{"id":614,"date":"2009-11-04T17:07:01","date_gmt":"2009-11-04T17:07:01","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=614"},"modified":"2026-01-12T11:56:32","modified_gmt":"2026-01-12T10:56:32","slug":"professione-educatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=614","title":{"rendered":"2. Professione educatore"},"content":{"rendered":"<p>di Roberto Ghezzo<\/p>\n<p>Educatori si nasce o si diventa? Difficile rispondere, quasi quanto \u00e8 stata ed \u00e8 difficile la strada per la definizione della figura professionale dell\u2019educatore. Cerchiamo di fare il punto sul decreto<!--break--> 520\/98, che per adesso \u00e8 l\u2019ultima parola del Ministero della Sanit\u00e0 su questo argomento, intervistando Francesco Crisafulli, presidente dell\u2019Anep (Associazione Nazionale Educatori Professionali).<\/p>\n<p><strong>Cosa ne pensa ANEP del Decreto 520\/98?<\/strong><br \/>\nPer esprimere un parere sul Decreto, occorre brevemente ricordare alcuni passaggi determinanti che hanno segnato la storia degli educatori professionali nel nostro Paese. Nel settembre del 1990 una sentenza del Consiglio di Stato annullava il cosiddetto Decreto Degan (D.M. 10 feb. 1984) che, pur nei suoi limiti, dava agli Educatori Professionali un profilo valido nella nazione. Come \u00e8 noto il Decreto legislativo 502\/92 prevedeva una riforma delle professioni sanitarie ognuna delle quali doveva essere riconosciuta attraverso un Regolamento ministeriale che, oltre a definirne un profilo professionale, ne stabiliva anche il percorso formativo. Dopo una complicata trattativa, nella quale anche la nostra associazione aveva partecipato con spirito di collaborazione ma con forti perplessit\u00e0 rispetto alle richieste del Ministero, veniva fuori una figura professionale &#8220;ibrida&#8221; che metteva insieme (non per nostro volere) i Tecnici della Riabilitazione psichiatrica e psicosociale e gli Educatori Professionali: il famoso &#8220;Tecnico dell&#8217;educazione e della riabilitazione psichiatrica e psico-sociale&#8221; (Regolamento Ministero della Sanit\u00e0 7 gennaio 1997). Il Ministero dell&#8217;Universit\u00e0, mostrando una sorprendente attivit\u00e0 decretativa, come suo dovere, pubblicava il Decreto 10 settembre 1997 che istituiva il Diploma Universitario per il Tecnico dell&#8217;educazione e della riabilitazione psichiatrica e psico-sociale. Mentre l&#8217;associazione si preparava ad esprimere il suo dissenso su tale figura, il ministro Bindi, intervenendo al Convegno internazionale dell&#8217;Associazione internazionale degli educatori, l\u2019AIEJI, (svoltosi a Brescia nel giugno &#8217;97) si impegnava a riprendere in esame il nostro profilo professionale ed a collocare su un &#8220;binario morto&#8221; il profilo di tecnico dell&#8217;educazione e della riabilitazione psichiatrica e psico-sociale. Si faccia attenzione alle date perch\u00e9 devono passare due anni prima della pubblicazione del nostro Decreto.<br \/>\nPassiamo ora al parere sul Decreto. Il 520 \u00e8 un buon Decreto, almeno per la sua parte nella quale definisce il profilo professionale e l&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio della professione; lo \u00e8 un po&#8217; meno dove prevede la formazione presso la facolt\u00e0 di medicina e chirurgia in collegamento con le facolt\u00e0 di psicologia, sociologia e scienze dell&#8217;educazione; d&#8217;altra parte la scelta, per il Ministero, \u00e8 stata obbligata in quanto si parla comunque di una professione che opera nel campo sanitario. In ogni caso quello che anche a nostro parere rappresenta il limite del Decreto sar\u00e0, speriamo presto, superato dalla riforma dell&#8217;Universit\u00e0 che prevede l&#8217;autonomia didattica degli Atenei ed introduce il sistema degli obiettivi formativi e dei contenuti minimi qualificanti. Non ci saranno pi\u00f9 le facolt\u00e0 di riferimento ma una serie di crediti da acquisire in un percorso formativo definito.<\/p>\n<p><strong>A che punto siamo con l\u2019istituzione dell\u2019Albo degli Educatori Professionali?<\/strong><br \/>\nGli educatori professionali hanno due proposte di Legge depositate in Parlamento (Progetto di legge &#8211; n. 1504 &#8211; e n. 771) ma nell&#8217;ultimo periodo c&#8217;\u00e8 stato un interessante intervento dell&#8217;autorit\u00e0 antitrust che, insieme al parere del Governo, hanno fermato l&#8217;iter dell&#8217;istituzione di nuovi Albi. L&#8217;antitrust dice, in sostanza, che coloro i quali hanno conseguito un titolo abilitante dopo aver superato un esame di Stato, dovrebbero essere liberi di fregiarsi di tale titolo indipendentemente dall&#8217;iscrizione all&#8217;Albo; idealmente si potrebbe pensare di poter fare a meno dell&#8217;Albo ma praticamente \u00e8 molto difficile, come categoria, tutelarsi se non esiste una legge nazionale che riconosca la professione e che definisca dei rappresentanti per le trattative con lo Stato, le organizzazioni sindacali, il privato sociale. E&#8217; di questi giorni la notizia, ma purtroppo non posso confermarla, che dal Governo sia arrivato il via libera per riaprire la questione Albi: lavoreremo affinch\u00e9 venga riaperto anche il nostro capitolo.<\/p>\n<p><strong>Chi gestir\u00e0 la formazione degli educatori professionali?<\/strong><br \/>\nMi sembra che il dubbio degli anni scorsi su chi deve e dovr\u00e0 fare la formazione degli EP, l&#8217;Universit\u00e0 o le Regioni e gli Enti Locali, sia superato dagli eventi. Il Decreto 520\/98 prevede la formazione presso l&#8217;Universit\u00e0; il Ministero della Solidariet\u00e0 sociale \u00e8 disponibile a emanare un Decreto sul profilo professionale simile a quello della Sanit\u00e0 e quindi con lo stesso iter formativo; la Legge 42\/99 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie) ha gi\u00e0 stabilito le equipollenze dei titoli conseguiti presso scuole non universitarie con il DU; il Decreto Legislativo di razionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale nell&#8217;istituire l&#8217;Area delle prestazioni Socio-Sanitarie prevede personale formato all&#8217;Universit\u00e0 con Diploma Universitario.<br \/>\nRispetto alla questione riqualificazione in servizio il Ministero della Sanit\u00e0 sta definendo, per il suo personale, i criteri attraverso i quali titoli anomali o lunghe esperienze lavorative verranno rese equivalenti al DU anche attraverso corsi di riqualificazione. Il Ministero ha assicurato che ci mostrer\u00e0 detta tabella ed in quella sede faremo presente che tali corsi, pur con l&#8217;attenzione alle diverse situazioni lavorative e territoriali, dovranno essere sia qualitativamente che quantitativamente svolti con il riferimento e nel rispetto della formazione di base e dei suoi piani didattici.<\/p>\n<p><strong>Non pensi che ci sia una contraddizione tra quello che realmente \u00e8 e fa un educatore professionale e il fatto che a definire la sua figura sia il Ministero della Sanit\u00e0?<\/strong><br \/>\nPotremmo parlare di contraddizioni se le tappe della definizione della figura professionale le avessimo stabilite noi; viceversa l&#8217;associazione si \u00e8 vista costretta a salire sul treno della definizione in ambito sanitario per due ragioni importanti: la prima \u00e8 che una parte degli educatori professionali nel nostro paese lavora presso le Aziende di Unit\u00e0 Sanitaria Locale; la seconda \u00e8, per le precisazioni riportate all&#8217;inizio, che se avessimo indugiato oltre, lo spazio della nostra azione professionale sarebbe stato occupato da altre figure professionali.<\/p>\n<p><strong>All\u2019uscita del decreto c\u2019\u00e8 stato dissenso da parte di altre categorie quali gli Assistenti Sociali. Cosa ne pensi?<\/strong><br \/>\nRispetto alla polemica con gli Assistenti Sociali il loro Ordine, nella persona di Erma Zucco, mi ha comunicato personalmente che intendevano presentare un ricorso (e credo che non l&#8217;abbiano presentato) non contro gli educatori professionali ma contro il Ministero della Sanit\u00e0 che, a loro giudizio, con il Decreto 520\/98 ha sconfinato dal suo campo di competenza. La nostra disponibilit\u00e0 nei confronti dell&#8217;Ordine, del Sindacato e della Associazione degli Assistenti Sociali \u00e8 in ogni occasione rinnovata e quando ci saranno argomenti per lavorare insieme non ci tireremo indietro.<\/p>\n<p><strong>Regolamentare e aumentare la formazione sono sicuramente garanzie, non solo per gli educatori ma anche per gli utenti, perch\u00e9 i possibili rischi di una professione come questa sono molti. Tempo fa, ad esempio, l\u2019opinione pubblica \u00e8 stata scossa dal caso Artico, l\u2019educatore accusato di pedofilia, cui Santoro ha dedicato addirittura una puntata di Moby Dick.<\/strong><br \/>\nIl lavoro di educatore \u00e8 poco seguito dai mezzi di comunicazione di massa. Si \u00e8 parlato di educatori professionali in qualche programma pomeridiano, in qualche gioco a quiz dove la concorrente dichiara di essere una EP, nella cronaca rosa perch\u00e9 tizia che fa&#8217; l&#8217;educatrice \u00e8 stata insieme a quel famoso presentatore e per finire nel putiferio suscitato dal caso &#8220;Artico&#8221;. Rispetto a quest&#8217;ultimo ho avuto le informazioni dalla stampa e sono stato alla trasmissione &#8220;Moby Dick&#8221; dove si affrontava la questione; l&#8217;idea che mi sono fatto \u00e8 questa: non so se Lorenzo Artico abbia commesso i reati attribuitigli da coloro che l&#8217;hanno denunciato, ma quello di cui sono sicuro \u00e8 che in quel periodo la stampa andava a caccia di pedofili e di notizie shock. Non voglio cadere nel luogo comune e dire che i mass media siano il &#8220;lupo cattivo&#8221; ma ho sofferto molto per la morbosit\u00e0 con la quale alcuni giornalisti inveivano contro una persona colpevole di aver portato avanti un lavoro educativo da solo (a tal proposito, mi sono chiesto come mai nell&#8217;inchiesta non si riusciva a capire quale ruolo abbia avuto il responsabile di Lorenzo Artico e la struttura per la quale lavorava). Lorenzo Artico non \u00e8 un educatore professionale cos\u00ec come credo non lo sia quel capo scout delle cronache di quest&#8217;estate colpevole di non aver vigilato a sufficienza i ragazzi a lui affidati, ma pensando al lavoro che tutti i giorni svolgiamo nelle nostre strutture, alle responsabilit\u00e0 che abbiamo e ai rischi che corriamo, voglio mandare loro un piccolo segno della mia solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni:<br \/>\nANEP Associazione Nazionale Educatori Professionali<br \/>\nVia S. Isaia, 90 &#8211; 40100 Bologna &#8211; Fax 051\/52.12.68<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Educatori si nasce o si diventa? Difficile rispondere, quasi quanto \u00e8 stata ed \u00e8 difficile la strada per la definizione della figura professionale dell\u2019educatore. 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