{"id":626,"date":"2009-11-04T17:07:03","date_gmt":"2009-11-04T17:07:03","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=626"},"modified":"2026-01-12T12:29:21","modified_gmt":"2026-01-12T11:29:21","slug":"per-chi-rompe-la-campana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=626","title":{"rendered":"2. Per chi rompe la campana"},"content":{"rendered":"<p>di stefania Baiesi<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di lavoro di una educatrice disabile all\u2019interno del Progetto Calamaio. \u201c Lavorare mi ha permesso di crescere personalmente e professionalmente, mi ha aiutato (e mi aiuta tuttora) ad ampliare le vedute, eliminare i pregiudizi che mi possono essere rimasti&#8230;\u201d<!--break-->Ho cominciato ad avere un ruolo sempre pi\u00f9 importante nel Progetto Calamaio soprattutto da quando alcuni miei colleghi, per varie ragioni, non vi hanno lavorato pi\u00f9, se non attraverso saltuarie collaborazioni. Da allora sono cambiate molte cose, \u00e8 cambiato in parte l\u2019organico e, in conseguenza di questo, anche i compiti. Nella nuova fiaba intitolata \u201cCane e gatto, scacco matto,\u201d sono entrata al posto di Floriana nel ruolo di Pepito, il cane. Ho cominciato lavorando con Alberto. Ogni tanto mi capitava di sostituirlo, anche prima della sua recente scomparsa, recitando la parte dell\u2019orsone nella fiaba dell\u2019 \u201cOrso\u201d. Impersonando tale ruolo, ho capito di essere in grado di interpretarlo, guardando le sue mosse. E\u2019 un onore fare quello che faceva lui, sarebbe ancora maggiore riuscire a far le cose come lui le avrebbe fatte. Ogni volta che scrivo o che lavoro in progetti per i quali lui ha lavorato, io ne sento la presenza, come se mi dettasse parola per parola.<br \/>\nIn conseguenza di questo, mi sono stati affidati dei compiti di responsabilit\u00e0, anche sotto mia esplicita richiesta, che riguardano soprattutto la scuola secondaria superiore. Sono stati messi a punto nuovi programmi su nuovi argomenti che ho voluto proporre: il capitalismo, l\u2019egocentrismo, la sessualit\u00e0, i valori della persona e tanti altri. Non pu\u00f2 che farmi bene riflettere su questi problemi che meritano un approfondimento.<\/p>\n<p><strong>Andiamo a incominciare<\/strong><br \/>\nPartendo dalla mia esperienza personale, di pregiudizi, in quanto disabile, ne avevo gi\u00e0 subiti molti per cui quando Claudio Imprudente mi ha parlato del Progetto Calamaio mi \u00e8 venuta la curiosit\u00e0 di saperne di pi\u00f9: ho chiesto all\u2019USL se potevo lavorare a questo Progetto e, fortunatamente, mi hanno dato una risposta affermativa. Ritengo che il Calamaio sia un modo nuovo per affrontare i pregiudizi. E\u2019 come se mi si fosse risvegliata la rabbia tenuta dentro per tanto tempo. Il pregiudizio \u00e8 spesso soltanto una questione di ignoranza, nel senso vero del termine. Sul momento si pu\u00f2 lasciar perdere, ci si passa sopra, ma dopo, se si vuole costruire qualcosa \u00e8 importante mettersi in gioco attraverso il Calamaio.<br \/>\nPossiamo dire che il clima all\u2019interno del Centro Documentazione, in particolare del Progetto Calamaio, \u00e8 gioviale, ludico, molto familiare; inizialmente c\u2019era un rapporto di scambio a due tra me e la mia operatrice, Floriana. Dopo si \u00e8 trattato di mettersi nell\u2019ordine d\u2019idee di lavorare in gruppo. Sono emerse difficolt\u00e0, fatiche, in quanto non ci eravamo abituati.<br \/>\nSono partita da una formazione aziendale. Secondo la mia qualifica professionale avrei dovuto fare tutt\u2019altro tipo di lavoro in ufficio-magazzino o in ufficio di produzione: gestione scorte, materie prime, gestione di documenti ecc. Come la vivo adesso? Mi sento come tanti altri: alle volte studiano per fare un tipo di lavoro e magari ne faranno uno completamente opposto: si accontentano di quel che c\u2019\u00e8.<br \/>\nDurante i primi incontri nelle scuole, avevo un\u2019impressione sconcertante, mi sentivo male, mi sembrava di essere l\u00ec per caso, un pesce fuor d\u2019acqua, a disagio: \u201cChe cosa vado a dire? Come dirlo? C\u2019\u00e8 modo e modo di dire le cose; il mio modo sar\u00e0 adatto?\u201d<br \/>\nMi veniva da pensare: \u201cMa guarda, io che non ho fatto il Liceo Classico o l\u2019Istituto Magistrale, vado nelle scuole e mi sento un po&#8217; una maestra. Da molto tempo oramai non ho pi\u00f9 quella sensazione sconcertante un po&#8217; per merito dell\u2019esperienza pratica fatta all\u2019interno del Progetto Calamaio,<br \/>\nun po&#8217; per l\u2019attenzione che i nostri colleghi \u201cnormodotati\u201d hanno avuto nei nostri confronti. Ora so che la mia fatica e quella dei miei colleghi, rientra nella normalit\u00e0 della vita quotidiana, anche se a volte \u00e8 maggiore, l\u2019affronto in maniera diversa, la prendo meglio psicologicamente.<br \/>\nSi sa che se si vuole continuare a svolgere il Progetto Calamaio, una certa dose di fatica fisica \u00e8 da mettere in conto, \u00e8 insita nel Progetto stesso. E\u2019 una fatica che porta i suoi frutti, per questo viene accettata. In questi ultimi anni, sono aumentate le richieste, soprattutto da parte delle scuole materne. E\u2019 aumentato il mio senso di responsabilit\u00e0 e ho potuto trovare un mio spazio sempre pi\u00f9 ampio dove potermi esprimere.<br \/>\nIn quanto al futuro del Progetto Calamaio, mi piace pensare che possa continuare, perch\u00e9 \u00e8 un lavoro utile e penso che abbia ancora molto da dire, indipendentemente dalle questioni economiche, che pur ci sono. Io lo faccio perch\u00e9 ci credo anche se \u00e8 difficile capire come. Ci siamo resi conto che nel sociale ci sar\u00e0 sempre qualcosa da fare, per quanto riguarda i rapporti umani che sono e rimangono molto complessi.<\/p>\n<p><strong>Nelle scuole\u00a0<\/strong><br \/>\nDurante l\u2019esperienza alle elementari a Mogliano Veneto, un bambino di nome Stefano, si \u00e8 riconosciuto in me essendo anche lui portatore di deficit: mi ha vista come un suo simile, tanto che mi \u00e8 letteralmente saltato al collo, sedendosi sulle mie gambe fin dalla prima volta che mi ha visto. Ditemi voi se questo non \u00e8 gratificante, incoraggiante, sia per le insegnanti, sia per i bambini, sia per noi.<br \/>\nI bambini di Crespellano ci accompagnavano per il corridoio in giardino. Si \u00e8 creata una atmosfera particolare, gioviale nella quale si sono rivelati intellettivamente vivaci ma calmi fisicamente. E\u2019 stato uno dei percorsi meglio riusciti. Sono questi i momenti che lasciano il segno e i singoli componenti del Progetto stesso ne costituiscono la storia. Il Progetto Calamaio alla scuola materna nel quartiere Borgo Panigale, a Bologna, ha avuto inizio nel 1992. Erano presenti: Roberto, Floriana, Cinzia, Alberto, ed io. Per l\u2019occasione abbiamo fatto un percorso utilizzando una versione ridotta del film \u201c l\u2019Orso \u201c di Annaud. Questo per questione di tempi sia nostri che dei bambini. E\u2019 stata un\u2019esperienza memorabile: insegnanti, bambini e noi tutti coinvolti. Sono stati realizzati dei costumi per la drammatizzazione della fiaba, con la collaborazione di insegnanti, bambini, bidelli e genitori.<br \/>\nI bambini sceglievano a loro piacimento l\u2019animale da impersonare, poi si dividevano in gruppetti. Ed ora tutti a giocare! Sdraiati per terra, saltare, cantare, mimare e travestirsi. Nell\u2019esperienza del pesce nella fiaba dell\u2019orso, c\u2019\u00e8 un momento nel quale l\u2019orso d\u00e0 da mangiare all\u2019amico orsetto. Una bambina mi si \u00e8 avvicinata e mi ha chiesto: \u201cChe cosa stai mangiando?\u201d. \u201cHai visto, sto mangiando un pesce\u201d.<br \/>\nDurante un altro momento, quando il cacciatore cattura l\u2019orsetto impersonato da me, i bambini tutti attorno cercavano di aiutare l\u2019orsetto a liberarsi dalla corda al collo. In un incontro successivo un bambino mi si \u00e8 seduto sulla schiena senza la paura di farmi male, in modo talmente naturale che da l\u00ec \u00e8 nata l\u2019idea di mimare la tartaruga con l\u2019aiuto dei bambini. Per me era la prima volta che mi succedeva una cosa del genere, mi ha lasciato stupita. Io fin da piccola sono stata trattata come dentro una campana di vetro. Quel bambino con naturalezza ha rotto la campana e io ho provato una grande emozione.<br \/>\nAlla fine del percorso i bambini si sono messi a giocare liberamente con dei teli di stoffa. Durante il quinto incontro sono state fatte delle sagome di gomma piuma che possono rappresentare l\u2019\u00e9quipe del Progetto. Queste servono per comunicare ai bambini la differenza tra s\u00e9 e l\u2019altro; lo stesso vale per il gioco dello specchio.<\/p>\n<p><strong>Esserci o non esserci?<\/strong><br \/>\nIl Progetto Calamaio mi ha permesso di crescere personalmente e professionalmente, mi ha aiutato (e mi aiuta tuttora) ad ampliare le vedute, eliminare i pregiudizi che mi possono essere rimasti, nei confronti di alcuni ambiti che esulano dalla mia esperienza diretta. Mi aiuta ad acquisire nuove competenze lavorative, a rimettere in discussione le mie motivazioni iniziali: dopo pi\u00f9 di dieci anni di lavoro al Centro Documentazione Handicap ci \u00e8 sembrato sia venuto il momento di farlo.<br \/>\nHo scoperto di essere un po&#8217; demotivata, ho dovuto prendere una decisione rispetto al futuro. Mi sono chiesta: \u201dCi sto ancora al Progetto Calamaio o mi sono stancata? &#8230;Ho deciso di rimanere e trattare temi interessanti sia per me, che per gli studenti. Ho scoperto una peculiarit\u00e0 molto importante, fondamentale, alla quale non avevo mai fatto molto caso: la versatilit\u00e0, la flessibilit\u00e0 del Calamaio, cio\u00e8 il poterlo trasformare a seconda dei miei interessi, \u00e8 pi\u00f9 bello di quanto si pensi; \u00e8 una peculiarit\u00e0 molto preziosa, senza la quale questo luogo di lavoro non potrebbe esistere. E\u2019 senza dubbio un preludio alla creativit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esperienza di lavoro di una educatrice disabile all\u2019interno del Progetto Calamaio. \u201c Lavorare mi  ha permesso di crescere personalmente e professionalmente, mi ha aiutato (e mi aiuta tuttora) ad ampliare le vedute, eliminare i pregiudizi che mi possono essere rimasti&#8230;\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3593,3605,3607],"edizioni":[93],"autori":[2765],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/626"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=626"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/626\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6184,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/626\/revisions\/6184"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=626"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=626"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=626"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=626"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=626"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=626"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}