{"id":672,"date":"2009-11-04T17:07:14","date_gmt":"2009-11-04T17:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=672"},"modified":"2026-01-14T12:31:50","modified_gmt":"2026-01-14T11:31:50","slug":"il-rumore-dei-passi-della-gente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=672","title":{"rendered":"Il rumore dei passi della gente"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Era stato dimesso dall&#8217;ospedale che le paulonie erano in fiore. La porta del caff\u00e8 che dava sulla terrazza del primo piano era spalancata. La divisa del cameriere candida di bucato. Il marmo comunicava un piacevole fresco alla sua mano sinistra abbandonata sul tavolino della terrazza. Il palmo della destra gli sosteneva la guancia, il gomito puntato sul parapetto. Gli occhi guardavano di sotto ai passanti, uno per uno, con un&#8217;intensit\u00e0 da risucchiarli. La gente camminava sul marciapiede, accesa dalla scintillante luce delle lampade. Quel primo piano era cos\u00ec basso che si sarebbe detto, allungando il bastone, di poter picchiare sulla testa delle persone che camminavano in strada. &#8220;Citt\u00e0 e campagna sono all&#8217;opposto perfino nel modo di percepire le stagioni. Non pensi? Non \u00e8 della gente di campagna, per esempio accorgersi dell&#8217;inizio dell&#8217;estate dal colore della luce delle lampade. In campagna pi\u00f9 che l&#8217;uomo \u00e8 la natura, l&#8217;erba, gli alberi, a vestire volta per volta la stagione. Ma in citt\u00e0 \u00e8 invece l&#8217;uomo che, pi\u00f9 della natura, indossa le stagioni. A dar inizio all&#8217;estate \u00e8 la molta gente che cammina per la strada, come adesso. Non pensi che in questa via sia l&#8217;inizio dell&#8217;estate dell&#8217;uomo?&#8221;. &#8220;L&#8217;inizio dell&#8217;estate dell&#8217;uomo? Ah, certo&#8221;.\u00a0 Nel rispondere alla moglie gli torn\u00f2 alla mente il profumo delle paulonie fiorite alla finestra dell&#8217;ospedale. In quei giorni, se chiudeva gli occhi, la sua mente puntuale scivolava in un mare fantastico di gambe d&#8217;ogni sorta. Le sue cellule cerebrali, tutte sino all&#8217;ultima, si trasformavano in insetti a forma di gamba e serpeggiavano per il suo mondo. Gambe che ridacchiano imbarazzate quando una donna scavalca qualcosa. Gambe in punto di morte che s&#8217;irrigidiscono dopo un moto convulso. Gambe a cavallo, le cosce scarnite dal ventre della bestia. Gambe che pur cicciose e molli come grasso di balena sbattuto l\u00e0, si tendono a volte con prodigioso vigore. Gambe che un mendicante storpio a notte di scatto distende per levarsi in piedi. Gambe ben rifinite in bambini nati tra le gambe della madre. Gambe stanche come l&#8217;esistenza d&#8217;un salariato che rincasa dal lavoro. Gambe che pompano su su dalle caviglie al ventre una sensazione d&#8217;acqua limpida, mentre attraversano una secca. Gambe che procedono alla ricerca d&#8217;amore risolute come la piega di pantaloni aderenti. Gambe di ragazzetta che non si spiega come mai le punte dei piedi che fino a ieri s&#8217;evitavano, oggi si guardino educatamente. Gambe che camminano divaricate dal peso del denaro dentro il portafoglio. Gambe di donna impertinente che col volto sorride, con la caviglia deride. Gambe di piedi sudati che fan ritorno dalla strada, escono dai tabi, si rinfrescano. Belle gambe che sulla scena si pentono, al posto della coscienza della ballerina, d&#8217;un peccato della notte prima. Gambe d&#8217;uomo che in un caff\u00e8 fa cantare una canzone con cui dare un calcio alla sua donna. Gambe per cui pesante \u00e8 il dolore, leggera la gioia. Gambe d&#8217;atleta, di poeta, d&#8217;usuraio, di gentildonna, di sirena, di scolaretta. Gambe, gambe, gambe&#8230; Ma sopra tutte, le gambe di sua moglie. E la sua gamba destra, che gli doleva tra l&#8217;inverno e la primavera all&#8217;articolazione del ginocchio e alla fine gli era stata amputata&#8230; Mentre, a causa di questa gamba, nel suo letto d&#8217;ospedale era tormentato dai fantasmi di gambe d&#8217;ogni sorta, non smetteva di rimpiangere la terrazza di questo caff\u00e8, quasi un occhiale creato apposta per osservare lo sfavillante corso cittadino. Pi\u00f9 di ogni altra cosa avrebbe voluto guardare fino a saziarsene le gambe sane della gente che calcavano il suolo una dopo l&#8217;altra, e lasciarsi trasportare dal rumore dei passi. &#8220;Dacch\u00e9 ho perso la gamba ho finalmente compreso sai, la vera bellezza dell&#8217;inizio dell&#8217;estate. Vorrei uscire dall&#8217;ospedale prima che venga l&#8217;estate e andare a quel caff\u00e8!&#8221;, diceva alla moglie guardando i bianchi fiori di magnolia. &#8220;A ben pensarci, di tutto l&#8217;anno \u00e8 all&#8217;inizio dell&#8217;estate che le gambe della gente sono pi\u00f9 belle. Mai come all&#8217;inizio dell&#8217;estate la gente cammina per la citt\u00e0 gagliarda e spedita. Devo uscire dall&#8217;ospedale prima che fioriscano le magnolie&#8221;. Cos\u00ec adesso guardava gi\u00f9 dalla terrazza con un&#8217;intensit\u00e0 da parer che i passanti in strada fossero tutti suoi amanti. &#8220;Non \u00e8 nuova perfino la brezza?&#8221;. &#8220;Il cambio di stagione \u00e8 cos\u00ec. La biancheria, persino i capelli pettinati ieri, oggi hai gi\u00e0 la sensazione che siano sporchi&#8221;. &#8220;Non \u00e8 quel genere di cose che m&#8217;interessa. Ma le gambe. Le gambe della gente all&#8217;inizio dell&#8217;estate&#8221;. &#8220;Allora vuoi che anch&#8217;io cammini qua sotto?&#8221;. &#8220;Non \u00e8 questo che mi avevi promesso. All&#8217;ospedale, quando m&#8217;hanno amputato la gamba, non dicevi che di due saremmo diventati una persona sola con tre gambe?&#8221;. &#8220;L&#8217;inizio dell&#8217;estate, la stagione pi\u00f9 bella; ma risponde alle tue aspettative?&#8221;. &#8220;Vuoi stare un po&#8217; zitta? Non riesco a sentire i passi della gente che cammina per la strada&#8221;. E tese religiosamente l&#8217;orecchio a cogliere, dentro il frastuono della sera cittadina, l&#8217;inestimabile calpestio degli uomini. Quasi subito chiuse gli occhi. E cos\u00ec, come pioggia che scende in un lago, scrosciarono nella sua anima i passi della gente in strada. La sua stanca guancia s&#8217;illumin\u00f2 di sottile felicit\u00e0. Ma a poco a poco quel colore di felicit\u00e0 s&#8217;and\u00f2 spegnendo. E nel volto che impallidiva si aprirono due occhi malati. &#8220;Non capisci? Gli uomini sono tutti zoppi. Dai passi che arrivano fin qua, non c&#8217;\u00e8 un solo paio di gambe che abbia un rumore coordinato, da gambe sane!&#8221;. &#8220;Per\u00f2! Forse \u00e8 vero: gli uomini anche il cuore ce l&#8217;hanno scompagnato&#8221;. &#8220;Non solo. Se i passi non han rumore sincrono, non penso sia colpa solo delle gambe degli uomini. Se l&#8217;ascolti con mente sgombra, \u00e8 un rumore che testimonia d&#8217;una malattia dell&#8217;anima. E&#8217; il rumore del corpo che tristemente concerta con la terra il giorno del funerale dell&#8217;anima&#8221;. &#8220;Dev&#8217;essere cos\u00ec. E non solo per il rumore dei passi, ma per qualsiasi cosa, secondo come la si prende. Comunque, \u00e8 la tua solita ipersensibilit\u00e0&#8221;. &#8220;Per\u00f2 ascolta, ti prego. Il rumore dei passi cittadini \u00e8 malato. Non sono tutti zoppi come me? Io che ho perso una gamba e son venuto qui per provare il gusto di due gambe sane, non pensavo di scoprire invece una malattia dell&#8217;umanit\u00e0. Non pensavo che mi si sarebbe insinuata una malinconia nuova. Devo andare da qualche parte a scrollarmela di dosso, questa malinconia&#8230; Prover\u00f2 ad andare in campagna. L\u00e0 forse l&#8217;anima e il corpo degli uomini sono pi\u00f9 sani che in citt\u00e0 e vi si possono sentire passi sincroni, da gambe sane&#8221;. &#8220;Non funzioner\u00e0. Sarebbe forse meglio che andassi allo zoo e ascoltassi il rumore dei passi degli animali&#8221;.&#8221;Allo zoo, dici? S\u00ec, forse. Forse le zampe delle bestie e le ali degli uccelli sono pi\u00f9 sane e il loro rumore \u00e8 sincronizzato a dovere&#8221;. &#8220;Ma dai! Volevo solo fare una battuta&#8221;. &#8220;Dato che la malattia spirituale dell&#8217;umanit\u00e0 ha avuto inizio quando gli uomini si son messi a camminare eretti sulle gambe, forse \u00e8 naturale che il rumore delle gambe non sia sincrono&#8221;. Poco dopo, la faccia che pareva avesse perso una gamba dell&#8217;anima, con il suo arto artificiale sal\u00ec in auto aiutato dalla moglie. La vibrazione delle ruote dell&#8217;auto era zoppa, e anche stavolta gli segnalava la malattia dell&#8217;anima di lei. Sul loro cammino le lampade spandevano i fiori della nuova stagione.<br \/>\n( Yasunari Kawabata, &#8220;Racconti in un palmo di mano&#8221; )<\/p>\n<p>E&#8217; proprio vero che la mancanza di una determinata cosa ti fa capire la sua importanza, il posto che occupa in una scala di valori, cos\u00ec come molte volte \u00e8 la perdita di qualcosa o di qualcuno che d\u00e0 l&#8217;occasione di una riflessione inedita. E&#8217; quanto capita al protagonista di un racconto giovanile dello scrittore giapponese Yasunari Kawabata (1899-1972), a cui viene amputata una gamba; ed \u00e8 proprio l&#8217;oggetto di questa perdita che diventa il punto focale della sua divagazione. Nei suoi pensieri le gambe, pur appartenendo ad un corpo, sembrano vivere di una vita propria e si animano dando luogo ad una moltitudine di scene dove sono protagoniste; il mondo circostante si riduce, prende la forma di una gamba. Il passo successivo (\u00e8 proprio il caso di dirlo?) del nostro personaggio \u00e8 la presa di coscienza che la sua mancanza \u00e8 generalizzata ed appartiene a tutti gli uomini, dato che l&#8217;umanit\u00e0 intera \u00e8 zoppa, non certo per una colpa fisica ma per una &#8220;malattia dell&#8217;anima&#8221;. Chi lo scopre o chi pensa di scoprirlo, \u00e8 arrivato a questa conclusione proprio grazie alla sua mancanza pi\u00f9 visibile delle altre. L&#8217;arto di legno denuncia un&#8217;infermit\u00e0, una disarmonia comune a tutti, anche agli uomini con le gambe di carne e di ossa. Nella stessa opera dell&#8217;uomo si ritrova questa disarmonia e perfino l&#8217;automobile \u00e8 zoppa come trasmettono le vibrazioni delle sue ruote. Forse solo la natura non lo \u00e8, solo la natura \u00e8 immune dalla malattia come testimoniano le paulonie, con &#8220;i fiori della nuova stagione&#8221;. Rimane strano il fatto che a raccontare questo sia Kawabata, un giapponese, un uomo cio\u00e8 che proviene da una terra sovrappopolata, dove le metropoli si succedono alle megalopoli e dove la natura, anche lei zoppa, si riduce solo ai giardini, pur sempre belli, del Paese del Sol Levante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il magico Alvermann &#8211; Raccontare la diversit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3595],"edizioni":[96],"autori":[2681,2784],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3638],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/672"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=672"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/672\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6229,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/672\/revisions\/6229"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=672"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=672"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=672"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=672"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=672"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=672"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}