{"id":63,"date":"2009-11-04T17:04:29","date_gmt":"2009-11-04T17:04:29","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=63"},"modified":"2025-11-12T10:45:50","modified_gmt":"2025-11-12T09:45:50","slug":"il-mandato-del-centro-diurno-e-la-sua-possibile-evoluzione-nel-sistema-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=63","title":{"rendered":"3. Il mandato del Centro Diurno e la sua possibile evoluzione nel sistema attuale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il vecchio e il nuovo mandato<\/strong><br \/>\nAll\u2019inizio, alla nascita del centri diurni, negli anni \u201970, il mandato poteva essere quello di far uscire la persona disabile da casa; la<!--break--> famiglia era l\u2019involucro entro il quale stava la persona disabile, a volte in situazione di vergogna e di chiusura; 20-30 anni fa di persone disabili non se ne vedevano tante in giro, rimanevano per lo pi\u00f9 \u201cchiuse\u201d in casa propria. All\u2019epoca i centri diurni hanno avuto proprio la funzione di far uscire la persona disabile dalla famiglia, hanno avuto il compito di mettersi tra disabile e famiglia e far in modo che questa si aprisse alla societ\u00e0.<br \/>\nMolta strada \u00e8 stata fatta in questa direzione. Questo tipo di ruolo \u00e8 stato svolto. Oggi c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un ruolo di mediazione tra la realt\u00e0 del centro educativo e la societ\u00e0. All\u2019inizio il centro diurno \u00e8 stato un po\u2019 chiuso su se stesso, giustamente, per cercare di costruire un proprio percorso e una propria storia. Il centro diurno ha rappresentato anche un riconoscimento sociale, \u00e8 stato il luogo dove ci si occupa delle persone disabili, un luogo che ha dato dignit\u00e0 sociale a una realt\u00e0 umana che prima era nascosta.<\/p>\n<p><strong>Il rapporti con i genitori<\/strong><br \/>\nAdesso la situazione \u00e8 cambiata, questo riconoscimento sociale esiste. Questa differenza la si vede soprattutto nel rapporto con i genitori. Tempo fa ragionavamo sulla differenza tra i vecchi inserimenti e i nuovi inserimenti dei disabili nei centri diurni; i genitori della vecchia guardia vengono \u201ccon il cappello in mano\u201d, \u00e8 tutto un favore che si fa, hanno principalmente un atteggiamento di gratitudine nei nostri confronti.<br \/>\nI nuovi genitori invece arrivano al centro diurno con aspettative e domande molto diverse rispetto ai genitori pi\u00f9 vecchi di loro; molti vedono il passaggio dalla scuola dell\u2019obbligo al centro diurno come una regressione. In questo senso il lavoro da fare adesso per noi educatori \u00e8 molto maggiore; dobbiamo creare nuovi percorsi, far capire il nostro ruolo.<br \/>\nNoi stessi come educatori abbiamo contribuito a cambiare questo atteggiamento dei genitori. Un genitore pi\u00f9 richiedente per un aspetto e pi\u00f9 fragile per un altro; soprattutto nel passaggio dalla scuola al centro. In generale questi ingressi diminuiscono dato che i genitori tendono a rimandare questo momento. Le famiglie vogliono che il proprio figlio rimanga a scuola o sia inserito nel mondo del lavoro.<br \/>\nNel nostro lavoro quando dai delle autonomie significa che devi lavorare di pi\u00f9 tu, dare ai genitori la consapevolezza dei diritti e delle risorse che ha il figlio, significa anche un aumento della nostra fatica, del lavoro da svolgere.<\/p>\n<p><strong>Mandato e mandanti<\/strong><br \/>\nNon si pu\u00f2 parlare di mandato senza parlare anche dei mandanti, l\u2019ente pubblico e i politici, il privato sociale, le famiglie.<br \/>\nRispetto all\u2019ente pubblico, visto che facciamo un buon servizio e le famiglie sono contente, il mandato forte \u00e8 quello di farsi conoscere, fare delle cose per incontrare la popolazione.<br \/>\nPer le famiglie il mandato riguarda soprattutto il benessere dei propri figli.<br \/>\nPer le cooperative, il privato sociale, il mandato \u00e8 simile a quello dell\u2019ente pubblico, ovvero che il centro abbia una visibilit\u00e0, anzi il bisogno di visibilit\u00e0 \u00e8 ancora maggiore in questo caso.<br \/>\nCi sono nuove esigenze da parte dei genitori, che riguardano non solo l\u2019orario del centro diurno, ma anche la questione del tempo libero per il genitore, aumentano le esigenze; non solo per il figlio, ma anche per se stessi vogliono una qualit\u00e0 di vita migliore. Questo per\u00f2 si scontra con tutta una serie di problemi economici, delle risorse destinate al centro.<\/p>\n<p><strong>La risposta del centri diurni e dei suoi operatori<\/strong><br \/>\n\u00c8 cambiata la richiesta dei genitori e noi abbiamo contribuito a questo cambiamento, ma noi siamo stati capaci di cambiare la risposta? \u00c8 questa una domanda da farci, come centri diurni. \u00c8 importante che i centri diurni ripensino alle risposte che devono dare di fronte a tutti questi cambiamenti. \u00c8 difficile per\u00f2 dare una risposta a questo quesito.<br \/>\nPer prima cosa si pu\u00f2 dire che rimane centrale il momento dell\u2019aggiornamento nel nostro lavoro di educatori. Si pu\u00f2 parlare anche di una diversa flessibilit\u00e0 nel trovare le risposte educative, nei progetti di vita di ciascun utente, di flessibilit\u00e0 esterna verso i mandanti. Flessibilit\u00e0 significa un progetto il pi\u00f9 possibile individualizzato.<br \/>\nPreoccupante invece \u00e8 la poca conoscenza da parte degli altri enti territoriali comprese le scuole, per cui si crea ad esempio una sorta di incomprensione tra centri diurni e le scuole.<br \/>\nLa scuola non vive un rapporto di integrazione con noi. In generale si pu\u00f2 dire che il processo di integrazione scolastica ha sconvolto i mandati sia della scuola che dei centri diurni, ha mischiato le carte.<br \/>\nNoi per\u00f2 dobbiamo essere educatori, mantenere questa caratteristica, questo sguardo specifico della nostra professione. Parte del nostro mandato dobbiamo farlo partire da noi stessi, parte del mandato l\u2019abbiamo costruito noi. Anche per quanto riguarda la maggiore visibilit\u00e0 richiesta dal servizio pubblico o dal privato sociale, pu\u00f2 essere in sintonia con il nostro lavoro educativo, ma questa visibilit\u00e0 sar\u00e0 cercata con gli strumenti dell\u2019educatore. Anche nel rapporto con i genitori deve rimanere questa specificit\u00e0 dell\u2019educatore. Il mandato non deve provenire solo dall\u2019esterno (pubblico, famiglia\u2026) ma deve esserci anche il nostro contributo di educatori.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 cambiare?<\/strong><br \/>\nMa noi educatori siamo stati in grado di cambiare noi stessi?<br \/>\nPer cambiare abbiamo anche bisogno di un mandato istituzionale chiaro. Io posso creare un bisogno, sensibilizzare le persone, ma occorre anche che qualcun altro dia una risposta a questi bisogni: ad esempio se nasce un bisogno di tempo libero, chi deve far fronte a questo bisogno?<br \/>\nIl mandato \u00e8 anche un assetto politico che deve essere dato con chiarezza, noi poi lo prendiamo in carico come educatori.<br \/>\nLa nostra attenzione per le possibilit\u00e0 di visibilit\u00e0 esterna \u00e8 aumentata; qui abbiamo fatto dei passi in avanti, siamo pi\u00f9 tra le gente, all\u2019esterno. Anche la gente ci accetta diversamente nei luoghi pubblici. C\u2019\u00e8 una differenza di mentalit\u00e0 dovuto anche in parte al nostro lavoro.<br \/>\nIl cambiamento \u00e8 dovuto anche all\u2019invecchiamento degli utenti che a una certa et\u00e0 chiedono una cosa, invecchiando un\u2019altra. Sono problemi che stanno venendo fuori adesso.<br \/>\nUn altro elemento \u00e8 dato dal fatto che sta aumentando la gravit\u00e0 degli utenti dei centri. Oggi abbiamo utenti con grave disabilit\u00e0 psicofisica. Cose che facevamo dieci anni fa adesso non le facciamo pi\u00f9: il laboratorio di disegno riproposto oggi non avrebbe senso ad esempio visto che abbiamo utenti che sono in un centro da 20 anni e altri appena entrati; oggi proponiamo cose diverse perch\u00e9 diversi sono gli obiettivi educativi che ci poniamo. Ci sono invece attivit\u00e0 che quasi non facciamo pi\u00f9 o che occupano molto meno tempo di quanto ne occupavano 20 anni fa, ad esempio dedichiamo poco tempo agli addobbi di natale perch\u00e9, facendo un altro esempio, il lavoro di riciclo della carta che facciamo negli uffici comunali \u00e8 molto pi\u00f9 importante e adeguato agli interessi di persone che sono, appunto, diventate adulte.<br \/>\nIl cambiamento \u00e8 partito dalle persone che abbiamo dentro al centro, dagli utenti. Non dobbiamo cambiare perch\u00e9 un operatore \u00e8 da dieci anni nel centro e non ne pu\u00f2 pi\u00f9 (si pu\u00f2 sostituire con: ed \u00e8 solo sua personale l\u2019esigenza di un cambiamento), ma dobbiamo cambiare perch\u00e9 la persona, l\u2019utente ha avuto un cambiamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vecchio e il nuovo mandato  All\u2019inizio,  alla nascita del centri diurni, negli anni \u201970, il mandato poteva essere quello  di far uscire la persona disabile da casa; la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3593],"edizioni":[47],"autori":[294,285],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3701],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5172,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63\/revisions\/5172"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=63"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=63"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=63"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=63"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=63"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=63"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}