{"id":6820,"date":"2026-03-09T11:12:46","date_gmt":"2026-03-09T10:12:46","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6820"},"modified":"2026-03-09T11:12:46","modified_gmt":"2026-03-09T10:12:46","slug":"7-dottori-diversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6820","title":{"rendered":"7. Dottori diversi"},"content":{"rendered":"<p>di Giovanna Di Pasquale<\/p>\n<p>Il medico \u00e8 chiamato in causa, in questi momenti, non come un professionista distaccato, ma come soggetto partecipe, disposto a coivolgersi. Non si comunica solo con le parole, ma anche con i gesti e le espressioni. La prima informaizone deve essere solo una tappa di una squenza di occasioni date alla coppia di genitori.<br \/>\nIl tema della prima informazione mi pare possa essere riletto anche alla luce del rapporto fra le certezze e le zone di incertezza che contraddistingue, fra i momenti cruciali della vita di una persona, proprio il primo, l&#8217;evento nascita. \u00c8 un rapporto in\u00a0 cui entrano in gioco, a partire da un dato iniziale, la possibilit\u00e0 di preventivare e di prefigurare ci\u00f2 che sar\u00e0.<br \/>\nLa nascita di un bambino porta con s\u00e9\u201a delle cose certe: l&#8217;esistenza, la presenza stessa di quel bambino con quelle caratteristiche fisiche, con il suo essere mentale. \u00c8 quella presenza che concretizza il diventare genitori, che rende tangibile un nuovo stato, fino a quel momento solo immaginato.<br \/>\nLa presenza di un deficit, l&#8217;accertamento di un problema, il sentore di qualcosa che non va o potrebbe non andare sono altrettanti, seppur diversi, tasselli che compongono la situazione\u00a0 dell&#8217;incontro tra genitori, da una parte, e il personale sanitario, dall&#8217;altra.<br \/>\nIn questo incontro un punto nodale, non eludibile, \u00e8 rappresentato dal momento dell&#8217;annuncio, in cui prendono forma le prime sensazioni ed emozioni.<br \/>\nDare l&#8217;annuncio \u00e8 gi\u00e0 un atto che pu\u00f2 ostacolare o, al contrario, favorire l&#8217;elaborazione del processo di accoglienza del bambino appena nato e la costruzione di risposte adeguate ai bisogni nuovi e complessi che si originano.<br \/>\n\u00c8, quindi, un atto che ha conseguenza. \u00c8 un momento unico, delicato, prezioso; ogni volta diverso perch\u00e9\u201a diversa \u00e8 la trama di storie, emozioni, informazioni, vissuti entro cui si colloca.<br \/>\nL&#8217;unicit\u00e0 del momento porta con s\u201a la ricerca di un punto di equilibrio, di una situazione intermedia tra una codifica rigida dei comportamenti\u00a0 comunicativi auspicabili e la totale improvvisazione, legata alla disponibilit\u00e0 e al buon senso del personale coinvolto.<\/p>\n<p><strong>Parole e gesti per annunciare una realt\u00e0 inaspettata<br \/>\n<\/strong>In questo senso pu\u00f2 essere utile considerare il momento della prima informazione come\u00a0 inserito all&#8217;interno di una mappa in cui la segnalazione di alcuni punti di riferimento rende evidente la direzione da prendere,\u00a0 se si vuole che questo momento si ponga come vincolo\/risorsa e non esclusivamente come ostacolo da superare il prima possibile.<br \/>\nFra i punti di riferimento\u00a0 per chi ha il compito etico e tecnico di condurre il primo colloquio di informazione, alcuni spiccano per priorit\u00e0 e significato:<br \/>\n&#8211; il primo \u00e8 che \u00e8 necessario partire dalla constatazione che si \u00e8 di fronte all&#8217;annuncio di una realt\u00e0 diversa\/differente\/altra da quella che i genitori, sia come singoli che come coppia, avevano immaginato;<br \/>\n&#8211; ancora, l&#8217;annuncio di una condizione dolorosa, incerta, complessa ha come destinatario una realt\u00e0, il sistema famigliare, le cui dinamiche sono anche nelle situazioni &#8220;tranquille&#8221;, particolari e peculiari a quel nucleo e alla sua storia. Tanto pi\u00f9 in questo caso, quando la nascita di un membro di quella famiglia porta con s\u00e9\u201a anche un peso di dolore profondo che mina il progetto esistenziale dei genitori;<br \/>\n&#8211; il momento del primo colloquio\u00a0 rappresenta un tempo per dare tempo. \u00c8 un momento in cui le mie parole e il modo in cui mi accosto all&#8217;altro possono permettere a quest&#8217;ultimo di cominciare a ristrutturarsi o al contrario possono contribuire a creare una realt\u00e0 chiusa, senza possibili alternative, una realt\u00e0 determinata e fissata in un qui ed ora di cui difficilmente si intravede un&#8217;evoluzione.<br \/>\nPer questo \u00e8 importante comunicare la prospettiva che non si risolva tutto in quell&#8217;unica situazione contigente; che il primo colloquio, pur nella sua rilevanza, non costituisce un momento isolato e decontestualizzato ma \u00e8 semmai una prima tappa, importante e piena di significato, ma che non deve certo essere l&#8217;unica;<br \/>\n&#8211; occorre considerare, inoltre, che il piano della comunicazione di cui si sta trattando, \u00e8 un piano globale che investe e coinvolge tutte le persone\u00a0 che sono poli della relazione. In questo senso \u00e8 particolarmente pregnante la consapevolezza che si tramette un messaggio che va ben oltre le parole la cui scelta \u00e8 pur essenziale, che vengono utilizzate. Si comunica con i gesti, con le espressioni, con i silenzi: tutto questo contribuisce a generare un attitudine di comprensione o di indifferenza nei confronti dell&#8217;altro.<\/p>\n<p><strong>Quanto il medico \u00e8 disposto a mettersi in discussione?<br \/>\n<\/strong>Quando si fa riferimento al livello comunicativo di una situazione specifica come \u00e8 quella trattata, l&#8217;accento \u00e8 quasi sempre posto sul flusso di notizie, contenuto e forma, che investe la famiglia.<br \/>\nLa discrepanza rilevata anche dalla nostra indagine, che emerge fra la realt\u00e0 descritta dal mondo\u00a0 medico e quella stessa realt\u00e0 riletta dal cosmo famigliare apre un ulteriore pista di riflessione.<br \/>\nNella nostra societ\u00e0 il venire al mondo \u00e8 accompagnato, spesso anche in maniera esasperata, da un carico di\u00a0 promesse di felicit\u00e0, almeno potenziale. Quando la nascita \u00e8 segnata per\u00f2 da un tratto diverso, da un elemento di sofferenza o anche di incertezza questo messaggio simbolico e culturale cambia dolorosamente di segno e ci si trova davanti alla designazione di un futuro infelice, ad una prospettiva di infelicit\u00e0.<br \/>\nIl contesto comunicativo della prima informazione si deve fare carico e, al di la delle intenzioni di chi ne \u00e8 coinvolto, si incontra con una domanda di fondo: quanta prospettiva di infelicit\u00e0 pu\u00f2 sopportare un genitore rispetto allo stato e soprattutto al futuro di un figlio?<br \/>\nSullo sfondo i genitori chiedono al medico, all&#8217;esperto, a colui che \u00e8 detentore di un sapere consolidato, di aiutarli a tollerare dentro di s\u00e9\u201a questa dimensione non voluta, non prevista. Di aiutarli non solo per il peso delle parole che pronuncia ma soprattutto rispetto a come queste vengono dette e a come essi si sentono avvicinati o respinti. Ed \u00e8 forse questo l&#8217;aspetto pi\u00f9 difficile per chi \u00e8 professionalmente impegnato in questo compito, perch\u00e9\u201a comunicare all&#8217;altro una situazione di sofferenza mi mette in contatto con questa stessa sofferenza non tanto nei termini in cui l&#8217;altro la vive quanto nel rimando al rapporto che io, professionista, ho con la mia sofferenza, con la mia idea di malattia, con la mia idea di possibilit\u00e0 di fare evolvere le situazioni e cos\u008d\u00ec via.<br \/>\nIl rapporto con tutto questo \u00e8 complesso, estremamente difficile non solo a livello personale ma anche rispetto alla costruzione e al consolidamento dell&#8217;identit\u00e0 professionale. Esso comporta l&#8217;interrogarsi su quanto e su come viene tenuta dentro la dimensione dello stare accanto ad un altro\/ad una situazione non piacevole, non gratificante, dolorosa; quanto questi elementi convivono nel mio essere professionale, quanto cerco di accoglierli o, invece, li respingo.<br \/>\nForse molte descrizioni abbastanza tranquille, molte immagini rassicuranti di questo primo momento che escono dai racconti di alcuni medici possono nascere proprio dall&#8217;esigenza di spurgare la propria idea, il proprio modo di concepire la professione da questi elementi di tipo relazionale, ad elevato tasso di emotivit\u00e0, che esprimono non solo un modo di fare ma anche di essere.<br \/>\n\u00c8 possibile fare della prima informazione un contesto che, pur rimanendo difficile da calibrare, rivela anche delle prospettive, in cui la famiglia possa incominciare ad intravedere, seppure sullo sfondo, delle possibili evoluzioni, a comprendere che anche la diagnosi di un deficit \u00e8 un dato che non va assolutizzato ma che pu\u00f2 avere una sua storia evolutiva.<br \/>\nQuesto processo pu\u00f2 essere maggiormente facilitato e pu\u00f2 trovare modo di esprimersi\u00a0 se passa\u00a0 attraverso la consapevolezza interna della persona che ha il compito e le competenze per informare che si \u00e8 dentro ad una dimensione non unidirezionale, che non va semplicemente, come forse il flusso di notizie potrebbe far pensare, da una parte verso l&#8217;altra. ma che questo flusso \u00e8 continuamente rimandato, ri-alimentato, intrecciato.<br \/>\nLa disponibilit\u00e0 a lavorare in questa direzione,\u00a0 ad innestare dei percorsi di comprensione delle dinamiche presenti costituisce la trama essenziale su cui poggiare l&#8217;introduzione di innovazioni organizzative e di indicazioni comportamentali per migliorare una comunicazione reciproca basata in modo inestricabile sul tempo dell&#8217;ascolto e della parola reciproco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanna Di Pasquale Il medico \u00e8 chiamato in causa, in questi momenti, non come un professionista distaccato, ma come soggetto partecipe, disposto a coivolgersi. Non si comunica solo con le parole, ma anche con i gesti e le espressioni. La prima informaizone deve essere solo una tappa di una squenza di occasioni date alla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3583],"edizioni":[91],"autori":[294],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6820"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6820"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6820\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6821,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6820\/revisions\/6821"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6820"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=6820"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=6820"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=6820"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=6820"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=6820"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=6820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}