{"id":654,"date":"2009-11-04T17:07:10","date_gmt":"2009-11-04T17:07:10","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=654"},"modified":"2026-01-09T11:50:44","modified_gmt":"2026-01-09T10:50:44","slug":"kalle-mattia-ivan-e-i-loro-nonni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=654","title":{"rendered":"5. Kalle, Mattia, Ivan\u2026 e i loro Nonni: Un percorso bibliografico sul rapporto fra nonni e nipoti"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Roberto Piumini<br \/>\nMattia e il nonno<br \/>\nEdizioni EL &#8211; 1993<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Torna in questo bellissimo libro il tema della morte, affrontato con altissima poesia e il linguaggio pi\u00f9 adatto a far s\u00ec che questo passaggio possa essere affrontato dai bambini nel modo migliore. La passeggiata di Mattia insieme al nonno \u00e8 un percorso attraverso la vita e i sentimenti, \u00e8 da un lato per Mattia un percorso di crescita, di cambiamento e dall&#8217;altro per il nonno un cammino di progressivo abbandono, di lenta rinuncia a tutto ci\u00f2 che \u00e8 apparenza. Ecco infatti che il nonno rinuncia al denaro, alla maglia di lana, al tabacco&#8230;diventando progressivamente sempre pi\u00f9 piccolo fino alla bellissima soluzione finale, quando finisce dentro Mattia &#8230;un bambino \u00e8 un bel posto per viverci.<br \/>\nMerita riportare questo brano che non ha bisogno di commenti.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Mattia sedette contro la sponda del ponte. Guardava il sole rosso nel cielo di fronte: era il tramonto.<br \/>\n&#8211; Alzami un po&#8217;, per favore &#8211; disse il nonno &#8211; Da qui non vedo bene.<br \/>\n&#8211; Vuoi stare sulla mia testa, nonno? &#8211; disse Mattia.<br \/>\n&#8211; Bella idea! Star\u00f2 come in un prato! &#8211; disse il nonno.<br \/>\nMattia lo mise delicatamente fra i capelli. Il nonno era alto una spanna, e forse meno.<br \/>\nRimasero a guardare il tramonto.<br \/>\n&#8211; E&#8217; bello, vero? &#8211; disse Mattia.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nMattia rest\u00f2 zitto, perch\u00e9 si chiedeva come fosse diventato il nonno. Non sentiva pi\u00f9 il piccolo peso sulla testa.<br \/>\n&#8211; Ora dobbiamo andare &#8211; disse il nonno.<br \/>\nMattia alz\u00f2 una mano per prenderlo, ma non lo trov\u00f2.<br \/>\n&#8211; Dove sei? &#8211; disse.<br \/>\n&#8211; Sono qui: cercami piano.<br \/>\nMattia, pianissimo, tast\u00f2 fra i capelli: il nonno era grande come una mentina. Lo prese delicatamente e lo guard\u00f2, nella poca luce della sera. Lo vedeva appena, e lo sentiva come un prurito nel palmo della mano: come quel moscerino nella pineta.<br \/>\n&#8211; Come facciamo nonno? &#8211; disse Mattia &#8211; Ho paura di perderti, cos\u00ec piccolino. Ti metto in tasca?<br \/>\n&#8211; Meglio di no, Mattia.<br \/>\n&#8211; E allora?<br \/>\n&#8211; Aspettiamo ancora un po&#8217; &#8211; disse il nonno &#8211; Per ora tienimi nel pugno chiuso, e andiamo a casa. Vedrai che troveremo la soluzione.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nMattia camminava, e non sentiva pi\u00f9 niente nel pugno.<br \/>\n&#8211; Nonno? &#8211; disse.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, Mattia?<br \/>\n&#8211; Niente, volevo solo sentirti.<br \/>\n&#8211; Eccomi qui &#8211; disse il nonno &#8211; Tutto profumato di peperone!<br \/>\nMattia si ferm\u00f2 di botto. Erano proprio sotto un lampione.<br \/>\n&#8211; Come hai detto? Profumato di peperone?<br \/>\n&#8211; Gi\u00e0 &#8211; disse il nonno, dal pugno.<br \/>\nMattia avvicin\u00f2 la mano alla faccia e la apr\u00ec piano piano: non vide niente.<br \/>\n&#8211; Nonno &#8211; disse con voce leggera.<br \/>\n&#8211; Eccomi &#8211; disse il nonno, invisibile.<br \/>\n&#8211; Non ti vedo, nonno.<br \/>\n&#8211; E&#8217; perch\u00e9 sono diventato ancora pi\u00f9 piccolo. Sono qui.<br \/>\n&#8211; Ma cosa dicevi del peperone?<br \/>\n&#8211; Non senti l&#8217;odore?<br \/>\n&#8211; No.<br \/>\n&#8211; Davvero? Annusa bene, Mattia!<br \/>\nMattia avvicin\u00f2 il palmo della mano al naso.<br \/>\n&#8211; Non sento, nonno.<br \/>\n&#8211; Pi\u00f9 forte &#8211; disse il nonno &#8211; Devi annusare pi\u00f9 forte, come facevo io con il tabacco, ricordi?<br \/>\nAllora Mattia annus\u00f2 fortissimo, e l&#8217;aria gli fischi\u00f2 su per le narici.<br \/>\n&#8211; Non sento nessun odore di peperone, nonno &#8211; disse.<br \/>\n&#8211; Infatti non c&#8217;\u00e8 &#8211; disse il nonno: ma la sua voce non veniva pi\u00f9 dalla mano: era come intorno, o dentro Mattia.<br \/>\n&#8211; Che \u00e8 successo, nonno? &#8211; chiese Mattia.<br \/>\n&#8211; Ho fatto un piccolo trucco, Mattia. Ti ho fatto annusare forte la mano per poter entrare dentro di te. Se ti avessi detto di mettermi in bocca, credo che non l&#8217;avresti fatto, o ti sarebbe molto dispiaciuto.<br \/>\n&#8211; Allora sei dentro di me, adesso?<br \/>\n&#8211; S\u00ec.<br \/>\n&#8211; E questa \u00e8 la tua voce?<br \/>\n&#8211; S\u00ec, ma la senti solo tu, adesso.<br \/>\n&#8211; E come stai, nonno?<br \/>\n&#8211; Benissimo, Mattia. Un bambino \u00e8 un bel posto per viverci.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un libro che i bambini ameranno senz&#8217;altro, un libro da far leggere ai grandi che fanno tanta fatica ad affrontare certi temi e ad accettare la realt\u00e0 della vita e della morte.<\/p>\n<p><\/span><strong><span style=\"color: #000000;\">Ulf Stark<br \/>\nSai fischiare Johanna?<br \/>\nPiemme, serie azzurra &#8211; 1997<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">La casa di riposo, la malattia, la morte&#8230;sono tutti temi difficili che si \u00e8 restii ad affrontare con i bambini, soprattutto i pi\u00f9 piccoli. E invece \u00e8 proprio a loro che si rivolge questo bel libro che racconta di come Berra, che vorrebbe avere un nonno, lo trova in un anziano di una casa di riposo e stringe con lui un&#8217;affettuosa e intensa amicizia.<br \/>\nIl linguaggio \u00e8 semplice, il racconto breve si snoda fra piccoli episodi apparentemente semplici: la prima visita e la felicit\u00e0 di essere nonno ma anche di essere nipote, la prima uscita in giardino<br \/>\n&#8211; Avevo quasi dimenticato che fosse cos\u00ec &#8211; dice (il nonno)<br \/>\n&#8211; Cosa? &#8211; chiede Berra.<br \/>\n&#8211; Li sentite gli uccelli? chiede il nonno.<br \/>\n&#8211; S\u00ec &#8211; rispondiamo.<br \/>\n&#8211; Li sentite i profumi? &#8211; chiede ancora.<br \/>\n&#8211; Certamente &#8211; risponde Berra.<br \/>\n&#8211; Non dimenticate mai queste cose &#8211; dice il nonno.<br \/>\nla costruzione di un aquilone con lo scialle pi\u00f9 bello della moglie e, al posto della coda, la sua migliore cravatta (che per\u00f2 non vola per mancanza di vento!); poi il nonno prova ad insegnare a Berra a fischiare (ma non \u00e8 facile imparare!!) e infine la festa per il compleanno del nonno..<br \/>\nIl racconto denota grande attenzione e con molta delicatezza e poesia avvicina i bambini al momento in cui avverr\u00e0 il distacco da una persona cara. Meritano di esser lette le ultime pagine in cui, con grande serenit\u00e0, viene descritto il funerale del nonno<br \/>\nQuando cessa la musica, arriva un prete, che si mette a parlare. E&#8217; un discorso abbastanza breve.<br \/>\n&#8211; Nils era un uomo allegro. Soprattutto alla fine &#8211; dice &#8211; Gli volevamo bene tutti. E cos\u00ec non ha mai dovuto sentirsi solo, anche se non aveva parenti.<br \/>\nA quel punto Berra alza la mano, e la muove finch\u00e8 non lo guardano tutti.<br \/>\n&#8211; Veramente era il mio nonno &#8211; dice.<br \/>\nPoi tutti si avvicinano alla bara e ci mettiamo sopra dei fiori. Io e Berra ci andiamo per ultimi. Facciamo un inchino, e Berra appoggia la rosa di Gustavsson sopra tutti gli altri fiori.<br \/>\nPoi rimane l\u00ec, anche se io lo tiro per un braccio.<br \/>\n&#8211; Adesso devo fischiare! &#8211; dice &#8211; Sentirai come fischio bene.<br \/>\nBerra si mette a fischiare, tanto forte che si sente l&#8217;eco in tutta la cappella.<br \/>\nFischietta &#8220;Sai fischiare, Johanna?&#8221;<br \/>\n&#8211; Come ti \u00e8 sembrato? &#8211; chiede quando sono fuori.<br \/>\n&#8211; Perfetto &#8211; rispondo &#8211; Adesso puoi essere soddisfatto.<br \/>\n&#8211; Infatti lo sono &#8211; risponde Berra.<br \/>\nRestiamo in piedi nel vento a guardare la bara che viene portata nel carro funebre da un paio di uomini con i guanti neri.<br \/>\n&#8211; In fondo \u00e8 stato bello &#8211; commenta Berra.<br \/>\nPoi il carro funebre se ne va.<br \/>\nNoi salutiamo con la mano finch\u00e8 non sparisce dietro la curva.<br \/>\n&#8211; Adesso cosa facciamo? &#8211; chiedo io a quel punto.<br \/>\n&#8211; Proviamo l&#8217;aquilone &#8211; risponde Berra &#8211; perch\u00e8 oggi si \u00e8 alzato il vento.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Angela Nanetti<br \/>\nMio nonno era un ciliegio<br \/>\nEinaudi ragazzi &#8211; 1998<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Ancora un libro che parla dei nonni, o meglio del rapporto fra nonni e nipoti. Non solo, parla anche della morte dei nonni.<br \/>\nDivertente, trasgressivo e decisamente comprensivo nei confronti del nipote Tonino, il nonno Ottaviano ha una grande capacit\u00e0 di ascoltare le esigenze del nipote, anche se non espresse (&#8230;&#8221;se ascolti con attenzione e ti concentri puoi vedere un mucchio di cose&#8221;&#8230;) e gli trasmette un grande amore per la natura, partendo dal ciliegio Felice (&#8230;&#8221;ascolta il ciliegio che respira&#8230;) piantato dal nonno il giorno della nascita della sua unica figlia (la mamma di Tonino), cresciuto e curato con amore. Un amore trasmesso al nipote che proprio nel ciliegio riesce a &#8220;ritrovare&#8221; il nonno dopo la sua morte.<br \/>\nLe riflessioni sulla malattia e la morte percorrono un po&#8217; tutto il libro e sono poste ai bambini con grande delicatezza ma senza nulla nascondere della realt\u00e0. Dopo la morte della nonna Linda, Tonino con l&#8217;aiuto del nonno, rimasto solo e un po&#8217; triste, riesce a rielaborare il lutto e a dire:<br \/>\n&#8220;..se non si muore finch\u00e8 uno ti vuole bene, come ha detto il nonno, visto che la persona morta non si vede, vuol dire che si trasforma. Perci\u00f2 la nonna di sicuro era diventata un&#8217;oca.<br \/>\n(&#8230;).<br \/>\n&#8211; Anch&#8217;io ho pensato a qualcosa del genere sai? &#8211; disse il nonno &#8211; e io che cosa potrei diventare?<br \/>\nNon avevo nessun dubbio<br \/>\n&#8211; Un ciliegio &#8211; risposi.<br \/>\n&#8211; E tu?<br \/>\n&#8211; Non ci ho ancora pensato, ma forse mi piacerebbe diventare un uccello. Cos\u00ec verrei a farti compagnia e a mangiarti tutte le ciliegie.<br \/>\nPeccato che l&#8217;autrice non sia riuscita a mantenere l&#8217;equilibrio fra la parte dedicata al rapporto fra Tonino e il nonno e il resto. Infatti la famiglia di Tonino e i nonni paterni sono eccessivamente litigiosi, poco capaci di ascoltare, troppo concentrati su se stessi, insomma pieni di difetti.<br \/>\nVengono rappresentati un po&#8217; tutti i clich\u00e8, primo fra tutti quello che vuole il marito morbosamente legato ai suoi (noiosissimi) genitori e la moglie che non li pu\u00f2 vedere. Ovviamente questo vale al contrario per i genitori di lei, causa di continui litigi che porteranno alla separazione fra i due.<br \/>\nMa perch\u00e8 appesantire di altri problemi (seri e ormai conosciuti e sperimentati da troppi bambini sulla propria pelle) un libro altrimenti cos\u00ec poetico e che comunque gi\u00e0 affronta un argomento delicato e doloroso? E perch\u00e8 poi, se quella \u00e8 stata la linea scelta, l&#8217;autrice si &#8220;pente&#8221; e in un eccesso di buonismo e amore per il lieto fine fa tornare insieme i genitori che decidono di vivere in campagna, nella casa del nonno Ottaviano, lontano dai noiosi nonni paterni e addirittura decidono di avere un&#8217;altra bambina.<br \/>\nQuesto piuttosto \u00e8 un messaggio che manca di realismo, come a dire che tutte le storie sono a lieto fine. Ma molti bambini sanno purtroppo che non \u00e8 affatto cos\u00ec.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Guus Kuijer<br \/>\nGraffi sul tavolo<br \/>\nGli Istrici Salani &#8211; 1996<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; proprio vero che la grande abilit\u00e0 di questo bravissimo scrittore \u00e8 quella di &#8220;capire quei pensieri che i bambini non sanno esprimere a parole&#8221; come ci viene detto all&#8217;apertura del libro. Un libro semplice con una scrittura piana e lenta, dove non succede apparentemente niente di importante. Dove per\u00f2 i piccoli (o meno piccoli) lettori vengono delicatamente posti davanti ad alcuni temi difficili: la morte, la vecchiaia, l&#8217;incomprensione.<br \/>\nAttraverso la voce di Madelief, piccola protagonista che, come il piccolo principe, non rinuncia mai alle domande, e vuole sapere tutto quello che accade e quello che \u00e8 accaduto, l&#8217;autore suggerisce che bisogna vincere la paura che pu\u00f2 nascere dalle diversit\u00e0, dalla differenza di et\u00e0 e di sentire; si pu\u00f2 trovare la strada che porta al cuore delle persone anche di quelle pi\u00f9 insopportabili e inavvicinabili. Dietro il muro alzato per difendersi c&#8217;\u00e8 sempre una persona sola e affamata d&#8217;amore.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Peter Hartling<br \/>\nLa mia nonna<br \/>\nP iemme, serie arancio oro &#8211; 1996<\/strong><br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Kalle, rimasto senza genitori a cinque anni, va a vivere con la nonna e cresce con lei.<br \/>\nIl racconto si snoda fra piccoli episodi della vita di tutti i giorni visti dagli occhi del bambino ma anche da quelli della nonna che alla fine di ogni capitolo annota le sue riflessioni personali.<br \/>\nE&#8217; un abile stratagemma che ci permette di vedere la stessa situazione anche dal punto di vista della nonna e quindi aiuta a capire che ci possono essere opinioni e reazioni diverse ma non per questo ci si deve allontanare.<br \/>\nIl linguaggio semplice ma realistico non nasconde nulla e con delicatezza mostra anche &#8220;cose brutte&#8221; della vecchiaia, quelle che, soprattutto ai pi\u00f9 giovani, possono fare paura. Dopo una visita ad un&#8217;amica che vive in una casa di riposo, la nonna riassume tutte le paure del bambino (e anche le sue) in alcune frasi che, ci pare, non hanno bisogno di alcun commento:<br \/>\nSono esattamente vecchia come quelli l\u00ec. Solo che io non vivo l\u00ec in mezzo, ma con te, con un bambino. Allora la vecchiaia ha un altro aspetto. La vecchiaia diventa terribile quando, a furia di vedere vecchi, si perde di vista la vita, sai. Ecco tutto. Ma il mondo ha paura dei vecchi. E tu pure, Kalle.<br \/>\nIl tema dell&#8217;istituzionalizzazione dei vecchi, della perdita dell&#8217;autonomia, cos\u00ec come il tema della morte, devono essere affrontati e non nascosti. E&#8217; di nuovo la nonna che, al termine del racconto, prepara Kalle alla possibilit\u00e0 della sua stessa scomparsa e, dichiarando Ho in programma di vivere il pi\u00f9 a lungo possibile, Kalle. Ma impegnarsi non basta, pu\u00f2 solo contribuire, lo pone davanti alla realt\u00e0 senza drammi, aiutandolo a crescere.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Anne Fine<br \/>\nComplotto di famiglia<br \/>\nPiemme, serie rossa &#8211; 1998<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Davvero notevole e diverso dal solito questo libro di una delle pi\u00f9 importanti scrittrici per ragazzi di lingua inglese. Le vicende della famiglia Harris (pap\u00e0, mamma, quattro figli e una nonna non pi\u00f9 del tutto autosufficiente e con un inizio di demenza senile) sono raccontate con un linguaggio insieme ironico, tenero e molto reale. Gli sforzi dei quattro ragazzini per evitare il ricovero della nonna in una casa di riposo portano ad un risultato surreale ma dai risvolti avvincenti ed estremamente incisivi e toccanti.<br \/>\nDurante la cena, Natasha annunci\u00f2 ufficialmente che la nonna non sarebbe andata a vivere alla casa di riposo; Tanya e Nicholas fecero smorfie di trionfo e si congratularono con Ivan &#8230;<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\nIvan ha chiarito la sua posizione: la nonna deve essere accudita qui, in questa casa. Giusto? (&#8230;) Allora siamo d&#8217;accordo: vostra nonna continuer\u00e0 a vivere qui e Ivan si occuper\u00e0 di lei (&#8230;) Pulire, fare la spesa, darle da mangiare, prenderle la tazza e cambiare i canali della televisione, cambiare e lavare le lenzuola, pulire il bagno dopo che l&#8217;ha usato, darle le medicine, accompagnarla in bagno, rammendarle i vestiti, andarle a ritirare la pensione, comperarle le mentine, riempirle la borsa dell&#8217;acqua calda, ascoltare le sue preoccupazioni, organizzare le visite dal dottore, stare qui con lei dopo la scuola, di sera, nei fine settimana e durante le vacanze, tenere bene al caldo la sua stanza, accenderle la luce quando si fa buio, sistemarle la radio, sprimacciarle i cuscini, controllare che abbia sempre l&#8217;acqua nel bicchiere &#8211; le mani di Natasha danzavano allegre sui piatti &#8211; Cercarle gli occhiali, trovarle il libro, raccoglierle da terra lo scialle, aprirle e chiuderle la finestra, tirarle le tende, spedirle ogni Natale le sue ultime cartoline d&#8217;auguri, consolarla quando muore qualche sua amica, ricordarle di mangiare&#8230;<br \/>\nStava elencando tutte quelle incombenze come se fossero cose da nulla e per niente impegnative, e come se negli ultimi anni non l&#8217;avessero tenuta impegnata per almeno met\u00e0 del suo tempo.<br \/>\n&#8211; Decidete tra voi come fare, o lasciate pure che Ivan si occupi di tutto: a me non importa, io ho gi\u00e0 fatto la mia parte, adesso tocca a lui.<br \/>\nIl ragazzino la fiss\u00f2 con gli occhi sbarrati.<br \/>\nSophie esclam\u00f2:<br \/>\n&#8211; Cosa? Tutto?<br \/>\n&#8211; Tutto quello che vostro padre e io abbiamo fatto fino ad oggi.<br \/>\n&#8211; E voi? Che cosa farete voi due?<br \/>\nSvolgeremo i vostri lavori, naturalmente.<br \/>\nQuali lavori? &#8211; domand\u00f2 Nicholas, sbalordito.<br \/>\n&#8211; Infilare ogni tanto la testa nella sua stanza, di solito quando l&#8217;altro televisore non funziona. Preoccuparsi all&#8217;idea che si trasferisca in un ospizio. Henry avr\u00e0 qualche incubo riguardante sua madre. Io ho bisogno di dormire, e quindi potrei spolverare la sua chincaglieria sul cassettone il sabato mattina. Credo che sia tutto quello che avete fatto finora per lei. Ho forse dimenticato qualcosa?<br \/>\nL&#8217;autrice non nasconde dietro immagini edulcorate le &#8220;bruttezze&#8221; del diventar vecchi ma sa aiutare i ragazzi (parlando il loro linguaggio) a guardare negli occhi la vita che passa, affrontando le responsabilit\u00e0 che comporta il diventare grandi. Le vicissitudini dei quattro fratelli Harris alle prese con la nonna ci portano fino alla sua morte. Anche in questo caso l&#8217;autrice ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e nel dialogo che si svolge al cimitero fra i due fratelli pi\u00f9 grandi si pu\u00f2 riassumere la sua grande capacit\u00e0 di mettersi nei panni dei pi\u00f9 giovani, aprendogli gli occhi sulla realt\u00e0, sulle tristezze ma anche sulla speranza nel futuro.<br \/>\n(Sophie) Alz\u00f2 gli occhi, e scrut\u00f2 uno dopo l&#8217;altro i rami giganteschi, fino in cima.<br \/>\n&#8211; Ivan! &#8211; strill\u00f2, sconvolta &#8211; Ma non capisci cosa succeder\u00e0? L&#8217;hanno seppellita qui sotto, a due metri di profondit\u00e0. E&#8217; la legge, devono aver fatto per forza cos\u00ec. Questo significa che adesso \u00e8 tra le radici del tasso. Capisci cosa sta per accaderle? Verr\u00e0 assorbita dalla pianta!<br \/>\nIvan si sent\u00ec quasi male. Abbass\u00f2 lo sguardo, per guadagnare tempo e controllare quanto gli aveva appena detto sua sorella, e poi lo rialz\u00f2. L&#8217;albero troneggiava su di loro, immenso, antico e magnifico, facendoli sembrare due creature minuscole. L&#8217;idea che il fragile corpo dell&#8217;anziana signora potesse in qualche modo opporsi a quella forza della natura era a dir poco ridicola.<br \/>\nRespir\u00f2 a fondo per sconfiggere la nausea.<br \/>\n&#8211; Le farebbe piacere &#8211; disse, cercando di mostrarsi pi\u00f9 calmo possibile.<br \/>\n&#8211; Piacere?<br \/>\nIvan confort\u00f2 sua sorella a proposito dell&#8217;albero cos\u00ec come lei lo aveva consolato per la storia della polmonite.<br \/>\n&#8211; Sono sicuro che ne sarebbe felice. Perch\u00e9 non dovrebbe? Una volta mi aveva detto che le piaceva pensare di far parte delle cose: sarebbe stata contenta di far parte di un albero.<br \/>\n&#8211; Lo credi davvero?<br \/>\n&#8211; S\u00ec, certo.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Anke De Vries<br \/>\nSegatura in testa<br \/>\nI Criceti Salani &#8211; 1991<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">(I due bambini trottano insieme attraverso il parco.)<br \/>\nA un tratto vedono qualcosa per terra, fra l&#8217;erba. E&#8217; una borsa marrone da ufficio.<br \/>\nSi avvicinano di corsa e la raccolgono.<br \/>\n&#8211; Di chi pu\u00f2 essere? &#8211; domanda Frans.<br \/>\nGuardano dentro la borsa.<br \/>\nE&#8217; piena di fotografie.<br \/>\nVecchie fotografie.<br \/>\n(&#8230;)<br \/>\n&#8211; Ma questo \u00e8 il signor Baas! &#8211; esclama Fransi, indicando un uomo nella fotografia.<br \/>\n&#8211; Il signor Baas? Lo conosci? &#8211; chiede Frans.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, abita a Villa delle Dune. E si dimentica tutto.<br \/>\n&#8211; Questo lo so &#8211; dice Frans &#8211; Stamattina girava nel parco. Si era dimenticato la strada. L&#8217;ho accompagnato io a Villa delle Dune.<br \/>\n&#8211; Lo faccio sempre anch&#8217;io &#8211; dice Fransi.<br \/>\n&#8211; Il signor Baas ha la segatura in testa. Un bel fastidio.<br \/>\nMolte persone anziane hanno &#8220;la segatura in testa&#8221;, cio\u00e8 dimenticano facilmente e confondono presente e passato. Appunto come il signor Baas, che vive in una casa di riposo e non riconosce nel signore stempiato che gli fa visita il figlio, una volta biondo e riccioluto.<br \/>\nL&#8217;incontro fra l&#8217;anziano signore e due bambini intraprendenti cambia tutto: con una trovata geniale i ragazzini riescono ad ottenere che la segatura abbandoni per un po&#8217; la testa del signor Baas.<br \/>\nL&#8217;autrice ha scritto questo libro in memoria dei suoi genitori che in vecchiaia ricordavano solo episodi della loro giovent\u00f9. Il libro si rivolge ai bambini con un linguaggio semplice e, con grande delicatezza, li accosta al tema della demenza senile e del ricovero in casa di cura\/riposo, presentandolo con realismo ma senza paure e senza spaventarli, aiutandoli a conoscere una &#8220;diversit\u00e0&#8221; e a saperne cogliere gli aspetti positivi e di relazione.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Mino Milani<br \/>\nL&#8217;ultimo lupo<br \/>\nPiemme, serie rossa &#8211; 1993<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Vale veramente la pena proporre questo libro ai ragazzi ma anche leggerlo ai loro fratelli pi\u00f9 piccoli. Ci potranno trovare il rapporto fra le generazioni, la riscoperta dei valori veri, la capacit\u00e0 di ascoltare, l&#8217;incontro con la natura guidato da un vecchio: tutto questo attraverso gli occhi di Enzo, il piccolo protagonista, cittadino fino al midollo.<br \/>\nPrevenuto nei confronti del vecchio zio, scappato dalla casa di riposo (..&#8221;una bella casa per anziani, televisione, gioco delle bocce&#8230;.hai un gran bravo nipote&#8230;) per tornare alla sua casa nei boschi, Enzo scopre che se uno scappa in quel modo &#8230;o in qualsiasi altro modo, qualche ragione ce la deve avere..&#8221;.<br \/>\nLe sue riflessioni ci accompagnano lungo il percorso di conoscenza che lo porter\u00e0 alla rivelazione sofferta dell&#8217;importanza del rispetto e della libert\u00e0. Arriver\u00e0 quindi ad accettare le scelte dello zio, a comprenderle fino in fondo e a schierarsi dalla sua parte. Con un linguaggio poetico ma asciutto e senza falsi pietismi, l&#8217;autore ci propone la trasformazione di Enzo (salito in montagna, dallo zio, per aiutare i cacciatori a trovare e uccidere l&#8217;ultimo lupo della zona, il ragazzo li &#8220;tradir\u00e0&#8221; diventandone quindi il salvatore) come emblematica di una capacit\u00e0 di guardare le cose con occhi nuovi.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Brigitte Peskine<br \/>\nRisvegliarsi al tramonto<br \/>\nEdizioni EL, Ex libris &#8211; 1995<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Scritto in prima persona da Nathalie, adolescente confusa e spaventata dalla propria crescita, in difficolt\u00e0 con il resto del mondo (genitori, amiche, ragazzi&#8230;), questo libro tratteggia un bel rapporto fra nonna e nipote. Proprio per bocca di Nathalie d\u00e0 vita alla paura della vecchiaia, della morte, della diversit\u00e0 e senza proporre soluzioni definitive n\u00e9 lieti finali zuccherosi indica alcune strade che possono aiutare a guardare la vita con maggiore serenit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Carmen Mart\u00ecn Gaite<br \/>\nCappuccetto Rosso a Manhattan<br \/>\nMondadori &#8211; 1999<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Come nella famosa fiaba, Sara parte per portare una torta di fragole alla nonna che vive sola a Manhattan. Una riflessione sulla libert\u00e0 che parla al cuore di tutti ma anche uno sguardo profondo ai rapporti fra nonni e nipoti. La particolarissima affinit\u00e0 fra Sara e la sua nonna Rebecca, un tempo cantante di music hall, \u00e8 descritta in modo incisivo e mostra con grande semplicit\u00e0, attraverso la penna magistrale di questa grande autrice, come i bambini siano in grado di andare oltre i pregiudizi, diritti al cuore dove sanno leggere i veri sentimenti delle persone, l&#8217;ansia di amore e la disperata solitudine di cui tante volte i vecchi di oggi sono circondati.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Anna Lavatelli<br \/>\nTutti per una<br \/>\nPiemme, serie arancio &#8211; 1997<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; una realt\u00e0 molto romanzata, dove il lieto fine \u00e8 obbligatorio, quella che viene descritta in questo libro che racconta le vicende di un gruppo di anziani di una casa di riposo. Eppure il suo pregio \u00e8 proprio quello di descrivere, con gli occhi di chi ci deve poi passare il resto della vita, una realt\u00e0 spesso sconosciuta e comunque temuta dai bambini. Le riflessioni che i protagonisti fanno fra di loro sul senso della vita, sulle aspettative verso il futuro, sulla capacit\u00e0 di essere ancora protagonisti attivi sono tutti inviti alla riflessione e ad una maggiore attenzione nei confronti degli altri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Guus Kuijer<br \/>\nTi perdi e trovi una nonna<br \/>\nI Criceti Salani &#8211; 1993<\/strong><br \/>\n<strong>Guus Kuijer<br \/>\nL&#8217;isola Duegambe<br \/>\nI Criceti Salani &#8211; 1991<\/strong><br \/>\nSegnaliamo questi libri che raccontano le avventure di Tin, intraprendente bambina di nove anni, del coetaneo Job e del piccolo Bas, per la presenza di Tilli, una vecchia signora cieca che Tin &#8220;adotta&#8221; come nonna. Difficolt\u00e0, strategie e soluzioni positive sono tratteggiate dalla penna di questo grande scrittore olandese che sa guardare il mondo dall&#8217;altezza dei bambini, sa portarli ad affrontare le realt\u00e0 e le fatiche della vita vera con fantasia, ironia e tanta voglia di divertire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Stepan Zavrel<br \/>\nNonno Tommaso<br \/>\nArka &#8211; 1992<\/strong><b><br \/>\n<\/b>Il libro ha tutti gli ingredienti per piacere ai bambini ma anche ai loro nonni!! L&#8217;ordinanza del sindaco che &#8220;per il loro bene&#8221; fa rinchiudere tutti i nonni in una casa di riposo con l&#8217;aiuto di squadre di acchiappanonni armati di ogni tipo di rete sar\u00e0 vanificata proprio dai bambini che, soli, si accorgono che i nonni l\u00e0 hanno davvero di tutto ma nessuno di loro sorride.<br \/>\nSaranno i bambini, all&#8217;insaputa dei grandi (che tanto non si accorgono di niente) a liberare i nonni e a tenerli nascosti fino a quando anche i genitori non capiranno che il loro posto \u00e8 l\u00ec, in famiglia, e che la loro presenza \u00e8 preziosa per i bambini.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Anthony Horowitz<br \/>\nNonnina<br \/>\nJunior +10 Mondadori -1996<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Appartiene al filone dei &#8220;nonni cattivi&#8221; e della fantasia pi\u00f9 sfrenata questo divertente romanzo che vede il piccolo protagonista alle prese con la vecchia, cattivissima nonna e le sue amiche che vogliono servirsi di lui per tornare giovani. Nonnina concentra in s\u00e9 tutti i tratti negativi che vengono solitamente attribuiti ai vecchi (dalla dentiera alle rughe&#8230;) e non \u00e8 possibile trovarle qualche aspetto positivo. I vecchi da eliminare? Verrebbe fatto di pensare di s\u00ec se non fosse per un personaggio, la tata del protagonista, che sa riportare le cose sulla terra e dichiara decisa agli interrogativi del ragazzino: La vecchiaia \u00e8 come una lente di ingrandimento: prende il meglio e il peggio di ognuno e l&#8217;ingrandisce. Nonnina \u00e8 stata egoista e crudele per tutta la vita. Ma non puoi prendertela con lei per essere vecchia.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Ulf Stark<br \/>\nIl paradiso dei matti<br \/>\nFeltrinelli kids &#8211; 1999<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Pur essendo un libro che parla dell&#8217;adolescenza e di tutto quello che comporta, raccontando la storia di Simone (una ragazzina dallo splendido nome francese che per\u00f2 in svedese non esiste se non al maschile\u2026). La storia, divertente, trasgressiva, delicata \u00e8 per noi significativa anche per la figura del nonno (si potrebbe dire il miglior attore non protagonista\u2026) con cui Simone ha un bellissimo rapporto fatto di confidenza, affetto e reciproca fiducia. Lo strampalato vecchietto, di cui inizialmente sappiamo solo che \u00e8 ricoverato in un ospedale per lungo degenti, piomba a casa della figlia dichiarando<br \/>\nSono venuto qui per morire (\u2026) Lo so, lo so! Forse \u00e8 sconveniente. Ma in quell&#8217;ospedale del cavolo non si pu\u00f2 morire in pace. Non si fa in tempo, con tutti gli esami del sangue e i termometri che ti infilano dappertutto e le lenzuola che devono essere cambiate e le pillole che bisogna mandar gi\u00f9 e tutte le altre scemenze che si inventano!<br \/>\nIl nonno accompagna e sostiene Simone in tutte le sue peripezie alla ricerca di se stessa e quando viene il momento organizza una festa d&#8217;addio cui partecipa dal suo grande lettone dove morir\u00e0 sereno accanto alla figlia e alla nipote mentre la festa e la vita continuano nella notte.<br \/>\nUn altro libro in cui la morte viene affrontata con realismo e tranquillit\u00e0, senza nascondere niente e senza spaventare.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Karel Verleyen<br \/>\nMio nonno domatore di leoni<br \/>\nGli Istrici Salani &#8211; 1997<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Divertente e surreale questo nonno, scomparso in Africa tanti tanti anni prima, ricompare all&#8217;improvviso e vorrebbe venire a vivere con il figlio che non l&#8217;ha mai conosciuto. E cos\u00ec la storia si snoda fra l&#8217;esigenza di riconoscimento da parte del nonno, il rifiuto del figlio che non sa affrontare il cambiamento e la piena, immediata accettazione invece da parte del nipotino per il quale il nonno ritrovato inventa avventure mirabolanti. Inevitabile il lieto fine (Ai nipoti pu\u00f2 benissimo nascere un nonno! Ad alcuni almeno\u2026E a me \u00e8 successo!) per un libro che, tra le risate, ci ricorda comunque l&#8217;importanza degli affetti e delle figure familiari.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Segatura in testa<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Abbiamo scelto alcuni testi che aiutano in modo significativo ad entrare in contatto con temi difficili quale la malattia e la vicinanza con la morte scegliendo per fare questo la figura dei nonni come figura mediatrice.<br \/>\nMolti dei testi recuperano in modo positivo l&#8217;immagine di persona vecchia che si avvicina, pi\u00f9 o meno consapevolmente, alla fine della propria vita. Mettere a fuoco questo tema fa inevitabilmente sfuocare il resto rendendo centrale il rapporto che si crea fra il nonno o la nonna e i bambini.<br \/>\nIn alcuni racconti per\u00f2 questa centralit\u00e0 del rapporto disegna un&#8217;immagine di nonni sopra le righe, con caratteri di eccezionalit\u00e0, distanti dai tratti reali.<br \/>\nI nonni spiccano anche perch\u00e9 dietro loro c&#8217;\u00e8 il vuoto famigliare. Riempiono l&#8217;assenza delle altre figure, in particolare dei genitori che non sono rappresentati come adulti di riferimento, sono lontani ( e come tale vengono allontanati dagli autori con stratagemmi vari).<br \/>\nQuesta resa del quadro familiare in termini di assenza dei genitori \u00e8 contraddittoria e problematica; tende da un lato ad idealizzare le figure dei nonni presentandoli, appunto, come super nonni, dall&#8217;altro induce a domandarsi come i bambini leggano questo vuoto, che alcuni libri disegnano in termini cos\u00ec forti, appare altrettanto irreale al pari dei quadretti idilliaci di tanti spot pubblicitari.<br \/>\n&#8220;Un altro degli elementi considerato da molti proibito nei libri per ragazzi \u00e8 la morte. Intendiamoci, la morte come elemento risolutivo dell&#8217;intreccio, \u00e8 stata sempre usata con abbondanza. Mamme morte che producono utilissimi orfanelli, eroici tamburini sardi o scervellati monelli che giocano col fuoco, piccoli ebrei nei lager, malatini di AIDS o vittime di faide tribali in Bosnia o in Ruanda. La morte straziante \u00e8 uno degli ingranaggi fondamentali per mettere in moto la macchina del patetico, cos\u00ec presente specie nella letteratura ottocentesca, e comunque in quella che vuole ammonire ed edificare. La morte come evento, come spettacolo, come dato di fatto che in genere ci fa sentire colpevoli di essere sopravvissuti. Mai o quasi mai la morte come problema filosofico.<br \/>\nEppure tutti i bambini si interrogano al riguardo, nonostante le risposte evasive e depistanti degli adulti (&#8230;). Uno dei miei libri per preadolescenti pi\u00f9 amato dalle lettrici \u00e8 Principessa Laurentina dove ho cercato di raccontare in modo realistico la reazione della protagonista alla morte della madre, avvenuta per un imprevisto incidente proprio mentre era in corso un profondo dissidio con la figlia. Ho notato che a leggere libri di questo genere i bambini e i ragazzini provano un senso di sollievo, non perch\u00e8 se ne ritrovino<\/span> consolati,<span style=\"color: #000000;\"> ma perch\u00e8 si sono almeno liberati dal peso angoscioso del silenzio, del non detto, del rimosso&#8221;. (Bianca Pitzorno, Storia delle mie storie, Pratiche Editrice, Parma, 1995, pp. 137-138)<br \/>\n<b><br \/>\nNonni &#8211; rapporti fra le generazioni &#8211; figure di riferimento nella crescita<br \/>\n<\/b><\/span>Un filone ricco di titoli \u00e8 quello che vede i nonni come figure adulte di riferimento, solide rassicuranti (o anche &#8220;negative&#8221; in quanto custodi delle tradizioni) ma spesso sole nella totale (o quasi) assenza dei genitori.<br \/>\nCitiamo fra i tanti:<span style=\"color: #000000;\"><br \/>\n<\/span>Patricia MacLachlan<span style=\"color: #000000;\">, <\/span>Album di famiglia, Junior Mondadori +10,1993<br \/>\nMargaret Shaw, Ieri e domani, Gaia Junior Mondadori, 1993<br \/>\nRhea Beth Rossi, Solo donne in famiglia, Gaia Junior Mondadori, 1993<br \/>\nGail Giles, Il respiro del drago, Junior +10 Mondadori, 1999<br \/>\nRoberta Grazzani,\u00a0 Nonno Tano, Piemme serie azzurra, 1992<br \/>\nSilvana Gandolfi, Occhio al gatto!, Salani Gli Istrici, 1995<br \/>\nMatilde Lucchini, Per fortuna ci sono i dinosauri, J<span style=\"color: #000000;\">unior +<\/span>10 Mondadori, 1994<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un percorso bibliografico sul rapporto fra nonni e nipoti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3595],"edizioni":[57],"autori":[295,294],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3641],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/654"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=654"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/654\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6097,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/654\/revisions\/6097"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=654"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=654"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=654"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=654"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=654"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=654"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}