{"id":653,"date":"2009-11-04T17:07:10","date_gmt":"2009-11-04T17:07:10","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=653"},"modified":"2026-01-09T11:06:42","modified_gmt":"2026-01-09T10:06:42","slug":"piccoli-lettori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=653","title":{"rendered":"2. Piccoli Lettori: La diversit\u00e0 nei libri della prima infanzia"},"content":{"rendered":"<p><b>Janell Cannon<br \/>\nStellaluna<br \/>\nEdizioni Il punto di incontro &#8211; 1996<br \/>\n<\/b>Stellaluna, una pipistrellina separata dalla madre prima di aver imparato a volare, precipita in un nido di uccelli insieme ad altri piccoli e impara che non tutte le creature alate si nutrono di frutta o volano di notte.<br \/>\nE&#8217; una storia di conoscenza reciproca e di disponibilit\u00e0: cos\u00ec seguendo l&#8217;esempio di Stellaluna il resto della nidiata prova ad appendersi ai rami a testa in gi\u00f9 e a volare di notte, come la piccola pipistrella cercher\u00e0 di appollaiarsi su un ramo e di apprezzare lo strano cibo dei suoi nuovi amici.<br \/>\nE&#8217; una storia di amicizia nella diversit\u00e0<br \/>\nRimasero tutti appollaiati in silenzio per un bel po&#8217;. Come possiamo essere cos\u00ec diversi e sentirci cos\u00ec simili? Riflett\u00e8 Flitter.<br \/>\nE come possiamo sentirci cos\u00ec diversi ed essere cos\u00ec simili? Si meravigli\u00f2 Pip.<br \/>\nPenso che sia un bel mistero, trill\u00f2 Flap.<br \/>\nSono d&#8217;accordo, disse Stellaluna, ma noi siamo amici. E questo \u00e8 certo.<\/p>\n<p><b>Lucia Scudieri<br \/>\nVolare<br \/>\nFatatrac &#8211; 1997<br \/>\n<\/b>Poche parole, splendide illustrazioni a tutta pagina per questa storia-metafora del crescere e della diversit\u00e0 molto adatta anche a lettori piccolissimi.<br \/>\nE&#8217; tutto giocato sul contrasto del colore e sulla forza delle immagini il messaggio del libro: un piccolo corvo nato bianco insegna ai fratelli corvi, neri, a volare sotto lo sguardo prima scettico e poi conquistato di mamma corvo ancora forse scombussolata da quel figlio cos\u00ec diverso dagli altri due.<\/p>\n<p><b>Antonella Abbaticello<br \/>\nLa cosa pi\u00f9 importante<br \/>\nFatatrac &#8211; 1998\u00a7<br \/>\n<\/b>&#8220;Qual&#8217;\u00e8 la cosa pi\u00f9 importante?&#8221; E&#8217; attorno a questa domanda che gli animali del bosco di Pratorosso discutono accanitamente proponendo a turno come risposta la loro caratteristica predominante, cos\u00ec per il coniglio sono i denti la cosa pi\u00f9 importante, per il riccio gli aculei, per la giraffa il collo lungo.<br \/>\nLa sorpresa risiede nella pagina ripiegata che, una volta aperta, ci fa incontrare tutti gli animali del bosco &#8220;accessoriati&#8221; di volta in volta di un elemento predominante. Abbiamo cos\u00ec coccodrilli alati, leoni dalle lunghe orecchie, elefanti spinosi. E&#8217; divertente e significativo ad un tempo vedere le facce sbigottite degli animali cos\u00ec trasformati e irriconoscibili per primi a loro stessi fino alla soluzione finale dove, grazie, all&#8217;intervento del gufo saggio, ognuno degli animali riprende possesso delle caratteristiche proprie. La pagina finale, infatti, ce li presenta tutti vicini, amici, diversi l&#8217;uno dagli altri.<\/p>\n<p><b>Josef Wilkon<br \/>\nC&#8217;\u00e8 cavallo e cavallo<br \/>\nEdizioni Arka &#8211; 1997<br \/>\n<\/b>Per i pi\u00f9 piccoli c&#8217;\u00e8 il delizioso libretto &#8221; C&#8217;\u00e8 cavallo e cavallo&#8221; dove si racconta dell&#8217;incontro di un giovane curioso puledro con un grosso ippopotamo. Dalla considerazione che appartengono entrambi alla famiglia dei cavalli si arriva alle caratterizzazioni: il puledro sa saltare e l&#8217;ippopotamo sa nuotare. Il testo \u00e8 accompagnato da disegni divertenti ( dello stesso autore) che ci mostrano il tentativo dei due animali per acquisire le competenze reciproche. E cos\u00ec vediamo un puledro grossissimo che per\u00f2 lo stesso non galleggia ma rischia di affogare e un magro ippopotamo che non riesce lo stesso a saltare. E&#8217; stato sciocco cercare di diventare a ogni costo uguali. Risero entrambi. Decisero quindi di essere lo stesso amici. Cos\u00ec come erano.<\/p>\n<p><b>Barbara Resch<br \/>\nL&#8217;elefante con le orecchie rosa<br \/>\nEmme edizioni &#8211; 1988<br \/>\n<\/b>Perch\u00e9 si nasconde l&#8217;elefante? Perch\u00e9 ha le orecchie rosa e nessuno vuole giocare con lui. Con estrema semplicit\u00e0 e disegni accattivanti l&#8217;autrice racconta l&#8217;eterna storia del diverso che solo i piccoli sanno accettare. Il linguaggio \u00e8 immediato e geniale la soluzione per fare accettare agli altri animali le orecchie rosa: la provenienza da una misteriosa Terra Diversa che pu\u00f2 essere dappertutto in cui vivono scimmie che non sanno arrampicarsi e giraffe dal collo corto.<br \/>\nUna fiaba quindi sull&#8217;accettazione della diversit\u00e0 e sulla valorizzazione degli aspetti positivi (attraverso le orecchie rosa, fonte di derisione, si pu\u00f2 vedere un mondo bellissimo, tutto rosa). E&#8217; proprio questo il meccanismo che porta a riscoprire gli altri e a guardarli con curiosit\u00e0 alla ricerca della diversit\u00e0 di ciascuno e della conseguente ricchezza che a ciascuno pu\u00f2 venire proprio da questa diversit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Eric Carle<br \/>\nIl camaleonte variopinto<br \/>\nMondadori<br \/>\n<\/b>Per piccolissimi un libro dalle belle illustrazioni molto colorate. E&#8217; la storia di un camaleonte che non vuole pi\u00f9 essere camaleonte e desidera essere altri animali. Ogni volta viene accontentato ma solo per una parte ( proboscide, zampe ecc.) finch\u00e9 torna camaleonte ed \u00e8 contento.<\/p>\n<p><b>Gerda Wagener, Jozef Wilkon<br \/>\nLupacchiotto<br \/>\nEdizioni Arka &#8211; 1997<br \/>\n<\/b>Per i pi\u00f9 piccoli un altro racconto sulla diversit\u00e0. Il lupacchiotto protagonista non ama cacciare n\u00e9 pescare e non fa paura a nessuno. I genitori sono contrariati e preoccupati, i fratelli lo prendono in giro, cos\u00ec lupacchiotto avvilito scappa e incontra un topolino che gli offre il suo aiuto. Gli porter\u00e0 la pelle di una tigre poi gli aculei di un istrice e infine denti di leone. Le illustrazioni che accompagnano questi &#8220;doni&#8221; e i travestimenti del lupo fanno intuire il risultato finale, quando si presenter\u00e0 al branco. Una grande risata risolver\u00e0 i problemi di lupacchiotto che conclude: E&#8217; meglio rimanere come sono. Se nessuno a me fa paura, perch\u00e9 mai dovrei fare paura agli altri?<\/p>\n<p><b>Paul van Loon<br \/>\nIl lupetto mannaro<br \/>\nI criceti Salani &#8211; 1996<br \/>\n<\/b>Quando Dolfi, abbandonato dai genitori quando era piccolo, compie sette anni scopre di essere un lupo, anzi un lupetto mannaro. Si apre cos\u00ec questo tenerissimo libro dove tra le righe ma in modo molto esplicito si legge l&#8217;invito ad accettare le diversit\u00e0 e a trovarne gli aspetti positivi. Per consolarlo e indurlo ad accettare il suo nuovo provvisorio stato un uomo misterioso gli sussurra: Lupi mannari. Credi di essere l&#8217;unico? Nessuno \u00e8 mai l&#8217;unico caso al mondo. Nessuno \u00e8 l&#8217;unico cieco o l&#8217;unico povero. Nessuno \u00e8 l&#8217;unico ciccione&#8230;Se imparerai a padroneggiare il tuo dono scoprirai quanto \u00e8 speciale&#8230; L&#8217;uomo si riveler\u00e0 essere il nonno, anche lui lupo mannaro ma non solo nelle notti di plenilunio (Sono stato io a sceglierlo&#8230;mille volte meglio boschi che una casa di riposo per anziani).<br \/>\nIl lieto fine \u00e8 assicurato per un libro rivolto a bambini non tanto grandi ma godibilissimo da tutti.<\/p>\n<p><b>John Wilson, Jozef Wilkon<br \/>\nL&#8217;elefante pi\u00f9 piccolo del mondo<br \/>\nArka &#8211; 1997<br \/>\n<\/b>L&#8217;elefante di questo incantevole libro non era pi\u00f9 grande nemmeno di un gatto domestico! E, per un elefante, essere tanto piccolo era la cosa pi\u00f9 triste che potesse capitare. Cos\u00ec decide di lasciare la giungla e di andare a vivere in una vera casa. Le sue ricerche sono lunghe e difficili finch\u00e8 non incontra un bambino che lo porta con s\u00e9 e per farlo accettare dalla mamma lo fa passare per un gatto ( per prima cosa Paoli insegn\u00f2 all&#8217;elefante a camminare a ritroso come un gambero, tenendo ben piegate le orecchie, e a muovere la proboscide come una coda. Poi dipinse sul suo sedere la faccia di un gatto&#8230;. ma bisogna vedere le illustrazioni!&#8221;). Scoperto il trucco la mamma lo porta al circo ( per un elefante non c&#8217;\u00e8 posto che al circo) dove finalmente potr\u00e0 vivere felice. Pur nella conclusione un po&#8217; scontata e stereotipata ( dove meglio del circo regno della diversit\u00e0 pu\u00f2 trovare rifugio appunto un diverso?), il numero che gli trova il direttore del circo \u00e8 ironico e divertente: l&#8217;uomo pi\u00f9 piccolo del mondo sollever\u00e0 con la sua forza straordinaria, un elefante. Cos\u00ec annuncia al pubblico ed \u00e8 il successo e la felicit\u00e0 per l&#8217;animaletto che conclude \u00e8 andata proprio bene che non sia cresciuto pi\u00f9 di un gatto, altrimenti ora non mi troverei qui.<br \/>\nSe un rilievo va fatto \u00e8 che sarebbe stato sufficiente concludere cos\u00ec. I bambini sono in grado perfettamente di leggere fra le righe e cos\u00ec le ultime quattro righe (Proprio cos\u00ec. Al mondo c&#8217;\u00e8 posto per tutti, giganti, piccoli o di media grandezza che siano. E per ognuno arriva sempre il momento, vicino o lontano, in cui trovare la felicit\u00e0 e veri amici) suonano proprio come una lezioncina irritante, soprattutto se pensiamo che non sono certo i bambini che ne hanno bisogno<\/p>\n<p><b>Gerda Wagener, Vlasta Barankova<br \/>\nCostantino<br \/>\nArka &#8211; 1989<br \/>\n<\/b>Costantino \u00e8 un caimano che ama l&#8217;armonia della natura selvaggia e per questo viene isolato dai compagni tutti presi dalla ricerca del cibo. La scelta di allontanarsi dal gruppo, dettata da un senso di inutilit\u00e0 e dall&#8217;amore per la musica, lo porta ad &#8220;incontrarsi&#8221; con un corno da caccia che impara a suonare meravigliosamente: ormai non si vergogna pi\u00f9 di essere stato giudicato diverso da tutti e inutile. Quando suonava il corno gli sembrava di possedere il mondo intero. Ed \u00e8 proprio la musica che conquista tutti gli animali e gli permette di sentirsi felice e sicuro di s\u00e9. Ed \u00e8 naturalmente il riconoscimento di questa sua abilit\u00e0, che rende tutti felici, che porta i caimani ( e tutti gli animali) ad accogliere Costantino come uno di loro. La storia, accompagnata da bellissimi disegni i cui colori riecheggiano i suoni della musica di Costantino, \u00e8 forse un po&#8217; lunga per essere letta autonomamente ma ha un fascino che conquista sicuramente anche i pi\u00f9 piccoli<\/p>\n<p><b>Guj Couhaje, Marie-Jos\u00e8 Sacr\u00e8<br \/>\nL&#8217;ippopotamo volante<br \/>\nArka &#8211; 1993<br \/>\n<\/b>Un&#8217;altra storia di diversit\u00e0, deliziosamente illustrata, che affronta, anche se con estrema delicatezza, il tema dell&#8217;amore. Poldo, ippopotamo con le ali (non pi\u00f9 grandi di quelle di una farfalla) decide di esplorare il mondo perch\u00e9 nessuna signorina ippopotamo lo vuole sposare. Cos\u00ec troviamo Poldo a cavallo di un aereo (dentro non ci sta!) poi davanti a un supermercato dove viene scambiato per un cartellone pubblicitario. Il suo incontro con un altro fuggitivo (un canarino scappato dalla gabbia) d\u00e0 il via ad altre avventure nel tentativo di trovare un rifugio. Ma l&#8217;idea del rifugio come nido porta inevitabili guai data la mole di Poldo. Quando ormai sembra che non resti altra soluzione che tornare in Africa, Poldo scopre in un circo (inevitabile proprio questo collegamento?!) una ippopotama come lui, con ali. E meno male che non decide di vivere l\u00ec anche lui ma invece con un finale meno scontato e pi\u00f9 trasgressivo, la rapisce e vola con lei verso l&#8217;Africa facendo tappa alle Canarie, ovvio, dove lasciare Tuorlo d&#8217;uovo.<br \/>\nUna fiaba deliziosa sulla diversit\u00e0, la diffidenza della gente, il calore dell&#8217;amicizia e dell&#8217;amore. Certo i grandi potrebbero dire che la conclusione che si pu\u00f2 trarre \u00e8 che i diversi si sposano con i diversi ma il messaggio che i bambini colgono immediatamente \u00e8 che Poldo si &#8220;sposa&#8221; ed \u00e8 felice. E questo \u00e8 l&#8217;essenziale.<\/p>\n<p><b>Klaus Kordon, Maire-Jos\u00e8 Sacr\u00e8<br \/>\nIl piccolo, il grande e il gigante<br \/>\nArka &#8211; 1999<br \/>\n<\/b>Un piccolo libro, delle splendide illustrazioni e un&#8217;originale invenzione che ci riporta a prima che gli uomini fossero appena un po&#8217; pi\u00f9 grandi o appena un po&#8217; pi\u00f9 piccoli degli altri. Merita davvero fermarsi a lungo sulla penultima doppia pagina dove l&#8217;illustrazione occupa tutto lo spazio e rende quasi superfluo il breve testo che racconta come un giorno un giovane piccolo s&#8217;innamor\u00f2 di una fanciulla gigante e un giovane gigante si innamor\u00f2 di un fanciulla piccola. &#8220;Che coppie&#8221;, dicevano tutti. I volti sorridenti la dicono lunga e anche per i bambini pi\u00f9 piccoli sar\u00e0 chiaro che ben pi\u00f9 della diversit\u00e0 conta la felicit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Iva Prochzkova<br \/>\nCinque minuti prima di cena<br \/>\nI criceti Salani &#8211; 1999<br \/>\n<\/b>E&#8217; pi\u00f9 centrato sul rapporto pap\u00e0-figlia e sulla ricerca delle proprie origini questo bel libretto che comunque si sofferma anche sulla diversit\u00e0 e pi\u00f9 in particolare sulla cecit\u00e0 della piccola protagonista. Soprattutto sa trasmettere con chiarezza il messaggio che ognuno \u00e8 diverso e che la diversit\u00e0 non \u00e8 per forza un ostacolo. Infatti mentre tutti erano tristi perch\u00e9 Babeta non vedeva lei&#8230;vedeva a modo suo. In maniera del tutto diversa dall&#8217;altra gente (&#8230;) vedeva la mamma che ogni sera si drizzava sul suo letto per darle un bacio. Era bella. Odorava di crema da barba&#8230;<\/p>\n<p><b>Gregoire Solotareff<br \/>\nLul\u00f9<br \/>\nI girini Bompiani &#8211; 1996<br \/>\n<\/b>C&#8217;era una volta un coniglio che non aveva mai visto un lupo&#8230;e viceversa naturalmente. Il testo coloratissimo \u00e8 rivolto ai pi\u00f9 piccoli e racconta dell&#8217;amicizia fra due animali diversi. Un libro sui pregiudizi (i lupi mangiano i conigli), le paure e il superamento di tali paure visto che l&#8217;amicizia \u00e8 pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p><b>Maria Sole Macchia<br \/>\nIl Signor Tazzina<br \/>\nFabbri Editori &#8211; 1999<br \/>\n<\/b>Cosa succede ad un personaggio illustrato se il suo disegnatore assai distratto dimentica di disegnargli un orecchio, particolare questo che lo fa assomigliare ad una tazzina per il caff\u00e8? Succedono molte cose scritte e soprattutto disegnate con uno stile ironico in questo libro che ci propone i pensieri e le azioni di un un uomo diverso deriso e triste ma non sconfitto. Anzi, a partire dalla sua diversit\u00e0 il signor Tazzina scopre le differenze di molte altre persone e in virt\u00f9 di questo riconoscimento rifiuta di farsi aggiungere l&#8217;orecchio mancante e affronter\u00e0 il mondo cos\u00ec come \u00e8 e alla fine sar\u00e0 ricompensato.<\/p>\n<p><b>Roberto Piumini<br \/>\nIl paese di Chicist\u00e0<br \/>\nLEDHA, Lega per i diritti degli handicappati &#8211; 1996<br \/>\n<\/b>E&#8217; una storia di bambini. Bambini diversi e bambini uguali, bambini tutti interi e bambini cos\u00ec e cos\u00e0. E&#8217; la storia dell&#8217;incontro fra questi bambini, della loro conoscenza reciproca che ci aiuta a capire meglio qualcosa intorno all&#8217;handicap. Il racconto, infatti, ci presenta dapprima l&#8217;handicap come qualcosa di separato, &#8220;il muro che circonda ed isola&#8221; e, nell&#8217;evoluzione della storia, come un filo che permette un riconoscimento, un incontro tra le diversit\u00e0 che noi tutti abbiamo.<br \/>\nNonostante le fattezze di fiaba non \u00e8 una storia semplice, non \u00e8 una storia immediata. E&#8217; una storia da ascoltare con un adulto al fianco che abbia voglia di fermarsi ad ascoltare i perch\u00e9, i dubbi e le domande, anche le proprie, che sempre suscita l&#8217;incontro della diversit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;handicap non ha bisogno di separazione, esige sincerit\u00e0 e condivisione. In questo senso anche le parole di una favola possono aiutare.<\/p>\n<p><b>Guido Quarzo<br \/>\nTalpa, Lumaca, Pesciolino<br \/>\nFatatrac &#8211; 1997<br \/>\n<\/b>Di correre proprio non era capace. Per la verit\u00e0 era lenta in tutto: lenta a mangiare, lenta a scrivere, lenta a vestisi. Per\u00f2 non si poteva dire che non sapesse fare tutte queste cose: anche se ci metteva pi\u00f9 tempo degli altri, faceva tutto .(&#8230;) Naturalmente la chiamavano Lumaca. Ci aveva fatto l&#8217;abitudine a quel nome, e non si arrabbiava pi\u00f9. D&#8217;altra parte era cos\u00ec lenta anche ad arrabbiarsi&#8230;. Lumaca, insieme a Pesciolino e a Talpa, nasce dalla penna di Guido Quarzo, insegnante elementare e scrittore molto amato dai bambini che, nel bel libro edito dalla Fatatrac, tocca il tema della diversit\u00e0. I tre bambini protagonisti dei racconti, accompagnati da splendidi disegni, parlano un linguaggio proprio, non giudicano ma ascoltano, non pongono domande imbarazzanti e non fanno della competizione un valore ma piuttosto una ridicola fissazione.<\/p>\n<p><b>Hanna Johansen<br \/>\nL&#8217;oca che restava sempre ultima<br \/>\nI Delfini Bompiani &#8211; 1997<\/b><\/p>\n<p>Sono sei le uova di mamma oca, ma l&#8217;ultimo \u00e8 pi\u00f9 grosso. Sono sei i piccoli che nascono ma l&#8217;uovo pi\u00f9 grosso si schiude pi\u00f9 tardi\u2026e cos\u00ec attraverso tutte le tappe della crescita le piccole ochette dovranno fare i conti con il fratellino che resta sempre ultimo. Eppure sar\u00e0 proprio questa sua caratteristica a salvare tutti dai cacciatori. Questa storia semplice, con bellissime illustrazioni in bianco e nero, rivolta ai bambini di sette-otto anni pu\u00f2 essere letta ai pi\u00f9 piccoli che non faranno fatica ad identificarsi con l&#8217;ochetta &#8220;diversa&#8221; (o con i fratelli impazienti\u2026) e sapranno apprezzare la sua tenacia e la sua forza di volont\u00e0 che le permetteranno di imparare tutto quello che sanno fare gli altri, anche se\u2026per ultima.<\/p>\n<p><b>Ursel Scheffler<br \/>\nTutti lo chiamavano Pomodoro<br \/>\nNord-Sud edizioni &#8211; 1997<br \/>\n<\/b>A volte basta proprio poco per essere guardato in modo diverso. E&#8217; il caso del signor Pomodoro, cos\u00ec soprannominato per quel suo naso rosso come un pomodoro maturo. E&#8217; per coprire il suo naso che Pomodoro scambiato per un rapinatore e, inseguito dalla polizia, scappa dalla sua casa e si rifugia per tutto l&#8217;inverno in un luogo diroccato. Ovviamente non \u00e8 lui il delinquente ma comunque quel suo naso rosso \u00e8 l\u00ec a marcare una differenza con gli altri e la sua solitudine.<br \/>\nE&#8217; un bambino, verso la fine della storia, attraverso la condivisione di un cibo, a vedere finalmente Pomodoro vicino ai suoi simili e a riconoscerlo come tale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La diversit\u00e0 nei libri della prima infanzia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3608,3595],"edizioni":[57],"autori":[295,294],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3641],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/653"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=653"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/653\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6089,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/653\/revisions\/6089"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=653"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=653"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=653"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=653"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=653"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=653"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=653"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=653"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=653"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}