{"id":6484,"date":"2026-02-04T13:06:57","date_gmt":"2026-02-04T12:06:57","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6484"},"modified":"2026-02-04T13:06:57","modified_gmt":"2026-02-04T12:06:57","slug":"5-formare-tutti-gli-insegnanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6484","title":{"rendered":"5. Formare tutti gli insegnanti"},"content":{"rendered":"<p>Recentemente alcuni rappresentanti dell\u2019\u00e9quipe del Progetto Calamaio, del centro Documentazione Handicap di Bologna, sono stati convocati a Roma dalla Commissione Cultura e Istruzione della Camera per essere ascoltati in merito ad una inchiesta che \u00e8 stata attivata dalla stessa Commissione per verificare l\u2019attuazione della legge sull\u2019integrazione scolastica. L\u2019\u00e9quipe del Progetto Calamaio, formata anche da animatori ed educatori disabili, da pi\u00f9 di dieci anni\u00a0 lavora nelle scuole per educare i bambini e formare gli insegnanti proprio sui temi dell\u2019integrazione e di una nuova cultura dell\u2019handicap, e ha avuto modo di farsi un\u2019idea di quali siano i principali ostacoli all\u2019integrazione anche a livello scolastico. Il testo che riportiamo \u00e8 lo stesso che abbiamo letto all\u2019udienza presso la Commissione Cultura: \u201cLa nostra decennale esperienza di animazione e formazione nelle scuole ci porta ad affermare che l&#8217;integrazione scolastica degli alunni portatori di deficit \u00e8 un processo che si sta realizzando molto faticosamente e si presenta in modo molto differenziato nelle scuole del territorio italiano.<br \/>\nAbbiamo tre considerazioni generali da fare che corrispondono a tre aspetti dell&#8217;integrazione scolastica che ancora, nella concretezza della quotidiana vita scolastica, non sono di fatto accettati e di conseguenza realizzati.<br \/>\na) Il bambino handicappato mette necessariamente in crisi la scuola, che trova una maggiore difficolt\u00e0 ad accogliere la sua diversit\u00e0. La nostra esperienza ci insegna che il &#8220;problema&#8221; non \u00e8 tanto del bambino disabile in quanto tale ma di una scuola che \u00e8 handicappata ed handicappante: handicappata (ovvero in difficolt\u00e0) perch\u00e9 non sa trasformarsi ed adattarsi alle esigenze diverse degli alunni, handicappante perch\u00e9 ovviamente determina una situazione nella quale i primi a pagare sono proprio gli alunni con deficit psichico o fisico.<br \/>\nb) La scuola non \u00e8 solo un luogo dove si acquisiscono competenze ma un luogo dove si fanno esperienze significative per la vita. Qui la persona disabile pu\u00f2 diventare una risorsa per il gruppo-classe perch\u00e9 la sua presenza pu\u00f2 rivelarsi uno stimolo insostituibile ed efficace per affrontare aspetti fondamentali di una maturazione personale (accettazione di se&#8217; e degli altri, superamento delle difficolt\u00e0 con un approccio creativo, sperimentazione di nuovi codici comunicativi, ecc&#8230;). Nel nostro lavoro constatiamo che nelle classi dove \u00e8 presente un alunno disabile il grado di integrazione di questo alunno influenza proporzionalmente anche i suoi compagni, in termini di maturit\u00e0 e di arricchimento per tutte le intelligenze (non solo quella sociale ma anche per la logica o la linguistica).<br \/>\nc) La scuola deve misurarsi con gli alunni difficili, non con quelli gi\u00e0 bravi. Gli alunni con disabilit\u00e0 o pi\u00f9 in generale in situazione di difficolt\u00e0 costituiscono la cartina tornasole di un buon funzionamento della scuola, sono la vera sfida per il lavoro dell&#8217;insegnante, sono i veri destinatari del suo lavoro proprio perch\u00e9 sono coloro che ne hanno maggior bisogno.<br \/>\nSe l&#8217;integrazione scolastica di alunni disabili stenta a decollare, questo \u00e8 un dato preoccupante perch\u00e9 significa che \u00e8 la scuola nel suo complesso a non funzionare. Se la scuola fallisce con gli alunni disabili, cio\u00e8 proprio con quelli che hanno maggior bisogno di lei, \u00e8 evidente che la scuola non \u00e8 in grado di garantire una piena educazione nemmeno per gli alunni normodotati.<br \/>\nIn particolare notiamo una certa difficolt\u00e0 ad integrare soggetti cosiddetti &#8220;gravi&#8221;, dove in realt\u00e0 grave a nostro avviso \u00e8 la situazione per cui la scuola non riesce ad attingere a tutte le risorse previste dalla legge per permettere l&#8217;integrazione anche di questi soggetti (attraverso ad esempio progetti integrati con altre strutture educative del territorio). Una dimostrazione di quanto soggetti gravi possano risultare risorsa per la scuola \u00e8 proprio data dal nostro Progetto Calamaio, nel quale operano disabili cosiddetti &#8220;gravi&#8221; nel ruolo di animatori ed educatori.<br \/>\nPer promuovere una integrazione scolastica nello spirito della legislazione attuale a nostro avviso va potenziata la formazione non solo di insegnanti di sostegno ma anche e soprattutto degli insegnanti curricolari sui temi legati all&#8217;handicap, partendo dalla prospettiva che l&#8217;handicap \u00e8 soprattutto un problema di tipo culturale. Ultimamente stiamo verificando che i corsi di formazione su temi legati all&#8217;handicap trovano interesse anche presso insegnanti curricolari. Questa \u00e8 una constatazione che ci fa molto piacere perch\u00e9 significa che l&#8217;alunno disabile, da &#8220;problema&#8221; dell&#8217;insegnante di sostegno, viene visto come alunno della classe e la sua integrazione viene vissuta anche dagli insegnanti curricolari come un obiettivo fondamentale da raggiungere. Il vero problema non \u00e8 tanto l&#8217;handicap specifico di un alunno disabile, che va affrontato con una competenza specifica da parte appunto di un insegnante specializzato, ma l&#8217;insieme degli handicap derivanti da una mancata integrazione tra l&#8217;alunno con deficit e gli altri soggetti scolastici\u00a0 (il gruppo classe, gli insegnanti, i genitori ecc&#8230;). Con una adeguata formazione (purtroppo constatiamo che questo aspetto \u00e8 piuttosto lasciato troppo alla buona volont\u00e0 personale) l&#8217;insegnante curricolare pu\u00f2 affrontare questi handicap, ad esempio sradicando i pregiudizi, propri e dei propri alunni, nei confronti dell&#8217;alunno con deficit, coinvolgendo maggiormente l&#8217;alunno con deficit e valorizzando la sua presenza nei percorsi educativi insieme agli altri compagni di classe. Certo questo \u00e8 un lavoro difficile, perch\u00e9 ogni disabile \u00e8 diverso dall&#8217;altro e tutta la creativit\u00e0 dell&#8217;insegnante viene messa a dura prova ma \u00e8 proprio questo che qualifica il suo lavoro, \u00e8 questa la sfida della scuola, sfida alla quale non pu\u00f2 rinunciare pena la contraddizione del decadimento da scuola di tutti a scuola per chi in realt\u00e0 non ha bisogno della scuola.<br \/>\nA nostro avviso l&#8217;integrazione scolastica non \u00e8 qualcosa che si realizza unicamente tramite una legge ma la legge deve fare di tutto per promuovere le condizioni affinch\u00e9 questa integrazione sia possibile. C\u2019\u00e8 infatti una differenza fondamentale tra legge e giustizia, tra legge ed educazione alla legalit\u00e0, tra legge e onest\u00e0 interiore.<br \/>\nL&#8217;integrazione \u00e8 infatti una sfida sia per il sistema-scuola sia per le singole persone che ne fanno parte. Si deve pretendere che la legge venga attuata soprattutto nella scuola in quanto sistema: abbattimento delle barriere architettoniche, valorizzazione della collegialit\u00e0 dei docenti e di conseguenza della collaborazione tra insegnanti specializzati e insegnanti curricolari, raccordo tra la scuola ed altre agenzie educative, sinergia tra vari Enti attraverso accordi di programma ecc&#8230;Ma esiste una sfida e una conquista a livello personale corrispondente ad una acquisizione a livello culturale di alcuni concetti guida: presa di coscienza e valorizzazione delle diversit\u00e0 degli altri, costruzione di una nuova cultura dell&#8217;handicap che veda nel disabile un soggetto attivo di cultura e non un oggetto passivo di assistenza e cure.<br \/>\nPer concludere, affermiamo che in dieci anni di\u00a0 lavoro nelle scuole abbiamo visto dei piccoli ma significativi passi in avanti nel processo di integrazione di alunni con deficit, soprattutto nella consapevolezza degli insegnanti di come costruire una scuola sempre pi\u00f9 a misura d&#8217;uomo. La strada ancora \u00e8 molto lunga ma siamo convinti che sia percorribile, sia perch\u00e9 siamo confortati dalla nostra esperienza in cui abbiamo riconosciuto l&#8217;integrazione, sia perch\u00e9 constatiamo parallelamente un aumento della qualit\u00e0 della scuola in quanto tale.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente alcuni rappresentanti dell\u2019\u00e9quipe del Progetto Calamaio, del centro Documentazione Handicap di Bologna, sono stati convocati a Roma dalla Commissione Cultura e Istruzione della Camera per essere ascoltati in merito ad una inchiesta che \u00e8 stata attivata dalla stessa Commissione per verificare l\u2019attuazione della legge sull\u2019integrazione scolastica. 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