{"id":602,"date":"2009-11-04T17:06:58","date_gmt":"2009-11-04T17:06:58","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=602"},"modified":"2026-01-12T11:23:12","modified_gmt":"2026-01-12T10:23:12","slug":"l-unicit-del-deficit-la-pluralit-delle-vite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=602","title":{"rendered":"1. L&#8217;unicit\u00e0 del deficit, la pluralit\u00e0 delle vite"},"content":{"rendered":"<p>di Giovanna Di Pasquale<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 proponiamo un percorso intorno a scritti di persone che ad un punto della vita hanno incontrato il deficit?<\/strong><br \/>\nPer tentare una risposta prendiamo in prestito dallo scrittore Javier Marias una<!--break--> riflessione: \u201cEsiste un\u2019enorme zona d\u2019ombra in cui solo la letteratura e le arti in genere possono penetrare; di certo non per illuminarla o rischiararla, ma per percepirne l\u2019immensit\u00e0 e la complessit\u00e0: \u00e8 come accendere una debole fiammella che perlomeno ci consenta di vedere che quella zona \u00e8 l\u00ec, e di non dimenticarlo\u201d.<br \/>\nLa zona d\u2019ombra data dalla malattia, dal deficit, dalla vicinanza con la morte, presenza ingombrante rispetto alla quale mettiamo in atto, per quanto pi\u00f9 ci \u00e8 possibile, meccanismi di rimozione, allontanamento, estraniamento. Sperimentiamo l\u2019impossibile impresa di espungere dalla nostra quotidianit\u00e0 ogni rimando, nonostante, o forse in forza degli inevitabili richiami di cui la nostra stessa esperienza di vita e delle persone a noi vicine, \u00e8 costellata.<br \/>\nLe testimonianze, in forma di racconti autobiografici, si offrono come ponte tra chi ha vissuto direttamente un\u2019esperienza e si \u00e8 sentito nel corso del tempo in grado di comunicarlo, raccontando, e chi \u00e8 lontano da questo. La testimonianza \u00e8 una strada forte, fondata sulle parole che non si propongono come modello; non vogliono parlare al posto di altri ma essere profondamente se stesse. Lontane da velleit\u00e0 rappresentative sono ancorate ad un quadro che \u00e8 del particolare, di \u201cquella donna e di quell\u2019uomo\u201d e che partendo dall\u2019angolatura del punto di vista espresso costituiscono una rete di possibilit\u00e0 comunicative che si aprono verso l\u2019esterno.<br \/>\nIl racconto autobiografico \u00e8 uno fra gli spazi privilegiati del cammino intorno al proprio io, al dipanarsi dei fili di un\u2019identit\u00e0 che non si sviluppa mai linearmente, piuttosto simile ad un grappolo di situazioni ed esprienze, emozioni ed accadimenti possibili e probabili, voluti o subiti.<\/p>\n<p><strong>Raccontare a partire dal deficit<\/strong><br \/>\nI testi autobiografici di cui parliamo sono estremamente diversi: scritti da uomini e donne, di et\u00e0 differenti, provenienti da contesti geografici, sociali e culturali eterogenei. Sono accomunati dalla tensione a ricostruire la trama della propria vita ponendo al centro del racconto la condizione di chi, per motivi anche qui assai diversificati, ha visto ledere in modo permanente o transitorio la capacit\u00e0 di vita autonoma ed \u00e8 per questo passato attraverso la dipendenza dagli altri.<br \/>\nLa presenza di un deficit tende a recidere i collegamenti tra le varie parti del se, ad invadere tutte le sfere che compongono l\u2019identit\u00e0. Occorre molto lavoro su di s\u00e9 per riemergere come persona nella propria interezza che vive una determinata situazione, in cui il deficit esiste e persiste ma non riduce tutto a s\u00e9.<br \/>\nNell\u2019esperienza poi delle persone con un deficit acquisito questa riflessione amplifica un ulteriore significato legato al convivere con un deficit, significato che rivela la fatica di sentirsi ed essere recipiti come intelocutori validi, in grado di dire cose su di s\u00e8. Gli interventi sanitari mobilitano, soprattutto nella fase dell\u2019emergenza, tutte le risorse. Il processo di medicalizzazione spesso supera gli ambiti di competenza e scandisce il ritmo della vita ordinaria. La persona diviene individuo incasellato o incasellabile in categorie che, prese in termini assoluti, non producono una reale conoscenza. \u201cPossiamo dividere gli individui in categorie, e cercare di fare entrare, e corrispondere, le individualit\u00e0 in una definizione. Una volta introdotto un individuo in una definizione, il rischio \u00e8 di perdere le sue caratteristiche individuali. Viene persa la possibilit\u00e0 di vivere secondo il proprio ritmo, i propri gusti, le proprie necessit\u00e0\u201d.<br \/>\nRaccontare la propria storia \u00e8 uno dei modi con cui diventa possibile affermare che si \u00e8 ancora persona portatrice di una identit\u00e0 al plurale che vuole continuare ad essere considerata.<br \/>\n\u201cAscoltare\u201d la fonte diretta di un\u2019esperienza difficile passa attraverso la fiducia reciproca: di poter essere accolti, di poter sopportare lo stare accanto. E\u2019 dentro la trama di una storia raccontata che questo incontro viene facilitato; storia biografica che \u00e8 insieme mezzo di comunicazione, ponte tra vite diverse, difesa.<\/p>\n<p><strong>La centralit\u00e0 dell\u2019elemento tempo<\/strong><br \/>\nSu come il tempo sia una fra le variabili centrali in questi testi facciamo esplicito riferimento al lavoro di Mariangela Giusti che ha approfondito il tema del rapporto fra narrazione e disabilit\u00e0 in un testo bello e ragionato dal titolo \u201cIl desiderio di esistere.&#8221; E\u2019 a questa lettura che rimandiamo per gli approfondimenti del caso mentre utilizziamo ora una nostra rilettura sintetica delle differenti valenze attraverso cui il tempo si propone in questi testi, con quali sfumature diventa chiave interpretativa di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto.<br \/>\nNei brani presi in esame si evidenziano significati e valori con cui attraverso la forma tempo noi entriamo in contatto con le modalit\u00e0 di rielaborare il trauma avvenuto e le sue conseguenze: c\u2019\u00e8 l\u2019alternanza di tempo lento e tempo veloce, rispecchiamento del procedere ciclico di avvicinamento epresa di consapevolezza di quel che \u00e8 accaduto (Huges De Montalembert &#8220;Buio&#8221;);<br \/>\nc\u2019\u00e8 un tempo delimitato che si dilata ad avvolgere tutto, corrispettivo del rivivere quel preciso momento che si fa viaggio nella propria vita ( Oliver Sacks &#8220;Su una gamba sola&#8221;);<br \/>\nil tempo tutto al presente, l\u2019esperienza senza filtri che rivela il desiderio di condividere tratti di ci\u00f2 che \u00e8 proprio e che fa sentire diversi da tutti gli altri (Jean-Pierre Goetghebuer A nome di tutti i miei);<br \/>\ni salti temporali: \u00e8 il tempo del presente (io qui in un letto di ospedale) che si raccorda al tempo passato (io l\u00e0, bambina a correre nei prati ); \u00e8 il tempo della memoria in cui la trama dei ricordi si divide il peso dell\u2019affiorare di nuove , diverse possibilit\u00e0 ( Rosanna Benzi &#8220;Il vizio di vivere&#8221;);<br \/>\nil tempo rimandato: \u00e8 il tempo necessario per dire, per trovare il modo e le parole con cui ricostruire l\u2019esatto momento di quell\u2019evento drammatico per buttarlo fuori e forse anche un po pi\u00f9 lontano. ( Jean-DominiqueBauby &#8220;Lo scafandro e la farfalla&#8221;)<\/p>\n<p><strong>Elementi organizzativi della memoria<\/strong><br \/>\nL\u2019eterogeneit\u00e0 dei testi rende conto delle pluralit\u00e0 delle vite che vengono raccontate, non c\u2019\u00e8 omogeneit\u00e0 ma percorsi diversi di rielaborazione. In queste differenti piste di raccolta e ricostruzione dei fili biografici emergono per\u00f2 alcuni nodi tematici, elementi organizzatori delle memorie che scandiscono ed articolano il fluire del testo. E\u2019 su alcune di questi che vogliamo proporre di ascoltare le voci dei protagonisti.<\/p>\n<p><strong>Il taglio, la frattura irreparabile fra prima e dopo<\/strong><br \/>\nE\u2019 il momento centrale della riflessione che si pone come terreno della consapevolezza, della presa di contatto con il limite e la finitudine. Accanto a questo trovano posto spiragli di invenzione del nuovo che seppur, in termini cos\u00ec drammatici, da qualche parte si intravede.<\/p>\n<p>\u201cMi ritrovo coricato in una stanza e per tutta la notte un\u2019infermiera dolcissima mi bagner\u00e0 gli occhi ogni mezz\u2019ora. Non vedo pi\u00f9 niente, Non soffro e il mio cervello continua ad anestizzarsi. Non penso. Giunge il mattino.<br \/>\nSo gi\u00e0 che sto andando verso qualcosa d\u2019irrimediabile\u201d<br \/>\n(Buio)<\/p>\n<p>\u201cAl Pronto Soccorso dell\u2019ospedale fu una pena tirarmi gi\u00f9 dall\u2019automobile. Il corpo di rifiutava di ubbidire ed io stessa lasciavo che fossero gli altri a muovermi. Assistetti come una spettatrice incredula all\u2019affanno degli infermieri, allo spavento di mio padre mentre mi posavano sulla barella, mentre mi toglievano la coperta una volta entrati, mentre ragionavano sull\u2019opportunit\u00e0 di lasciarmi il montgomery perch\u00e9 non prendessi troppo freddo.<br \/>\nMi venne incontro un medico giovane. Cap\u00ec al volo il problema. \u201cTi piaccio?\u201d chiese. \u201cse ti piaccio abbracciami\u201d.<br \/>\nAccettai lo scherzo e alzai le braccia. Arrivai fino alle spalle, ma non riuscii a cingergli il collo. Il mio corpo mi abbandonava, questo lo capivo, ma pi\u00f9 che altro ero confusa, intontita. Ad ogni minuto che passava scoprivo un nuovo gesto divenuto proibitivo, un nuovo muscolo insensibile ai miei sforzi di volont\u00e0\u201d<br \/>\n(Il vizio di vivere)<\/p>\n<p><strong>Il ricordo, il rimpianto, la speranza<\/strong><br \/>\nTutto quello che viene narrato diventa comunicabile sul filo della memoria. Nei testi aubiografici l\u2019intreccio avviene tenendo insieme le strade del ricordo che \u00e8 insieme rimpianto e della speranza , progetto e sogno per il futuro incerto davanti.<br \/>\n\u201cIl fatto \u00e8 che non sono attento al gioco. Un\u2019ondata di malinconia mi ha invaso. Th\u00e9ophile, mio figlio, \u00e8 seduto l\u00e0, il viso a cinquanta centimetri dal mio, e io, suo padre, non ho il semplice diritto di passargli la mano tra i folti capelli, di pizzicargli la peluria della nuca, di stringere fino a soffocare il suo corpo morbido e tiepido. Come dirlo? E\u2019 mostruoso, ingiusto, disgustoso o orribile? Improvvisamente ne sono spossato.\u201d<br \/>\n( Lo scafandro e la farfalla)<\/p>\n<p>\u201cSono contenta , lasciatemelo dire, orgogliosa, di non essermi fatta sconfiggere. Non ho rimpianti. Ripeto che sono felice di aver vissuto questi anni, e sono pronta, con serenit\u00e0, a vivere gli altri. Serenit\u00e0 e allegria. L\u2019allegria \u00e8 fondamentale, quindi spero che questo non sia un libro triste. La gente non vuole leggere libri tristi, e ha ragione&#8230;<br \/>\nForse un giorno in treno, con la corazza, visiter\u00f2 Parigi. E poi vorrei andare da sola sulla spiaggia, in un pomeriggio d\u2019autunno, sul tardi, e fare una lunga camminata sotto la pioggia\u201d<br \/>\n(Il vizio di vivere)<\/p>\n<p><strong>L\u2019eccezionalit\u00e0 che entra nella quotidianit\u00e0<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 un momento in cui la presa di coscienza rispetto a ci\u00f2 che cos\u00ec radicalmente muta la vita diventa parte della quotidianit\u00e0, l\u2019 \u201devento eccezionale\u201d perde i suoi primi contorni per assumere di volta in volta l\u2019aspetto iperattivo e onnipresente o, invece, il sentire malinconico, l\u2019assuefazione arrendevole in un alternarsi ciclico che rende conto del passare del tempo.<\/p>\n<p>\u201cDa quel giorno la mia vita \u00e8 diventata una espressione continua di me stessa telefonando agli altri. Faccio e ricevo telefonate. Una telefonite acuta delirante che arriva a un tale grado di assurdit\u00e0 che non vedo pi\u00f9 gli amici che vengono a trovarmi&#8230;La mia camera \u00e8 diventata un vero ufficio di donna d\u2019affari. Redigo documenti confidenziali, scrivo lettere di risposta a una corrispondenza voluminosa. Affronto le mie assicurazioni che, come sempre, non vogliono pagare. Un\u2019occupazione sana, ma eccessiva. La sera, estenuata, sogno calma e tranquillit\u00e0.<br \/>\nQuesta attivit\u00e0 febbrile \u00e8 veramente positiva. Io mi apro agli altri, ai loro problemi. Ben lontana dal ripiegarmi su me stessa, l\u2019esperienza della paralisi mi pone all\u2019ascolto di tutti.<br \/>\nTutta l\u2019agitazione febbrile delle ultime settimane si \u00e8 calmata per cedere il posto alla monotonia. Mi annoio. Non mi abituo alla mia nuova situazione, non mi sento al mio posto, come medico, in un letto d\u2019ospedale.<br \/>\nCon il tempo, il dolore si diluisce in una specie di \u201cmalessere\u201dcontinuo ma sopportabile. Giorno dopo giorno la mia salute migliora. Il mio corpo riprende forse il suo aspetto normale?\u201d<br \/>\n(Vita maledetta, ti amo)<\/p>\n<p><strong>Essere aiutati a raccontare la propria esperienza<\/strong><br \/>\nMolti di questi testi nascono con un aiuto che \u00e8 materiale e mentale ad un tempo. E\u2019 un sostegno che si traduce nel rendere operativo il desiderio, poggiandosi su una relazione che rende possibile la vicinanza e la ricerca delle parole adeguate a raccontarsi. Il farsi del testo \u00e8 frutto di una costruzione a pi\u00f9 voci che prima di diventare prodotto pubblico \u00e8 condivisione di spazio, tempo, fatica e piacere.<\/p>\n<p>\u201cAppoggiata sui gomiti alla piccola tavola semovente in formica, Claude rilegge questi testi che da due mesi pazientemente estraiamo dal vuoto ogni pomeriggio. Ho piacere nel ritrovare certe pagine. Altre ci deludono. Tutto questo fa un libro?<br \/>\nAscoltandola, osservo i suoi capelli castani, le guance molto pallide che il sole e il vento hanno appena arrossato, le mani attraversate da lunghe vene bluastre e il copione che diventer\u00e0 il ricordo di un\u2019estate studiosa\u201d<br \/>\n( Lo scafandro e la farfalla)<\/p>\n<p>\u201cIl polmone di acciaio \u00e8 posto al centro di una cameretta con due pareti colme di quadri, una con due grandi finestre, ed una ricoperta dalle mensole della libreria cariche di volumi e soprammobili di ogni tipo e qualit\u00e0. Ad un angolo il telvisore e, sotto, il giradischi.<br \/>\nIn questa stanza abbiamo registrato il racconto di Rosanna, in un festoso e continuo andirivieni di amici e medici incuriositi, alcuni dei quali compaiono nel libro\u201d<br \/>\n( Il vizio di vivere)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 proponiamo un percorso intorno a scritti di persone che ad un punto della vita hanno incontrato il deficit?Per tentare una risposta prendiamo in prestito dallo scrittore Javier Marias una<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3595,3607],"edizioni":[83],"autori":[294],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3640],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/602"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=602"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/602\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6139,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/602\/revisions\/6139"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=602"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=602"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=602"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=602"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=602"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=602"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}