo tanti fallimenti, prima come pastore, poi come commerciante, decise di tentare come artista: &#8220;A dispetto di tutto, mi alzer\u00f2 ancora una volta!&#8221;.<br \/>\nNonostante la buona volont\u00e0, per\u00f2, rester\u00e0 per tutta la vita un pittore povero, deriso e poco apprezzato, con molti momenti di forte depressione, considerato folle da tanti. Il suo particolare punto di vista, il suo modo di approcciarsi alla realt\u00e0 e relazionarsi col mondo e una sorta di inettitudine, di incapacit\u00e0 a vivere hanno contraddistinto non solo il suo aspetto relazionale ma soprattutto quello artistico. Tanti limiti nell&#8217;approccio sociale hanno corrisposto, per lui, a tante capacit\u00e0 nella relazione e nell&#8217;espressione artistica. Perch\u00e9 Van Gogh non vedeva, sentiva, e questo sentire metteva in discussione, spaventava, disturbava.<br \/>\nCi\u00f2 che pu\u00f2 descrivere meglio tutto questo \u00e8 l&#8217;uso dei colori che, a chiunque si imbatta in un dipinto di Van Gogh, possono apparire a tratti eccessivi, pastosi, grezzi, potenti.<br \/>\nIn una lettera che scrisse al fratello Theo, da Arles, 1&#8217;11 agosto 1888, dice: &#8220;Perch\u00e9 invece di rendere esattamente ci\u00f2 che ho davanti agli occhi, mi servo del colore in modo pi\u00f9 arbitrario, per esprimermi con pi\u00f9 intensit\u00e0&#8221;.<br \/>\nUn eccesso di colore che ci offre una visione del mondo estremamente realistica che, seppur in contatto con l&#8217;esperienza quotidiana della realt\u00e0, la trasforma e ce ne consegna un&#8217;interpretazione personale e unica. Un colore che esce dalle forme per esprimersi in maniera autonoma, libera. Van Gogh non inventa, non aggiunge, non trasforma. Lui, semplicemente, ci offre se stesso, nonostante tutto. Nonostante la depressione che lo costringeva a periodi di inedia e smarrimento. Nonostante il non-successo delle sue opere. Nonostante i sogni che, uno per volta, si infrangevano tra le zolle della Provenza.<br \/>\nNonostante tutto questo Van Gogh \u00e8 protagonista del suo tempo e della storia perch\u00e9 ci permette di vedere con i suoi occhi la realt\u00e0 che lo circonda, perch\u00e9 fa del suo presunto limite la maggiore risorsa della sua arte, perch\u00e9 ci frega: se infatti lo avessimo incontrato di persona, probabilmente lo avremmo scansato o al pi\u00f9 compatito, invece ci conquista, ci affascina.<br \/>\nIl suo ambiente prediletto rester\u00e0 sempre la campagna, la vita contadina, gli oggetti del lavoro. Una vita fuori dalla storia, personaggi vinti che mai potranno modificare la loro condizione. Sullo stesso piano gli oggetti: le scarpe, le sedie, i letti e le stanze. Nature morte, quotidiane, ferme. A Vincent non interessa ci\u00f2 che vede, ma ci\u00f2 che sente, l&#8217;emozione che lo raggiunge, la storia rispetto all&#8217;apparenza. Per questo oggi riusciamo a vedere la sua anima.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un dipinto che, tra i tanti, mi affascina ogni volta che lo vedo. Si tratta di Seminatore al tramonto (1888): un campo di grano e un contadino che al calar del sole lancia le ultime manciate di semi. Il sole \u00e8 maestoso, con un colore intenso e brillante. Il tutto apparentemente risulta statico, finch\u00e9 lo sguardo non si posa sul gesto compiuto dal contadino, un giusto che \u00e8 allo stesso tempo semplice ed estremamente vitale.<br \/>\nEcco, questo dipinto racchiude in buona sostanza ci\u00f2 che ho cercato di condividere con voi in questo articolo: \u00e8 estremamente triste in quanto \u00e8 perfettamente reale la percezione della vita immutabile del contadino ma, allo stesso tempo, rassicurante, perfino gioioso grazie all&#8217;uso, quasi improprio, dei colori che mettono in discussione la nostra prima impressione.<br \/>\nLa puntata di Doctor Who si conclude in modo commovente. Il Dottore infatti porta Vincent nel futuro a visitare il Museo D&#8217;Orsay, il museo parigino che raccoglie le opere dei pi\u00f9 grandi impressionisti, per cui anche parte di quelle di Van Gogh. Oltre a questo, che gi\u00e0 basterebbe a sconvolgere il pittore e noi spettatori, il Dottore chiede a un critico presente in sala di descrivere l&#8217;opera dell&#8217;artista. L&#8217;emozione sale, la commozione pure. Purtroppo \u00e8 solo fantascienza ma certamente Vincent Van Gogh se lo sarebbe meritato.<\/p>\n<p>&#8220;Per me \u00e8 il pi\u00f9 grande pittore tra tutti. Il pi\u00f9 famoso, il pi\u00f9 amato. La sua padronanza del colore \u00e8 magnifica. Trasform\u00f2 il dolore, il peso della sua vita tormentata in un&#8217;estatica bellezza. Il dolore \u00e8 facile da rappresentare ma usare la collera e il colore per rappresentare l&#8217;estasi e la gioia e la grandezza del mondo, nessuno lo aveva mai fatto prima e forse nessuno lo rifar\u00e0 mai&#8221;.<br \/>\n(Vincent e il Dottore &#8211; BBC 2010)<i><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di Roberto Parmeggiani Chi mi conosce sa che ho una certa passione per le serie televisive. 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