{"id":6006,"date":"2025-12-22T11:52:21","date_gmt":"2025-12-22T10:52:21","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6006"},"modified":"2025-12-22T11:53:10","modified_gmt":"2025-12-22T10:53:10","slug":"how-long-is-now-la-danza-in-carrozzina-di-balletto-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6006","title":{"rendered":"How long is now. La danza in carrozzina di Balletto Civile"},"content":{"rendered":"<p>di Lucia Cominoli<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di ogni altra forma artistica la danza \u00e8 rivelazione squisitamente corporea. Abitazione e scoperta di spazio, inciampo, incrocio e rinascita nelle forme dell&#8217;altro, riscrittura gestuale dell&#8217;intimit\u00e0 o espressione codificata&#8230; In qualsiasi modo lo intendiamo il ballo resta associato ai moti d&#8217;origine: slancio terrestre, ascolto impulsivo e azione comunitaria.<br \/>\nQuando la musica ha inizio o siamo in dialogo con uno o pi\u00f9 partner, quello che si chiede al nostro corpo \u00e8 infatti pur sempre la stessa cosa: dare una risposta. Uno scambio in apparenza semplice che pu\u00f2 portare tuttavia a conclusioni complesse, a seconda, soprattutto, del tipo di vicinanza che vorremo instaurare e a chi intendiamo rispondere. Per le scuole di Danza Sportiva in Carrozzina per esempio, come la Wheelchair Dance Sport di Firenze, la prima sul territorio nazionale, la risposta consiste nella possibilit\u00e0 di esercitare un&#8217;abilit\u00e0 personale, pi\u00f9 o meno residua, sulla quale i danzatori-atleti disabili agiscono con l&#8217;allenamento e la creativit\u00e0 fino a esibirsi combinati (un partner in piedi e uno su carrozzina) o in coppia (entrambi su carrozzina) in vere e proprie competizioni di tango, valzer, ecc., di fronte a un pubblico di appassionati e di giurati. Per il teatro danza, invece, pur attingendo alle pratiche della stessa disciplina, il centro si spinge dall&#8217;esplorazione delle abilit\u00e0 a quella delle difficolt\u00e0, fino alla loro acquisizione e trasformazione in gesto poetico, colloquio, tensione generativa di spostamenti e ipotesi in continua evoluzione.<br \/>\nHow long is now, lo spettacolo ideato dalla coreografa Michela Lucenti con la compagnia Balletto Civile, che ha aperto lo scorso ottobre 2013 l&#8217;annuale stagione di danza contemporanea del Teatro Comunale di Ferrara, muove su queste linee di sguardo, facendoci partecipi di ferite corporee personali e storiche che mettono di volta in volta a confronto abilit\u00e0 e generazioni diverse in una riflessione sociale e politica legata al futuro del presente, combinandovi l&#8217;energia di parola e musica con personali e pi\u00f9 sensibili impasti. Uno, due, tre, quattro&#8230; Quante sono le ruote della danza? Se lo sono chiesti con le loro carrozzine gli ospiti della Casa Residenza per Anziani di Ferrara e del Centro Sociale Ricreativo Culturale Rivana Garden, protagonisti dello spettacolo, insieme ai danzatori della compagnia e alla comunit\u00e0 rapita del pubblico che li ha osservati.<\/p>\n<p><strong>Quando ballare \u00e8 un&#8217;etica. Storia di una compagnia &#8220;civile&#8221;<br \/>\n<\/strong>Che la danza sia capace di agire nella Storia cos\u00ec co-me di farsi interlocutoria e responsabile di impegni etici \u00e8 un assunto che, ce lo dice il nome, Balletto Civile si porta dietro fin dalla nascita, anno 2003, grazie alla personalit\u00e0 della sua guida, Michela Lucenti, direttrice artistica, danzatrice e coreografa allieva di Pina Baush, la fondatrice del Tanz Theatertedesco, e di Thomas Richards, il pi\u00f9 stretto collaboratore di Jerzy Grotowski, padre del Nuovo Teatro del Novecento. Oggi &#8220;il collettivo nomade di performers&#8221; \u00e8 in residenza al Teatro Due di Parma e prosegue una ricerca artistica d&#8217;azione civile sulla linea degli esordi, co-me quando entr\u00f2 nell&#8217;Ospedale psichiatrico di Udine per dare vita allo spettacolo di coreografie e canti \/\/ corpo sociale e a Psicoshow di Alessandro Berti, a partire dalla voce e lo studio delle lotte di Franco Basaglia.<br \/>\n\u00c8 una danza che non rinuncia neppure alle commistioni di genere quella di Balletto Civile e che mette la parola sullo stesso piano del corpo, che fa degli interpreti dei danzatori-attori, che si sporca di liriche e canti popolari della tradizione, che ammicca al teatro musicale e alle fascinazioni delle arti visive, della natura e degli oggetti per porsi di fronte all&#8217;incontro e alla relazione con l&#8217;umano quale occasione fondamentale del vivere. Un metodo e un&#8217;attitudine che la Lucenti ha voluto mettere nero su bianco, con un manifesto e una dichiarazione d&#8217;intenti che meritano l&#8217;approfondimento:<br \/>\n&#8220;[ &#8230; ] Saper condurre senza violenza con delle idee sceniche.<br \/>\nLasciarsi condurre veramente, quindi sorprendersi.<br \/>\nCapire che essere passivo contiene un&#8217;attivit\u00e0. Sapere che essere attivo contiene una passivit\u00e0. Porsi in uno stato d&#8217;ascolto totale in entrambe le posizioni.<br \/>\nPensare che il dialogo contiene respiro per essere organico.<br \/>\nImparare a non fare male e a non farsi male.<br \/>\nAvere un corpo pronto fisicamente allenato all&#8217;imprevisto.<br \/>\nAvere una mente duttile alla novit\u00e0 e continuamente all&#8217;invenzione.<br \/>\nSaper accogliere anche quando si rifiuta, o si \u00e8 violenti, imparando il grande gioco del teatro.<br \/>\nSaper tenere a bada le proprie emozioni perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 urgente e pericoloso di cui occuparsi (magari sostenere l&#8217;altro che sta per cadere).<br \/>\nAscoltare le proprie emozioni che ci vengono dall&#8217;a-zione e non da qualcosa di pregresso.<\/p>\n<p>[&#8230; ] Quello che ho imparato \u00e8 che esercitarsi alla relazione \u00e8 centrale nell&#8217;allenamento dell&#8217;attore e del danzatore, \u00e8 il principio base su cui si fonda un&#8217;\u00e9quipe di lavoro, ogni spettacolo non \u00e8 altro per me che un progetto comunitario, un gruppo di persone che hanno un obiettivo che devono perseguire ogni sera (che \u00e8 poi raccontare una storia e per me \u00e8 indifferente che la storia sia solo fisica o con canti e paro-le) e l&#8217;obiettivo deve essere mantenuto vivo attraverso una prontezza fisica e mentale che rende ogni sera imprevista perch\u00e9 ogni sera le persone che condurranno l&#8217;azione saranno diverse, quindi anche se il materiale testuale o fisico sar\u00e0 disegnato alla perfezione, ecco che entra in gioco l&#8217;umanit\u00e0, quella di cui facevamo l&#8217;esempio prima immaginando lo scienziato alla conferenza, quell&#8217;allenamento di metodo che render\u00e0 pronti gli interpreti ad ascoltarsi realmente ogni sera, costruendo partiture che non si possono fare senza attenzione e senza coscienza, facendo s\u00ec che ogni sera sia speciale, insomma diversa, <em>viva<\/em> e che quindi includa chi guarda, che non assister\u00e0 al discorso specifico ma a qualcosa che, pur essendo specifico, li far\u00e0 sentire inclusi perch\u00e9 parte di un discorso universale, cio\u00e8 la relazione tra creature.<\/p>\n<p><strong>Il dialogo tra generazioni per sprigionare il presente<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 per un giovane \u00e8 cos\u00ec importante porre oggi domande agli anziani? Questione d&#8217;esperienza, si sa. E alle conseguenze chi ci pensa? Non \u00e8 forse anche loro la colpa del fallimento, dello sfruttamento, degli individualismi sfrontati, delle volont\u00e0 stanche? Eppure com&#8217;\u00e8 che a trent&#8217;anni ci si sente pi\u00f9 compresi da un ottantenne che da un quarantenne? Tocca a noi ricominciare tutto da capo? Ripristinare il rispetto prima delle retoriche del benessere? Voi ci pensate ai valori? E ai figli? E ai figli dei figli?<br \/>\nSono corpi che si interrogano quelli sulla scena di How long is now, domande-strappo, incrinature custodite dal corpo, desiderio di recuperare tempi sottratti. Eppure non mancano il ritmo, la vivacit\u00e0 e la gioia di una giovinezza che non pu\u00f2 essere altro che tale, che gioca e si confronta nel dialogo con una vecchiaia che sui tumulti si \u00e8 fatta le ossa e che ora 1e ha anche Un anziano professore \u00e8 il protagonista di una storia di vita ordinaria, la sua, che ripercorre sulla sua poltrona bianca nell&#8217;incontro di tutti i protagonisti che ne hanno scandito le tappe, misteriosi fantasmi familiari e ignoti, ora vicini ora lontani. Improvvisamente arriva un nipote, inadeguato, maldestro, cui lasciare il compito di tracciare i nuovi confini. Il cerchio si richiude. I padri tramandano ai figli e cos\u00ec via. Ma, in mezzo, cosa c&#8217;\u00e8 stato? La musica della violoncellista Julia Kent degli Antony and the Johnsons conta il passo e la danza delle sedie a rotelle, accompagnate con leggerezza e ironia dagli artisti nella tipica struttura combinata della danza carrozzina e non solo, un volo oltre l&#8217;ostacolo e una simbiosi di esseri parti della stessa scommessa. Cos\u00ec ci provocano i vecchi, tornando a gattonare mentre i giovani discutono su quel futuro che \u00e8 il presente.<\/p>\n<p><strong>Dissertazione poetica sul futuro impedito<br \/>\n<\/strong>&#8220;Quanto dura un attimo.<br \/>\nHo invidiato lo sguardo di una centenaria.<br \/>\nHo visto sulla sua pelle il sole che ha avuto in faccia. Il cinismo pneumatico a cui non ha ceduto.<br \/>\nMi indigno se guardo Report<em>.<br \/>\n<\/em>E non trovo la serenit\u00e0 di chi ha vissuto sulla propria pelle due guerre.<br \/>\nL&#8217;incalcolabile adesso \u00e8 nostra responsabilit\u00e0. Un fiume in piena che si pu\u00f2 placare.<br \/>\nIl presente bastardo ci fa sudare e faticare. Dobbiamo abbandonare i privilegi a trabocchetto? Immaginare una lista personale di cose da fare su cui impegnarsi?<br \/>\nE un&#8217;altra lista di cose da cui resistere? Cercare le cose perse.<br \/>\nIntendo nel corpo.<br \/>\nScovare nel corpo quello che abbiamo lasciato per strada.<br \/>\nSiamo mappe che vengono lette da fuori, messe l&#8217;una di fianco all&#8217;altra.<br \/>\nIl nostro fisico racconta quando sprofondiamo o quando risaliamo.<br \/>\nIn balia del grande mondo dell&#8217;Ora. La vita vera. Corpi evocativi che ricopriamo con pi\u00f9 o meno stile, pi\u00f9 o meno loghi, pi\u00f9 o meno paure.<br \/>\nMa poi arriva per un attimo intenso, breve, un&#8217;immagine captata con la coda dell&#8217;occhio che manda in cortocircuito il nostro cervello e la nostra ragione.<br \/>\nRefusi emotivi competitivi che vincono sul pensiero e si insediano nel corpo.<br \/>\nInarrestabili, inconfutabili dilatano il tempo e raccontano pi\u00f9 delle nostre mille parole.<br \/>\nPi\u00f9 o meno adeguate, pi\u00f9 o meno pensate, pi\u00f9 o me-no studiate.<br \/>\nPer questo lasceremo ai corpi la testimonianza di raccontarci una nuova parabola.<br \/>\nUno spaccato di un pezzo di mondo che deve tornare insieme, e ricucire le ferite per assicurarsi un futuro sereno.<br \/>\nUn sistema pensionistico affettivo.<br \/>\nMettere via piccole e preziose emozioni, capitalizzar-le e custodirle,<br \/>\nrivalutarle negli anni al netto dell&#8217;inflazione dei dolori e dello spread delle illusioni.<br \/>\nNon cedere alla finanza emotiva. Resistere&#8221; .<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 un&#8217;iniziativa del progetto &#8220;Dentro le Mura&#8221; realizzato nell&#8217;ambito di Creativit\u00e0 Giovani, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Giovent\u00f9 &#8211; Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall&#8217;Anci &#8211; Associazione Nazionale Comuni Italiani con il sostegno di ASP &#8211; Centro Servizi alla Persona e Aterdanza.<br \/>\nNel 2012 Balletto Civile ha ricevuto \/Premio Nazionale della Critica.<\/p>\n<p><strong>Per informazioni:<br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.ballettocivile.org\/\">www.ballettocivile.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.teatrocomunaleferrara.it\/\">www.teatrocomunaleferrara.i<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lucia Cominoli Pi\u00f9 di ogni altra forma artistica la danza \u00e8 rivelazione squisitamente corporea. 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