{"id":622,"date":"2009-11-04T17:07:02","date_gmt":"2009-11-04T17:07:02","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=622"},"modified":"2026-01-12T12:36:04","modified_gmt":"2026-01-12T11:36:04","slug":"le-associazioni-in-rete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=622","title":{"rendered":"6. Le associazioni in rete"},"content":{"rendered":"<p>di Carlo Gubitosa<\/p>\n<p>Dobbiamo uscire un po&#8217; dall\u2019ottica che l\u2019informazione \u00e8 o non \u00e8 professionale, per imparare che anche noi con un computer e un po&#8217; di buona volont\u00e0 e una carica ideale, possiamo fare informazione qualificata quanto e come quella delle grandi agenzie di stampa internazionali, che nonostante le grandi risorse, a volte si fermano alla veste patinata per mancare di contenuti profondi<!--break-->Un limite che sembra caratterizzare le informazioni che ci arrivano, \u00e8 quello di un sovraccarico, di un overdose da informazioni che sembra essere il maggior problema. Il problema appunto non \u00e8 la mancanza di informazioni, per noi che viviamo nel nord del mondo, e abbiamo a disposizione tante risorse; il problema non \u00e8 la mancanza di informazioni quanto la loro sovrabbondanza e il fatto che il tempo che abbiamo a disposizione \u00e8 comunque finito. La tipica reazione delle persone che si affacciano per la prima volta su internet \u00e8 proprio la sindrome da &#8220;overdose&#8221; da informazione; avere la sensazione di poter trasferire tutto lo scibile umano nel proprio computer, ci spinge a diventare delle spugne di immagini, di testi, di suoni che poi magari rimarranno l\u00ec dimenticati per mesi. C\u2019\u00e8 anche un altro fatto, che gli sprechi fisici di risorse di energia, di luce elettrica, di acqua, di gas sono una cosa tangibile, che abbiamo sotto mano e che possiamo condannare, mentre lo spreco di informazioni viene visto come una cosa tollerabile e anzi positiva, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 ancora chi pensa che l\u2019informazione non sia mai troppa, caso mai troppo poca. In questo contesto \u00e8 pensabile un cambio di prospettiva, anche una visione &#8220;ecologica&#8221; dell\u2019informazione in cui cerchiamo di eliminare i rumori di fondo che caratterizzano le informazioni che noi riceviamo per arrivare a riappropriarci del nostro tempo e di una informazione essenziale, che non deve essere finalizzata a farci sapere pi\u00f9 cose o a farci avere pi\u00f9 fogli sul tavolo o pi\u00f9 messaggi di posta elettronica, ma deve essere finalizzata a vivere pi\u00f9 consapevolmente e a migliorare la qualit\u00e0 della nostra vita e di chi ci circonda.<br \/>\nIn questa ottica le associazioni e il mondo del volontariato in generale giocano un ruolo chiave. Io ad esempio, mi faccio da tramite tra le informazione che ricevo e quelle che poi diffondo in rete, perch\u00e9 la rete mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di essere recettore e distributore, lettore ed editore di me stesso. Le associazioni hanno un ruolo chiave proprio perch\u00e9 possono, cos\u00ec come le associazioni nel mondo concreto, risolvere molti problemi pratici della vita di tutti i giorni. Cos\u00ec come le associazioni aiutano persone che hanno bisogno di centri di prima accoglienza, mandano dei volontari sulle ambulanze senza i quali il pronto soccorso crollerebbe, cos\u00ec come si risolvono problemi concreti, in rete, il ruolo delle associazioni \u00e8 quello di svolgere un opera di sintesi e di controllo del traffico ormai infinito e incontrollabile di informazioni che ormai ci subissa. Il mio ragionamento proceder\u00e0, per essere chiaro e sintetico, per parole chiave.<\/p>\n<p><strong>L\u2019informazione sull\u2019informazione<\/strong><br \/>\nLa prima parola \u00e8 METAINFORMAZIONE, che \u00e8 un\u2019informazione sull\u2019informazione; per dirla in altri termini, dove posso trovare delle risorse bibliografiche su un certo argomento? Per esempio, una metainformazione sulla scuola sarebbe: &#8220;Dove posso trovare delle risorse didattiche per svolgere delle lezioni di educazione alla pace nella scuola? &#8220;. Questa metainformazione \u00e8 un collegamento all\u2019informazione vera e propria che \u00e8 il libro sull\u2019educazione alla pace, o il gioco o la scheda didattica. Per cui la prima parola chiave \u00e8 metainformazione, e le associazioni volontarie in genere dovrebbero puntare pi\u00f9 alla metainformazione che non all\u2019informazione vera e propria, pi\u00f9 agli strumenti per semplificare l\u2019acquisizione di dati e di concetti che non a infarcire la rete di testi o dossier che, anche se interessanti, non vengono letti e rimangono l\u00ec, non fruiti e non hanno modo di raggiungere la maggior parte delle persone. Un esempio che ho avuto modo di toccare con mano, \u00e8 stato un lavoro che ho fatto per la realizzazione di un dossier su Chiapas in occasione del massacro che \u00e8 avvenuto in quei territori. Io non ho scritto una riga di testo, anzi ho imparato molte cose interessanti proprio nel mettere insieme delle cose che hanno acquisito un senso compiuto proprio perch\u00e9 collegate insieme. Pur non avendo aggiunto io una riga al testo, l\u2019insieme delle informazioni ha comunque acquisito un valore aggiunto, perch\u00e9 non era un testo che rimaneva l\u00ec fermo, ma conteneva i collegamenti a tutte le fonti dei testi, a tutti i siti internet che avevano realizzato questi testi e, cosa, che \u00e8 pi\u00f9 importante, alle associazioni che nel mondo reale operano a sostegno e in appoggio ai diritti civili delle popolazioni del Chiapas. E\u2019 importante, in questo caso, non la produzione diretta di informazione quanto la loro digeribilit\u00e0, la loro reperibilit\u00e0 e, soprattutto, la loro interconnessione, come un testo mi rimanda ad un altro testo. In questo senso il mondo della rete rispecchia tantissimo il mondo reale. Io purtroppo non sono abbonato a nessuna rivista per spirito di equit\u00e0, perch\u00e9 se mi dovessi abbonare a Mosaico di pace mi dovrei abbonare a Nigrizia, mi dovrei abbonare alle altre migliaia di riviste ugualmente valide che per\u00f2 purtroppo mancano di una redazione comune virtuale che potrebbe ritrovarsi in rete per una linea comune, per combattere con una linea integrata un altro sistema di informazione che \u00e8 altrettanto integrato. Purtroppo, cos\u00ec come nel mondo dell\u2019editoria delle associazioni si assiste a questa disgregazione, lo stesso sta avvenendo in rete; purtroppo questo \u00e8 uno dei casi in cui il mezzo tecnologico offre delle possibilit\u00e0 e noi non riusciamo a stargli dietro perch\u00e9 siamo ancora legati a logiche un po&#8217; da orticello.<\/p>\n<p><strong>Non solo i giornalisti fanno informazione<\/strong><br \/>\nFacevo l\u2019esempio del dossier sul Chiapas per fare un\u2019altra affermazione che, pur nella sua banalit\u00e0, non \u00e8 tanto scontata; l\u2019informazione non \u00e8 pi\u00f9 un mondo per addetti ai lavori, non \u00e8 pi\u00f9 una casta sacerdotale in cui ha diritto di parola e di scrittura solo chi ha gli strumenti professionali e tecnici per farlo. Dobbiamo uscire un po&#8217; dall\u2019ottica che l\u2019informazione \u00e8 o non \u00e8 professionale, per imparare che anche noi con un computer e un po&#8217; di buona volont\u00e0 e una carica ideale, possiamo fare informazione qualificata quanto e come quella delle grandi agenzie di stampa internazionali che, se dalla loro parte hanno i mezzi, le risorse e la professionalit\u00e0, a volte si fermano alla veste patinata per mancare di contenuti profondi, (ovviamente, come tutte le generalizzazioni questo discorso si presta a delle eccezioni). Per i media mi piace usare la metafora dei lego. Finora ci hanno dato le macchinine gi\u00e0 fatte con i lego, ce le hanno rivestite, verniciate, per non farci capire che sotto quell\u2019oggetto c\u2019erano tanti mattoncini che costituivano il quotidiano, la rivista, l\u2019informazione, la notizia. Adesso abbiamo capito che possiamo modificarli noi i pezzi dell\u2019oggetto, possiamo agire noi sul giocattolo informazione e nella nostra stessa casa, nello stesso ambito in cui operiamo, possiamo miscelare sapientemente fax, giornali, posta elettronica, telefono, e soprattutto le informazioni che ci arrivano dalle associazioni che sono il riferimento privilegiato di qualsiasi discorso. Facendo sempre riferimento al dossier sul Chiapas, la prima notizia riguardo al massacro di Chienal\u00f2 mi \u00e8 arrivata dal Chiapas che \u00e8 un\u2019associazione di Roma che ha rapporti privilegiati con la realt\u00e0 del Messico. Per cui dobbiamo innanzitutto rimuovere i freni inibitori che ci procurano un senso di inferiorit\u00e0 rispetto a chi firma gli articoli sui giornali, o a chi scrive per le grandi agenzie di stampa. Anche noi abbiamo qualcosa da dire, anche chi ha strumenti pi\u00f9 limitati pu\u00f2 e deve dire la sua, soprattutto se teniamo in conto che l\u2019informazione commerciale va sempre pi\u00f9 acquistando forma accattivante e perdendo di contenuti. Non vorrei insistere troppo sul discorso delle associazioni, per\u00f2 spesso si grida &#8220;te lo avevo detto&#8221; quando succedono delle cose che erano state profetizzate dalle associazioni. Lega ambiente \u00e8 stata interpellata con articoli a quattro colonne solo dopo che \u00e8 successa l\u2019alluvione in Campania, e stranamente non prima perch\u00e9 non fa notizia la denuncia di una associazione sui rischi ambientali di un territorio finch\u00e9 la tragedia non si compie.<\/p>\n<p><strong>Volontariato dell\u2019informazione<\/strong><br \/>\nUn altra parola chiave che volevo sottolineare \u00e8 quella del VOLONTARIATO DELL\u2019INFORMAZIONE. Mi sono posto delle domande sulla mia professionalit\u00e0, sul fatto che pur non essendo giornalista professionista produco molta informazione; del resto io ho fatto anche per vari anni l\u2019educatore volontario, senza avere nessun tipo di formazione professionale, nessuno mi \u00e8 mai venuto a dire: &#8221; tu giochi con dei bambini, fai delle attivit\u00e0 ma non sei un professionista, ma allora che cosa sei ?&#8221; Appunto cerco di fare un volontariato dell\u2019informazione, metto a disposizione tempo e scatti telefonici, perch\u00e9 mi diverte informarmi, rielaborare queste cose e offrirli in una forma pi\u00f9 fruibile a chiunque trovi interessante queste informazioni. Questa idea, del fatto cio\u00e8 che l\u2019informazione sia un territorio del volontariato, \u00e8 quasi rivoluzionaria, appunto perch\u00e9 siamo ancorati all\u2019idea che informazione= giornalismo professionale, mentre ci sono tanti altri spazi che devono essere occupati e che finora non sono stati ancora sfruttati a sufficienza. Se da una parte sul piatto della bilancia c\u2019\u00e8 un\u2019informazione professionale fatta con grande competenza, con grandi strumenti per\u00f2 a volte vuota di contenuti, dall\u2019altra parte non c\u2019\u00e8 sufficientemente coraggio per dare peso ad una informazione, magari fatta di fotocopie e articoli di giornale attaccati male, ma con una forte spinta ideale e con dei forti contenuti alla base. Per cui insisto sul fatto che non bisogna avere paura di proporsi anche con una semplice fotocopia fatta circolare fra amici; bisogna sciogliere questi bavagli della timidezza che spesso ci fanno tenere per noi delle informazioni che sono molto importanti. In questo senso la rete offre molte possibilit\u00e0, perch\u00e9 osservo come il volontariato dell\u2019informazione attiri delle persone che si sentono tagliate fuori dal mondo dell\u2019associazionismo, del volontariato, della solidariet\u00e0 per problemi, ad esempio di tempo; penso a padri di famiglia che hanno un computer a casa e dicono &#8221; O che bello, posso lavorare, dedicare tempo alla mia famiglia e trovare anche un po&#8217; di spazio per mandare dei messaggi di posta elettronica, prendere un paio di testi rielaborarli e diffonderli in rete ecc, ecc,&#8221;. E\u2019 questa la grande potenza dello strumento telematico. Si parla tanto di telelavoro e poco di televolontariato e di teleassociazionismo.<br \/>\nUn altro spunto di riflessione che mi sentivo di offrire, \u00e8 quello di riflettere su tre critiche che si possono fare sull\u2019informazione in rete fatta dalle associazioni. La prima \u00e8 quella di dare delle informazioni troppo atomizzate, di avere ognuna la propria paginetta Web, staccata dalle altre. Io penso alle 700 associazioni del comune di Bologna che piano piano, con sforzo, fanno la propria paginetta. Immagino un sito Web del comune di Bologna dove tutte le associazioni collaborano fra di loro e offrono le loro informazioni in maniera integrata, fruibile ed efficace. Per cui occorre passare dall\u2019arcipelago delle associazioni all\u2019associazionismo, dall\u2019arcipelago delle riviste all\u2019informazione solidale, dall\u2019arcipelago delle pagine Web alla rete, all\u2019intelligenza collettiva della solidariet\u00e0 virtuale, telematica. Un altro aspetto che volevo sottolineare \u00e8 quello delle informazioni unidirezionali, nel senso che spesso l\u2019associazione si sente arrivata se ha la pagina Web, se ha la sua vetrinetta con la quale poter dire venitemi a vedere. Invece io, come associazione mi sento arrivato se con un semplice indirizzo di posta elettronica nel momento in cui ho contatto con le persone, riesco a coinvolgere persone che vanno nella direzione in cui mi sto muovendo io, riesco a sollevare un po&#8217; di polverone e fare in modo che la societ\u00e0 civile si mobiliti intorno alle mie idee, perch\u00e9 ha pi\u00f9 senso fare una buona informazione con la posta elettronica piuttosto che lasciare una paginetta Web l\u00ec a fare le ragnatele.<\/p>\n<p><strong>I poveri nella rete<\/strong><br \/>\nIl concetto di interettivit\u00e0 \u00e8 proprio importante nel momento in cui ci si accorge che in rete non si pu\u00f2 fare niente da soli; io non a caso lavoro all\u2019interno di Peacelink, ci lavoro perch\u00e9 il concetto di comunit\u00e0 virtuale \u00e8 proprio un idea in cui tu sviluppi dei contatti, una rete di amicizie e di persone tale per cui l\u2019autorevolezza della tua fonte non \u00e8 il nome, non dici pi\u00f9 &#8220;Me lo ha detto l\u2019Ansa, l\u2019ho letto sul giornale, me lo ha detto il telegiornale&#8221;, ma penso &#8220;Me lo ha detto questa persona con la quale ho avuto dei contatti in rete e di cui mi fido&#8221;. Se Nicola o Marco o chi per loro mi mandano delle informazioni io traggo vantaggio da due fatti: primo dalla conoscenza diretta di loro, dal mio fare comunit\u00e0 diretta con loro all\u2019interno di Peacelink e dal fatto che loro mi mandano informazioni che non ho bisogno di verificare o di testare, semplicemente perch\u00e9 esistono rapporti di fiducia, quindi, l\u2019autorevolezza della fonte non si basa pi\u00f9 sul nome che ha la tua fonte, ma sull\u2019insieme delle relazioni che tu riesci a tessere all\u2019interno della rete.<br \/>\nPer finire vorrei dire che quando faccio informazione in rete, punto l\u2019occhio su chi \u00e8 fuori dalla rete. Noi che bene o male viviamo in maniera agiata e abbiamo la fortuna di avere del tempo libero per fare del volontariato, dobbiamo avere come primo obiettivo chi questo tempo libero e questi agi non ha. Se noi non svolgiamo un opera di traghetto dalle strade, dalle comunit\u00e0, dalle baraccopoli, se noi non traghettiamo la gente senza computer nel mondo delle informazioni, non lo faranno n\u00e9 i media tradizionali, n\u00e9 tantomeno il mercato, i siti commerciali, tutti i grandi gruppi economici. Noi abbiamo la responsabilit\u00e0 pratica e morale di prendere il mondo fuori dalla rete, con tutti i suoi problemi, di prendere quelle milioni di persone che non hanno il computer, non hanno il telefono, non hanno la luce elettrica e traghettarli nel mondo dell\u2019informazione perch\u00e9 &#8221; facciano notizia&#8221;. Quest\u2019opera di travaso di fatti, di storia, di persone dal dimenticatoio dei dannati della globalizzazione al mondo dell\u2019informazione spetta a noi, abbiamo questo ruolo e questa responsabilit\u00e0 anche storica. Concludo con una frase di uno scrittore che io ammiro molto, Howard Rheingold, che ha scritto un libro che si chiama &#8221; Comunit\u00e0 virtuali&#8221;: &#8221; Per ironia della sorte abbiamo bisogno delle reti di computer, figlie della rivoluzione tecnologica, per riacquistare il senso dello spirito cooperativo che \u00e8 andato perduto proprio a causa di questa stessa rivoluzione tecnologica&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dobbiamo uscire un po&#8217; dall\u2019ottica che l\u2019informazione \u00e8 o non \u00e8 professionale, per imparare che anche noi con un computer e un po&#8217; di buona volont\u00e0 e una carica ideale, possiamo fare informazione qualificata quanto e come quella delle grandi agenzie di stampa internazionali, che nonostante le grandi risorse, a volte si fermano alla veste patinata per mancare di contenuti profondi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3604,3603],"edizioni":[93],"autori":[2762],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3646],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/622"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=622"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/622\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6191,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/622\/revisions\/6191"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=622"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=622"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=622"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=622"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=622"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=622"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}