{"id":656,"date":"2009-11-04T17:07:10","date_gmt":"2009-11-04T17:07:10","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=656"},"modified":"2026-01-09T10:59:28","modified_gmt":"2026-01-09T09:59:28","slug":"le-facce-della-diversit-nella-letteratura-infantile-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=656","title":{"rendered":"1. Le facce della diversit\u00e0 nella letteratura infantile"},"content":{"rendered":"<p>Esplicitiamo il punto di vista da cui vorremmo cominciare per proporre questo numero monografico dedicato al rapporto tra le forme della diversit\u00e0 e la letteratura per bambini e ragazzi; tra le molti possibili chiavi di lettura con cui accostarsi a questo tema vorremmo privilegiare l&#8217;idea di una letteratura intesa come luogo di rivisitazione della vita quotidiana. Con quest&#8217;ultima la letteratura conserva legami diretti in quanto serbatoio di storie reali e potenziali che la creativit\u00e0 e l&#8217;immaginazione a volte riprendono, rivedono o stravolgono sempre comunque individuando nella dimensione quotidiana un punto di riferimento.<\/p>\n<p><b>Ma che cosa \u00e8 la quotidianit\u00e0?<br \/>\n<\/b>E&#8217; qualcosa che ha a che fare con l&#8217;ordinariet\u00e0, la ripetizione, la routine. Tutta la nostra vita \u00e8 intessuta di routines senza le quali diventerebbe impossibile vivere, pena reinventare, come novelli Robinson Crosue, le pratiche che contraddistinguono il passare dei giorni.<br \/>\nQuotidianit\u00e0 \u00e8 la dimensione in cui siamo immersi, che attraversiamo, dentro cui agiamo e reagiamo. Per questa sua &#8220;naturalit\u00e0 ed ovviet\u00e0&#8221; \u00e8 la dimensione con cui facciamo pi\u00f9 fatica a confrontarci; la comprensione dei meccanismi che la sostengono \u00e8 sotterranea, spesso non ricercata cos\u00ec come non \u00e8 scontato il farli venire a galla.<br \/>\nDa molti punti di vista la quotidianit\u00e0 fatica ad affermarsi con valore, con senso e anche con piacere.<br \/>\nSpesso \u00e8 la rottura che in un qualche modo ci fa riprendere contatto con il quotidiano, promuovendo una forma di consapevolezza maggiore.<br \/>\nNella quotidianit\u00e0 noi conosciamo infatti anche la rottura dell&#8217;ordinario e del consueto: l&#8217;ignoto e la paura, la malattia e la morte, la nascita difficile e la convivenza con essa. Le forme di questa rottura si presentano a volte come evento inatteso e scioccante, a volte sotto il segno della cronicit\u00e0 e del non cambiamento e sono spiazzanti e difficili da interpretare.<\/p>\n<p><b>Quale rapporto tra la quotidianit\u00e0 e la letteratura?<br \/>\n<\/b>Partendo da queste riflessioni tra le molte valenze possibili, segnaliamo alcuni rimandi per noi particolarmente pertinenti rispetto al collegamento fra quotidianit\u00e0 e letteratura:<\/p>\n<p><b>La letteratura come catalogo<br \/>\n<\/b>Inventario del mondo che passa attraverso il rinominare le cose, il procedere alla conoscenza attraverso il linguaggio, il dare nome alle cose. E&#8217; un rifarsi continuo a quel primo atto creativo che ricorre cos\u00ec forte in molti miti e testimonianze arcaiche e che rivediamo ogni volta che un bambino impara ad impadronirsi del linguaggio come processo sociale e socializzante, che ha bisogno dell&#8217;altro per compiersi.<\/p>\n<p><b>La letteratura come mediazione verso la vicinanza con la propria e l&#8217;altrui esperienza<\/b><br \/>\nMolti di coloro che amano leggere ed ascoltare storie sentono ci\u00f2 che cos\u00ec efficacemente uno scrittore importante come Proust affermava: &#8220;solo attraverso l&#8217;arte possiamo uscire da noi, sapere che cosa vede un altro di un universo che non \u00e8 lo stesso nostro e i cui paesaggi rimarrebbero per noi non meno sconosciuti di quelli che possono esserci sulla luna. Grazie all&#8217;arte, anzich\u00e9 vedere un solo mondo, il nostro, lo vediamo moltiplicarsi&#8230;&#8221;<br \/>\nQuando il punto di vista, il mondo a cui l&#8217;altro ci introduce \u00e8 di segno difficile, portatore di quella faccia della realt\u00e0 con cui \u00e8 pi\u00f9 faticoso e pauroso tenere aperti i legami (la malattia, la morte, l&#8217;incapacit\u00e0, la dipendenza) la letteratura amplifica la sua capacit\u00e0 di mediazione, di introdurre elementi di collegamento, di apertura, di forme di apprendimento attraverso le vie:<br \/>\ndella vicinanza (s\u00ec, si pu\u00f2 parlare anche di cose difficili, passaggi aspri);<br \/>\ndella distanziazione ( attraverso il prendere le distanze per poter elaborare);<br \/>\ndella triangolazione (oltre me stesso e la paura c&#8217;\u00e8 il terzo elemento dato dalla storia)<\/p>\n<p><b>La letteratura come dialogo<br \/>\n<\/b>La quotidianit\u00e0 \u00e8 il nostro vivere ma pu\u00f2 rischiare di essere la nostra gabbia rimandandoci un&#8217;idea di forte separatezza ed incomunicabilit\u00e0:. &#8220;Io dentro al mio quotidiano, tu dentro al tuo&#8221;.<br \/>\nSu questo punto la letteratura spiazza, ci fa confrontare direttamente con l&#8217;incrocio di destini, il continuo rifarsi di una storia con l&#8217;altra.<br \/>\nLa letteratura si propone come terreno di meticciato, intreccio di confluenze e stimoli. Nasce da un&#8217; &#8220;impollinazione incrociata&#8221; , come si esprime Salan Rusdhie, e si pone come un forte messaggio di non autosufficienza e non autoreferenzialit\u00e0, uno sprone al dialogo possibile.<\/p>\n<p><b>La letteratura per bambini e ragazzi<\/b><br \/>\n&#8220;La letteratura \u00e8 una prigione di cristallo&#8221; scrive Carmen Martin Gaite nel libro La regina delle nevi. E&#8217; qualcosa di separato dalla vita vera, \u00e8 anche, pu\u00f2 anche essere, un territorio riparato e protetto dove provarsi con gli snodi della vita.<br \/>\nE&#8217; questa una delle funzioni pi\u00f9 significative che la letteratura assolve nei confronti dei lettori pi\u00f9 giovani: aiutare il confronto con le molteplici facce della realt\u00e0 seguendo la strada della fantasia e dell&#8217;immaginazione.<br \/>\n&#8220;Un racconto, un romanzo, una narrazione qualsiasi -dal momento in cui conosciamo gli elementi di base, ossia da quando l&#8217;adulto ci introduce nel mondo della fiaba- ci permette di identificarci con la (o il) protagonista e con i fatti dei quali \u00e8 partecipe. Rispetto al cinema o alla televisione la pagina scritta permette una pi\u00f9 vasta possibilit\u00e0 di esercitare il fattore identificazione perch\u00e9 la mente non \u00e8 sopraffatta dal forte plagio rappresentato dalle immagini&#8221;.<br \/>\nQuesta identificazione funziona proprio perch\u00e9 supportata dalla separazione dettata dalla pagina scritta e dal ruolo attivo che l&#8217;oggetto libro impone al suo lettore. Interrompendo la lettura decidiamo di costruire spazi di riflessione che, partendo da uno stimolo definito, prendono poi strade proprie.<br \/>\nPerch\u00e9 un libro \u00e8 senz&#8217;altro molto di pi\u00f9 che un libro: &#8220;Un libro \u00e8 scritto da qualcuno, ha un titolo, \u00e8 un oggetto che circola in pi\u00f9 copie; non tutti i libri sono uguali e quindi non vanno usati tutti allo stesso modo; la lettura \u00e8 una scelta, un modo per stare insieme, un pretesto per stabilire interazioni con gli adulti o con i pari, un&#8217;attivit\u00e0 individuale ma regolata anche da vincoli sociali; leggere \u00e8 essere membri di una comunit\u00e0, \u00e8 ascoltare parole che provengono da un testo scritto, \u00e8 usare ci\u00f2 che un libro dice per fare dell&#8217;altro; leggere \u00e8 una componente saliente della vita quotidiana&#8221;.<br \/>\nLeggere \u00e8 incontrare altre storie e altri destini in cui riconoscere somiglianze e differenze<br \/>\nIncontrare una storia che ha tra i protagonisti un bambino o una bambina con un deficit o in una situazione di difficolt\u00e0 costituisce un opportunit\u00e0 di confronto con chi si presenta con tratti differenti; un confronto mediato che pu\u00f2 indurre ad approfondire quanto il racconto propone attraverso il paragone con la propria esperienza di conoscenza diretta di chi quella condizione di deficit o difficolt\u00e0 vive in prima persona<br \/>\n&#8220;I libri possono aiutare a crescere, incoraggiando e parlando di s\u00e9. Per questo sono utili libri che parlano di handicappati. I bambini handicappati nei libri possono essere chiamati &#8220;ammalati&#8221;, e questo \u00e8 un falso grave perch\u00e9 un bambino handicappato non ha una malattia da cui pu\u00f2 guarire: ha un deficit permanente. Ma bisogna dirlo? E come? Quali libri dicono che un bambino \u00e8 handicappato?<br \/>\nCi sono libri che aiutano un riconoscimento, che sostengono la fatica del percorso di identit\u00e0, che trovano le parole ed i modi adeguati. Sono questi libri che pur rivolgendosi a lettori giovani, anche molto giovani, affrontano cose che possono far paura, temi importanti affinando le armi della curiosit\u00e0, della metafora, della libera fantasia. Sono libri che propongono l&#8217;intera tavolozza dei colori vitali pur di fronte alla difficolt\u00e0 e tristezza che tante situazioni raccontate propongono.<br \/>\nDi questo vorremmo parlare, proponendo due percorsi bibliografici che fanno riferimento al panorama editoriale italiano degli anni &#8217;90.<br \/>\nIl primo affronta il tema della diversit\u00e0 con particolare attenzione a due fasce di lettori i piccoli e i ragazzi verso l&#8217;adolescenza. Il secondo presenta una serie di testi in cui lo stesso argomento -diversit\u00e0- viene affrontato da un angolatura particolare: il rapporto tra generazioni e pi\u00f9 precisamente fra nonni e nipoti. Da questo punto di vista i libri diventano occasione per inoltrarsi nel terreno della malattia, della mancanza di autonomia, del prendersi cura.<br \/>\nAccanto alla segnalazione dei testi trovano posto altri contributi:<br \/>\n&#8211; &#8220;C&#8217;\u00e8 cavallo e cavallo&#8221; a cura di Lara Dattoli: pezzo sull&#8217;utilizzo del libro per bambini in classe come supporto fondamentale per affrontare anche con i pi\u00f9 piccoli il tema della diversit\u00e0;<br \/>\n&#8211; l&#8217;articolo &#8220;Educare alla differenza&#8221; della pedagogista Franca Mazzoli: attraverso la narrazione di storie si pu\u00f2 avvicinarsi agli altri;<br \/>\n&#8211; il punto di vista di una case editrice, attraverso le parole della direttrice Arianna Papini, impegnata a curare la diffusione di molti testi che introducono alla riflessione sull&#8217;essere e sentirsi diversi;<br \/>\n&#8211; l&#8217;intervista ad un autore, Guido Quarzo, molto attento a questi temi;<br \/>\n&#8211; il contributo di Andrea Canevaro, docente di pedagogia speciale, dal titolo &#8220;Riduzione dell&#8217;handicap&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Editoriale<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3608,3595],"edizioni":[57],"autori":[295,294],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3641],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/656"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=656"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/656\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6086,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/656\/revisions\/6086"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=656"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=656"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=656"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=656"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=656"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=656"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}