{"id":616,"date":"2009-11-04T17:07:01","date_gmt":"2009-11-04T17:07:01","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=616"},"modified":"2026-01-12T12:47:52","modified_gmt":"2026-01-12T11:47:52","slug":"giocare-allo-scout","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=616","title":{"rendered":"12. Giocare allo scout"},"content":{"rendered":"<p>di Maria Grazia Berlini, caporedattrice della rivista nazionale scout dei lupetti e delle coccinelle Giochiamo, pedagogista, \u00e8 consulente del comune di Cesena<\/p>\n<p>\u201cSilvio era un terremoto incontenibile, non un istante fermo&#8230; Al gioco dei silenzio, per\u00f2, diventava un serpente che silenzioso strisciava tra gli arbusti fino alla meta, imprendibile. Gli chiesi come faceva lui a farlo cos\u00ec bene, lui, che era cos\u00ec confusionario, mi disse: Se si gioca, si gioca !\u201d<!--break-->\u201cUn verde prato, una radura in mezzo ad un bosco, una calda spiaggia estiva, un campetto alla periferia della citt\u00e0, una piazza libera dalle auto, angoli e vicoli\u2026ci sono tanti luoghi per giocare insieme con gli amici. Dobbiamo per\u00f2 delimitare il campo da gioco! Servono delle porte. Chi sa una \u201cconta\u201d per dividerci in due squadre? Qualcuno conosce qualche gioco nuovo?\u201d. E inizia la grande avventura di un gioco tra bambini!!!<br \/>\nQuella proposta \u00e8 l\u2019introduzione ad un minimanuale rivolto a tutti i bambini e le bambine tra gli 8 e i 12 anni, che la rivista \u201cGiochiamo\u201d propone, in particolare, ai lupetti e alle coccinelle scout. Perch\u00e9 fare \u201cquasi tutto attraverso il gioco\u201d significa anche prepararsi a giocare il \u201cgrande gioco della vita\u201d.<br \/>\nAttraverso lil gioco ci si sperimenta, si mettono a frutto le cose per le quali si \u00e8 portati e si affinano quelle in cui non si \u00e8 mai stati molto \u201cforti\u201d; si scopre il territorio, ampliando i riferimenti conosciuti, ci si predispone circoscrivendo la zona di gioco e il contesto in cui lo stesso avverr\u00e0.<br \/>\nUn secondo elemento da sperimentare \u00e8 la possibilt\u00e0 di giocare con fantasia. Non servono, infatti, grandi strutture di gioco, parchi immensi dove l\u2019attrazione siano sofisticate evoluzioni tecnologiche.<br \/>\nPer giocare \u00e8 sufficiente il nostro corpo, qualche materiale, la voglia di stare insieme e di giocare insieme con \u201cgioia e lealt\u00e0\u201d. Il fondatore dello scoutismo, sir Robert Baden Powell (in meglio conosciuto come B.P.) utilizzava il gioco come preciso strumento metodologico e come metafora della vita.<br \/>\nAlcune frasi possono fornire ulteriori riferimenti (con un\u2019attenzione: vanno contestualizzate, per poterne comprendere appieno il significato innovativo, nel periodo tra la fine del 1800 e il 1941 \u2013 anno di morte di B.P., e tra Inghilterra e Sudafrica).<br \/>\n\u201cLa vita dello scout \u00e8 come una partita di calcio. Sei selezionato come attaccante? Gioca il gioco! Gioca per il successo della tua squadra! Non pensare alla tua gloria personale o ai rischi che puoi correre: la tua squadra \u00e8 dietro te. Gioca a fondo e sfrutta al massimo ogni possibilit\u00e0 che hai. Il calcio \u00e8 un bel gioco ma ancor pi\u00f9 bello di esso e di ogni altro gioco, \u00e8 il gioco della vita\u201d.<br \/>\nOltre a questo invito a giocare in fondo, mettendo a frutto le capacit\u00e0 personali, che ha che fare con un aspetto, quello delle specificit\u00e0, che riprenderemo in un altro capitolo, \u00e8 presente una chiara sottolineatura dell\u2019originalit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di essere quel che si \u00e8 mettendo a frutto quel 5% di buono che c\u2019\u00e8\u201d anche nella peggiore situazione di partenza (quello di tanti ragazzi in difficolt\u00e0, ad esempio), di esprimersi liberamente, di esprimere al meglio le proprie potenzialit\u00e0.<br \/>\n\u201cSiamo proprio come i mattoni di un muro. Ognuno di noi ha il suo posto, anche se pu\u00f2 sembrare un piccolo posto, in confronto alla grandezza del muro. Ma se un mattone si rompe, o scivola fuori posto, gli altri cominciano a dover sopportare uno sforzo anormale. Appaiono fessure e il muro si sgretola\u201d (B.P.). Per questo ha inventato o riproposto grandi giochi di una intera giornata, giochi di Kim (che tengono allenati i sensi e vengono molto utilizzati in ambito scolastico per il riconoscimento di oggetti, suoni, sapori, odori), giochi di osservazione di situazioni e deduzione che ne consegue, giochi all\u2019aperto e di conoscenza del territorio ma anche al chiuso, giochi atletici, giochi d squadra per permettere a ciascun bambino e bambina di prendere possesso del proprio corpo, di conoscere i propri limiti, di esplorare gli spazi di libert\u00e0 di cui dispone, di provare \u201ca vuoto \u201c certe funzioni fisiche e mentali di cui si avr\u00e0 bisogno da adulto, di \u201cgiocare\u201d a fare quando non pu\u00f2 ancora fare, di simulare situazioni che si presenteranno pi\u00f9 tardi senza incorrere nei conseguenti rischi, per sfogare il suo istinto \u201ccombattivo\u201d e il suo bisogno di far rumore e schiamazzo.<\/p>\n<p><strong>Il mondo come un campo da gioco<\/strong><br \/>\n\u201cL&#8217;istinto naturale del bambino \u00e8 sviluppare la propria personalit\u00e0 tramite un esercizio che chiamiamo gioco; ha un desiderio innato di realizzarsi, vuol fare cose e superare difficolt\u00e0 per essere soddisfatto\u201d (B.P. in \u201cTaccuino\u201d).<br \/>\nVi sono alcune caratteristiche che riguardano il gioco scout:<br \/>\n&#8211; ha uno scopo;<br \/>\n&#8211; non premia solo il risultato materiale, ma lo stile e la qualit\u00e0 del gioco;<br \/>\n&#8211; tutti possono, per quanto possibile, essere attori e nessuno spettatore permanente;<br \/>\n&#8211; non emargina i meno dotati, ma , al contrario, permette loro di esercitarsi;<br \/>\n&#8211; pu\u00f2 essere competitivo tra squadre, non tra persone; di frequente ha un tema, un&#8217;ambientazione (un esempio? Il libro della Giungla nella branca lupetti forma il tema dell&#8217;intero gioco del lupettismo, oltrech\u00e9 d\u00ec singoli giochi ed attivit\u00e0);<br \/>\n&#8211; non disdegna giochi fisicamente \u201cduri\u201d, non brutali, perch\u00e9 una certa misura di rischio \u00e8 necessaria alla vita, ed una certa misura di allenamento nell&#8217;affrontare i rischi \u00e8 pure necessaria per prolungare questa vita;<br \/>\n&#8211; non ci sono modelli ben precisi, ma alcuni suggerimenti generali da adattare alle circostanze locali, al terreno e all&#8217;intervento dei bambini;<br \/>\n&#8211; deve anche essere entusiasmante e divertente, se non offre pi\u00f9 allegria, gioia di vivere, apprezzamento dei lati belli della vita non \u00e8 pi\u00f9 gioco.<br \/>\nInfine \u00e8 un modo in cui guardare all&#8217;esistenza: \u201cnon prendere le cose troppo sul serio, ma trai il miglior partito da ci\u00f2 che hai, considera la vita come un gioco ed il mondo come un campo da gioco\u201d. Prendere la vita come un gioco non \u00e8 un invito alla &#8220;&#8216;leggerezza&#8221;, ma, da un lato richiamo ai propri stessi limiti (non prendere le cose troppo sul serio comincia da se stessi), dall&#8217;altro un invito all\u2019ottimismo, alla gioia, alla capacit\u00e0 di godere la vita.<\/p>\n<p><strong>Se si gioca, si gioca<\/strong><br \/>\nCi sono parole, in quanto \u00e8 stato scritto sino ad ora, che sembrano fornire elementi che non necessitano di ulteriori riflessioni per essere connessi al tema dei giochi e l&#8217;handicap, il deficit la difficolt\u00e0. Ma vorrei proporre un racconto per introdurre.<br \/>\nSilvio era un terremoto incontenibile, non un istante fermo, come il coperchio di una pentola a pressione. Al gioco dei silenzio, per\u00f2, diventava un serpente che silenzioso strisciava tra gli arbusti fino alla meta, imprendibile. Gli chiesi come faceva lui a farlo cos\u00ec bene, lui, che era cos\u00ec confusionario, mi disse: \u201cSe si gioca, si gioca&#8221;!<br \/>\n\u201cNon serve a nulla avere uno o due ragazzi brillanti&#8230;\u201d dice B.P. e suggerisce di considerare vincitore colui che \u00e8 riuscito a migliorare di pi\u00f9 i propri risultati da una gara all&#8217;altra: ognuno si impegna, in questo modo, con se stesso&#8221;.<br \/>\nIl gioco \u00e8 il primo educatore perch\u00e9 \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante della vita di un bambino ed una bambina. Li attira e nello stesso tempo chiede loro di migliorarsi, di acquistare coordinamento. di allenarsi, di mantenersi in forma; nel gioco sono coinvolti intelligenza. affettivit\u00e0, corporeit\u00e0; per questo a nessuno, qualsiasi sia suo handicap, \u00e8 preclusa la strada di accesso al gioco che a sua volta diventa esso stesso occasione d\u00ec superamento dei propri limiti. Il gioco serve a formare il carattere creando uno spirito ottimista, pronto a lanciarsi nelle imprese senza badare al profitto. Il giocare ha in s\u00e9 la sua ricompensa, \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 gratuita come gratuito \u00e8 lo spirito adatto per avere la vita come una bella avventura.<br \/>\nE soprattutto il gioco di squadra \u00e8 scuola d\u00ec collaborazione e solidariet\u00e0. Nel gioco d\u00ec squadra ognuno pu\u00f2 trovare un suo ruolo utile, sentirsi importante e, se demotivato, sentirsi stimolato a fare di pi\u00f9. Il gioco stesso porta a questo: \u00e8 un linguaggio universale che parla oltre ogni barriera, oltre ogni handicap e immediatamente lega gli animi facendo dimenticare ogni differenza . L\u2019esca \u00e8 il riconoscimento che ne deriva, la fiducia che fa credere nelle potenzialit\u00e0 della persona al di l\u00e0 di ogni prova contraria, l\u2019essere pronto a scommetterci, l\u2019autonomia e la responsabilizzazione: porta a far scattare nella mente di ciascuno (anche in difficolt\u00e0, anche chi si sta occupando di restare a galla in una situazione difficile) che il progetto \u00e8 suo e dipende da lui il risultato del gioco, oltre che decidere di starci.<br \/>\nAspettarsi molto da tutti i bambini e chiedere a ciascuno lo sforzo di \u201cfare del proprio meglio\u201d.<br \/>\nE qui tornano in mente le specialit\u00e0, che derivano da speciale: \u00e8 quello che ciascuno sa, sa gi\u00e0 fare e pu\u00f2 mettere a disposizione di altri, continuando ad approfondire, oppure \u00e8 qualcosa che non si sa, che per questo incuriosisce e si ha l\u2019opportunit\u00e0 di approfondire.<br \/>\nIn un progetto educativo, cos\u00ec come proposto, si intende avere presenti \u201ccontemporaneamente\u201d sia la differenziazione delle identit\u00e0 (incarichi, specialit\u00e0, interessi, gusti e caratteristiche, progressione personale) che le strutture di connessione (i contesti educativi: la squadra nel gioco, la squadriglia, gli obiettivi generali comuni). La situazione rende significativi i modi di agire, i comportamenti e gli stili comunicativi.<\/p>\n<p><strong>Gioca\u2026non stare a guardare!<\/strong><br \/>\nUn\u2019ultima riflessione rivolta agli adulti educatori potrebbe essere l\u2019invito a recuperare uno spirito per cui anche \u201cil nostro lavoro diviene leggero se lo consideriamo come un gioco, in cui noi siamo i giocatori di una squadra, che giocano ciascuno al suo posto, e tutti insieme giocano per il bene dela squadra; e quando ne comprendiamo lo spirito, facciamo presto a scoprire che non \u00e8 un gioco ma in grande gioco\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSilvio era un terremoto incontenibile, non un istante fermo&#8230; Al gioco dei silenzio, per\u00f2, diventava un serpente che silenzioso strisciava tra gli arbusti fino alla meta, imprendibile. 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