{"id":651,"date":"2009-11-04T17:07:09","date_gmt":"2009-11-04T17:07:09","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=651"},"modified":"2026-01-09T11:38:18","modified_gmt":"2026-01-09T10:38:18","slug":"piccoli-lettori-crescono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=651","title":{"rendered":"3. Piccoli lettori crescono: la diversit\u00e0 nei libri per ragazzi"},"content":{"rendered":"<p><b>Rodman Philbrick<br \/>\nBasta guardare il cielo<br \/>\nI delfini Bompiani &#8211; 1999<br \/>\n<\/b>Lasciamo parlare di questo bellissimo libro Antonio Faeti, nell&#8217;introduzione che apre il volume: &#8220;S\u00ec, lo diciamo continuamente che i diversi vanno accettati, fatti viverenel mondo cos\u00ec stranamente definito &#8220;dei normali&#8221;. S\u00ec, parliamosempre di solidariet\u00e0, di bont\u00e0, di sentimenti profondi, di valori, diumanit\u00e0, di dignit\u00e0. S\u00ec, facciamo programmi, convegni, spot televisivi,interviste ad esperti, servizi giornalistici, copertine, manifesti, raccolte difirme. Poi, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 sempre una barriera, noi di qua, loro di l\u00e0. Libri comequesto che state per leggere ce ne sono davvero pochi. Qui non si resta comodi,al calduccio, tra gente pulita che odora di buono. Si scende in cantina, si raggiungono stagni puzzolenti, fogne, stamberghe. Si vede bene in faccia laviolenza, si scorge chi sta dall&#8217;altra parte, si frequentano cattive compagnie.E allora si impara davvero. E&#8217; l&#8217;amicizia tra ragazzi, la prima scoperta, ilprimo tema, il contenuto pi\u00f9 autentico, la trama che tutto unifica. Un argomento, anche questo, quasi impossibile da trattare. C&#8217;\u00e8 il rischio dipasticciare, di riempire pagine e pagine di sentimenti a buon mercato, disdolcinature a prezzi da realizzo. Qui, i due amici sembrano davvero quello che ridendo proclamano di essere: due cavalieri antichi, due guerrieri, ammiratori di Re Art\u00f9 nell&#8217;et\u00e0 dei computer. Hanno stabilito, fra loro, un rapporto cos\u00ec stretto, anche in senso fisico, da creare una terza persona che li comprende tutti e due e a cui hanno dato un nome cumulativo.<br \/>\nDopo l&#8217;amicizia, \u00e8 l&#8217;handicap che ci viene incontro e ci viene mostrato secondo una regola validissima, qui mai abbandonata: \u00e8 severamente vietato il piagnisteo. Non ci sono pietismo, non ci sono consolazioni, niente carezze,niente languori. Non va bene neppure il bel sorriso educato: qui trionfa losghignazzo da brutte strade di periferia, qui si ritrova un tono che rimanda ai vecchi libri di pirati, di briganti, di grassatori. Vengono in mente anche ipicari, ovvero gli avventurieri spagnoli del Seicento che se ne andavano dicitt\u00e0 in citt\u00e0 a cercar fortuna. E questo \u00e8 un libro cos\u00ec intenso, bello, colorito e beffardo, da poter essere definito proprio picaresco.<br \/>\nSi rammenta anche Mark Twain, con i suoi Tom e Huck, anche loro affezionatifrequentatori di bassifondi, case abbandonate, grotte, cimiteri. Un libro come questo merita di essere collocato nello scaffale che contiene i libri di Twain.<br \/>\nEssere amici significa, soprattutto, trovarsi. E&#8217; il vero incontro quello chedecide tutto. E due handicap uniti producono una forza irresistibile, dall&#8217;amicizia nasce un progetto, si rinnova la vita, cambia tutto. Gli adulti,qui, non sono modelli, non possono indirizzare o dirigere: i due ragazzi devono inventarsi tutto, la vita, il mondo, le regole, il comportamento, i giorni, il calendario. Oggi si ha quasi timore a parlare dell&#8217;amicizia, perch\u00e9 quella che meglio si conosce \u00e8 quella superficiale, frettolosa, spesso falsa, nata incerte occasioni in cui si sta insieme nel gruppo. Qui c&#8217;\u00e8 l&#8217;amicizia priva di smancerie e di svenevolezze che per\u00f2 \u00e8 tenace come il cemento, qui c&#8217;\u00e8 unpatto reso sempre pi\u00f9 solido dalle disavventure e dalle avversit\u00e0. A guardarbene, il mondo imbroglionesco, pasticciato, degradato, in cui si muovono i dueragazzi \u00e8 assolutamente il nostro mondo di oggi. Sappiamo di stare assistendo, quasi ogni giorno, a cambiamenti mirabili, che richiedono capacit\u00e0 didecifrazione e di adattamento. Nel libro, che per l&#8217;appunto si legge voracemente, tutto questo sconquasso \u00e8 tenuto d&#8217;occhio, \u00e8 guardato bene,spesso si giunge anche a qualche spiegazione. Una, per esempio, \u00e8 tale che gliadulti (anche per loro \u00e8 adatto questo libro) fanno fatica ad accettarla. Spesso, nei cambiamenti vorticosi, nel succedersi frenetico di fasi storiche,nel crollo degli imperi, accade che la saggezza, tradizionalmente assegnata aglianziani, sia invece in possesso dei ragazzi. Osservando il comportamento dei dueprotagonisti si comprendono le ragioni di questo spostamento. Come in tutti igrandi libri del riso, anche qui si ritrova una vena, sottile e preziosa, dimalinconia. E&#8217; fatta di quel misterioso umore presente nella comicit\u00e0 pi\u00f9geniale: in Charlot, in Tot\u00f2, in Stanlio e Ollio inevitabilmente si ritrovanomomenti in cui, oltre allo spasso irresistibile c&#8217;\u00e8 una breve pausa di tristezza. E la si sente affiorare anche qui, delicata, lieve, per\u00f2, anche intensa. Solenni come i cavalieri dell&#8217;amato Re Art\u00f9, sprezzanti come i picari,incontenibili come i pirati, i due ragazzi sanno suscitare anche qualchelacrima, inevitabile e sincera.<br \/>\nNoi, per questo, li amiamo anche di pi\u00f9&#8221;.<br \/>\nEd \u00e8 vero, non possiamo non amare Max che dice &#8220;Non ho mai avuto un cervellofinch\u00e8 non \u00e8 arrivato Freak e ha lasciato che prendessi in prestito un po&#8217; del suo per un po&#8217;, e questa \u00e8 la verit\u00e0, la pura verit\u00e0. (&#8230;) per un sacco ditempo \u00e8 stato lui a occuparsi delle parole. Solo che io avevo un mio modo didire le cose coi pugni e con i piedi anche prima che diventassimo Freak theMighty, pronti a fare a pezzi draghi e sciocchi, camminando in alto sul mondo&#8221;.<br \/>\nE non possiamo non amare Freak che all&#8217;asilo &#8220;non sembrava tanto diverso, eravamotutti quanti sul piccolo, no? (&#8230;) Aveva l&#8217;aria come fiera, me lo ricordo cos\u00ec(&#8230;) dio quelle stampelle se erano forti. Ne volevo un paio anch&#8217;io. E quandoil piccolo Freak un giorno \u00e8 arrivato con quei ferri luccicanti fissati allegambette storte, coi tubi di metallo che andavano su fino ai fianchi, b\u00e8,quelli erano anche pi\u00f9 forti delle stampelle.<br \/>\nE non possiamo fare a meno di amare Freak the Mighty che nasce perch\u00e8 Freak nonha portato le stampelle stasera, solo i ferri alla gamba, e ride cos\u00ec forte checade. Non che cada da molto in alto. Comunque, io lo tiro su e resto stupito asentire com&#8217;\u00e8 leggero.(&#8230;) cos\u00ec mi chino senza pensare e tiro su Freak e melo metto sulle spalle. Freak si tiene sempre stretto alle mie spalle e quandogli chiedono il suo nome dice &#8220;Noi siamo Freak the Mighty, ecco chi siamo.Siamo alti nove piedi, nel caso non l&#8217;abbiate notato&#8221;. Ed \u00e8 cos\u00ec che \u00e8cominciata, davvero, come siamo diventati Freak the Mighty, pronti a far stragedi draghi e di sciocchi, camminando alto sul mondo.&#8221;<br \/>\nCi fermiamo qui anche se ci piacerebbe farvi notare tante altre cose diquesto libro triste e bellissimo e pieno di speranza. Leggetelo presto.<\/p>\n<p><strong>Jane Slepian<\/strong><br \/>\n<strong> Le rose del Bronx\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong> Gaia Junior Mondadori &#8211; 1996<\/strong><b><br \/>\n<\/b>Decisamente ben scritto questo bel libro tanto che viene naturale immedesimarsi nelle ragazzine di cui si narra. Magistralmente descritti i sentimenti, i desideri, le reazioni dell&#8217;undicenne Skip e il fascino che su dilei esercita una coetanea, trasgressiva e trascinatrice, a capo di una piccola banda che pur di farsi accettare da lei \u00e8 disposta a fare scherzi di cattivogusto e ad infierire crudelmente su chi \u00e8 solo.<br \/>\nSkip ha una sorella di quindici anni, Angela, dalla mente semplice come quella di una bambina piccola, ragione del trasferimento della famiglia nel nuovo quartiere dove frequenter\u00e0 una scuola speciale.<br \/>\nMentre spesso il tema della diversit\u00e0 emerge dalle pagine dei libri per ragazzi solo con un invito, pi\u00f9 o meno esplicito, all&#8217;accettazione, in questo libro si affrontano temi pi\u00f9 scottanti e forse meno appariscenti ma non per questo menoveri e concreti: le ansie e le aspettative dei genitori, la necessit\u00e0-dovere diaccudire una sorella diversa, le divisioni che tale diversit\u00e0 pu\u00f2 portare in famiglia.<br \/>\nE&#8217; davvero molto reale questa madre apprensiva che si sostituisce alla figlia, non lasciandole autonomia, che la ritiene migliore degli altri (&#8220;&#8230;frequenter\u00e0 quella scuola e gliela far\u00e0 vedere, a tutti (&#8230;), chiss\u00e0 che un giorno o l&#8217;altro non possa insegnarci in quella scuola&#8221;) e che a lei ha dedicato la vita (&#8220;&#8230;non dimenticare che Angela ha una madre e una sorella. Non ha bisogno di lavorare. Ci penseremo noi, a lei.&#8221;).<br \/>\nReale questo padre stanco, concreto (&#8220;la responsabilit\u00e0 di Angela \u00e8 nostra, non sua. Skip ha la sua vita da vivere&#8221;) e che riversa sulla figlia minore le aspettative e l&#8217;amore frustrato dalla diversit\u00e0 dell&#8217;altra figlia e dalla &#8220;lontananza&#8221; della moglie, ma che per tutte lavora fino allo sfinimento.<br \/>\nReale Skip nel suo desiderio di libert\u00e0, nella sua ansia di non doversi occupare della sorella (&#8220;&#8230;era cosciente solo del fatto che la causa di tutti i suoi problemi era Angela. Quando sua madre la sgridava, era per via diAngela. Quando i suoi genitori litigavano, era per lei. Faceva impazzire tutti.Skip non poteva fare questo, Skip non poteva fare quello. Non poteva neppure respirare per via di sua sorella.&#8221;).<br \/>\nLa storia si dipana senza cedimenti mettendo sempre pi\u00f9 in evidenza la necessit\u00e0 (e la difficolt\u00e0) di una scelta da parte di Skip. Da un lato l&#8217;amica, la libert\u00e0, l&#8217;assenza di obblighi, l&#8217;affetto incondizionato delle coetanee. Dall&#8217;altro la famiglia, la sorella, il padre adorato. In un crescendodi tensione, il libro si avvia alla conclusione semplice, forse un poco scontata ma senz&#8217;altro positiva, il cui messaggio non pu\u00f2 non essere inteso e capito fino in fondo dalle adolescenti cui il libro \u00e8 rivolto.<\/p>\n<p><b>Nicholas Wilde<br \/>\nOmbre<br \/>\nSuperjunior Horror Mondadori &#8211; 1993<br \/>\n<\/b>Scritto da un maestro della ghost story, il libro \u00e8 in realt\u00e0 il raccontodi una settimana di vacanza sulle coste del Norfolk e di una straordinaria amicizia fra due dodicenni, Matthew, cieco, che ha vissuto sempre nei quartieri poveri di Londra, e Roly che lo guida, facendogli da &#8220;occhi&#8221;all&#8217;esplorazione della zona e dei sentieri che portano al mare.<br \/>\nIl libro \u00e8 un invito a superare le barriere che un deficit sensoriale, come lamancanza della vista,\u00a0 pu\u00f2 innalzare fra le persone, senza cadere per\u00f2 nel didascalico e nel pietismo.<br \/>\nSono le sensazioni che prova Matt nei suoi rapporti con gli altri, la sua ricerca di autonomia e di libert\u00e0, la sua capacit\u00e0 di servirsi degli altri sensi per muoversi e vivere la sua vita, che indicano la strada da seguire. Naturalmente, insieme alla descrizione della capacit\u00e0 immediata di Roly di rapportarsi con lui con immediatezza e semplicit\u00e0.<br \/>\nHa poca importanza, alla fine, che Roly sia un fantasma e Matt la reincarnazionedi un suo amico, anzi la collocazione del libro nella collana horror forse dissuade dalla lettura chi non ma il genere.<\/p>\n<p><b>Niklas Radstrom<br \/>\nRobert e l&#8217;uomo invisibile<br \/>\nPiemme, serie arancio -1996<br \/>\n<\/b>Il mondo improvvisamente diventa tutto buio per Robert, un bambino di sei anni che si ritrova a fare i conti con &#8220;l&#8217;impossibilit\u00e0 di accendere la luce&#8221;. Il libro racconta con grande partecipazione, freschezza ed ironia le esperienze e le sensazioni di Robert, le reazioni della sua famiglia e degli altri (amici, maestra&#8230;).<br \/>\nL&#8217;incontro con l&#8217;uomo invisibile che &#8220;solo chi non vede pu\u00f2 vedere&#8221;\u00e8 una soluzione brillante per fare riacquistare al bambino la fiducia in s\u00e9 stesso e la convinzione di poter fare qualsiasi cosa solo che lo voglia.<br \/>\nIl racconto si snoda con leggerezza tra il ritorno a scuola, la conoscenza diun&#8217;altra bimba cieca, la cattura di due ladri fino la finale un po&#8217; retorico. Robert, cos\u00ec come inspiegabilmente aveva perso la vista, altrettanto misteriosamente la riacquista, riuscendo per\u00f2 a conservare la sensibilit\u00e0 e la capacit\u00e0 di attenzione nei confronti degli altri che il periodo di cecit\u00e0 gliaveva fato acquisire.<br \/>\nFortissima la tensione iniziale che si snoda per una cinquantina di pagine fino all&#8217;arrivo dell&#8217;uomo invisibile, che non \u00e8 solo un espediente per ridare fiducia a Robert ma che rappresenta in qualche modo tutte le persone condeficit, &#8220;invisibili&#8221; al mondo dei normodotati e ce lo dichiara con lapidarie osservazioni: &#8220;Solo perch\u00e9 non ci si vede non vuol dire che si sia invisibili. (&#8230;)E&#8217; brutto non vederci ma ancora pi\u00f9 brutto \u00e8 quando nessuno ti vede. E&#8217; la cosa pi\u00f9 brutta che ci sia. Quando nessuno ti vede, sei solo al mondo, completamente solo, e questo fa soffrire molto&#8221;.<\/p>\n<p><b>Aquilino<br \/>\nIl fantasma dell&#8217;isola di casa<br \/>\nPiemme, serie rossa &#8211; 1994<br \/>\nPeter Hartling<br \/>\nChe fine ha fatto Grigo?<br \/>\nPiemme, serie arancio &#8211; 1995<br \/>\n<\/b>Due libri sulla diversit\u00e0, sul deficit nascosto e non meglio dichiarato diun ritardo, di difficolt\u00e0 di rapporti.<br \/>\n&#8220;Simili&#8221; ad una prima occhiata anche i protagonisti di circa diecianni, maschi, soli, l&#8217;uno in una casa bellissima dove i genitori passano veloci e se ne vanno presi dai loro problemi, solo anche l&#8217;altro, abbandonato in unistituto, con affidi falliti alle spalle e una mamma troppo truccata che compareogni tanto per una brevissima visita.<br \/>\nMa quanto diverse le storie!<br \/>\nRomolo (il fantasma) attraversa tutto il libro in un triste monologo in cui nonc&#8217;\u00e8 spazio per la speranza, in cui non trovano posto amici (se non immaginari) e affetti significativi mentre sullo sfondo si muovono adulti inquietanti,concentrati su se stessi e privi di qualunque sfaccettatura positiva. All&#8217;inseguimento di soldi e di una posizione i genitori (il pap\u00e0 sar\u00e0 arrestato verso la fine per tangenti); collerico e preso dal culto del &#8220;fisico in forma&#8221; nonno Giobbe che morir\u00e0 solo nel suo letto e verr\u00e0 trovato proprio da Romolo alla ricerca di una voce amica; superficiale appassionata di telenovelas la governante; piena di invidia per la sorella lazia Claretta che fa la maestra. Esemplare (in negativo!) \u00e8 proprio il capitoloin cui la zia detta a Romolo l&#8217;inizio della Divina Commedia e gli corregge il testo: &#8220;Non riesce a capire che io non capisco, io scrivo bene solo sulla tastiera. Non faccio errori (altrimenti il computer non accetterebbe gli input)e potrei comporre endecasillabi in rima alternata, se solo mi interessasse&#8221;.<br \/>\nInquietante anche la fine: quando Romolo scopre che sar\u00e0 messo in istituto sichiude in camera sua e inizia a parlare con animaletti (veri? Immaginari?) ch egli fanno compagnia. Sar\u00e0 su sollecitazione di una farfalla che Romolo decider\u00e0 di volare via attraverso la finestra aperta (davvero? o nella sua immaginazione?) e su questa immagine che velatamente suggerisce un agghiacciante suicidio si chiude il libro.<br \/>\nGrigo invece non lo vuole nessuno e cos\u00ec sta in un istituto dove ci sono altri bambini abbandonati, alcuni &#8220;buoni&#8221;, altri no, ci sono gli adulti (le educatrici, la direttrice, i custodi, le psicologhe, il dottore), alcuni &#8220;buoni&#8221;, altri no.<br \/>\nSu questo sfondo che permette ai bambini di non perdere di vista la realt\u00e0 (che\u00e8 fatta proprio di buoni e di cattivi) si dipanano le avventure di questo bambino difficile.<br \/>\nIl linguaggio \u00e8 chiaro e poetico, il libro, pur nella tragicit\u00e0 della vicendache narra, lascia spazio a sentimenti positivi anzi sottolinea con forza la necessit\u00e0 dell&#8217;amicizia e dell&#8217;amore trasmettendo ai piccoli lettori un messaggio ben chiaro: bisogna saper guardare e bisogna saper ascoltare.<br \/>\n&#8220;Tu non impari mai niente &#8211; dicevano i suoi genitori adottivi. (&#8230;) La gente diceva che lui era stupido, che non imparava niente ma aveva torto. Grigo imparava un sacco di cose. Imparava a vivere negli istituti, che non \u00e8 una cosafacile. Imparava a memoria i test che i medici e le psicologhe facevano con lui. Imparava ad evitare le persone che non gli volevano bene. Imparava a difendersi dai bambini che lo picchiavano. Imparava ad avere mal di testa e a giocare lo stesso. Imparava molte cose. (&#8230;) Grigo imparava insomma soltanto ci\u00f2 di cuiaveva bisogno per cavarsela abbastanza, cio\u00e8 per vivere in istituti e cliniche senza farsi insultare o picchiare troppo spesso&#8221;.<br \/>\nAnche in questo racconto non tutti gli adulti fanno una bella figura ma, ancora una volta, non sono tutti cattivi! E anche questi ultimi sono tratteggiati con ironia e leggerezza. Cos\u00ec per esempio le psicologhe che, numerose volte, sottopongono Grigo a test ma&#8230;&#8221;piano piano Grigo ebbe cos\u00ec tanto allenamento a fare quei giochi da sapere esattamente quello chepiaceva alle psicologhe (che) non si accorgevano affatto che Grigo non giocava come avrebbe dovuto ma come volevano loro&#8221;.<br \/>\nAnche questo libro non \u00e8 a lieto fine. Dopo l&#8217;ennesima fuga, Grigo verr\u00e0 trasferito in una clinica e di lui si perdono le tracce.<br \/>\nMa&#8230;c&#8217;\u00e8 un poscritto per i bambini che andrebbe probabilmente letto e rilett oda tutti quegli adulti che hanno a che fare, poco o tanto, con l&#8217;educazione e lacura dei bambini speciali. E tutti i bambini sono speciali.<br \/>\n&#8211; E&#8217; veramente esistito Grigo? &#8211; chiedono tutti i bambini a cui io raccontola storia di Grigo.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, Grigo \u00e8 veramente esistito. Ma questo non ha tanta importanza. L&#8217;importante \u00e8 che voi veniate a sapere che esistono bambini malati come lui, che vivono come lui, negli ospedali e negli istituti.<br \/>\n&#8211; Grigo era proprio malato? Che malattia aveva?<br \/>\n&#8211; Probabilmente aveva due tipi di malattie: una che i medici sapevano individuare &#8211; il mal di testa, i crampi, i dolori allo stomaco. Queste sono le caratteristiche di una vera malattia. Avr\u00e0 anche un nome difficile. L&#8217;altra malattia i medici non la possono curare: Grigo era malato perch\u00e9 nessuno si occupava di lui, perch\u00e9 viveva quasi esclusivamente in ospedali e istituti, perch\u00e9 nessuno giocava con lui e nessuno aveva fiducia in lui. Questa, secondo me, \u00e8 la malattia peggiore. E&#8217; inguaribile se non viene un aiuto da tutti, se non esistono delle persone che vogliono bene a bambini come Grigo.<br \/>\n&#8211; Per\u00f2 la signorina Bianchi voleva bene a Grigo!<br \/>\n&#8211; Forse non basta. Ci devono essere tante persone, e lui deve poter vivere inmezzo a loro, poter vivere normalmente, e solo allora imparer\u00e0 com&#8217;\u00e8 la vita.<br \/>\n&#8211; Dei bambini cos\u00ec possono guarire?<br \/>\n&#8211; Non accade spesso. Noi tutti abbiamo troppo poco tempo per occuparci di loro. Per questo restano malati.<br \/>\n&#8211; Allora questi istituti devono diventare pi\u00f9 belli.<br \/>\n&#8211; Costa un sacco di soldi. E con questi soldi la gente preferisce costruirestrade, automobili, aerei, case e preoccuparsi della propria comodit\u00e0.<br \/>\n&#8211; Ma forse questi istituti non servono a niente.<br \/>\n&#8211; Chi \u00e8 malato deve essere curato. Ha bisogno di aiuto.<br \/>\n&#8211; Per\u00f2 non esistono solo questi istituti per aiutarli.<br \/>\n&#8211; No. Si potrebbe aiutarli in modo diverso. Ma sarebbe faticoso. E molte persone dovrebbero comportarsi diversamente da come si comportano adesso. Dovrebbero pensare ai bambini come Grigo &#8211; che vengono dimenticati perch\u00e9 gli istituti nonli lasciano pi\u00f9 davanti agli occhi della gente. E allora i bambini sembrano scomparsi.<br \/>\n&#8211; Sono matti e combinano un sacco di guai.<br \/>\n&#8211; Fanno tante cose senza senso solo perch\u00e9 noi non ci preoccupiamo di capirli. Non abbiamo pazienza. Potrebbero giocare all&#8217;asilo con gli altri se tutti si prendessero cura di loro e nessuno li prendesse in giro. Potrebbero anche esserci delle scuole per loro. E dei genitori adottivi che avessero imparato a fare i genitori di bambini come Grigo.<br \/>\n&#8211; Ma tutte queste cose non esistono?<br \/>\n&#8211; No. Per questo Grigo stava in un istituto. E poi in clinica. Ed \u00e8 cos\u00ec che lo hanno dimenticato.<\/p>\n<p><b><br \/>\nNicola Cinquetti<br \/>\n<\/b><b>La mano nel cappello<br \/>\nPiemme, serie rossa &#8211; 1998<br \/>\n<\/b>Se da un lato questo libro \u00e8 azzeccatissimo e sa porre i lettori di frontealla diversit\u00e0 e alla sua possibile accettazione dall&#8217;altra rimanda un che di &#8220;superato&#8221;. E&#8217; come se l&#8217;ambientazione, il protagonista e la suafamiglia vivessero negli anni &#8217;60. Eppure \u00e8 stato pubblicato nel &#8217;98! Se sottolineiamo questo &#8220;difetto&#8221; \u00e8 perch\u00e9, ci pare, non aiuta illettore ad immedesimarsi nella situazione e, pur posto di fronte a personediverse, accolte con tutte le loro caratteristiche dal protagonista, che nescopre i valori e gli aspetti positivi e supera la paura del contatto con loro, fatica a trovare riferimenti concreti con la sua esperienza di oggi.<br \/>\nSi tratta di uno dei pochissimi testi che raccontano il tema della diversit\u00e0 mettendo al centro del racconto l&#8217;incontro fra William, solitario e timido quattordicenne e gli abitanti della comunit\u00e0 &#8221; Le stelle&#8221; giovani adulti disabili e i loro operatori.<br \/>\nE&#8217; questo il motivo di interesse centrale del libro: attraverso la reciproca conoscenza il lettore scopre la realt\u00e0 quotidiana di questi luoghi ormai presenti nella nostra societ\u00e0 ma nello stesso tempo ancora appartati. L&#8217;iniziale diffidenza che si apre alla curiosit\u00e0 e alla voglia di conoscersi meglio delineano il clima emotivo del libro seppure in alcuni passaggi si rischia un eccesso pedagogico quasi si volesse, attraverso l&#8217;esempio virtuoso del protagonista, insegnare ad essere solidali.<br \/>\nQuesto tratto \u00e8 in gran parte compensato da riflessioni intime e profonde chene fanno una lettura adatta per chi sta vivendo la fatica del crescere.<\/p>\n<p><b>Dennis Covington<br \/>\nLucius Lucertola<br \/>\nPiemme, serie rossa &#8211; 1997<br \/>\n<\/b>Si sarebbe tentati di collocare anche questo libro nell&#8217;elenco di quelli che hanno, fra i personaggi, persone con deficit senza che quest&#8217;ultimo sia particolarmente significativo ai fini della storia. Ma \u00e8 un libro piuttosto particolare, come particolare \u00e8 il protagonista che vive in un istituto per ragazzi ritardati e ha un viso deforme.<br \/>\nMi chiamo Lucius Sims. Ben presto scoprirete che sono pi\u00f9 in gamba di quello che sembro. Nessuno \u00e8 mai riuscito a dimostrare che sono ritardato come gli altri ospiti dell&#8217;istituto, ma se vi capitasse di vedermi, temo che non avresteuna gran considerazione di me. E&#8217; per via del mio aspetto fisico che la signorina Cooley mi ha mandato alla Leesville.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nQuando mi guardo allo specchio, io non mi vedo come mi vedono gli altri. E&#8217;semplicemente Lucius Sims che mi guarda&#8230;le mie spalle e il collo, la mia faccia, i miei occhi. Certo, i miei occhi sono spostati su un lato della testa pi\u00f9 di quanto lo siano quelli delle altre persone, ma hanno un bel colore, simile alle alghe. Non devo nemmeno portare gli occhiali. La gente crede che io non ci veda bene solo perch\u00e9 il mio sguardo va in due direzioni diverse e pensa che non respiro bene solo perch\u00e9 ho il naso piegato di lato.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nSono tutti convinti che siano la mia faccia, il modo in cui tengo le spalle curve e il fatto che zoppico ancora un po&#8217; (&#8230;) a rendermi diverso dagli altri. Ma io non ci casco. Voglio dire, so benissimo di essere differente, e la cosa mi preoccupa un po&#8217;. (&#8230;) E so anche chi il mio aspetto non \u00e8 la ragione per cui sono diverso, ma semplicemente la sua manifestazione esteriore.<br \/>\nLucius se ne andr\u00e0 dall&#8217;istituto con un uomo che dice di essere suo padre e, dopo diverse esperienze, trover\u00e0 nel teatro la sua realizzazione e il coraggio di tornare &#8220;a casa&#8221; e di diventare grande.<br \/>\nPer la prima volta mi resi conto che la signorina Cooley non era molto pi\u00f9 vecchia di me, e proprio come me doveva imparare un sacco di cose. Durante i miei viaggi avevo sentito la sua mancanza ma in quel momento seppi come sarebbero andate a finire le cose tra noi: sarei rimasto un po&#8217; con lei, almeno fino a quando avessi compiuto sedici anni, e dopo avrei potuto scegliere. In un certo senso, ero gi\u00e0 da solo.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nTrovai un po&#8217; di conforto nel pensiero che mi ero dimenticato quanto fosse ampioil cielo sopra la cittadina in cui vivevo, e come d&#8217;estate rimanesse a lungo luminoso.<\/p>\n<p>Lo stesso cielo che sta sopra Freak the Mighty e che collega con un filosottile di stelle i protagonisti di questi, e altri, libri di cui vi abbiamo parlato.<\/p>\n<p><b>Janine Teisson<br \/>\nCinema Lux<br \/>\nShorts Mondadori &#8211; 1998<br \/>\n<\/b>Sono stati una scoperta piacevole questi Shorts che sono &#8220;brevi come unvideoclip, appassionanti come un film. Romanzi che si leggono in un&#8217;ora e non sidimenticano pi\u00f9&#8221;. E, aggiungiamo noi, sono di qualit\u00e0 pur costando veramente pochissimo (4.900 lire!!).<br \/>\nQuesto, che piacer\u00e0 sicuramente agli adolescenti un po&#8217; romantici ma che vivono nel 2000, racconta una tenera storia d&#8217;amore nata sulle poltrone di un cinema. Attenzione per\u00f2, non \u00e8 come pensate voi! L&#8217;amore nasce dalla passione che entrambi i protagonisti hanno per i film di una volta, film che il cinema Lux proietta tutti i mercoled\u00ec.<br \/>\nEntrando f\u00e0 attenzione al gradino. Sfiora il velluto ruvido delle poltrone. Il paradiso si torva nella terza fila a partire dal fondo, settima poltrona.<br \/>\nNon amano i film muti, per\u00f2&#8230;E piano piano scopriamo insieme a Marine e a Mathieu che entrambi sono ciechi; lo scopriamo un po&#8217; prima di loro e li seguiamo in un mondo di sensazioni, di attenzioni diverse e di diverse possibilit\u00e0.<br \/>\nNaturalmente sar\u00e0 amore ma non c&#8217;\u00e8 retorica nell&#8217;ultimo capitolo, quello delle rivelazioni, che \u00e8 tutto da leggere.<\/p>\n<p><b>Melvin Burgess<br \/>\nInnamorarsi di April<br \/>\nGaia Junior Mondadori &#8211; 1997<br \/>\n<\/b>Molte storie si intrecciano in questo racconto attorno al tema principale costituito dall&#8217;amicizia e dall&#8217;innamoramento di Tony e April, due giovani dalle vite non certo semplici.<br \/>\nTony giunge nel paese di April dopo che il padre lo ha allontanato da casa insieme alla madre. April \u00e8 sorda e per questa sua difficolt\u00e0 viene considerata da tutti come la tonta del villaggio, per di pi\u00f9 dalla scarsa moralit\u00e0.<br \/>\nDopo l&#8217;iniziale diffidenza i due ragazzi si conoscono e nonostante le ostilit\u00e0che li circondano vivranno qualcosa di importante per il loro percorso di crescita. Crescita che, come per tutti gli adolescenti, ha anche il sapore della scoperta della diversit\u00e0, pi\u00f9 evidente per April ma molto presente anche per Tony. Diversit\u00e0 che significa anche incontro con corpi diversi ed emozioni che nascono da questo incontro.<br \/>\nIl tema della sessualit\u00e0 \u00e8 infatti un altro dei filoni che si ritrovano nel libro; \u00e8 presente nella sua parte pi\u00f9 gioiosa come scoperta reciproca dei due giovani ma \u00e8 anche raccontata nella sua parte pi\u00f9 oscura e difficile attraverso le molestie che April subisce da alcuni ragazzi e nell&#8217;uso spregiudicato che ne fa la madre di Tony.<br \/>\nE&#8217; quindi un libro ricco di opportunit\u00e0 di lettura, reso in un qualche modomaggiormente atipico dall&#8217;ambientazione che rende forse un po&#8217; demod\u00e8 certi passaggi ma ne costituisce una misura di interesse.<\/p>\n<p><b>Guido Quarzo<br \/>\nClara va al mare<br \/>\nSalani &#8211; 1999<br \/>\n<\/b>Clara, la protagonista di questo libro, \u00e8 una ragazzina di quattordici anni. E&#8217; una ragazzina down. Clara ha un desiderio, quello di tornare a vedere il mare. Il libro \u00e8 il racconto di come Clara tutta sola si avventura verso il mare. Ed \u00e8 l&#8217;occasione per conoscere un po&#8217; meglio la storia di questa bambina gi\u00e0 ragazza, dei suoi pensieri, dei suoi affetti, delle sue paure e desideri.<br \/>\nChe sono uguali a quelli di tutti ma anche ugualmente diversi. Il tono del libro \u00e8 giocato proprio su questo doppio binario: la quotidianit\u00e0 di Clara cos\u00ec\u00a0 simile a quella di tante altre bambine e ragazze ma anche in parte diversa. Diversa perch\u00e9 differente \u00e8 la sensibilit\u00e0 che la anima e i problemi, in particolare le reazioni che suscitano il suo aspetto e le sue difficolt\u00e0 inalcuni coetanei. Clara non capisce la ragione di questa diffidenza ed ostilit\u00e0 ma \u00e8 capace di affrontarla a modo suo.<br \/>\nCos\u00ec come a modo suo, con volont\u00e0 e capacit\u00e0, affronta il viaggio fino al mare e si destreggia negli incontri per la via. Sola ma non in solitudine.<\/p>\n<p><b>Paula Fox<br \/>\nFesta di compleanno<br \/>\nShorts Mondadori &#8211; 1998<br \/>\n<\/b>Questo libro si segnala per almeno due ordini di motivi. Il primo \u00e8 collegato al tema affrontato: il legame ambivalente ed complesso che lega Paul, primogenito dodicenne e Jacob suo fratello Down. E&#8217; davvero difficile incontrareuna storia che abbia interesse a scoprire il rapporto fraterno in una situazione dove \u00e8 presente il deficit e a farlo in toni non favolistici ma ancorati al disagio e alla fatica di accettare questo legame. E&#8217; Paul che racconta questa difficolt\u00e0, attraverso le sue emozioni intense e contraddittorie entriamo nella quotidiana convivenza, rileggiamo con gli occhi di un bambino, quale Paul \u00e8, quanti cambiamenti suscita la nascita di un bimbo diverso.<br \/>\nIl secondo motivo di interesse deriva dalla scelta di accompagnare la storia lungo il percorso del tempo che passa. Il libro segue infatti il rapporto tra Paul e Jacob lungo l&#8217;arco di sette anni. Questa collocazione temporale che accompagna la crescita dei due protagonisti da forza alla narrazione permettendo di seguirne gli sviluppi e le tappe. Attraverso questa evoluzione seguiamo losforzo di Paul per non essere tirato dentro ad una situazione che non vorrebbe vivere, le sue resistenze e gli slanci, le domande ed i silenzi. E&#8217; solo dandosi il tempo di sentire disagi ed incomprensioni che Paul pu\u00f2 vivere pienamente il momento di riconoscimento di Jacob come fratello, unico e diverso e parte della sua vita.<\/p>\n<p><b>Patrice Kindl<br \/>\nIl gufo innamorato<br \/>\nGaia Junior Mondadori &#8211; 1995<br \/>\n<\/b>Difficile e, per alcuni aspetti, un po&#8217; sgradevole questo romanzo che, in un crescendo di tensione e coinvolgimento, affronta il tema della diversit\u00e0 in un modo sicuramente originale. La protagonista racconta in prima persona.<br \/>\nIo mi chiamo Owl, ossia &#8220;Gufo&#8221;. E il mio nome corrispondeesattamente alla mia natura. Sono centinaia di anni che , ogni due o tregenerazioni, nella mia famiglia nasce un uccello rapace.<br \/>\n(\u2026)<br \/>\nMeglio spiegare chiaramente la situazione, non vorrei che sorgessero equivoci.Di notte mi guadagno la vita in forma di gufo, tra i campi e i boschi che circondano casa mia. Di giorno sono una ragazza normale (pi\u00f9 o meno) che frequenta il liceo cittadino.<br \/>\nIl racconto parla dei cambiamenti dell&#8217;adolescenza (amori, amicizie, distaccodai genitori\u2026) ma la trama di panandosi ci porta sempre pi\u00f9 sulle tracce del tema centrale ben pi\u00f9 profondo e delicato. La vita di Owl, mutante accettata pienamente dai suoi genitori e in grado di gestire bene questa sua diversit\u00e0, procede parallela e lontana da quella di Houle, rifiutato e rinchiuso in manicomio dalla sua famiglia proprio per la stessa diversit\u00e0 non compresa eri conosciuta: (\u00e8 il padre di Houle che parla)<br \/>\nSi \u00e8 sempre parlato, nella nostra famiglia, di una specie di maledizione: qualcosa di strano che spuntava ogni poche generazioni. Io la consideravo pi\u00f9 che altro una pittoresca tradizione, e spesso ho pensato che si trattasse di una tara ereditaria. Pi\u00f9 di una volta mi sono chiesto se tu ne fossi vittima.<br \/>\nMa le vite dei due ragazzi si avviano sempre pi\u00f9 velocemente verso un punto di collisione. L&#8217;incontro e il riconoscimento non sar\u00e0 immediato ma alla fine risolutivo.<br \/>\nE ben chiaro sar\u00e0 il messaggio e l&#8217;invito a fare i conti con la propria diversit\u00e0 anche in rapporto agli altri senza chiusure, senza ghetti ma con un&#8217;accettazione piena gli uni degli altri.<br \/>\nE la &#8220;lezione&#8221; arriva molto semplicemente attraverso Dawn, compagna di scuola di Owl e sua unica amica, disposta ad accettarla nella sua duplice natura (S\u00ec, proprio tu. So benissimo chi sei. Quello piccolo con gli occhi neri \u00e8 Houle, o David, o come diavolo vuoi chiamarlo. Ma tu, gufo dagli occhi gialli, tu sei la mia compagna di scienze, vero?) ma che la invita a dare anche a Houle una possibilit\u00e0: Parlo sul serio Owl. (\u2026) Deve tornare a casa sua per sistemare tutto con i suoi genitori. (Houle) hai detto che non gliene fai una colpa se non hanno capito\u2026Bene, allora dimostralo. Ora lo sanno: dai loro un&#8217;occasione. Tuo pap\u00e0 \u00e8 biologo, scommetto che in un batter d&#8217;occhio potrebbe scoprire un sacco di cose sui gufi, non credi?<\/p>\n<p><b>Melvin Burgess<br \/>\nLa gigantessa<br \/>\nJunior +10 Mondadori &#8211; 1998<br \/>\n<\/b>Una fiaba delicata sulla diversit\u00e0 e sui diversi modi di affrontarla. La piccola Amy, con il cuore e non con le parole, pu\u00f2 comunicare con la misteriosa gigantessa uscita da un tronco durante un terribile uragano. E se il cuore le dice che non deve temere, lei fiduciosa offre il suo aiuto alla creatura misteriosa. Neanche il fratello poco pi\u00f9 grande \u00e8 in grado di vincere il timore suscitato da quest&#8217;essere con cui non riesce a comunicare. E questa \u00e8 l&#8217;intuizione che fa di questo libro un testo importante: mentre Amy sa mettersi &#8220;nei panni di&#8221;, tutto quello che il fratello riesce a fare \u00e8 insegnare alla gigantessa a parlare, cercando di avvicinarla a lui ma senza capirla fino in fondo, senza entrare in sintonia.<br \/>\nE cos\u00ec solo Amy capisce immediatamente quello che sta dietro le apparenze.<br \/>\nUna porta si apr\u00ec e loro uscirono (dalla nave spaziale). Erano due, un uomo e una donna (\u2026). Erano uguali a Giga: lo stesso corpo alto e aggraziato, le lunghe facce immobili, lo stesso muso terribile e fremente. Ma erano molto pi\u00f9 alti di lei.<br \/>\n&#8211; Sono enormi &#8211; disse Peter.<br \/>\n&#8211; Non lo sapevi? &#8211; gli chiese Amy.<br \/>\nStava per chiederle: &#8220;Sapevo cosa?&#8221; Ma poi cap\u00ec. Giga era una bambina. Una bambina non pi\u00f9 grande di sua sorella.<\/p>\n<p><b>Wendy Orr<br \/>\nLa mia vita fatta di strati<br \/>\nEdizioni EL &#8211; 1997<br \/>\n<\/b>In parte autobiografico, il libro racconta come pu\u00f2 cambiare la vita inseguito ad un incidente automobilistico. In questi ultimi anni sempre pi\u00f9 dobbiamo fare i conti con l&#8217;aumento dei deficit acquisiti in seguito a traumi elesioni e anche i ragazzi devono saper affrontare questa difficile realt\u00e0. Le riflessioni di Anna, diciassettenne sportiva e innamorata, la sua difficolt\u00e0 adaccettare la sua nuova condizione, a lasciare andare l&#8217;immagine e il ricordo dell&#8217;Anna di prima ci accompagnano nel corso della storia che si apre proprio con l&#8217;incidente e si dipana fra crisi, speranze e delusioni fino ad un pieno riconoscimento della sua nuova esistenza. E&#8217; un libro a tratti duro, molto realistico ed intenso che sa descrivere con grande incisivit\u00e0 le sensazioni dichi si ritrova a dover dipendere da altri e non riesce pi\u00f9 a vedere davanti as\u00e9 il futuro che si era preparato. Ma \u00e8 un libro che, pur senza indorare lapillola, aiuta ad affrontare una nuova vita disegnando un percorso che porta aduna piena accettazione di s\u00e9 e stimola alla ricerca di nuove strade da percorrere per poter lo stesso vivere una vita piena.<\/p>\n<p><b>E.B. White<br \/>\nLe avventure di Stuart Little<br \/>\nI Delfini Bompiani &#8211; 1998<br \/>\n<\/b>E&#8217; proprio una fiaba la vita di Stuart, alto cinque centimetri e con lesembianze di un topino, che nasce da una normalissima coppia (di umani) di New York che non si scompone pi\u00f9 di tanto alla vista di un figlio cos\u00ec diverso. Le avventure di questo topo ragazzo non hanno alcun intento pedagogico eppure ci portano, con ironia e leggerezza, a guardare il mondo dal basso e a scoprire, stupiti, che non \u00e8 poi cos\u00ec male.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La diversit\u00e0 nei libri per ragazzi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3608,3595],"edizioni":[57],"autori":[295,294],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3641],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/651"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=651"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6091,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/651\/revisions\/6091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=651"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=651"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=651"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=651"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=651"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=651"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}