{"id":674,"date":"2009-11-04T17:07:14","date_gmt":"2009-11-04T17:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=674"},"modified":"2026-01-14T12:36:24","modified_gmt":"2026-01-14T11:36:24","slug":"il-giovane-holden","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=674","title":{"rendered":"Uno, due (o forse pi\u00f9) giovani Holden"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Mariangela Giusti, docente di pedagogia interculturale, universit\u00e0 milano Bicocca<\/p>\n<p>Voglio cominciare il mio racconto dal giorno che lasciai l&#8217;Istituto Pencey.<br \/>\nL&#8217;Istituto Pencey \u00e8 quella scuola che sta ad Argestown in Pennsylvania. Probabile che ne abbiate sentito parlare. Probabile che abbiate visto gli annunci pubblicitari, se non altro. Si fanno la pubblicit\u00e0 su un migliaio di riviste e c&#8217;\u00e8 sempre un tipo gagliardo a cavallo che salta una siepe. Come se a Pencey non si facesse altro che giocare a polo tutto il tempo. Io di cavalli non ne ho visto neanche uno, n\u00e9 l\u00ec, n\u00e9 nei dintorni. E sotto quel tipo a cavallo c&#8217;\u00e8 sempre scritto &#8220;Dal 1888 noi forgiamo una splendida giovent\u00f9 dalle idee chiare&#8221;. Buono per i merli. A Pencey non forgiamo un accidente, tale e quale come nelle altre scuole. E io laggi\u00f9 non ho conosciuto nessuno che fosse splendido e dalle idee chiare e via discorrendo. Forse due tipi. Seppure. E probabilmente erano gi\u00e0 cos\u00ec prima di andare a Pencey.<br \/>\nAd ogni modo, era il sabato della partita di rugby col Saxon Hall. La partita col Saxon Hall, a Pencey, era un affare di stato. Era l&#8217;ultima partita dell&#8217;anno e pensavano che dovevi per lo meno ammazzarti se il vecchio Pencey non vinceva. Mi ricordo che verso le tre di quel pomeriggio me ne stavo l\u00e0 sul cocuzzolo di Thomsen Hill, proprio vicino a quel cannone scassato che aveva fatto la guerra di Secessione e tutto quanto. Di l\u00ec si vedeva tutto il campo, e si vedevano le due squadre che se le suonavano in lungo e in largo. Non si vedeva tanto bene la tribuna, ma si sentivano gli urli maledetti, cupi e tremendi dalla parte di Pencey, perch\u00e9 tolto che mancavo io c&#8217;era la scuola al completo, e fiacchi e isolati dalla parte del Saxon Hall, perch\u00e9 la squadra ospite non portava quasi mai molta gente&#8230; Io me ne stavo l\u00e0 sulla Thomsen Hill, e non gi\u00f9 alla partita, per il semplice motivo che ero appena tornato da New York con la squadra di scherma. Ero lo stramaledetto manager della squadra di scherma. Un affare di stato. La mattina eravamo andati a New York per quell&#8217;incontro con la Scuola McBurney. Ma l&#8217;incontro non c&#8217;era stato. Avevo lasciato fioretti, equipaggiamento e tutto su quella metropolitana della malora. Non era stata tutta colpa mia. Dovevo continuare ad alzarmi per guardare quella carta, se no non sapevano dove scendere. Sicch\u00e9 eravamo tornati a Pencey verso le due e mezzo invece che per l&#8217;ora di cena. In treno, mentre tornavamo, tutta la squadra mi aveva messo al bando. Era stato abbastanza da ridere, a pensarci.<br \/>\nL&#8217;altro motivo per cui non mi trovavo gi\u00f9 alla partita era che dovevo andare a salutare il vecchio Spencer, il mio professore di storia. Aveva l&#8217;influenza e compagnia bella, e io pensavo che probabilmente non l&#8217;avrei rivisto prima che cominciassero le vacanze di Natale. Mi aveva scritto quel biglietto per dirmi che voleva vedermi prima che andassi a casa. Sapeva che non sarei tornato a Pencey. Questo mi ero dimenticato di dirvelo. Mi avevano sbattuto fuori. Dopo natale non dovevo pi\u00f9 tornare, perch\u00e9 avevo fatto fiasco in quattro materie e non mi applicavo e le solite storie. Mi avevano avvertito tante volte di mettermi a studiare, ma io niente. Sicch\u00e9 mi avevano liquidato. A Pencey succede spessissimo che liquidino qualcuno. E&#8217; una scuola ad alto livello, Pencey. Altroch\u00e9&#8230; Ad ogni modo, io continuavo a starmene vicino a quel cannone scassato, guardando la partita e gelandomi il sedere. Solo che alla partita badavo poco. Se me ne restavo l\u00ec era perch\u00e9 cercavo di provare il senso di una specie di addio. Voglio dire che ho lasciato scuole e posti senza nemmeno sapere che li stavo lasciando. E&#8217; una cosa che odio. Che l&#8217;addio sia triste o brutto non me ne importa niente, ma quando lascio un posto mi piace saperlo, che lo sto lasciando. Se no ti senti ancora peggio.<br \/>\n(J. D. Salinger, Il giovane Holden)<\/p>\n<p>Holden \u00e8 l&#8217;adolescente &#8220;diverso&#8221; per antonomasia, quello che, per motivi all&#8217;apparenza difficili da decifrare che appartengono alla sua storia di vita, si discosta dal gruppo in maniera vistosa. E&#8217; uno dei tanti ragazzi che \u00e8 facile definire &#8220;atipici&#8221; per i quali gli adulti (e la scuola in particolare) non sembrano prevedere i tempi diversi di cui avrebbero bisogno. Non a caso, quando conosciamo Holden, all&#8217;inizio del romanzo, \u00e8 gi\u00e0 stato &#8220;sbattuto fuori&#8221; da tre scuole superiori e da quel che dice non c&#8217;\u00e8 dubbio che quella che sta lasciando (la quarta) sar\u00e0 l&#8217;ultima. Non si riscriver\u00e0 ad un&#8217;altra, ma insieme all&#8217;idea di uscire dal sistema scuola se ne fa avanti un&#8217;altra (all&#8217;inizio in modo confuso, poi sempre pi\u00f9 invasivo): quella di uscire di scena definitivamente, messa in atto, poi, in modo non del tutto consapevole e maldestro, alla fine del libro.<br \/>\nHolden non riesce a trovare intorno a s\u00e9 persone o punti di riferimento cui appigliarsi, la vita per lui \u00e8 un accavallarsi di delusioni e fallimenti. Non accetta il conformismo, tutto gli sembra stupido, non sopporta le regole, ha costantemente &#8220;una malinconia del diavolo&#8221;, non gli riesce di &#8220;cavar fuori niente da niente&#8221;. Ipersensibile, ipercritico con s\u00e9 e con gli altri, cinico e ironico, distrugge con lucidit\u00e0 i miti della classe sociale alla quale appartiene. E&#8217; talmente convinto di valere poco e di non potercela fare che ogni tentativo di andare avanti si risolve poi nel fuggire da qualcosa o da qualcuno. La scuola, gli amici, le partite di rugby, il tifo sfegatato per la squadra, gli hobbies, le ragazze, le spacconate, i discorsi trasgressivi di sesso accompagnati da bevute di liquori che sembrano &#8220;mandare in sollucchero&#8221; i suoi compagni di stanza e di corso scorrono su di lui senza lasciar traccia o gli procurano un vero e proprio senso di nausea. Un po&#8217; per volta si consolida dentro di lui la convinzione, espressa nei gesti come nelle parole, che non c&#8217;\u00e8 niente per cui valga veramente la pena di vivere.<br \/>\nQuando si fa il mestiere dell&#8217;insegnante ad ogni nuovo anno scolastico si sa gi\u00e0 che nelle nuove classi dove ci troveremo a lavorare e a convivere ci saranno uno, due (o forse pi\u00f9) giovani Holden, ragazzi (o ragazze), la cui storia individuale li colloca &#8220;sul limite&#8221;. In questi casi l&#8217;intervento isolato di un insegnante solo qualche volta pu\u00f2 avere un esito positivo, perduto o stemperato in mezzo a quelli pi\u00f9 o meno disinteressati degli altri professori. E d&#8217;altra parte, un intervento mirato, individualizzato, di cui tutti si assumono la responsabilit\u00e0 non \u00e8 consentito perch\u00e9 non ci sono (n\u00e9 ci possono essere, del resto) le &#8220;pezze d&#8217;appoggio&#8221;, gli incartamenti ufficiali su cui far forza.<br \/>\nSono le situazioni pi\u00f9 difficili, quelle nelle quali la diversit\u00e0 non si mostra in modo palese ma c&#8217;\u00e8, profonda e radicata al punto da innescare spesso una serie di meccanismi a catena di cui \u00e8 difficile prevedere l&#8217;esito.<br \/>\nHolden, col suo modo di fare tenero e sperduto, \u00e8 un personaggio simbolo che \u00e8 un po&#8217; in tutti noi, cos\u00ec come Ulisse, come Penelope, come Orlando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il magico Alvermann &#8211; Raccontare la diversit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3595],"edizioni":[96,4066],"autori":[2786,4072],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4067,3638],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/674"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=674"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/674\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6231,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/674\/revisions\/6231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=674"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=674"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=674"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=674"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=674"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=674"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=674"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=674"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=674"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}