{"id":663,"date":"2009-11-04T17:07:12","date_gmt":"2009-11-04T17:07:12","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=663"},"modified":"2026-01-14T12:53:02","modified_gmt":"2026-01-14T11:53:02","slug":"il-poeta-continua-a-tacere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=663","title":{"rendered":"Il poeta continua a tacere"},"content":{"rendered":"<p>a cura di C. M.<\/p>\n<p>&#8221; Il primo dubbio venne solo quando aveva tre anni. Le ragazze dissero:<br \/>\n&#8220;E&#8217; un ritardato&#8221;, perch\u00e9 si muoveva a fatica, non parlava, ma balbettava, era privo di grazia, una creatura goffa. E i nostri amici esaminavano attentamente il suo aspetto, cercando di trovare dei segni chiari di ci\u00f2 che non osavano esprimere.<br \/>\nNon ricordo bene questo periodo della sua vita. Ero occupato con i mali di sua madre, che si stava rapidamente spegnendo. Perch\u00e9 dopo quel tardo concepimento non c&#8217;era pi\u00f9 lei, ma i suoi resti. Dovevamo vederla mentre si allontanava da noi, per andare nel deserto, costretta ad avanzare, da sola, tra colline aride e desolate, e sparire nella nebbia, nell&#8217;oscurita&#8217;.<br \/>\nGiorno dopo giorno si notava il suo cambiamento. Quando sua madre mori&#8217;, il bambino aveva sei anni. Camminava male, non era attaccato a nessuno della famiglia, viveva solo con s\u00e9 stesso, ma senza essere un sognatore; assolutamente non era un sognatore. Sempre afflitto, inquieto. Se gli carezzavano i capelli si ritraeva.<br \/>\nVorrei dire pietosamente: un orfano. Ma la lingua si ribella. La perdita di sua madre non gli fece alcuna impressione, anche se, per mia distrazione, venne con noi alla sua sepoltura. Non chiese mai di lei, come se avesse capito che il suo distacco era definitivo. Di pi\u00f9, qualche mese dopo la sua morte sparirono tutte le sue fotografie che erano in casa, e quando, dopo qualche giorno, ci accorgemmo della scomparsa, non pensammo di rivolgerci a lui. Quando lo facemmo, era tardi. Prima che fosse buio, ci port\u00f2 al luogo della sepoltura; in un angolo del giardino, sotto un pioppo, tra i resti di un antico pozzo di cemento, avvolti in un vecchio straccio, c&#8217;erano i brandelli delle fotografie.<br \/>\nStette a lungo davanti a noi, sotto i rami, balbettando eccitato, mentre i suoi occhietti si muovevano agitati.<br \/>\nMalgrado ci\u00f2 la cosa non si spiegava.<br \/>\nPer la prima volta aprimmo gli occhi: di fronte a noi c&#8217;era un piccolo disperato. Non mi trattenni, e lo picchiai, per la prima volta. Lo presi con forza per il polso, e lo colpii dritto sul viso. Poi lo picchiarono le ragazze (perch\u00e9 lo picchiarono?).<br \/>\nLui non capiva.<br \/>\nAccolse le botte con stupore. Poi cominci\u00f2 a piangere, cadde a terra. Lo sollevammo e lo trascinammo a casa&#8230;<br \/>\n&#8230; Ma la sera a casa sono preso dalla disperazione. Sto con lui intere ore davanti al libro aperto, e non ne ottengo niente. Lui sta accanto a me, non si muove, ma le mie parole galleggiano come olio sull&#8217;acqua. Quando lo lascio andare torna in camera sua, e prepara i compiti in mesoterma. Poi chiude i quaderni, li infila nella cartella, e la chiude.<br \/>\nQualche mattina, quando dorme ancora, gli apro la cartella e guardo i suoi quaderni. Rimango di sasso a vedere le risposte che scrive, fantasie, e mi spavento davanti agli esercizi di aritmetica, strani segni tracciati con applicazione, al di l\u00e0 della logica.<br \/>\nMa non dico niente, non lo rimprovero. Mi basta che si alzi tutte le mattine per andare a scuola, senza rumore, e sieda al suo ultimo banco.<br \/>\nNon raccontava niente di quello che faceva a scuola. N\u00e9 io glielo chiedevo.<br \/>\nVa silenziosamente, e silenziosamente torna. Ci fu un breve periodo, mi pare il suo quinto o sesto anno di scuola, in cui i compagni lo maltrattavano. Era come se lo avessero improvvisamente scoperto, e cominciarono a dargli fastidio. Durante l&#8217;intervallo i bambini della sua classe e le bambine, senza distinzione, gli si avvicinavano e gli davano dei pizzicotti, come se volessero vedere se esisteva davvero, se era una persona e non uno spirito dell&#8217;oltretomba. Malgrado ci\u00f2 continu\u00f2 ad andare a scuola, e su questo insistetti anch&#8217;io.<br \/>\nDopo qualche settimana lo lasciarono di nuovo in pace.<br \/>\n(A.B. Yehoshua, Il poeta continua a tacere)<\/p>\n<p>Un vecchio poeta che ha ormai rinunciato a scrivere (&#8220;quel che dovevo scrivere, l&#8217;ho gi\u00e0 scritto&#8221;) consegnandosi al silenzio e il figlio &#8220;diverso&#8221;, isolato dalla malattia mentale. Padre e figlio rimasti entrambi senza la parola. Il romanzo breve di Yehoshua \u00e8 ambientato in Israele negli anni sessanta ed \u00e8 centrato unicamente su due figure solitarie e sul loro faticoso, spesso assente, rapporto. E&#8217; il padre poeta che racconta, con tono dimesso ma efficace, la sua rinuncia alla poesia, il senso di vuoto che questa scelta ha lasciato in lui e, contemporaneamente, la storia del suo rapporto con il figlio, i tentativi, spesso falliti, per superare l&#8217;isolamento di quest&#8217;ultimo, il suo silenzio, la sua diversit\u00e0.<br \/>\nIl poeta narra la lenta, ansiosa scoperta della malattia del figlio durante l&#8217;infanzia, il suo non-inserimento nella comunit\u00e0 scolastica, l&#8217;adolescenza difficile, la solitudine che, con il passar degli anni, finisce per sembrare un destino. La moglie muore, le altre due figlie si sposano, il dono della poesia a poco a poco svanisce, gli amici di un tempo si allontanano e alla fine rimangono solo loro due, padre e figlio.<br \/>\nKafka diceva che i grandi libri colpiscono come un pugno e <i>Il poeta continua a tacere<\/i> \u00e8 un romanzo duro, senza lieto fine, che solo a tratti lascia qualche spiraglio alla speranza, alla dolcezza del vivere. Yehoshua racconta soprattutto la difficolt\u00e0 di convivere con la &#8220;diversit\u00e0&#8221; (in questo caso la malattia mentale che, tra l&#8217;altro, non viene mai descritta con precisione ma solo per accenni), il faticoso e oscuro scorrere dei giorni, degli anni, i piccoli dolori, le silenziose sconfitte.<br \/>\nE tuttavia il poeta osserva il figlio, scrive di lui, cerca di penetrarne il silenzio e l&#8217;isolamento. Genitore e figlio sono accumunati dalla rinuncia alla parola. Chi non usa il linguaggio comune, i codici della maggioranza \u00e8 destinato alla solitudine, che si tratti di un poeta un tempo famoso o di un malato.<br \/>\nEppure, proprio alla fine del libro, il figlio si accoster\u00e0 al linguaggio componendo faticosamente piccole poesie, brevi versi che esprimono il mondo che ha dentro, altrimenti condannato al silenzio. Il figlio ha intuito, nelle opere del padre come in altre poesie, una (possibile) via di salvezza, l&#8217;immensa ricchezza che ha in s\u00e9 l&#8217;espressione artistica, la possibilit\u00e0 di salvarsi che accompagna lo scrivere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il magico Alvermann &#8211; Raccontare la diversit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3595],"edizioni":[96],"autori":[2775,4074],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3638],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/663"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=663"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/663\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6243,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/663\/revisions\/6243"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=663"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=663"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=663"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=663"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=663"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=663"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}