{"id":612,"date":"2009-11-04T17:07:00","date_gmt":"2009-11-04T17:07:00","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=612"},"modified":"2026-01-12T12:06:09","modified_gmt":"2026-01-12T11:06:09","slug":"credito-al-cittadino-i-servizi-alla-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=612","title":{"rendered":"4. Credito al cittadino, i servizi alla persona"},"content":{"rendered":"<p>di Paola Piva, presidente dell&#8217;associazione Citt\u00e0 Invisibile<\/p>\n<p>Oggi il sistema di offerta dei servizi alla persona: a) \u00e8 progettato e finanziato in toto dall\u2019ente pubblico; b) \u00e8 regolato da una convenzione rigida che fissa a monte i parametri esecutivi; c) l\u2019impresa<!--break--> sociale non risponde direttamente al cittadino, cio\u00e8 al cliente finale, bens\u00ec all\u2019ente pubblico che compra in blocco il servizio e lo distribuisce agli utenti; d) la concorrenza tra imprese fornitrici \u00e8 limitata al momento della gara; e) il cittadino utente, se riceve il servizio pubblico ha un ambito di scelta limitato; f) se non rientra nelle fasce protette dal servizio pubblico, si affaccia su un mercato che non \u00e8 amministrato ed \u00e8 lasciato a se stesso.<br \/>\nQuesto stato di cose solo in apparenza protegge i fornitori. In realt\u00e0 noi &#8211; e qui parlo a nome delle cooperative sociali di Citt\u00e0 Visibile &#8211; dobbiamo arrancare in salita. E\u2019 uno sforzo piegare i binari prefissati dalla convenzione verso le domande emergenti dei cittadini. Non dimentichiamo gli utenti: \u00e8 noi che incontrano ogni giorno ed \u00e8 a noi che rivolgono le loro esigenze pi\u00f9 pressanti e specifiche. E\u2019 uno sforzo inventarci nuove risposte, che poi bisogna far rientrare nel pacchetto acquistato a monte dalla convenzione. Infine c\u2019\u00e8 un lavoro notevole, in gran parte invisibile e non retribuito dal committente pubblico, che dobbiamo fare per mettere d\u2019accordo da un lato il soggetto assistito, i suoi familiari e conviventi, dall\u2019altro soprattutto per mettere d\u2019accordo gli operatori pubblici, che spesso divergono tra loro: quelli presenti e quelli latitanti, quelli nel comune, nella Asl, nella scuola.<br \/>\nCi siamo convinti che il sistema sta in piedi a fatica, traballa perch\u00e9 gli manca una gamba. Il terzo attore, che poi in sostanza \u00e8 l\u2019attore principale, il cittadino. Non temiamo che il suo protagonismo possa metterci in difficolt\u00e0, pi\u00f9 di quanto non lo siamo oggi, all\u2019interno di un sistema incompleto.<\/p>\n<p><strong>Idee per un nuovo sviluppo<\/strong><br \/>\nI servizi alla persona stanno diventando un campo nuovo di investimento e occupazione e questo \u00e8 senz\u2019altro un fattore positivo. La qualit\u00e0 dello sviluppo nel nostro paese come in tutta Europa si scommette su un nuovo equilibrio tra il numero esorbitante di persone in cerca di lavoro e la crescita altrettanto rapida di bisogni collettivi insoddisfatti. Facciamo nostra un\u2019idea dello sviluppo che mette in gioco i cittadini, sia dal lato della domanda che dal lato dell\u2019offerta di servizi. Questa intuizione, divulgata per la prima volta ad ampio spettro in Europa dal Libro bianco di Delors, oggi \u00e8 maturata. Non \u00e8 pi\u00f9 solo un progetto, ma si fa strada nelle politiche locali e in alcuni patti territoriali (ancora pochi), dove, accanto alle infrastrutture economiche cominciano ad entrare a pieno titolo anche gli investimenti nel sociale, nei servizi alla persona.<br \/>\nLo sviluppo di una economia sociale dovr\u00e0 puntare alla crescita di due campi distinti, ma secondo noi fortemente complementari:<br \/>\n&#8211; servizi alla persona, rivolti alle famiglie e alle persone che vivono sole, che per vivere nel proprio ambiente e domicilio hanno bisogno dell\u2019aiuto e dell\u2019assistenza pi\u00f9 o meno continuativa e intensiva;<br \/>\n&#8211; servizi per la socialit\u00e0, che organizzano tempi e luoghi di frequentazione collettiva, per piccoli e grandi gruppi.<br \/>\nI servizi per la socialit\u00e0 sono essenziali proprio per evitare che i servizi di cura diretti alla singola persona e al nucleo familiare si impoveriscano all\u2019interno di una logica privatistica. Purtroppo dobbiamo riconoscere che in generale nei servizi alla persona l\u2019impronta assistenziale \u00e8 ancora forte. E\u2019 quel modo di intendere il servizio che si rivolge al cittadino come destinatario e non come partner; un soggetto separato dal resto della comunit\u00e0, portatore di una categoria di disturbi, impedimenti, povert\u00e0, costretto a ricevere e impossibilitato a dare, perch\u00e9 ridotto dalla condizione di bisogno allo stato di \u201cminus\u201d. In questa logica i professionisti del sociale, in quanto responsabili del programma d\u2019intervento per lui, si sentono spesso autorizzati a pensare al posto suo. In un certo senso, tengono sotto sequestro, sotto tutela il suo \u201cprogetto di vita\u201d.<br \/>\nAggiungo che anche i servizi costruiti dal privato sociale corrono tutti gli stessi rischi dei servizi pubblici: indurre passivit\u00e0 e creare steccati, anzich\u00e9 attivare i soggetti interessati e promuovere scambi orizzontali tra le diverse opportunit\u00e0 del territorio.<\/p>\n<p><strong>La dimensione sociale del servizio<\/strong><br \/>\nLa sfida \u00e8 questa: trasformare tutto il sistema dei servizi, progettati per dare risposte ai cittadini bisognosi di protezione e assistenza, in un sistema che moltiplica le capacit\u00e0 produttive della collettivit\u00e0. Centri diurni, palestre, centri culturali, parchi, ludoteche, banche del tempo, laboratori di autonomia e creativit\u00e0, centri di divertimento e per il turismo culturale e ambientale, sono le infrastrutture che fanno da ponte tra gli interventi di tutela e riparazione del danno, rivolti ai cittadini pi\u00f9 deboli, e interventi rivolti a tutta la popolazione. Solo questo ponte e un ambiente ricco di legami sociali possono impedire all\u2019assistenza di diventare assistenzialista.<br \/>\nMolte cooperative hanno costruito e stanno costruendo luoghi della socialit\u00e0, in parte per iniziativa e investimento autonomo, ma in prevalenza in virt\u00f9 di un mandato dell\u2019ente pubblico, che ne finanzia il funzionamento. Dunque, alcuni esempi mostrano che non c\u2019\u00e8 una incompatibilit\u00e0 di principio tra servizio sociale ed economia sociale. Tuttavia sappiamo che il passaggio dalla gratuit\u00e0 al mercato mette a rischio alcuni principi e valori che consideriamo determinanti nei servizio alla persona. In questo campo la logica di mercato deve essere regolamentata all\u2019interno di binari molto chiari e tassativi, per garantire in primo luogo la parit\u00e0 di diritti e di opportunit\u00e0 per cittadini deboli e forti, ricchi e poveri, e in secondo luogo la qualit\u00e0 del lavoro di aiuto. I soggetti pubblici, a livello nazionale, regionale e locale, dovranno convertirsi da compratori di servizi in regolatori e promotori del mercato di servizi.<\/p>\n<p><strong>Compratore, valutatore, produttore<\/strong><br \/>\nRiflettiamo sul cittadino acquirente partendo da esperienze che danno autonomia di scelta, secondo una gamma di possibilit\u00e0 variamente articolate: a) l\u2019ente pubblico fa scegliere al cittadino se preferisce avere il servizio o avere il denaro per comprarlo presso una platea di fornitori accreditati b) il cittadino dispone di una card o un buono con cui pu\u00f2 ottenere un servizio, aggiungendo in misura variabile denaro proprio, c) il cittadino pu\u00f2 scegliere se rivolgersi a organizzazioni come le cooperative o se assumere aiutanti domestici, diventando in questo caso datore di lavoro.<br \/>\nIl contributo di Marja Pijl al convegno \u201cCredito al cittadino\u201d, che si \u00e8 tenuto a Roma il 25-26 gennaio, \u00e8 importante perch\u00e9 non ci racconta solo l\u2019esperienza olandese del personal budget, ma proviene da una ricerca comparata su vari paesi europei. Ci dice che non tutti i cittadini sono adatti ad esercitare il ruolo di acquirente; mostra i casi in cui questo ruolo deve essere assistito; indica quando e perch\u00e9 \u00e8 conveniente per il cittadino rivolgersi a un fornitore di servizi organizzato, piuttosto che diventare lui stesso datore di lavoro.<br \/>\nIl contributo di Kai Leichsenring sull\u2019assistenza domiciliare a Vienna ci descrive come il Comune ha governato il passaggio ad un regime di maggiore scelta per il cittadino, dentro una cornice di regole pi\u00f9 precise. Regole che in primo luogo hanno messo in chiaro le metodologie del lavoro domiciliare, a cui il Comune ha voluto dare un nome di grande effetto, \u201cil concetto viennese\u201d; regole sull\u2019accesso dei cittadini, le graduatorie e la contribuzione degli aventi diritto per tipologie di bisogni e fasce di reddito, i prezzi amministrati; regole per la verifica della qualit\u00e0 dei fornitori.<br \/>\nIn secondo luogo ci interessa approfondire il ruolo del cittadino come valutatore del servizio che riceve. Se per comprare ci vuole un mercato amministrato, per fare valutazione ci vogliono competenze specifiche.<\/p>\n<p><strong>Non un cliente, ma un sistema sociale<\/strong><br \/>\nQuasi mai nel campo dei servizi di prossimit\u00e0, a domicilio, ci troviamo di fronte ad un unico cliente, autonomo, che compra, decide, valuta e sceglie da solo. Basta pensare al vasto segmento dei servizi che ruotano attorno agli anziani che perdono autonomia; il \u201ccliente\u201d invecchiando perde lucidit\u00e0 mentale, perde i conviventi, le sue forze per uscire di casa diventano sempre pi\u00f9 esigue, figuriamoci quante energie pu\u00f2 dedicare ad organizzarsi gli aiuti. Il semplice potere di acquisto, non gli restituisce il potere sociale che sta perdendo su tutti i fronti. Ha bisogno di qualcuno che programmi, organizzi e valuti il servizio insieme a lui. D\u2019altra parte abbiamo visto che questo qualcuno (chiunque sia) subisce la tentazione di esautorarlo, sostituirsi a lui interamente.<br \/>\nMa come coinvolgere questo particolare \u201cutente-cliente\u201d? E\u2019 un unico soggetto o stiamo parlando di una pluralit\u00e0 di soggetti che sono parte di un sistema? E, se \u00e8 cos\u00ec, come conciliare esigenze e logiche che si presentano spesso in forma conflittuale:<br \/>\n&#8211; la logica del soggetto \u00e8 quella di farsi aiutare nella vita quotidiana, dipendere da altri, senza diventare un \u201cminus\u201d, un soggetto dimezzato<br \/>\n&#8211; la logica dei familiari e dei \u201cvicini\u201d \u00e8 di sostenere la persona dipendente, senza essere risucchiati totalmente nel processo di aiuto, consumare tutte le proprie energie e denaro;<br \/>\n&#8211; la logica degli aiutanti domestici stipendiati \u00e8 di offrire prestazioni flessibili, senza rinunciare alla dignit\u00e0 e ai diritti del lavoro<br \/>\n&#8211; la logica delle organizzazioni di servizio, cooperative, associazioni \u00e8 di dare il massimo di qualit\u00e0, senza rimetterci sul piano economico, mantenendo in equilibrio l\u2019azienda e gratificando i membri dell\u2019organizzazione.<br \/>\nTutte queste esigenze devono trovare un punto di equilibrio, mettendo al centro il soggetto pi\u00f9 debole, ma aiutando anche chi aiuta.<br \/>\nIl domicilio non \u00e8 solo un luogo dove portare i servizi, ma \u00e8 anche il centro di governo degli aiuti e delle prestazioni, sia professionali che gratuite. E\u2019 stata formulata la proposta di individuare, all\u2019interno della rete di aiuti informali, un familiare referente che funga di collegamento con tutti gli altri aiuti professionali. Un\u2019altra idea \u00e8 quella del facilitatore, una nuova figura che ha il compito di collegare familiari e servizi; si sta sperimentando in due distretti della Asl 7 di Catanzaro Lido e Soverato.<\/p>\n<p><strong>Quale professionalit\u00e0 nel lavoro di cura<\/strong><br \/>\nIn primo luogo dobbiamo osservare come sta cambiando la percezione del lavoro di cura, proprio in virt\u00f9 di una platea sempre pi\u00f9 ampia che sperimenta direttamente il costo personale e sociale della sua mancanza. Questo riconoscimento \u00e8 una pre-condizione per creare lavoro di qualit\u00e0. Ma il cambiamento pi\u00f9 importante riguarda il contenuto. Al lavoro di cura si chiedono compiti sempre pi\u00f9 complessi, proprio perch\u00e9 complessi sono diventati non solo le patologie e i bisogni del soggetto da prendere in carico, ma anche, come abbiamo visto, del sistema che gli ruota attorno. Le cooperative che gestiscono l\u2019assistenza domiciliare sono il punto di osservazione cardine di questo fenomeno. In quanto organizzazioni che portano il servizio fin dentro le mura domestiche sono nella posizione ottimale per misurare le competenze e le abilit\u00e0 richieste:<br \/>\n&#8211; attenzione al singolo e lettura contestuale del sistema,<br \/>\n&#8211; progettazione giorno per giorno, flessibilit\u00e0 e gestione delle emergenze.<br \/>\n&#8211; lavoro materiale, pulizia della casa e della persona, che costruisce una relazione affettiva, densa di significati simbolici e sostitutiva di altre figure familiari<br \/>\n&#8211; sensibilit\u00e0, empatia da bilanciare con una gestione protettiva delle proprie emozioni<br \/>\n&#8211; conoscenza del quartiere e dell\u2019ambiente di vita allargato<br \/>\n&#8211; procedure burocratiche, operazioni bancarie, accesso ai servizi sanitari, ecc.<br \/>\nOltre a queste abilit\u00e0 generali, vengono richieste specializzazioni per tipologie, in quanto il lavoro di cura cambia in base anche alla gravit\u00e0 del soggetto, alla presenza di Alzheimer, malattie infettive, relazioni violenze e varie complicazioni. Inoltre, quando il servizio si apre dal contesto familiare ai luoghi della socialit\u00e0, emerge tutta un\u2019altra area di competenze: animazione socioculturale, gestione dei gruppi, promozione di attivit\u00e0 ludiche, artistiche, sportive, ecc.<br \/>\nDunque, \u00e8 importante che anche i cittadini imparino ad apprezzare, nel senso letterale del termine; sappiano dare il giusto prezzo alla qualit\u00e0 che chiedono, quando si spostano dal mercato dei servizi domestici a quello dei servizi di cura. In questo passaggio di mentalit\u00e0 si gioca il ruolo della cooperazione sociale. Qual \u00e8 infatti il plusvalore fondamentale offerto da un servizio organizzato, rispetto al singolo prestatore d\u2019opera? Noi sosteniamo che il cittadino cliente pu\u00f2 esigere da un\u2019organizzazione la garanzia della professionalit\u00e0. Solo un\u2019organizzazione, infatti, pu\u00f2 selezionare, formare, aggiornare, sostituire, monitorare gli operatori. Il singolo lavoratore vende sul mercato le poche o tante competenze di cui dispone, ma se non appartiene ad un organismo pi\u00f9 ampio, \u00e8 solo garante di se stesso. La cooperativa, invece, funge da accumulatore delle competenze, grazie al suo operare su pi\u00f9 servizi, alla continuit\u00e0 nel tempo, alla specializzazione per aree, al patrimonio di riflessione collettiva. Compito del regolatore pubblico \u00e8 di incoraggiare l\u2019investimento delle cooperative in professionalit\u00e0 e di promuovere la consapevolezza nei cittadini e nell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi il sistema di offerta dei servizi alla persona: a) \u00e8 progettato e finanziato in toto dall\u2019ente pubblico; b) \u00e8 regolato da una convenzione rigida che fissa a monte i parametri esecutivi; c) l\u2019impresa<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3594,3593],"edizioni":[92],"autori":[2757],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/612"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=612"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/612\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6165,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/612\/revisions\/6165"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=612"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=612"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=612"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=612"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=612"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=612"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}