{"id":6773,"date":"2026-03-04T11:36:02","date_gmt":"2026-03-04T10:36:02","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6773"},"modified":"2026-03-04T11:36:02","modified_gmt":"2026-03-04T10:36:02","slug":"3-delle-volte-il-vento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6773","title":{"rendered":"3. Delle volte il vento"},"content":{"rendered":"<p>Riportiamo di seguito un brano tratto dal romanzo &#8220;Delle volte il vento&#8221; di Milena Magnani di prossima pubblicazione con la casa editrice Vallecchi<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 strano. Attraverso il tempo ritrovo ancora la mia mano aggrappata ai monconi secchi della corteccia di palma.<br \/>\nE Mileti: &#8220;ti \u00e8 tornata la mano prensile dei primati?&#8221;.<br \/>\nAllora mi ero accorta, che stavo irrigidita in posizione contratta e che la mano mi faceva male.<br \/>\nIntorno a noi il color ocra di una casa, subito dietro i cespugli dei capperi, sembrava dilatarsi nell&#8217;atmosfera insieme ai rimbalzi fiacchi del sole.<br \/>\nIn quell&#8217;ocra erano passate donne con i secchi a gocciolarci acqua sui piedi.<br \/>\nPoi un uomo, anche lui era passato, anche lui con le taniche a gocciolare.<br \/>\nPoi il vento, che aveva preso a far cigolare i cardini di un filo teso con i panni.<br \/>\nE due pescatori, usciti in silenzio da un portone. Si erano messi a districare la matassa annodata di una rete.<br \/>\n&#8220;Scusa se sono indiscreto ma&#8230; nel labbro&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Niente&#8221; che non avevo voglia di raccontare.<br \/>\nMileti: &#8220;hai saputo? E&#8217; successo un casino mezz&#8217;ora fa alla spiaggia&#8221;.<br \/>\n&#8220;Sarebbe?&#8221;.<br \/>\n&#8220;\u00c8 andato dalla tua amica il padre di Agostino con altri carabinieri, l&#8217;hanno caricata sulla volante e portata alla stazione&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Alla stazione&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Alla stazione dei carabinieri e&#8230; l\u00e0 lei ha dichiarato che vuol tornare a Tirana perch\u00e9 \u00e8 figlia dei lavoratori comunisti d&#8217;Albania&#8221;.<br \/>\nSento, con un botto alle tempie, qualcosa nel cervello crollare: &#8220;spiegati meglio&#8221;.<br \/>\n&#8220;Ha chiesto di tornare nel suo paese&#8230; nu nce nenzi te spiegare&#8221;.<br \/>\n&#8220;Ma adesso dov&#8217;\u00e8? Dov&#8217;\u00e8 adesso? Dove?&#8221; e quasi urlo io. Che sento il magone in gola triplicarsi e mi sembra di respirare con un dolore.<br \/>\nMileti allarga le braccia. Non lo sa.<br \/>\n&#8220;Ti prego Mileti, vieni con me, andiamo a vedere se l&#8217;hanno trattenuta dal brigadiere&#8230;&#8221; mentre mi molleggio di piccoli passi avanti e indietro.<br \/>\nMa lui sta aspettando u Celluloide, devono andare insieme alla Garavina per cercare i luoghi in cui Pasolini gir\u00f2 alcune scene del Vangelo Secondo Matteo. Sta aspettando u Celluloide e gli dispiace &#8220;taveru&#8221; dice.<br \/>\nNon ho il coraggio, ma vorrei supplicarlo di non andarsene. Vorrei dirgli cos\u008d e invece dico: &#8220;fiacca, alla fine di questa mattina mi sento veramente fiacca&#8221;.<br \/>\nE lui: &#8220;\u00c8 vero s\u00ec\u008d, \u00e8 una mattina parecchio strana&#8221;.<br \/>\nSolo per un istante avevamo aspettato.<br \/>\nEntrambi avevamo aspettato che l&#8217;altro aggiungesse qualcosa.<br \/>\nIo a guardare Mileti. E Mileti a guardare me. Io a carezzarmi il taglio del labbro. Lui ad accendersi una sigaretta: &#8220;Vuoi?&#8221;.<br \/>\n&#8220;No&#8221;.<br \/>\nMa nulla. Non ci eravamo detti nulla.<br \/>\n&#8220;Allora ciao&#8221;.<br \/>\n&#8220;Ciao&#8221; aveva sorriso lui scivolando dentro l&#8217;auto.<br \/>\nE d&#8217;altra parte, eravamo forse qualcosa di pi\u00f9 di quei panni stesi nei vicoli?<br \/>\nDi quei pezzi d&#8217;asfalto a rattoppi?<br \/>\n&#8216;Ste sorti cu nu l&#8217;\u00e0ggiane li cani<br \/>\nmancu e petre te mmenzu &#8216;lla via<br \/>\nnu l&#8217;\u00e0ggiane n\u00e9 turchi n\u00e9 pacani<br \/>\nmancu li mori te la Barberia<\/p>\n<p>Entrando alla stazione dei carabinieri, prima mi perdo nella penombra, poi intravedo Lume. Sta poggiata con la spalla alla porta di una cella, mi guarda.<br \/>\nE un carabiniere: &#8220;ma non gridi! Non gridi!&#8221;.<br \/>\n&#8220;E chi grida&#8221; faccio io, che in verit\u00e0 ho appena chiamato Lume a squarciagola.<br \/>\n&#8220;Poi dove va! Dove crede di andare? Si fermi!&#8221;.<br \/>\nStavo tentando di avvicinare Lume. Comunque mi fermo.<br \/>\nDavanti al carabiniere, guardo Lume passarsi una mano tra i capelli.<br \/>\nGli occhi, quelli suoi da cerbiatta, si sollevano dal pavimento in piccoli scatti.<br \/>\nPer il resto il suo corpo nodoso pare imbalsamato sotto il vestito ormai consunto.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 \u00e8 qua questa donna?&#8221; chiedo al carabiniere.<br \/>\nQuesti mi fissa contrariato: &#8220;prima di far domande sar\u00e0 giuoco che si qualifichi&#8221; e, stabilito con tale premessa chi \u00e8 il padrone, prende a volteggiare tra i denti uno stecchino parabolico.<br \/>\nBalbetto che sono una amica di Agostino, figlio del brigadiere, e mi occupo di questa donna da un mese, tutti i giorni passo tempo con lei, perch\u00e9 ha certi problemi&#8230;<br \/>\n&#8220;Va beh&#8221; fa il carabiniere &#8220;ma quindi?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Quindi \u00e8 impensabile che la facciate rimpatriare, sarebbe folle, incivile, se una donna nelle sue condizioni torna in Albania chiss\u00e0 diavolo in quante grane si va a cacciare!&#8221;.<br \/>\n&#8220;Signorina&#8221; fa il carabiniere sorreggendosi il mento con espressione tediata: &#8220;la faccenda sta che \u00e8 la donna qui presente a voler rimpatriare, e lo chiede esplicitamente&#8221; spalanca un sorriso sudaticcio, solleva il foglio di un verbale: &#8220;nero su bianco lo chiede&#8221;.<br \/>\nIo guardo Lume.<br \/>\nLume guarda in basso.<br \/>\nEntra il padre di Agostino, il brigadiere. Passa ombroso davanti a me. Affonda in una superiorit\u00e0 rigonfia. Graduata. Urla. Il carabiniere semplice si alza fulmineo dalla sedia, fa un inchino deferente.<br \/>\nIl brigadiere con una mano agguanta un mazzo di chiavi, con l&#8217;altra tiene stretto per la nuca uno zingarello. Che lo precede. Che sta curvo. Mi scosto. Il ragazzino inciampa contro un cavo elettrico. Il brigadiere lo blocca, lo fa roteare frontale verso s\u00e9, fa cenno che alla prossima gli appioppa una sberla. Poi prende a sbraitare col collega, scuote la sua preda avanti e indietro, ancora grida, un po&#8217; verso il collega, un po&#8217; verso la preda.<br \/>\nIo vorrei proteggere Lume dalla sua ostinazione. Togliergliela con le mani. Nella confusione mi avvicino, in punta di piedi, che non si accorgano.<br \/>\nMa appena mi avvicino, lei e la sua ostinazione mi escludono. Gira il corpo dall&#8217;altra parte.<br \/>\n&#8220;Lo sai cosa trovi se torni l\u00e0?&#8221;.<br \/>\n&#8220;&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Dovresti andare a informarti da Ermira&#8221;.<br \/>\n&#8220;&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Oppure con me, potresti parlarne con me&#8221;.<br \/>\n&#8220;&#8230;&#8221;.<br \/>\nNon mi guarda. Solo sprofonda tra il s\u00ec\u008d e il no.<br \/>\nTutto avviene tra il s\u008d e il no.<br \/>\nMi chino per inseguire il suo sguardo. Mi chino ancora. E ancora.<br \/>\nDi colpo i suoi occhi mi fissano liquidi. Tra lo spaventato e l&#8217;ostile.<br \/>\nCome se mi guardassero cos\u008d da sempre. Quasi non ne potessero pi\u00f9, da sempre, di incontrarmi in qualche luogo.<br \/>\n&#8220;Ti rideranno in faccia se torni in Albania&#8221;.<br \/>\n&#8220;&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;Mi hai capita Lume? Comunisti kaputt! \u00c8 inutile che ti voglia accanire!&#8221;.<br \/>\nMa mi fermo. Poich\u00e9 nei suoi occhi si \u00e8 spalancato un baratro, qualcosa che glieli rende opachi, e che per\u00f2: spuh! Con uno sputo a terra lei caccia subitamente via.<br \/>\n&#8220;Se si permette un&#8217;altra volta di sputare le spariamo del Valium!&#8221; si intromette da dietro il carabiniere semplice &#8220;le spariamo un boccetto di Valium cos\u008d lo vedi che la smette di sputare!&#8221;.<br \/>\nMi giro a guardarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo di seguito un brano tratto dal romanzo &#8220;Delle volte il vento&#8221; di Milena Magnani di prossima pubblicazione con la casa editrice Vallecchi Eppure \u00e8 strano. Attraverso il tempo ritrovo ancora la mia mano aggrappata ai monconi secchi della corteccia di palma. E Mileti: &#8220;ti \u00e8 tornata la mano prensile dei primati?&#8221;. 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