{"id":62,"date":"2009-11-04T17:04:29","date_gmt":"2009-11-04T17:04:29","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=62"},"modified":"2025-11-12T10:46:28","modified_gmt":"2025-11-12T09:46:28","slug":"l-invecchiamento-dell-utenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=62","title":{"rendered":"4. L&#8217;invecchiamento dell&#8217;utenza"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un tema in parte sfiorato negli incontri precedenti perch\u00e9 dire che i centri diurni in cui lavoriamo hanno una storia che comincia negli anni \u201980 significa dire che i primi inserimenti sono<!--break--> iniziati allora e adesso gli utenti dei nostri servizi sono diventati adulti. Anche se continuano a essere chiamati ragazzi, ora sono diventati adulti.<\/p>\n<p><strong>Cosa succede adesso?<\/strong><br \/>\nLa prima cosa che mi viene in mente riguarda il rapporto con i genitori dei ragazzi ospitati nei centri diurni che seguo. Ultimamente gli incontri individuali con le famiglie hanno in s\u00e9 sempre una domanda che riguarda il futuro dei figli, perch\u00e9 nel momento in cui incontro un genitore di una persona con deficit di 30-40 anni mi trovo costretta a sollecitare questo pensiero. Molto spesso \u00e8 gi\u00e0 una preoccupazione da parte del genitore, che non sempre riesce a mettere sul tavolo e mi sembra giusto avere il compito di parlarne in modo diretto chiedendo \u201cAdesso che suo figlio ha quarant\u2019anni come vede il suo futuro?\u201d. Nell\u2019altro focus abbiamo parlato del percorso di arrivo al centro diurno dopo la scuola dell\u2019obbligo, adesso mi trovo ad accompagnare i genitori in quest\u2019altro passaggio che riguarda le prospettive senza di loro. Qui c\u2019\u00e8 un\u2019altra fatica che \u00e8 quella di affrontare l\u2019incertezza di capire che cosa succede adesso; non \u00e8 facile perch\u00e9 i genitori sono \u201ccostretti\u201d a pensare al dopo di noi, dato che sono molte le famiglie che si rendono conto che con le loro forze interne non riescono a farsi carico della convivenza con il familiare disabile.<br \/>\nDentro al tema dell\u2019invecchiamento delle persone come educatori siamo a occuparci proprio del \u201cdopo di noi\u201d.<br \/>\nCredo ci siano pi\u00f9 elementi intrecciati: dal fatto di lavorare con una persona che invecchia pensando a quali bisogni ci sono adesso che prima non c\u2019erano, a che tipo di servizio pu\u00f2 essere pi\u00f9 utile al rapporto con le famiglie. A me sembra che il nostro ruolo sia legato non solo a pensare all\u2019utente ma anche ad accompagnare tutto il suo contesto nell\u2019affrontare i cambiamenti che le situazioni maturano.<br \/>\nLe risposte riguardo al futuro del figlio\/a arrivano con molta fatica, fatica del dover dare parole a pensieri che i genitori hanno dentro quasi nascosti. Nel momento in cui si \u00e8 chiamati a pensarci, emerge la paura, il disorientamento, l\u2019\u201cOddio adesso cosa faccio\u201d. Non c\u2019\u00e8 una riposta ma un senso forte di inadeguatezza, non saper come fare. \u00c8 un nuovo capitolo che si apre anche molto doloroso.<br \/>\nDi fronte al fatto che i nostri utenti sono con noi da svariati anni, emerge l\u2019esigenza come educatori di rivedersi all\u2019interno del percorso. Il percorso educativo ha un inizio e si pensa debba avere anche una fine. Le nostre esperienze che sono molto lunghe (15 anni) le vedo come concluse rispetto agli obiettivi (non rispetto agli educativi in generale ma rispetto agli obiettivi educativi che quello specifico servizio pu\u00f2, al recupero delle potenzialit\u00e0 residue). La conclusione, per\u00f2, non avviene quasi mai proprio perch\u00e9 ci si fa carico dell\u2019utente in termini pi\u00f9 complessivi. Dal momento in cui il passaggio verso il centro residenziale o la cooperativa sociale non \u00e8 possibile, si \u00e8 costretti a continuare questo percorso. Diventa allora necessario per il centro diurno ricalibrare i propri percorsi, dandosi degli obiettivi diversi per dare risposte adeguate ai bisogni di persone che sono cambiate, cresciute. Siamo coscienti che spesso i nostri utenti avrebbero bisogno di altro, altre strade.<br \/>\nLe situazioni sono estremamente diverse per cui, per alcuni, c\u2019\u00e8 il bisogno di una maggiore apertura con l\u2019esterno, di contatto con altre realt\u00e0 e si cerca di andare incontro a questi bisogni attraverso i rapporti di collaborazione con altri enti del territorio cercando altri sbocchi. Dal punto di vista organizzativo queste opportunit\u00e0 in uscita vengono messe in calendario quando c\u2019\u00e8 una compresenza di tre educatori. Ci sono comunque persone con deficit pi\u00f9 grave che avrebbero bisogno di un altro tipo di intervento che va verso l\u2019esterno ma con delle condizioni pi\u00f9 protette, per certi aspetti pi\u00f9 difficili da realizzare. Non \u00e8 facile trovare nelle realt\u00e0 del territorio, degli spazi adeguati, e avvertiamo pi\u00f9 fortemente la mancanza di proposte diverse.<br \/>\nCon queste persone facciamo un lavoro mirato, pi\u00f9 concentrato sulle caratteristiche emergenti, selezionando le proposte di attivit\u00e0. Dopo 10, 12 anni non ha pi\u00f9 senso continuare a riproporre tutte le offerte educative del centro, si cerca di canalizzare l\u2019intervento in un modo pi\u00f9 specifico nel momento in cui hanno mostrato apprezzamento verso determinate attivit\u00e0 e mansioni. Per le persone con deficit meno gravi ci muoviamo, allora, con tirocini formativi all\u2019esterno, con le altre cerchiamo di individualizzare e specializzare il pi\u00f9 possibile il percorso all\u2019interno del centro.<br \/>\nCon alcuni soggetti con gravi difficolt\u00e0 cerchiamo lo stesso di coinvolgerli nell\u2019esperienza dei tirocini formativi con l\u2019obiettivo prevalente di dare loro stimoli nuovi attraverso il coinvolgimento in contesti ed esperienze non consuete.<br \/>\nTutti questi aggiustamenti delle offerte formative ed educative nascono per rispondere non tanto a un invecchiamento anagrafico delle persone quanto alla prolungata presenza al centro, un invecchiamento diciamo cos\u00ec dell\u2019esperienza al centro diurno.<br \/>\nEsistono per\u00f2 anche problemi derivanti dall\u2019et\u00e0 che pu\u00f2 portare a condizioni fisiche (e non solo) tali da dover modificare il tipo di attivit\u00e0 proposta.<\/p>\n<p><strong>Verso il centro diurno \u201csenior\u201d?<\/strong><br \/>\nDa noi arrivano persone con et\u00e0 fino ai 54 anni. Ne entra una a breve che ha 53 anni. La maggior parte \u00e8 intorno ai 40 con due ragazzi sui 25 anni. All\u2019interno del servizio riflettiamo molto su alcuni aspetti, uno \u00e8 quello delle condizioni di salute che \u00e8 collegata anche all\u2019invecchiamento dei genitori, situazione che rende tutto molto urgente. C\u2019\u00e8 urgente bisogno di una struttura che possa accogliere queste persone perch\u00e9 i genitori manifestano grandi difficolt\u00e0 a pensare il futuro. Come centro siamo attrezzati come una possibile base lunare, dobbiamo sopravvivere in una condizione spesso di urgenza. Dobbiamo sostituire la famiglia in alcuni compiti che le sono propri, come portare la persona a una visita medica. Noi oggi nel centro siamo sempre in contatto con i medici di base, cosa che non succedeva anni fa.<br \/>\nVisto che non ci sono altre figure preposte, il mandato del centro diurno cambia adattandosi anche a questo tipo di bisogno. Servono servizi che tutelino la persona con deficit in et\u00e0 avanzata senza una famiglia che la possa seguire. Se queste strutture mancano mi viene da pensare alla casa di riposo come unico approdo ma questo significa perdere ogni aggancio con l\u2019idea di progetto educativo e formativo. Con la casa di riposo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente di tutto questo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una difficolt\u00e0 nel fare convivere all\u2019interno del centro le attivit\u00e0 rivolte a fasce molto diverse di et\u00e0 sia anagrafiche che di permanenza nel centro. Quelli che da pi\u00f9 anni sono al centro vengono coinvolti maggiormente nella vita organizzativa e nelle routine quotidiane (mettere a posto, pulire) proprio perch\u00e9 hanno maturato una conoscenza del centro e una \u201cscioltezza\u201d nel viverlo che rende questo possibile. Lavoriamo con loro quasi come se fossimo una comunit\u00e0 alloggio dove c\u2019\u00e8 anche una quotidianit\u00e0 da gestire. Certo \u00e8 una possibilit\u00e0 ma ha dei grossi limiti, si va avanti in questo modo ma molte volte si sente di tirare un po\u2019 troppo la corda.<br \/>\nL\u2019invecchiamento dell\u2019utenza porta a occuparsi di aspetti sanitari e assistenziali che prima erano residuali. Oggi questo viene sentito come una costrizione perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 un altro servizio che se ne occupa, ma in un futuro si pu\u00f2 pensare che diventi in parte anche il mandato per centri diurni che ospitano persone in et\u00e0 pi\u00f9 avanzata.<br \/>\nQuesto pu\u00f2 anche essere ipotizzato e richiede una progettazione e una formazione specifica. Occorre imparare a dialogare con i referenti sanitari proprio perch\u00e9 si va a seguire quello che \u00e8 l\u2019aspetto della salute della persona.<br \/>\nCerto che in questo quadro il mio ruolo assomiglia a quello di un infermiere, do farmaci, ho tra le mani cartelle cliniche, faccio da mediatore tra il medico e la famiglia nei casi pi\u00f9 seri&#8230; Questo mi fa dire che \u00e8 bene fino a un certo punto che lo faccia l\u2019educatore, \u00e8 bene che ci siano anche altre figure.<br \/>\nMi sembra che se in un centro diurno se ci si deve occupare di aspetti sanitari o di sostituire la famiglia che non ce la fa in alcuni compiti \u00e8 per una sorta di deresponsabilizzazione degli enti o dei servizi che dovrebbero prendersi cura della famiglia. Se una famiglia non ce la fa pi\u00f9 a portare il figlio del medico, o a comprare i vestiti o dal parrucchiere probabilmente non ce la fa pi\u00f9 a seguirlo avendolo a casa.<br \/>\nSe si vuole affrontare l\u2019invecchiamento della persona disabile \u00e8 importante anche conoscere le patologie collegate e avere dei percorsi formativi che mettano in grado l\u2019educatore di stare vicino alla persona che invecchia in modo diverso probabilmente da quanto si fa adesso.<br \/>\nSi deve pensare a un centro diurno in cui persone adeguatamente formate hanno per mandato di occuparsi degli aspetti legati a un\u2019utenza in et\u00e0 avanzata, aspetti che oggi non rientrano nella professionalit\u00e0 dell\u2019educatore. \u00c8 un altro tipo di centro diurno che non esiste oggi nel nostro territorio.<br \/>\nQuesto ipotetico centro diurno \u201csenior\u201d non dovrebbe essere organizzato solo su aspetti assistenziali proprio oggi che ci si \u00e8 resi conto di quanto siano importanti per le patologie legate all\u2019invecchiamento le attivit\u00e0 educative e riabilitative.<br \/>\nCi deve essere una riflessione a monte, una discussione che coinvolga le figure educative che possono accompagnare in questo percorso di vita la persona. Il centro diurno non deve essere per forza quello che \u00e8 stato fino a ora, ma ci deve essere una decisione a monte, degli strumenti che vengono individuati, una formazione adeguata, risorse di tempo e soldi. Non deve essere una presa in carico che noi facciamo perch\u00e9 il bisogno urgente \u00e8 questo. Si pu\u00f2 reinventare in mille modi il centro diurno ma attraverso il coinvolgimento e il contributo di figure come le nostre che, quando viene a mancare la famiglia, diventano per queste persone spesso il punto di riferimento.<br \/>\n\u00c8 evidente, allora, come sia necessario e sempre pi\u00f9 attuale ripensare un centro diurno che si occupa di persone disabili anziane in una logica di forte integrazione tra il versante educativo e quello socio-assistenziale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un tema in parte sfiorato negli incontri precedenti perch\u00e9  dire che i centri diurni in cui lavoriamo hanno una storia che comincia negli  anni \u201980 significa dire che i primi inserimenti sono<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3592,3591,3593],"edizioni":[47],"autori":[294,285],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3701],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5173,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62\/revisions\/5173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=62"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=62"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=62"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=62"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=62"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=62"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}