{"id":677,"date":"2009-11-04T17:07:15","date_gmt":"2009-11-04T17:07:15","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=677"},"modified":"2026-01-14T12:24:13","modified_gmt":"2026-01-14T11:24:13","slug":"l-ombrosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=677","title":{"rendered":"L&#8217;ombrosa"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Silvia Bertolasi<\/p>\n<p>L&#8217;Ombrosa ha imparato poco e con la gente non riesce ad intendersi. Non che le manchino le parole, legge e scrive, ma se qualcuno le parla e si aspetta una risposta, le si blocca la lingua. Basta che uno le si pari dinanzi e le metta gli occhi addosso, che una bocca si schiuda davanti a lei e articoli del suoni, basta questo per toglierle il coraggio di reagire da bipede: ogni faccia la atterrisce.<br \/>\nAllora si gira e distoglie lo sguardo, trema, gli occhi le si riempiono di lacrime. Si vergogna di tutte le parole che gli altri pronunciano con tanta disinvoltura. Perch\u00e9 mai nessuno le si avvicina in silenzio? Forse potrebbe a poco a poco abituarsi al confronto. Forse potrebbe prepararsi alle parole non ancora pronunciate. Ma nessuno gliene concede il tempo. Uno si fa sotto, \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec, gi\u00e0 la fissa, gi\u00e0 apre la bocca e parla. Prima ancora che lei abbia osato guardarlo in faccia, le parole la aggrediscono, e almeno fossero parole sussurrate, parole originali, come quelle che lei custodisce in segreto dentro di s\u00e9 &#8211; no, sono sempre formule grezze che vanno dritte allo scopo e le piovono sul viso a ferirlo come tante piccole pietre.<br \/>\nL&#8217;Ombrosa si salva nelle stalle, fra i cavalli. L\u00ec si mette accanto a un animale e si calma al contatto di quei fianchi cos\u00ec lisci. L\u00ec non si parla, neanche una parola, le code fendono l&#8217;aria in segno di amicizia, le orecchie si drizzano ad avvertire la sua presenza, le froge hanno un tremito. Occhi si girano in silenzio verso di lei, e lei non ha paura di posare lo sguardo su occhi che non offendono nessuno.<br \/>\nL&#8217;Ombrosa \u00e8 felice di non essere a sua volta un cavallo. Non vuole essere nulla che senta simile a s\u00e8. Si trova a suo agio solo con ci\u00f2 che le \u00e8 alieno per sempre. Non cerca di accattivarsi simpatie o vezzeggiare qualcuno, non usa toni particolari; poco desidera comprendere e poco essere compresa. L&#8217;ombra di cui ha bisogno la trova solo fra i cavalli. Non ha mai provato con animali che vorrebbero starle vicino. Sarebbe un errore credere che le piaccia andare a cavallo. Trova per\u00f2 la via per infilarsi nelle poche stalle rimaste qua e la&#8217;, trova il momento in cui gli uomini sono tutti via e si erma solo finch\u00e8 non c\u2019\u00e8 da temere l&#8217;arrivo di qualcuno.<br \/>\nL&#8217;Ombrosa non soffre di eccessivo amor proprio, ma con i cavalli pu\u00f2 starsene sola.<br \/>\n(Elias Canetti, Il testimone auricolare)<\/p>\n<p>La diversit\u00e0, il proprio carattere ombroso e le pulsioni pi\u00f9 recondite non sono vizi. Non sono n\u00e9 un vizio di forma, n\u00e9 un vizio di contenuto.<br \/>\nSe parliamo della forma del corpo, dell&#8217;impossibilit\u00e0 di utilizzare una parte di esso, siano braccia o gambe, sia uno dei cinque sensi, vorr\u00e0 dire che l&#8217;apparente non-essere richiede una maggiore volont\u00e0 alla vita: se la natura ci ha messo, per cos\u00ec dire, della fantasia, vorr\u00e0 dire che star\u00e0 a noi cercare di esprimere nel modo pi\u00f9 sottile la nostra sensibilit\u00e0. E cos\u00ec il cieco risponde con l&#8217;orecchio assoluto. La differenza \u00e8 misurata su un concetto astratto di insieme di individui, massa ipotizzata normale.<br \/>\nCerto esiste il male.<br \/>\nSe parliamo del contenuto della psiche, io tendo a pensare che la schizofrenia sia una questione di quantit\u00e0 e non di distanza dalla norma; lo sforzo di calmare gli schizofrenici con i farmaci, spesso risponde a bisogno della societ\u00e0 di allontanare paure\/desideri troppo estremi per le regole del vivere assieme. Con ci\u00f2 non voglio gettare acqua sul fuoco che muove i professionisti della psiche, ma solo mettere in guardia rispetto alla pretesa di accudire alle luci e ombre dell&#8217;anima.<br \/>\nCerto esiste la sofferenza.<br \/>\nIl disagio e la sofferenza in una societ\u00e0 chiamata ad essere civile, deve trovare risposta attraverso una relazione d&#8217;aiuto concepita con la consapevolezza che chi aiuta pu\u00f2 essere aiutato.<br \/>\nE come cerchi nell&#8217;acqua ci si pu\u00f2 distendere con grazia in uno scambio reciproco, in un eco solidale.<br \/>\nIl testo di Canetti sembra essere a margine dei discorsi sulla diversit\u00e0. Cinque sono le parti del suo scritto. La prima narra della paura. La seconda parla del silenzio e del pianto, delle parole autentiche e delle parole sommerse. La terza dice della salvezza della presenza senza le parole e delle confessioni estatiche. La quarta si riferisce alla solitudine. La quinta dice della disistima e del ritrovare se stessi.<br \/>\nDie Pferdedunkle allude alla parte oscura\/scura del cavallo, al &#8220;dunkle&#8221;, il colore blu di Kieslowsky. L&#8217;ombra del cavallo\/a trema quando l&#8217;animale scaccia con la coda e i tremiti del muscoli i tafani: tremiti e respiro sono sinceri come gli istinti da noi rimossi nel viverci accanto. In uno psicodramma si inscenano i drammi reali, le degenerazioni e i lutti facendo uscire il nostro diavolo in corpo, il nostro demone. Vizi rovescio delle virt\u00f9 e controcorrente si pu\u00f2 remare per trovare la via giusta alla propria diversit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il magico Alvermann &#8211; Raccontare la diversit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3595],"edizioni":[96],"autori":[2789,4071],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/677"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=677"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/677\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6225,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/677\/revisions\/6225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=677"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=677"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=677"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=677"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=677"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=677"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}