{"id":639,"date":"2009-11-04T17:07:07","date_gmt":"2009-11-04T17:07:07","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=639"},"modified":"2026-01-19T11:14:49","modified_gmt":"2026-01-19T10:14:49","slug":"riabilitare-chi-come-e-perch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=639","title":{"rendered":"8. Riabilitare: chi, come e perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Grazia Giura<\/p>\n<p>Capire cosa si intende per riabilitazione diventa oggi sempre pi\u00f9 complesso, viste le numerose definizioni che se ne danno, viste le molteplici figure che di riabilitazione si occupano. Per capirne di pi\u00f9 abbiamo intervistato Andrea Canevaro, docente di Pedagogia Speciale presso la facolt\u00e0 di Scienze della Formazione dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<\/p>\n<p><strong><!--break-->Professor Canevaro, qual \u00e8 la sua definizione di riabilitazione?<\/strong><br \/>\nLa riabilitazione \u00e8 la realizzazione di un progetto che non \u00e8 mai casuale, che ha come obiettivo quello di consentire a chi ha avuto dei danni di ripararli.<br \/>\nPu\u00f2 esserci una riabilitazione in senso strettamente tecnico, che per\u00f2 necessita di una corrispondenza negli elementi di contesto. Ad esempio, la riabilitazione di un arto di una persona che raggiunge dei buoni risultati, necessita di una riorganizzazione del contesto familiare in cui quella persona trascorre il proprio tempo. Tempo che, in questo specifico caso, \u00e8 di transizione tra una situazione di inabilit\u00e0 ed una situazione di totale abilit\u00e0. La riorganizzazione del contesto familiare, lavorativo, permette in parte di superare le difficolt\u00e0 legate alla situazione, seppur temporanea, di inabilit\u00e0, evitando squilibri e tensioni.<br \/>\nE\u2019 necessario che tutti gli aspetti, siano curati senza esasperarne le ragioni&#8230;<br \/>\nLa riabilitazione ha quindi sempre di pi\u00f9 un investimento sulla situazione di handicap, di svantaggio e non sulla sola persona che ha una riduzione di capacit\u00e0 funzionale.<\/p>\n<p><strong>Cosa si fa per riabilitare?<\/strong><br \/>\nPer riabilitare \u00e8 necessario fare un\u2019analisi delle competenze residue e delle competenze che sono state danneggiate individuando gli esercizi, le attivit\u00e0, gli schemi intellettuali da curare affinch\u00e9 il soggetto riassuma quelle funzioni.<br \/>\nL\u2019operazione di riorganizzazione delle attivit\u00e0 cognitive \u00e8 molto importante per evitare una riduzione della riabilitazione ad un esercizio muscolare.<br \/>\nLa riabilitazione ha sempre bisogno di avere un\u2019organizzazione mentale che permetta di imparare ad apprendere. Fr\u00f6sting raccontava di un camionista che doveva imparare a ballare e non riusciva a eseguire le indicazioni che la sua ragazza gli dava, ogni volta che iniziavano a ballare. Solo quando ha riorganizzato le indicazioni relative ai passi da eseguire, sui pedali del camion ha imparato a ballare, poich\u00e9 ha messo le competenze che gli erano richieste non sulle immagini che la sua ragazza aveva in mente ma sulle proprie immagini, o meglio sulle immagini che facevano parte della propria quotidianit\u00e0.<br \/>\nMoltissime volte, infatti, la persona riabilitata, si trova di fronte a delle difficolt\u00e0 che sembrano proprie dell\u2019invalidit\u00e0 e in realt\u00e0 sono legate all\u2019estraneit\u00e0 con quel percorso di riabilitazione. Una persona da riabilitare deve essere messa nella condizione di fare proprio il percorso di riabilitazione a partire dal proprio scenario. Ad esempio, una persona anziana che ha avuto un ictus e ha una vita religiosa molto intensa, pu\u00f2 realizzare un percorso di riabilitazione legato in parte alla propria vita religiosa, al fine di fare proprie le prospettive di riabilitazione a partire dal contesto quotidiano. Senza fare delle pericolose confusioni, ripenso in particolare ad una persona che, pur in una condizione di perdita definitiva di molte abilit\u00e0 motorie, ha investito parte delle proprie energie nella riabilitazione partendo dalla riflessione che Cristo \u00e8 stato sulla croce e che quindi, piena umanit\u00e0 non \u00e8 piena efficienza. Tutto ci\u00f2 ha consentito a quella persona di capire che era suo dovere non lasciarsi andare e riprendere le poche funzioni che poteva riconquistare.<br \/>\nPur mantenendo la riabilitazione un ambito specifico per\u00f2 tale specifico pu\u00f2 collegarsi a diverse cose. E\u2019 necessario che chi riabilita superi un approccio monomodale e a partire da una buona metodologia utilizzi molti metodi, che non significa mettere tutto insieme bens\u00ec avere la capacit\u00e0 di integrare gli elementi, i suggerimenti che la conoscenza di molteplici esperienze propone.<\/p>\n<p><strong>Come si riabilita?<\/strong><br \/>\nLa riabilitazione ha bisogno, come buona parte della psicoterapia, di un setting, cio\u00e8 di uno spazio e di un tempo organizzato. Quando gli spazi e i tempi vengono proposti esclusivamente in termini medicalizzanti una certa parte della popolazione pu\u00f2 avere molte pi\u00f9 difficolt\u00e0 nell\u2019intraprendere un percorso riabilitativo di quello che \u00e8 lecito proporre.<br \/>\nPensiamo ad esempio ai bambini e alle bambine, se il setting viene organizzato in modo tale da essere accogliente, simile ad una stanza giochi, ad una sezione di asilo nido, ad una ludoteca, si offre un contesto riabilitativo pi\u00f9 favorevole creando una situazione di partenza migliore.<br \/>\nIn questo momento in cui la popolazione italiana incontra pi\u00f9 popolazioni, dovremmo pensare con attenzione a creare dei contesti che favoriscano l\u2019incontro e di conseguenza la collaborazione e lo scambio. Ad esempio, preparando un caff\u00e8 in ambiente di lavoro si pu\u00f2 facilitare e favorire l\u2019incontro e la collaborazione fra pi\u00f9 persone.<\/p>\n<p><strong>Che cosa si vuol riabilitare?<\/strong><br \/>\nE\u2019 complesso definire che cosa si vuol riabilitare, spesso di qui nascono le diatribe, le scorrettezze e le incomprensioni. E\u2019 chiaro che un fisioterapista impegna la sua professionalit\u00e0 sulla parte da riabilitare non dimenticandosi del resto della persona. In questo caso \u00e8 ricco il lavoro di fisioterapisti che non lavorano solo in un ambiente, ad esempio l\u2019ospedale, ma decidono di lavorare anche in casa della persona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capire cosa si intende per riabilitazione diventa oggi sempre pi\u00f9 complesso, viste le numerose definizioni che se ne danno, viste le molteplici figure che di riabilitazione si occupano. 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