{"id":60,"date":"2009-11-04T17:04:28","date_gmt":"2009-11-04T17:04:28","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=60"},"modified":"2025-11-12T11:10:01","modified_gmt":"2025-11-12T10:10:01","slug":"e-amici-tutti-voi-i-ragazzi-presentano-il-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=60","title":{"rendered":"6. \u2026E Amici tutti voi. I ragazzi presentano il Centro"},"content":{"rendered":"<p>Altre storie, racconti, esperienze dalla realt\u00e0 dei Centri Diurni per disabili del Distretto di Sassuolo, provincia di Modena<br \/>\n<!--break-->\u201cSono molto eccitato al pensiero di introdurvi in quella che \u00e8 la mia grande famiglia del Centro e di tutti i personaggi che vi circolano dentro. Il Centro ha una lunga storia. Io ne so qualcosa, perch\u00e9 \u00e8 ormai da 10 anni che vengo ogni settimana dal luned\u00ec al venerd\u00ec, esclusi i periodi festivi.<br \/>\nDurante questi 10 anni, ho conosciuto tante persone. Molti sono andati via e li ho salutati con grande dispiacere, ma altri sono rimasti qui con me e di questo ne sono fiero e felice.<br \/>\nIn questa presentazione del Centro vi dir\u00f2 che spesso \u00e8 come essere a teatro: ci sono tanti personaggi, strani, simpatici, matterelli, testoni, efficienti, buoni e cattivi, calmi e agitati, belli e brutti, alti e bassi, magri e grassi, lenti e veloci, allegri e tristi.<br \/>\nInsomma, al Centro c\u2019\u00e8 di tutto un po\u2019. Ci sono giorni di festa e di allegria; altri sono pi\u00f9 malinconici e tristi; altri ancora sono monotoni; oppure ci sono giorni dinamici e scattanti.<br \/>\nSpesso si ride e io faccio arrabbiare quasi tutti gli operatori (ma sempre per scherzo, o quasi!). Diciamo che sono lo sciacallo per eccellenza. Cosa vuol dire sciacallo? Meglio non commentare, posso solo dire a voi lettori che questa parola ci fa fare tante risate &#8230;\u201d<br \/>\nWainer<\/p>\n<p>\u201cOggi vorrei parlare di Walter.<br \/>\nMi \u00e8 simpatico, perch\u00e9 ha bei capelli, due occhi, il collo e la bocca (anche se gli mancano alcuni denti).<br \/>\nHa le orecchie talmente grandi che ci si pu\u00f2 attaccare lo zaino.<br \/>\nAnche se rompe, gli voglio bene cos\u00ec cos\u00ec: va bene lo stesso\u201d.<br \/>\nAlessandro<\/p>\n<p>\u201cIo, invece, vorrei parlare di Betta.<br \/>\n\u00c8 molto bella.<br \/>\nMi piace, perch\u00e9 \u00e8 sorridente: mi fa tanta compagnia. Vorrei dire qualcosina anche di Carlo.<br \/>\nLui mi \u00e8 simpatico, perch\u00e9 mi sorride.<br \/>\nUrla troppo quando arriva il babbo\u201d.<br \/>\nAlessia<\/p>\n<p>\u201cFinalmente tocca a me che sono Walter.<br \/>\nIo parler\u00f2 dei miei soggetti quasi preferiti: Paolo e Leo. Riguardo a Paolo vorrei esprimere la mia gioia quando si incavola come una bestia.<br \/>\nLa sua collera mi ricorda Ges\u00f9 sulla croce.<br \/>\nE poi Leo assomiglia a Burt dei Simpson\u201d.<br \/>\nWalter<\/p>\n<p><strong>Il Centro come una casa<br \/>\n<\/strong>Quando una persona, conosciuta o meno che sia, apre la porta di un Centro, viene salutata con il \u201cCiao\u201d; una parola che esprime l\u2019accoglienza, che d\u00e0 il benvenuto all\u2019interno di un gruppo allargato.<br \/>\nQualcuno poi arriva subito per prenderla per mano o per dire: \u201cHo fatto io da mangiare, va bene? Sono brava? Ho fatto i piselli\u201d; e per chiederle se rimane per il pranzo; qualcun altro chiede a un educatore: \u201cChi \u00e8 questa persona?\u201d. Arriva Aldo ridendo, battendo le mani e abbracciando chi \u00e8 entrato&#8230;<br \/>\nAlle pareti delle stanze vi sono quadri, oggetti, decorazioni capaci di esprimere il \u201cfrutto\u201d della vita che si svolge nei diversi spazi. Qui ragazzi ed educatori svolgono attivit\u00e0 di diverso tipo, nel salone centrale si accolgono le persone che arrivano; in un momento successivo lo stesso salone diventa laboratorio creativo, laboratorio per l\u2019attivit\u00e0 di musica o lo spazio in cui si svolgono giochi di gruppo. Poi c\u2019\u00e8 la cucina dove una volta alla settimana viene preparato il pranzo per tutte le persone del Centro e la sala da pranzo dove viene consumato il pasto meridiano.<br \/>\nUn\u2019altra stanza che si nota \u00e8 quella del relax o stanza morbida, dove si svolge nel primo pomeriggio il relax o durante la mattinata l\u2019attivit\u00e0 di rilassamento e di massaggio.<br \/>\nLara dice: \u201cIl Centro \u00e8 una casa, mi piace fare le passeggiate, mi piacciono tutti e imparare\u201d.<br \/>\nIn effetti il Centro Diurno \u00e8 come una casa, non mancano quindi luoghi come i bagni, gli arredi e le dotazioni per la cura della persona e scaffali pieni di diversi generi alimentari.<br \/>\nCome in ogni casa si possono constatare limiti e anche desiderare miglioramenti; a questo proposito Giuseppe dice: \u201cVorrei buttare gi\u00f9 la parete che separa la cucina dalla sala da pranzo per avere pi\u00f9 spazio e stare pi\u00f9 larghi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lo stare insieme<\/strong><br \/>\nCi\u00f2 che riempie gli spazi fisici sono le persone con le loro relazioni. Infatti nell\u2019organizzazione dei gruppi di attivit\u00e0 si pone attenzione alla possibilit\u00e0 di integrazione fra i ragazzi, alle abilit\u00e0 di ciascuno ma anche alla rete relazionale presente fra i componenti stessi.<br \/>\nMonica spiega: \u201cVeniamo al Centro per stare assieme con gli amici, mi piace uscire all\u2019aperto, mangiare, dormire, giocare, chiacchierare..\u201d.<br \/>\nOgni Centro \u00e8 caratterizzato da un gruppo eterogeneo di ragazzi; ciascun ospite predilige o meno la relazione con altri ospiti, o per indole o per abitudini di comportamento; da queste differenze emergono relazioni di amicizia, cos\u00ec come quando Sandra accarezzando il viso di Walter gli chiede: \u201cStai male? Io sono un\u2019infermiera\u201d.<br \/>\nOppure quando Irene chiede a Gianni: \u201c\u00c8 bella la radio? Cos\u00ec va bene la radio? \u00c8 qua!\u201d.<br \/>\nA volte si presentano relazioni di antipatia che scatenano momenti di acceso confronto e cos\u00ec capita spesso che Simona urli contro Irene, ad esempio, perch\u00e9 l\u2019una vuole la porta aperta e l\u2019altra la vuole chiudere.<br \/>\nAngelo trattiene per un braccio una educatrice e canticchia un motivo; l\u2019educatrice prova a seguirlo ma lui dice \u201cNo, o\u201d; e ricomincia a canticchiare; un\u2019altra educatrice intuisce il motivo e glielo canta; Angelo sorride contento e dice: \u201cE poi?\u201d.<br \/>\nDai dialoghi e dalle affermazioni che spesso si ascoltano dai ragazzi emerge che fare o non fare una attivit\u00e0 diventa rilevante in funzione delle persone con cui si pu\u00f2 stare insieme.<br \/>\nMonica dice: \u201cMi piace venire al Centro perch\u00e9 sto in compagnia, perch\u00e9 conosco anche delle altre persone\u201d; e a conferma di ci\u00f2 che significa stare insieme aggiunge: \u201cMi piace disegnare, mangiare, stare con voi\u201d.<br \/>\nLorenzo dice: \u201cMi piace venire al Centro. Trovo persone che mi capiscono: forse voi mi capite pi\u00f9 di quanto mi capisco io&#8230;\u201d.<br \/>\nRita dice: \u201cMi piace venire al Centro perch\u00e9 conosco altra gente, gli amici, conosco tutti. Guardiamo la televisione, facciamo ginnastica\u201d. Monica con prontezza la corregge: \u201cSi chiama rilassamento\u201d. Rita continua: \u201cA volte mi piace scherzare e ridere, a volte rimango seria; a volte mi piace andare fuori altre volte mi piace rimanere anche dentro\u201d.<br \/>\nL\u2019organizzazione del mattino prevede che ci si suddivida in gruppi di attivit\u00e0. Occorre sottolineare che la scelta delle attivit\u00e0 a livello generale avviene a inizio anno per quelle che hanno una cadenza prestabilita (ad esempio la ginnastica, la piscina, i mercati, ecc.). Per altre attivit\u00e0 che non si svolgono in un giorno predefinito della settimana la proposta di partecipare viene fatta alla persona a inizio settimana o giornalmente.<br \/>\nA volte infatti la programmazione giornaliera viene discussa e, se possibile, ridefinita con i ragazzi, in quanto non sempre hanno voglia di partecipare alle attivit\u00e0 previste.<br \/>\nDalle frasi che seguono si pu\u00f2 capire come vengono trascorsi i momenti prima dell\u2019inizio delle diverse attivit\u00e0. Rita dice: \u201cNon mi piace andare fuori perch\u00e9 fa freddo; mi piace andare al mare\u201d; e continua \u201cA me non piace apparecchiare\u201d.<br \/>\nIrene dice che le piace venire al Centro e aggiunge: \u201cMi piace cucinare, andare in serra no, ci vado solo in inverno; che schifo la serra, io voglio andare fuori a mangiare, a cena\u201d.<br \/>\nA sua volta Moreno dice: \u201cNon mi piace cucinare, fare i compiti\u201d; e Sandra: \u201cMi piacerebbe suonare la pianola\u201d.<br \/>\nL\u2019organizzazione del pomeriggio \u00e8 dinamica e flessibile, consente a chi desidera riposare di farlo, c\u2019\u00e8 chi svolge attivit\u00e0 ludiche in piccolo gruppo e chi svolge alcune commissioni.<\/p>\n<p><strong>[L\u2019organizzazione<\/strong><br \/>\nAlla fine dell\u2019anno gli Educatori e il Coordinatore si riuniscono per svolgere due giornate di programmazione per l\u2019anno successivo in cui si discutono gli obiettivi generali del Centro, quelli specifici per ogni attivit\u00e0 e per ogni ragazzo. Viene quindi stabilita un\u2019organizzazione generale del Centro anche in relazione alle attivit\u00e0 che ciascun ragazzo svolger\u00e0 nell\u2019arco dell\u2019anno.<br \/>\nGli Educatori e il Coordinatore si incontrano settimanalmente nelle riunioni di \u00e9quipe dove viene discussa e approntata la programmazione settimanale. Questo strumento \u00e8 a disposizione anche dei ragazzi che possono consultarla da soli o con l\u2019aiuto degli educatori e serve per definire l\u2019organizzazione giornaliera di una settimana stabilendo i nomi degli educatori e dei ragazzi che svolgeranno una determinata attivit\u00e0 piuttosto che un\u2019altra.<strong>]<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Centro come luogo di incontro<\/strong><br \/>\nLe relazioni agite nello svolgersi della giornata del Centro sono metaforicamente degli incontri ove educatore ed educando si riconoscono e si comprendono, prima di ogni altra determinazione di ruoli e di competenze, come umane esistenze che si incontrano nella dimensione educativa.<br \/>\nIn questa dimensione educativa, l\u2019educatore rappresenta il ponte, ove ogni passo e ogni passante \u00e8 diverso dal precedente e dai passati, di qui l\u2019importanza di cogliere le differenze che le persone ci portano.<br \/>\nDa una parte c\u2019\u00e8 il punto di vista dei ragazzi. Silvana dice di Federica (educatrice): \u201cSono una delle sue amiche\u201d.<br \/>\nAngelo invece dice: \u201cLe educatrici sono tutte belle e anche i miei amici e anche io sono bello\u201d.<br \/>\nEnrica dice delle proprie educatrici: \u201cGli voglio bene, altroch\u00e9!\u201d. Alessandro dice delle educatrici: \u201cVoglio bene a tutte!\u201d.<br \/>\nIrene dice: \u201cVincenzo mi \u00e8 simpatico perch\u00e9 ha i baffi\u201d.<br \/>\nDall\u2019altra c\u2019\u00e8 il punto di vista dell\u2019educatore cos\u00ec come afferma Francesca raccontando che \u201cla scelta di diventare educatore professionale \u00e8 stata maturata dal desiderio di fare un lavoro basato sulla relazione e finalizzato al cambiamento, nel senso di accompagnare le persone in un percorso di crescita\u201d.<br \/>\nPer Gledys \u201cl\u2019aspettativa pi\u00f9 importante \u00e8 quella di un continuo confronto con gli altri operatori e i ragazzi e soprattutto di una continua crescita insieme a loro\u201d.<br \/>\nAntonella poi dice: \u201cQuesto, fra i lavori che ho svolto, \u00e8 il pi\u00f9 gratificante; ho sempre desiderato svolgerlo e ho intrapreso gli studi necessari. Quando torno a casa al termine della giornata mi sento realizzata. Dopo 3 anni di presenza in questo Centro ogni giorno imparo qualcosa di nuovo\u201d.<br \/>\nGrazia osserva: \u201cLa vita familiare in un Centro Diurno \u00e8 sempre piena di sorprese\u201d.<br \/>\n\u00c8 importante per l\u2019educatore cogliere le novit\u00e0, i piccoli cambiamenti e valorizzarli, per ampliare il campo di esperienza di ciascuno, rimanendo la bussola che indica la direzione verso la quale si sta viaggiando.<br \/>\nCos\u00ec come i Servizi anche l\u2019agire dell\u2019educatore \u00e8 cambiato passando dal buon senso alla riflessione e rielaborazione del proprio operato. Infatti, Rossana dice che \u201cper svolgere questo lavoro l\u2019educatore deve riuscire a mettersi in discussione ed evitare, ad esempio, di sostituirsi all\u2019altro nelle cose che pu\u00f2 fare; occorre saper leggere i bisogni per attuare strategie di intervento, occorre saper ascoltare in modo empatico, avere capacit\u00e0 di improvvisazione per gestire le novit\u00e0, gli imprevisti\u201d.<br \/>\nRimane comunque indispensabile la motivazione e il desiderio di incontrare l\u2019altro cos\u00ec come racconta Vincenzo: \u201cCapita a tutti, a un certo punto della propria vita, di porsi la fatidica domanda: cosa far\u00f2 da grande? Le parole di John Keats riassumono brevemente la risposta: &#8216;Chiamate, vi prego, il mondo La valle di Fare Anima. Allora scoprirete a cose serve il mondo&#8217;\u201d.*<br \/>\n(*Questa frase \u00e8 raccolta dalle prime pagine del libro di Michele Pansini, <em>Vite comuni<\/em>, Pesaro, 1998).<\/p>\n<p><strong>Le attivit\u00e0<\/strong><br \/>\nLe attivit\u00e0 che scandiscono la vita del Centro sono gli strumenti attraverso i quali si agisce questa dimensione educativa, sono le regole, il dove, il come, il quando, due o pi\u00f9 persone agiscono una relazione e con essa strategie per raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati.<br \/>\nLe attivit\u00e0 si prendono cura delle abilit\u00e0 delle persone cercando di migliorarle, di farle sviluppare, nel rispetto della loro diversit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 educative sulle autonomie personali e relative al benessere psicofisico<\/strong><br \/>\nL\u2019autonomia personale riguarda le diverse azioni quotidiane relative al mangiare, al vestirsi, alla cura dell\u2019igiene; l\u2019obiettivo generale \u00e8 l\u2019acquisizione di piccole o grandi autonomie relative al prendersi cura di s\u00e9 (attraverso per esempio l\u2019attivit\u00e0 di Beauty), cos\u00ec come dice Francesca (educatrice): \u201cIl lavoro dell\u2019educatore tante volte consiste in piccoli gesti quotidiani, [&#8230;] che contribuiscono al benessere delle persone e al raggiungimento di obiettivi\u201d.<br \/>\nQueste attivit\u00e0 hanno inoltre l\u2019obiettivo di sviluppare il benessere psicofisico della persona e intervengono su quegli aspetti che riguardano principalmente il corpo, l\u2019igiene, il movimento, il rilassamento; per questo vengono proposte Ginnastica, Piscina, Rilassamento e Massaggio, che aiutano la persona a stare meglio da un punto di vista sia fisico che mentale. In questo ambito di intervento vengono racchiuse anche le attivit\u00e0 di tipo ludico-motorie che promuovono le abilit\u00e0 motorie; in queste attivit\u00e0 si cerca di trasformare gli esercizi di movimento, che a volte sono meccanici e ripetitivi, in una situazione di gioco, piacevolezza e scambio con gli altri.<br \/>\nMirko dice: \u201cDa gennaio andr\u00f2 in piscina\u201d; Alessia dice: \u201cQuando viene pi\u00f9 caldo tutti i giorni andr\u00f2 in piscina; in palestra, Francesco (l\u2019istruttore) forse mi aiuter\u00e0 quando salto dalla panchina; in gennaio vado in piscina a Modena dai pompieri e vado in palestra e sono contenta; tutti i giorni in gennaio vado in piscina al venerd\u00ec\u201d.<br \/>\n\u201cMi piace quando si va a Sassuolo e quando si fa l\u2019idromassaggio ai piedi, quando si va in palestra; quando c\u2019\u00e8 caldo si va in piscina e amici tutti voi\u201d. Questo sostiene Giuseppe.<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 educative sulle abilit\u00e0 relazionali e di integrazione con il contesto sociale<\/strong><br \/>\nLe abilit\u00e0 interpersonali coinvolgono le varie dimensioni in cui ogni utente sta con gli altri all\u2019interno e all\u2019esterno del Centro. Per alcuni sar\u00e0 importante acquisire la capacit\u00e0 di accorgersi della vicinanza dell\u2019altro, acquisire capacit\u00e0 di vivere nel contesto del Centro; per altri risulter\u00e0 importante acquisire delle autonomie significative anche in contesti esterni. Per questo vengono proposte attivit\u00e0 quali Riordino degli spazi del Centro, Spesa, Colazione al bar,Mercato, Passeggiate, Gite, Soggiorni.<br \/>\nUn aspetto infatti che si ritiene importante perseguire \u00e8 l\u2019integrazione delle persone nel contesto territoriale, per migliorare le loro capacit\u00e0 relazionali in situazioni nuove, ma anche perch\u00e9 il Centro non rimanga una realt\u00e0 isolata dal territorio ove abitano gli utenti stessi.<br \/>\nVi sono poi attivit\u00e0 che promuovono le abilit\u00e0 relazionali di ciascuno e che favoriscono nell\u2019utente l\u2019apertura verso l\u2019altro utilizzando il tramite della musica, del contatto con un animale come il cane o il cavallo (attivit\u00e0 di Canto, di Ippoterapia, di Pet-therapy).<br \/>\nGrazia dice: \u201cCredo che il Centro sia la vita sociale dell\u2019utente, quella che occupa la maggior parte del suo tempo\u201d.<br \/>\nFederico dice: \u201cVengo al Centro a lavorare; ho degli amici; quando sono qua lavo i piatti, sparecchio, faccio la mensa, spazzo, facciamo le passeggiate, la biblioteca, la palestra, la piscina; mi piace venire al Centro per le fanciulle\u201d.<br \/>\nAngelo dice: \u201cAl mercoled\u00ec mattina ci sono i cani, non mi ricordo come si chiamano\u201d.<br \/>\nMirco risponde: \u201cUno si chiama Pumbaa e uno Milka, ma \u00e8 un po\u2019 difficile capire chi \u00e8 il maschio e chi la femmina\u201d.<br \/>\n\u201cAnche a Lauro piace giocare con Pumbaa; Lauro non si esprime verbalmente per cui noi (gli operatori) gli abbiamo posto le domande alla quali lui ha risposto con un s\u00ec o con un no\u201d.<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 educative sulle abilit\u00e0 linguistiche e comunicative<\/strong><br \/>\nComunicare i propri bisogni, comprendere parole, frasi, fare domande: per le persone disabili sono<br \/>\nautonomie che consentono di interagire con l\u2019ambiente e di limitare la dipendenza dall\u2019educatore.<br \/>\nPer questo vengono sviluppate attivit\u00e0 che coinvolgono le competenze comunicative e<br \/>\ncognitive di ciascuno.<br \/>\nCome il Laboratorio di scrittura e lettura (viene letto il giornale e viene utilizzato il computer), come la Compilazione del diario giornaliero, la compilazione del Quaderno delle firme di presenza; una parte di queste attivit\u00e0 si svolge anche in biblioteca per favorire comunque l\u2019integrazione degli utenti nel contesto sociale. All\u2019interno dei momenti dedicati alla lettura si lavora per sviluppare la capacit\u00e0 di riconoscere il significato delle parole e per allargare il campo delle conoscenze personali.<br \/>\nFrancesca, educatrice, dice: \u201cSto acquisendo quella familiarit\u00e0 con le persone che consente di capire i loro linguaggi\u201d.<br \/>\nWainer fra i suoi racconti scrive: \u201cQuali sono i miei sogni? Scrivere libri, vorrei un ufficio dove lavorare con una segretaria e un computer\u201d.<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 educative sulle abilit\u00e0 manuali, manipolative ed espressive<\/strong><br \/>\nLo svolgimento di queste attivit\u00e0, pi\u00f9 di altre, richiede la definizione di un setting che definisce uno spazio, un tempo e un compito da svolgere. Il risultato dell\u2019attivit\u00e0 non \u00e8 solo il prodotto realizzato, ma \u00e8 anche quella soddisfazione, quella stima di s\u00e9, che si prova quando si realizza e si completa un oggetto. Il gesto, il segno, la traccia lasciata su un materiale, sono manifestazioni concrete dell\u2019esperienza, sono appigli che aiutano la memoria a ricordare.<br \/>\nVengono cos\u00ec proposte attivit\u00e0 quali Laboratorio pratico-manuale, creativo e di pittura, il Laboratorio di cucina.<br \/>\nAlessandro racconta: \u201cMi piace tutto (riferito alle attivit\u00e0 del Centro), soprattutto disegnare. Poi ascolto la musica, laboratorio di cucina\u201d.<br \/>\nUn discorso a parte deve essere fatto per il Laboratorio di serra e vivaismo, o Pollice verde, nato inizialmente come spazio utilizzato per la formazione di ragazzi inseriti poi in contesti lavorativi. L\u2019attivit\u00e0 all\u2019interno del laboratorio si \u00e8 andata via via modificando in relazione anche ai bisogni e alle abilit\u00e0 dei ragazzi che vi partecipavano. Attualmente i Centri che utilizzano il laboratorio situato presso il Centro \u201cNon ti scordar di me\u201d (ex Casa Fantini) hanno cercato di diversificare le coltivazioni per stimolare la curiosit\u00e0 dei ragazzi anche attraverso la cura di piantine di uso comune<br \/>\n(basilico, rosmarino, ecc.); non si lavora quindi sulla quantit\u00e0 e, soprattutto, ciascun ragazzo vi partecipa secondo le proprie capacit\u00e0 con il rischio di dimezzare il numero delle piante che arrivano sul nostro banchetto del mercato. Inoltre, si \u00e8 scelto di iniziare proprio dalla nascita della piantina che viene seminata, innaffiata e curata dai ragazzi che spesso manifestano un autentico interesse verso la crescita di questa e un investimento affettivo: la comparsa del germoglio \u00e8 un risultato estremamente gratificante.<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 di svago<\/strong><br \/>\nVi sono poi attivit\u00e0 che, pur intervenendo su diverse delle aree sopraccitate, in realt\u00e0 vengono proposte alle persone in momenti in cui non si sentono di impegnarsi in attivit\u00e0 particolari, ma desiderano solo rilassarsi cos\u00ec come afferma Angelo che preferisce \u201cfare un castamaz\u201d (cio\u00e8 niente).<br \/>\nSuccede infatti che alcuni ragazzi chiedano di essere lasciati tranquilli e di poter ascoltare la musica che preferiscono o di guardare un bel film oppure i mondiali di calcio.<\/p>\n<p><strong>&#8230; E le famiglie&#8230;<br \/>\n<\/strong>Fra le attivit\u00e0 che i Centri svolgono c\u2019\u00e8 un grande lavoro di tessitura di rapporti con le famiglie dei ragazzi. Di modi nei quali si realizzano questi scambi con le famiglie ce ne sono tanti: telefonate, incontri individuali, riunioni plenarie, ecc.<br \/>\nCi\u00f2 che il Servizio Sociale\/Salute disabili ha sempre sostenuto come elemento fondamentale del lavoro dei Centri, condiviso e attuato dagli Educatori e da me come Coordinatrice, \u00e8 il confronto, l\u2019ascolto, l\u2019accoglienza verso le famiglie. Le famiglie sono il contesto principale in cui vive il ragazzo e per questo credo che sia importante considerarle come interlocutore fondamentale del Centro nelle riflessioni sul ragazzo e sul lavoro che svolgiamo.<br \/>\nA volte succede che i ragazzi al Centro mettano in atto comportamenti diversi da quelli che attuano con i propri genitori: questo significa che il ragazzo distingue il contesto familiare, dove richiede un certo tipo di relazione, da un contesto di vita sociale dove agisce altri modelli comportamentali.<br \/>\nA me \u00e8 successo di scoprire, vedendo una diapositiva di mio figlio, che a scuola si veste da solo mentre a casa mi dice che non \u00e8 capace.<br \/>\nQuasi quattro anni fa ho iniziato il mio lavoro come Coordinatrice dei Centri qualche mese dopo il mio rientro al lavoro dopo la maternit\u00e0. Essere genitori non significa capire il vissuto di tutti gli altri; ciascuno vive la propria esperienza come unica e irripetibile, ma le riflessioni fatte con gli educatori e il mio essere mamma mi hanno probabilmente aiutato a chiedermi se forse un genitore avesse bisogno di qualcosa di pi\u00f9 che di parole, per sapere cosa fa e come sta il proprio figlio al Centro.<br \/>\nAll\u2019interno del lavoro dei Centri vi \u00e8 una grande attenzione alla documentazione, &#8230; parole scritte, &#8230; parole raccontate. Quest\u2019anno per\u00f2 nei tre Centri di Sassuolo abbiamo scelto di presentare le nostre attivit\u00e0 utilizzando poche parole e molte immagini, e infatti la diapositiva o il video hanno permesso ai familiari di vedere i loro figli senza essere visti e di constatare direttamente con i propri occhi. Anche per noi che ci siamo visti, guardando in qualche modo dall\u2019esterno la nostra relazione con i ragazzi, \u00e8 stata un\u2019esperienza emozionante.<br \/>\nA proposito dell\u2019utilit\u00e0 di questi mezzi, la sorella di Luigi mi racconta che, prima di visitare il Centro che avrebbe potuto frequentare il fratello, temeva che questo fosse un luogo \u201cospedaliero\u201d e che invece ne \u00e8 rimasta piacevolmente impressionata. Mi racconta inoltre che la necessit\u00e0 della famiglia da cui \u00e8 nata la richiesta di inserimento di Luigi al Centro era s\u00ec di un sollievo, ma l\u2019intento era anche quello di proporre al fratello un altro contesto di vita e di relazioni; poi, la sorella, dice che ha avuto l\u2019impressione che Luigi stia bene al Centro anche attraverso le immagini e i suoni del video, utilizzato per presentare le attivit\u00e0 durante la riunione plenaria con i familiari.<\/p>\n<p>Testo tratto da:<br \/>\nLorenzo Morini, Paola Perdetti, Giulia Manzini<br \/>\n\u2026 E Amici tutti voi. Storie dei Centri Diurni per disabili del Distretto di Sassuolo<br \/>\nCon il contributo di Piero Zaghi<br \/>\nPubblicazione a cura di Azienda USL di Modena, Distretto di Sassuolo e Gulliver Cooperativa Sociale s.c.a.r.l. In collaborazione con i Comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Frassinoro, Maranello, Montefiorino, Palavano, Prignano sulla Secchia, Sassuolo (Luglio 2004)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altre storie, racconti, esperienze dalla realt\u00e0 dei Centri Diurni per disabili del Distretto di Sassuolo, provincia di Modena<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3593,3607],"edizioni":[47],"autori":[294,285],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3701],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5178,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60\/revisions\/5178"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=60"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=60"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=60"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=60"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=60"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=60"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}