{"id":680,"date":"2009-11-04T17:07:16","date_gmt":"2009-11-04T17:07:16","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=680"},"modified":"2026-01-14T11:50:56","modified_gmt":"2026-01-14T10:50:56","slug":"la-casa-di-asterione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=680","title":{"rendered":"La casa di Asterione"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Massimo Manferdini, educatore<\/p>\n<p>E la regina dette alla luce un figlio che si chiam\u00f2 Asterione Apollodoro: Biblioteca, III, 1. So che mi accusano di superbia, e forse di misantropia, o di pazzia. Tali accuse (che punir\u00f2 al momento giusto) sono ridicole. E&#8217; vero che non esco di casa, ma \u00e8 anche vero che le porte (il cui numero \u00e8 infinito) (1) restano aperte giorno e notte agli uomini e agli animali. Entri chi vuole. non trover\u00e0 qui lussi donneschi n\u00e9 la splendida pompa dei palazzi, ma la quiete e la solitudine. E trover\u00e0 una casa come non ce n&#8217;\u00e8 altre sulla faccia della terra. (Mentre chi afferma che in Egitto ce n&#8217;\u00e8 una simile). Perfino i miei calunniatori ammettono che nella casa non c&#8217;\u00e8 un solo mobile. Un&#8217;altra menzogna ridicola \u00e8 che io, Asterione, sia un prigioniero. Dovr\u00f2 ripetere che non c&#8217;\u00e8 una porta chiusa, e aggiungere che non c&#8217;era una sola serratura? D&#8217;altronde, una volta al calare del sole percorsi le strade; e se prima di notte tornai, fu per il timore che mi infondevano i volti della folla, volti scoloriti e spianati, come una mano aperta. Il sole era gi\u00e0 tramontato, ma il pianto accorato d&#8217;un bambino e le rozze preghiere del gregge dissero che mi avevano riconosciuto. La gente pregava, fuggiva, si prosternava; alcuni si arrampicavano sullo stilobate del tempio delle Fiaccole, altri ammucchiavano pietre. Qualcuno, credo, cerc\u00f2 rifugio nel mare. Non per nulla mia madre fu una regina; non posso confondermi col volgo, anche se la mia modestia lo vuole. La verit\u00e0 \u00e8 che sono unico. Non mi interessa ci\u00f2 che un uomo pu\u00f2 trasmettere ad altri uomini; come il filosofo, penso che nulla pu\u00f2 essere comunicato attraverso l&#8217;arte della scrittura. Le fastidiose e volgari minuzie non hanno ricetto nel mio spirito, che \u00e8 atto solo al grande; non ho mai potuto ricordare la differenza che distingue una lettera dall&#8217;altra. Un&#8217;impazienza generosa non ha consentito che imparassi a leggere. A volte me ne dolgo, perch\u00e9 le notti e giorni sono lunghi. Certo, non mi mancavano distrazioni. Come il montone che s&#8217;avventa, corro per corridoi di pietra fino a cadere al suolo in preda alla vertigine. Mi acquatto all&#8217;ombra di una cisterna e all&#8217;angolo d&#8217;un corridoio e giuoco rimpiattino. Ci sono terrazze dalle quali mi lascio cadere, finch\u00e9 resto insanguinato. In qualunque momento posso giocare a fare l&#8217;addormentato, con gli occhi chiusi e respiro pesante (a volte mi addormento davvero; a volte quando riapro gli occhi il colore del giorno \u00e8 cambiato). Ma, fra tanti giuochi, preferisco quello di un altro Asterione. Immagino ch&#8217;egli venga a farmi visita e che io gli mostri la casa. Con grandi inchini, gli dico: &#8220;Adesso torniamo all&#8217;angolo di prima,&#8221; o: &#8220;Lo dicevo io che ti sarebbe piaciuto io che sarebbe piaciuto il canale dell&#8217;acqua,&#8221; oppure: &#8220;Ora ti faccio vedere una cisterna che s&#8217;\u00e8 riempita di sabbia,&#8221; o anche: &#8220;Vedrai come si biforca la cantina.&#8221; A volte mi sbaglio, e ci mettiamo e ridere entrambi. Ma non ho soltanto immaginato giuochi; ho anche meditato sulla casa. Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa \u00e8 un altro luogo. Non ci sono una cisterna, un cortile, una fontana, una stalla; sono infinite le stalle, le fontane, i cortili, le cisterne. La casa \u00e8 grande come il mondo. Tuttavia, a forza di percorrere cortili con una cisterna e polverosi corridoi di pietra grigia, raggiunsi la strada e vidi il tempio delle Fiaccole e il mare. Non compresi, finch\u00e9 una visione notturna non mi rivel\u00f2 che anche i mari e i templi sono infiniti. Tutto esiste molte volte, infinite volte; soltanto due cose al mondo sembrano esistere una sola volta: in alto, l&#8217;intricato sole; in basso, Asterione. Forse fui io a creare le stelle e il sole e questa enorme casa, ma non me ne ricordo. Ogni nove anni entrano nella casa nove uomini, perch\u00e9 io li liberi da ogni male. Odo i loro passi o la loro voce in fondo ai corridoi di pietra e corro lietamente incontro ad essi. La cerimonia dura pochi minuti. Cadono uno dopo l&#8217;altro, senza che io mi macchi le mani di sangue. Dove sono caduti restano, e i cadaveri aiutano a distinguere un corridoio dagli altri. Ignoro che siano, ma so che uno di essi profetizz\u00f2, sul punto di morire, che un giorno sarebbe giunto il mio redentore. Da allora la solitudine non mi duole, perch\u00e9 so che il mio redentore vive e un giorno sorger\u00e0 dalla polvere. Se il mio udito potesse percepire tutti i rumori del mondo, io sentirei i suoi passi. Mi portasse a un luogo con meno corridoi e meno porte! Come sar\u00e0 il mio redentore? Sar\u00e0 forse un toro con volto d&#8217;uomo? O sar\u00e0 come me? Il sole della mattina brill\u00f2 sulla spada di bronzo. Non restava pi\u00f9 traccia di sangue. &#8220;Lo crederesti Arianna&#8221; disse Teseo. &#8220;Il Minotauro non s&#8217;\u00e8 quasi difeso&#8221;.<\/p>\n<p>(1) L&#8217;originale dice quattordici, ma non mancano motivi per inferire che, in bocca di Asterione, questo aggettivo numerale vale infiniti.<br \/>\n(J: L. Borges, Aleph)<\/p>\n<p>Genialit\u00e0 nel mirabile capovolgimento del punto di vista. Arroganza nelle parole di Asterione, handicappato ante litteram della mitologia greca. Il deficit \u00e8, ancora una volta, maledizione divina, ma questa volta il mostro rovescia il guanto e ci racconta la ferocia di una societ\u00e0 incapace di convivere con le differenze, capace solo di sopprimerle o di nasconderle. E&#8217; la paura della differenza che impedisce di comunicare con Asterione, la desuetudine a fare i conti con la propria diversit\u00e0. E la sua ostentata ed arrogante misantropia non \u00e8 altro che la risposta difensiva a questo rifiuto di entrare in contatto. L&#8217;unico rapporto col mostro \u00e8 la fuga; o l&#8217;uccisione, se chi lo affronta \u00e8 un &#8220;eroe&#8221;. Ma il vero eroismo, quello di cui c&#8217;\u00e8 bisogno, potrebbe essere un altro: accettare di avvicinarsi, di entrare in rapporto, o anche solo di stare in presenza della diversit\u00e0, anche della propria, senza fuggire o senza uccidere. Perch\u00e9 solo la differenza produce conoscenza ulteriore, la variazione del dato, non la sua continuit\u00e0. Ma siamo disperatamente attaccati alle nostre sicurezze, preferiamo la noia della ripetizione, l&#8217;incubo dell&#8217;omologazione. Chiuderci gli occhi ci rassicura. Ma Borges, che gli occhi aveva chiusi, ebbe il coraggio di guardare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il magico Alvermann &#8211; Raccontare la diversit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3595],"edizioni":[96,4066],"autori":[2792,4069],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4067,3638],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/680"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=680"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/680\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6215,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/680\/revisions\/6215"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=680"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=680"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=680"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=680"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=680"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=680"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}