{"id":6667,"date":"2026-02-23T11:15:49","date_gmt":"2026-02-23T10:15:49","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6667"},"modified":"2026-02-23T11:15:49","modified_gmt":"2026-02-23T10:15:49","slug":"3-la-porta-dellinferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6667","title":{"rendered":"3. La porta dell&#8217;inferno"},"content":{"rendered":"<p>Riportiamo di seguito i brani da Vestita di nuvole di Maria Simona Bellini, Sperling &amp; kupfer editori, Milano, 1996<\/p>\n<p>Furono pochi i giorni che riuscii a trascorrere serenamente.<br \/>\nInfatti, una notte mi svegliai di soprassalto. C&#8217;era un rumore strano nella stanza, come di singhiozzo soffocato.<br \/>\nAccesi la luce spaventata e il mio sguardo si pos\u00f2 subito su Letizia. Il suo corpicino era contratto e aveva preso una strana posizione a U. Le gambine erano dritte verso l&#8217;alto e cos\u008d la testina. Dalla sua gola usciva uno sbuffo strozzato.<br \/>\nNon sapevo cosa fare e avrei voluto urlare, ma mi trattenni e svegliai Tony con delicatezza.<br \/>\nNel frattempo Letizia si era nuovamente rilassata e sembrava riposare serenamente.<br \/>\nSpiegai a Tony cos&#8217;era accaduto. Si alz\u00f2 immediatamente e si avvicin\u2022\u00f2alla culla con un&#8217;espressione preoccupata, ma la bambina era l\u00ec\u008d che dormiva, avvolta nel lenzuolino rosa.<br \/>\nLa sua espressione cambi\u00f2 all&#8217;improvviso. Era infuriato.<br \/>\nAspett\u00f2 qualche minuto seduto sul bordo del letto con la testa tra le mani, poi rivolgendosi a me, disse in un sussurro: &#8220;Dormi, Simona, ti prego, dormi. Io non ce la faccio pi\u00f9 a vivere cos\u00ec\u008d. Dormi per favore&#8221;.<br \/>\nIo non era pazza e non avevo le allucinazioni! Perch\u00e8 questo avevo letto sul suo viso.<br \/>\nMio Dio! Come ne sarei uscita?<br \/>\nLa sera successiva portai Letizia a letto, dopo il pasto, con la morte nel cuore.<br \/>\nA casa l&#8217;atmosfera si era fatta molto pesante e mi ero resa conto, con stupore e dolore, che cominciavo a trattare male i miei bambini per un nonnulla.<br \/>\nMi sentivo come sull&#8217;orlo di un precipizio, nel quale avevo tanta voglia di cadere.<br \/>\nEcco, ricominciava!<br \/>\nLetizia era di nuovo in quell&#8217;assurda posizione. Si rilass\u00f2 e si irrigid\u008d di nuovo per diverse volte.<br \/>\nCon una voce calma e glaciale, che non riconobbi come mia, chiamai ancora una volta Tony.<br \/>\nSegu\u00ec\u008d anche lui due o tre fasi di quello strano alternarsi di contrazione e quiete.<br \/>\nE subito dopo mi disse: &#8220;Chiama Aldo, per favore, &#8230; e scusami&#8230;\u201d.<br \/>\nNon me lo feci ripetere due volte e nel primo pomeriggio del giorno dopo Aldo Pennacchi era seduto con noi al tavolo della stanza da pranzo.<br \/>\n&#8220;Sicuramente \u00e8 un problema neurologico&#8221;, esord\u008d\u00ec, dopo le necessarie spiegazioni, rivolgendosi a Tony, &#8220;ma se tua moglie afferma che nella sua famiglia sono presenti alcuni casi di epilessia, probabilmente non si tratta che di questo.&#8221;<br \/>\nIo annuivo senza fiatare.<br \/>\n\u201cQuesta malattia comunque non deve spaventare. \u00c8 abbastanza diffusa e nella maggior parte dei casi perfettamente controllabile. Per\u00f2 non \u00e8 possibile effettuare disgnosi senza qualche approfondimento. Io lo farei. Potrebbe trattarsi d\u2019altro, o di niente. Credo che la cosa migliore sia portare la bambina all\u2019ospedale, per una visita neurologica.\u201d<br \/>\n\u201cNeurologica&#8230; neurologica&#8230; neurologica&#8230;\u201d<br \/>\nEro al punto di partenza!<br \/>\nBisognava assolutamente fissare un appuntamento con un neurologo.<br \/>\nLo ottenni per fine agosto.<br \/>\nLa smilza signorina allo sportello mi restitu\u00ec il foglietto rosa con la richiesta di una visita specialistica, dichiarando con entusiasmo: \u201cSiete fortunati. Oggi visita il professor G: \u00c8 un vero luminare. Volete prendere l\u2019appuntamento per il controllo?\u201d<br \/>\n\u201cNo, grazie\u201d, risposi. \u201cSpero proprio che non ce ne sia bisogno.\u201d<br \/>\n\u201cAccomodatevi nella stanza alla vostra destra e auguri per la piccola.\u201d<br \/>\nLa carrozzina fece per prima il suo ingresso nella stanza con Tony e me dietro. Era la prima volta che mettevo piede in un ambulatorio di neurologia.<br \/>\nRichiusiria non termina qui. Abbiamo ancora tanta strada da fare!<br \/>\nNon \u00e8 possibile sentirsi appagati dai risultati raggiunti, anche perch\u00e9 il futuro incute ancora un po\u2019 di timore.<br \/>\nPer esempio, io non ho la pi\u00f9 pallida idea di cosa un giorno Letizia diventer\u00e0. Ho solo una certezza: so esattamente cosa non diventer\u00e0!<br \/>\nNon sar\u00e0 Ettore, Paolo, Emanuela, o altre decine di bambini devastati che ho incontrato lungo il mio percorso.<br \/>\nNon trascorrer\u00e0 la sua vita in un letto, in attesa solo di morire.<br \/>\nNon sar\u00e0 un neonato a vita!<br \/>\nA nessuno permetter\u00f2 dunque di affermare quali siano i limiti di mia figlia. Anche perch\u00e9 Letizia smentirebbe ancora una volta tutte le nuove, terribili previsioni. E allora perch\u00e9 farne?<br \/>\nIo non ho elementi per sostenere che Letizia a vent\u2019anni non avr\u00e0 alcun problema oppure il contrario. Anche perch\u00e9, francamente, m\u2019interessa poco.<br \/>\nConsidero fondamentali per il suo benessere solo poche semplici cose: l\u2019autosufficienza, una salute discreta, il porgersi serenamente alla vita.<br \/>\nSul primo elemento stiamo lavorando, al secondo ha provveduto la natura, il terzo sar\u00e0 una conquista tutta sua. La pi\u00f9 importante! E tutto il resto sar\u00e0 un regalo.<br \/>\nA questo punto combatto con un unico, grande tormento: il pensiero delle migliaia di bambini ai quali non vengono offerte tutte le opportunit\u00e0 per uscire dal tunnel della lesione cerebrale.<br \/>\nNon \u00e8 importante in che condizioni possano uscirne, se su una carrozzella o privi di parola. Essenziale \u00e8 che possano dare il massimo che la lesione consenta loro, che il potenziale possa venire sfruttato pienamente.<br \/>\nQualcuno potrebbe superare addirittura i propri compagni privi di handicap. Ma questo non interessa n\u00e9 ai bambini cerebrolesi n\u00e9 a noi genitori.<br \/>\nA noi occorrono solo conquiste, obiettivi da raggiungere, la voglia di sperare ancora. Perch\u00e9 non esiste mai\u00a0 attesa troppo lunga per un genitore che spera.<br \/>\nLetizia \u00e8 una bambina serena, allegra, disponibile verso gli altri in modo pressoch\u00e8 totale e nella nostra casa non si respira atmosfera di tragedia.<br \/>\n\u00c8 strano? Siamo pazzi? O incoscienti?<br \/>\nNo. La nostra \u00e8 la serenit\u00e0 di chi, voltandosi indietro, non dovr\u00e0 recriminare su quanto non ha voluto o potuto fare. Di chi ha contribuito a migliorare il futuro del proprio figlio. Magari combattendo battaglie che sembravano perdute in partenza.<br \/>\nQuanti scontri, discussioni, controversie. E quanti avversari da superare: i pregiudizi culturali, la nostra disperazione, la presunzione di chi dovrebbe aiutarti ma non ti capisce. E non fa nulla per capirti.<br \/>\nAnche per questo ho stipulato un patto con me stessa. Niente nomi di medici, paramedici o di quei campioni di umana ignoranza che hanno reso ancor pi\u00f9 difficoltoso il nostro cammino! Un po\u2019 per piet\u00e0, un po\u2019 per vigliaccheria. Per lasciare spazio invece a quanti hanno illuminato la nostra strada.<br \/>\nIn salita, faticosa, ma rivolta a vette irraggiungibili da una famiglia normale.<br \/>\nE della Letizia di oggi cosa dire?<br \/>\nLetizia rappresenta la fiducia in un mondo dove ognuno possa dare quanto pu\u00f2, nella certezza di avere comunque un ruolo, una missione da poter integrare con quella degli altri.<br \/>\nPerch\u00e9 questo \u00e8 il senso della vita dei bambini come lei.<br \/>\nQuanto ha ricevuto da quelli che l\u2019hanno aiutata? E quanto ha dato loro?<br \/>\n\u00c8 da questo abbraccio di ruoli che Letizia \u00e8 sbocciata nuovamente alla vita, avendo oggi poco a che fare con la bimba di prima, quella chiusa nel guscio.<br \/>\nI suoi grandi occhi verdi, la sua salvezza, sono l\u2019unica immagine riconoscibile della Letizia di cinque anni fa.<br \/>\nE vorrei che fosse cos\u00ec per tutti i bambini in difficolt\u00e0.<br \/>\nMa non ho mezzi, sono impotente.<br \/>\nL\u2019unico strumento che possiedo sono queste mie parole, che spero possano dare anche un solo barlume di speranza a coloro che ne hanno bisogno.<br \/>\nPerch\u00e9 un giorno anch\u2019essi possano vedere con gli occhi del cuore quella grande insegna che campeggia sulla porya di casa mia.<br \/>\nC\u2019\u00e8 scritto: SILENZIO! MIRACOLO IN CORSO.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo di seguito i brani da Vestita di nuvole di Maria Simona Bellini, Sperling &amp; kupfer editori, Milano, 1996 Furono pochi i giorni che riuscii a trascorrere serenamente. Infatti, una notte mi svegliai di soprassalto. C&#8217;era un rumore strano nella stanza, come di singhiozzo soffocato. 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