{"id":675,"date":"2009-11-04T17:07:14","date_gmt":"2009-11-04T17:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=675"},"modified":"2026-01-14T12:38:37","modified_gmt":"2026-01-14T11:38:37","slug":"il-ragazzo-punk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=675","title":{"rendered":"Lo ha visto suo figlio?"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Sandro Bastia, pedagogista<\/p>\n<p>Un uomo anziano stava seduto sotto il porticato ai bordi della grande piazza coperta di lastre di marmo infuocato. Laggi\u00f9, sulla scalinata di San Petronio, in ombra, un ragazzo stracciato e coi gomiti appoggiati ai gradini pi\u00f9 alti. Era un giovane punk di campagna. Capelli rosa, camicetta a scacchi e borchie che luccicavano sulla cinghia, le gambe coperte di pelle lucida. Alla sinistra dell&#8217;uomo seduto sotto il porticato, vecchie tende biancastre e scolorite erano delle mutande tirate su per scoprire le ombre oltre le colonne. Il punk getta una manciata di granoturco sul piancito della piazza e i granelli saltellano sui marmi. Una nuvola di piccioni si precipita a terra staccandosi dai mille buchi della grande chiesa. Si azzuffano e tornano a diventare degli ornamenti pietrificati sulla facciata. Il ragazzo resta coi gomiti appoggiati allo scalino alto. L&#8217;uomo seduto sotto il porticato si accorge che una folata di vento fa rotolare sulle lastre di marmo della piazza diverse piume che i colombi hanno perso durante la piccola zuffa. Le piume e alcune penne scivolano fino al porticato, poi scavalcano i gradini a vanno a quietarsi sotto i tavoli deserti. L&#8217;uomo raccoglie una penna grigia e l&#8217;osserva. Non sa perch\u00e9, ma ha come l&#8217;impressione che sia un messaggio del ragazzo punk. Poco dopo si alza per andare a prendere il treno e tiene in mano quella penna. Oltre la piazza, dove la citt\u00e0 si riempie di porticati pieni d&#8217;ombra, lo accompagna il rumore di un barattolo che qualcuno fa rotolare sul lastricato. Probabilmente \u00e8 lui, il ragazzo punk, che ha deciso di spostarsi. L&#8217;uomo raggiunge la ferrovia, sale in treno e occupa un posto accanto al finestrino di uno scompartimento vuoto. Sempre cos\u00ec i suoi ritorni. Ormai sono otto domeniche che parte per Bologna e gira nella citt\u00e0 caldissima per cercare suo figlio che \u00e8 scappato dal paese da tre mesi. Un ragazzo scontento di vivere in campagna nella casa circondata dal grande canneto. La moglie lo aspetta seduta sull&#8217;ultimo scalino della casa. E gli chiede: &#8220;Lo hai visto?&#8221;.<br \/>\n(Tonino Guerra, &#8220;Un vecchio con un piede in Oriente&#8221;)<\/p>\n<p>Un piccolo dramma familiare e culturale si svolge sotto gli occhi del narratore, attento ad osservare e a rispettare quanto accade. Chi sono davvero i personaggi di questo racconto l&#8217;autore non lo dice. Le due persone che si guardano da lontano nella assolata Bologna sono davvero padre e figlio? I due davvero si scambiano messaggi? Tonino Guerra, con il suo stile fatto di piccoli particolari, di pochi dettagli precisi, pignoli, che rendono le immagini definite, nitide al punto di non capirle fino in fondo, al punto che lasciano sempre un fondo di ambiguit\u00e0. La sensazione che ne ricavo \u00e8 che le cose vengano descritte attraverso una serie di fotogrammi un po&#8217; sbiaditi, quasi ci fosse un velo di fronte all&#8217;obbiettivo. Ne consegue una opacit\u00e0. In questi casi togliere quel velo significa non capire pi\u00f9 davvero cosa accade. L&#8217;opacit\u00e0 aiuta a capire. Questo racconto potrebbe essere tradotto con altri linguaggi, come ad esempio quello giornalistico o quello simil-burocratico di molti progetti educativi. Suonerebbe diverso e, a mio parere, falso. Non ci permetterebbe di capire cosa sta realmente accadendo, quali i sentimenti e le emozioni in gioco. E&#8217; un velo prezioso. Permette di evitare le definizioni, &#8220;inchiodare&#8221; le persone e le cose ad un unico ruolo o ad un solo spessore, lascia delle possibili alternative, delle ambiguit\u00e0 che stimolano a porsi delle domande, delle attenzioni. Per capire. Un figlio che scappa, un padre che lo cerca. A Bologna, nella citt\u00e0 grande, rovente, vuota, si ritrovano un anziano ed un ragazzo, punk. Sono davvero quel padre e quel figlio? Di sicuro sono due figure solitarie. In mezzo a loro ci sono grandi spazi, piazze, luci ed ombre, colme di vuoti e di silenzi. Sono due figure sole, ambientate in uno sfondo, la citt\u00e0, che le rende ancora pi\u00f9 sole. Lontananze che per\u00f2 non sembrano insuperabili, i due si guardano, si rincorrono, si muovono insieme. Ma comunque restano ognuno al suo posto. Condannati, forse, a giocare dei ruoli, quelli di padre e figlio, ma anche quelli di punk e di anziano, comunque legati a doppia trama a contesti diversi che non riescono ad avere momenti di incontro. Una terza persona &#8211; ma forse \u00e8 meglio dire quarta visto che forse il punk non \u00e8 il figlio &#8211; assiste alla scena. Anche lei sola, lontana e legata al proprio contesto di moglie e di persona che \u00e8 parte della casa, in trepida attesa su di uno scalino. E la sua domanda \u00e8 solo in apparenza chiarissima. In realt\u00e0 manca il soggetto: chi, o cosa, ha visto veramente?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il magico Alvermann &#8211; Raccontare la diversit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3595],"edizioni":[96,4066],"autori":[2704,2787],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4067,3638],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/675"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=675"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/675\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6233,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/675\/revisions\/6233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=675"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=675"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=675"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=675"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=675"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=675"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=675"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=675"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}