{"id":6294,"date":"2026-01-16T11:35:26","date_gmt":"2026-01-16T10:35:26","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6294"},"modified":"2026-01-16T11:35:26","modified_gmt":"2026-01-16T10:35:26","slug":"il-dopo-di-noi-di-madame-verloc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6294","title":{"rendered":"Il &#8220;dopo di noi&#8221; di madame Verloc"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi, giornalista<\/p>\n<p>Un pallido rossore color\u00ec il volto spettrale e immobile della signora Verloc. Sbarazzatosi delle visioni del passato, aveva non soltanto udito ma compreso le parole di suo marito. E, per il loro assoluto disaccordo con lo stato della sua mente, queste parole esercitarono su di lei un effetto<br \/>\nquasi soffocante. Lo stato mentale della signora Verloc aveva il merito della semplicit\u00e0; ma non era sano. Troppo lo dominava un\u2019idea fissa. Ogni angolo del suo cervello era occupato dal pensiero che quell\u2019uomo, con il quale era vissuta senza disgusto sette anni, le aveva portato via il<br \/>\n\u201cpovero ragazzo\u201d per ucciderlo; l\u2019uomo al quale si era a poco a poco abituata nel corpo e nella mente, l\u2019uomo nel quale aveva avuto fiducia, le aveva strappato il ragazzo per ucciderlo! Nella forma, nella sostanza, nell\u2019effetto, ch\u2019era universale e cambiava perfino l\u2019aspetto delle cose<br \/>\ninanimate, era un pensiero da rimanere li seduti a sbigottirne per sempre. La signora Verloc rimase seduta. E, attraverso i suoi pensieri, la figura del signor Verloc andava e veniva, familiarmente in cappello e soprabito, calpestandole il cervello con gli stivali. Probabilmente<br \/>\nparlava, anche; ma i pensieri della signora Verloc coprivano quasi la voce\u201d.<br \/>\n(Joseph Conrad, L\u2019agente segreto)<\/p>\n<p>Il signor Verloc \u00e8 un agente segreto, al servizio di una potenza straniera (la Russia?), che vive nell\u2019Inghilterra di fine Ottocento. Con la sua mediocrit\u00e0, la sua scarsa prestanza fisica, Verloc \u00e8 lontanissimo dall\u2019immagine comune che abbiamo di un agente segreto.<br \/>\nWinnie, sua moglie, \u00e8 una donna riservata e bella che non conosce la reale attivit\u00e0 del marito; anzi appositamente si ferma alla superficie della realt\u00e0, non volendo comprendere il mondo che la circonda. A lei sta cuore soprattutto una cosa, l\u2019esistenza di Steve, il fratello disabile psichico di cui fin da bambina ha la custodia. Anche il marito che si \u00e8 scelto, non bello e un tantino insulso, \u00e8 in funzione di questo suo progetto, dato che pu\u00f2 offrire sicurezza a lei e al fratello. Steve \u00e8 un ragazzo semplice e in un romanzo dove tutti i protagonisti sono mossi da impulsi egoistici prima ancora che dai loro ideali politici e umanitari, appare un angelo indifeso. Ma non \u00e8 lui la figura pi\u00f9 interessante del libro, l\u2019eroina tragica \u00e8 Winnie che vede il suo progetto di dopo di noi per Steve venire improvvisamente sconvolto.<br \/>\nIl signor Verloc messo sotto pressione dai suoi capi deve inscenare un attentato dinamitardo e usa l\u2019inconsapevole cognato come esecutore: Steve alla fine si far\u00e0 esplodere inciampando nelle radici di un albero.<br \/>\nL\u2019incontro in cui il signor Verloc racconta alla moglie la tragica fine del fratello, \u00e8 un esempio di totale mancanza di comprensione dell\u2019altro. Verloc \u00e8 dispiaciuto dell\u2019incidente, ma tratta Steve come una persona di poco conto, la cui morte \u00e8 un piccolo incidente di percorso e da per scontato che la pena per Winnie sar\u00e0 solo passeggera, come pu\u00f2 essere per la morte di un cagnolino. Verloc pagher\u00e0 cara questa valutazione errata. Per sua moglie Steve \u00e8 una profonda ragione di esistenza, almeno di tutta l\u2019esistenza che si era costruita fino ad ora. Prima decide di non voler vedere pi\u00f9 il marito, poi, in un processo mentale sempre pi\u00f9 spasmodico, lo uccider\u00e0 con un trincia carne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi, giornalista Un pallido rossore color\u00ec il volto spettrale e immobile della signora Verloc. Sbarazzatosi delle visioni del passato, aveva non soltanto udito ma compreso le parole di suo marito. 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