{"id":688,"date":"2009-11-04T17:07:18","date_gmt":"2009-11-04T17:07:18","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=688"},"modified":"2026-01-21T12:09:41","modified_gmt":"2026-01-21T11:09:41","slug":"la-vera-autonomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=688","title":{"rendered":"2. La vera autonomia"},"content":{"rendered":"<p>di Adelmo Riminucci<\/p>\n<p>In questi ultimi anni si \u00e8 parlato molto del problema dell&#8217;autonomia della persona, affrontando i problemi inerenti la disabilit\u00e0, sia fisica che psichica.<br \/>\nIl termine &#8220;autonomia&#8221;, infatti,<!--break--> deriva dalle parole greche &#8220;aut\u00f2s&#8221;e &#8220;n\u00f2mos&#8221; e indica la capacita di darsi da s\u00e9 (&#8220;aut\u00f2s&#8221;) le regole (&#8220;n\u00f2mos&#8221;, norme, legge) che determinano le proprie scelte e il proprio comportamento.<br \/>\nIn questa accezione essa \u00e8 da considerarsi condizione propria e meta fondamentale per ogni individuo in quanto tale.<br \/>\nTutto il cammino educativo, che ogni persona \u00e8 chiamata a compiere, deve avere come obbiettivo primario il raggiungimento della capacit\u00e0 di scelta e di autodeterminazione, affinch\u00e9 essa possa vivere pienamente la propria vita condignit\u00e0 e senza essere di peso agli altri.<br \/>\nDate queste premesse, dunque, non \u00e8 possibile negare ai disabili il diritto eil dovere di raggiungere la piena autonomia, pur trovandosi essi in una condizione di &#8220;svantaggio&#8221;.<br \/>\nE&#8217; fondamentale e corretto porsi il problema dell&#8217;autonomia quando si affrontanole varie problematiche inerenti la disabilit\u00e0. Ed \u00e8 sicuramente positivo il fatto che negli ultimi anni si valutino tali problematiche mettendo al centro la persona disabile e la possibilit\u00e0 che diventi realmente autonoma.<br \/>\nL&#8217;approccio al &#8220;pianeta handicap&#8221; pensando all&#8217;autonomia della persona, \u00e8 diventato talmente pervasivo che, sembra, non essere pi\u00f9 possibile parlare di qualsiasi problema dei disabili senza inserire la fatidica parola&#8221;autonomia&#8221;.<\/p>\n<p><b>Autonomia e autosufficienza<br \/>\n<\/b>Tuttavia, nonostante questa &#8220;inflazione&#8221; nell&#8217;uso del termine, ancora oggi, molto spesso educatori, insegnanti, operatori, terapisti della riabilitazione, genitori, medici ecc., ne fanno un uso improprio.<br \/>\nNel linguaggio comune, infatti, i termini autosufficienza e autonomia vengono molto spesso confusi, scambiati o usati come sinonimi.<br \/>\nQuesta confusione \u00e8 spesso presente anche quando ci si riferisce alla disabilit\u00e0.<br \/>\nIn verit\u00e0 il dizionario della lingua italiana assegna alle due parole deisignificati molto precisi e diversi: persona autonoma, come abbiamo gi\u00e0 detto, \u00e8 colei che si sa autogovernare, si sa dare delle regole, si sa autogestire, sa prendere delle decisioni &#8220;autonomamente&#8221; cio\u00e8 senza l&#8217;influenza di un altra persona; persona autosufficiente, invece, \u00e8 colei che dispone delleenergie e dei mezzi necessari per bastare a se stessa nel soddisfare le proprie esigenze.<br \/>\nCapita sovente che genitori e operatori credano che gli ausili, come ad esempio: carrozzine elettriche o magari computer, o qualsiasi altro tipo di ausilio meccanico, elettrico, elettronico o informatico, possano portare all&#8217;autonomia idisabili.<br \/>\nIn realt\u00e0 gli ausili non bastano, ma piuttosto, quando l&#8217;autonomia della persona disabile sia l&#8217;obiettivo prefissato, si devono dare al soggetto delle basi culturali e psicologiche capaci di portarlo al miglioramento delle sue capacit\u00e0 decisionali.<br \/>\nMirare all&#8217;aumento delle capacit\u00e0 decisionali dell&#8217;individuo significa aiutarlo a sviluppare le capacit\u00e0 di autocritica e di autovalutazione oggettiva delle sue possibilit\u00e0 al fine di aumentarne l&#8217;autostima e la capacit\u00e0 di autorealizzazione.<br \/>\nLa prima condizione per l&#8217;autorealizzazione consiste nel credere nella propria esperienza, nel valutare positivamente le proprie capacit\u00e0 residue, nel darsi degli obbiettivi basati sui propri interessi e non soltanto rispondenti ai consigli e alle aspettative degli altri.<br \/>\nIl disabile deve acquisire la capacit\u00e0 di prefiggersi obbiettivi realistici, occorre inoltre che egli individui un percorso da seguire, dove siano presenti sia obbiettivi finali, che obbiettivi intermedi ben delineati.<br \/>\nL&#8217;autonomia della persona \u00e8 stata definita &#8220;uno stato mentale&#8221; nel quale l&#8217;individuo deve cercare di entrare, una situazione che deve crescere ematurare.<br \/>\nAltri hanno definito persona autonoma l&#8217;individuo che ha la capacit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di progettare la propria vita per entrare in relazione con gli altri, partecipando attivamente alla costruzione della societ\u00e0.<br \/>\nParlare di autonomia significa porre l&#8217;attenzione sullo sviluppo della personalit\u00e0 dell&#8217;individuo.<br \/>\nPer un corretto sviluppo della personalit\u00e0, \u00e8 fondamentale il tipo di educazione che ogni soggetto riceve fin dai primi anni di vita e diventa fondamentale l&#8217;ambiente socioculturale in cui l&#8217;individuo cresce affinch\u00e9 l&#8217;educazione ricevuta sia positiva e favorisca l&#8217;autonomia.<br \/>\nTutte le agenzie educative contribuiscono, sempre e comunque, al risultato finale.<br \/>\nLaddove tutte le agenzie educative trasmettono un tipo di educazione positiva ed univoca, le capacit\u00e0 di autostima, autovalutazione, autogestione dell&#8217;individuo saranno sicuramente maggiori rispetto al caso in cui tali agenzie, che costituiscono l&#8217;ambiente socio-culturale del disabile, trasmettano messaggi contrastanti tra loro o, peggio ancora, dei disvalori che contribuiscono a minare la percezione che il disabile ha di s\u00e9 e delle proprie potenzialit\u00e0.<br \/>\nFra tutte le agenzie educative la famiglia \u00e8 sicuramente la pi\u00f9 importante, quella che influenza maggiormente il percorso verso l`autonomia. Questo tipo di influenza avviene in ogni caso, sia che si tratti di una famiglia molto attenta alle problematiche del congiunto &#8220;malato&#8221;, sia che si tratti di una famiglia assente, patologica, iper-protettiva, iper-delegante le istituzioni secondo un modello assistenzialistico, ecc.<br \/>\nL&#8217;influenza familiare, positiva o negativa che sia, avr\u00e0 sempre e comunque un incidenza molto elevata sulle capacit\u00e0 decisionali del figlio.<\/p>\n<p><b>La prima informazione e la famiglia<br \/>\n<\/b>\u00c8 plausibile ritenere la famiglia la fonte principale dell&#8217;autonomia di una persona disabile, della sua maturazione psicosessuale, sociale, ambientale, legale ecc., come \u00e8 opportuno considerare il modo in cui i familiari affrontano i problemi legati all&#8217;handicap, il loro vissuto interiore, in quanto tuttoquesto influisce in maniera determinante sul processo di maturazione dell&#8217;individuo.<br \/>\nEssenziale si rivela il momento e il modo in cui i genitori vengono a conoscenza dell&#8217;handicap del figlio: &#8220;la prima notizia&#8221;.<br \/>\nMolto spesso, infatti, il personale sanitario, medico e paramedico, espone la diagnosi ai familiari in maniera frettolosa e fredda, creando in loro un meccanismo di rifiuto, di angoscia, pi\u00f9 o meno inconscio, che pu\u00f2 provocare un effetto &#8220;valanga psicologica&#8221; e pesare per moltissimo tempo su di loro e sull&#8217;handicappato, anche tutta la vita.<br \/>\nE&#8217; compito di un buon operatore, o di una buona istituzione, pubblica o privata, prendersi in carico non soltanto l&#8217;handicappato, ma anche della sua famiglia, ed aiutarla a capire, ad accettare, ad elaborare l&#8217;evento, che corrisponde alla nascita proprio di quel figlio.<br \/>\nQuando la famiglia non riesce a risolvere lo shock della prima notizia, dandosi una spiegazione, una giustificazione, sorgono vari problemi di natura psicologica, che influiscono sulle dinamiche del gruppo famiglia, creando un clima pesante e difficile da gestire.<br \/>\nE&#8217; necessario ribadire l&#8217;importanza che le istituzioni prendano in carico tutta la famiglia del disabile, sia la coppia genitoriale che tutti gli altri eventuali componenti del nucleo familiare, perch\u00e9 i fratelli possono ricoprire un ruolo fondamentale nel processo di autonomia del disabile. Durante l&#8217;et\u00e0 adolescenziale, ad esempio, possono diventare un anello di congiunzione essenziale fra il disabile e il gruppo dei pari, altra agenzia educativa insostituibile a quell&#8217;et\u00e0, un passaggio obbligato in un percorso per approdare alla completa autonomia.<br \/>\nNegli ultimi anni si stanno verificano casi di presa in carico delle famiglie; questo dovr\u00e0 essere ampliato e migliorato, nel prossimo futuro, per due differenti motivi:<br \/>\n1) molto spesso genitori, fratelli e\/o gli altri componenti il nucleo familiare presentano veri e propri disturbi psicologici emotivi tali da dover essere considerati utenti in prima persona dei servizi sociali, \u00e8 doveroso perci\u00f2, in uno Stato civile, aiutare qualunque persona abbia dei problemi psicologici cui non riesce far fronte.<br \/>\n2) Solo quando ci sar\u00e0, nel nostro Paese, una cultura generale tale per cui la stragrande maggioranza delle famiglie dei disabili sapr\u00e0 elaborare ci\u00f2 che le \u00e8 accaduto, cio\u00e8 la nascita di un figlio malato, tramite un&#8217;informazione adeguata, tramite dei corsi, aiuti psicologici ecc., sapr\u00e0 anche valutare il proprio figlio in maniera adeguata, pretendere da lui ci\u00f2 che realmente egli \u00e8, o pu\u00f2 essere, in grado di fare.<br \/>\nSolo, solo allora, avremo la stragrande maggioranza dei disabili fisici capacidi gestire la propria vita, capaci di arrivare all&#8217;obiettivo fissato, capaci direlazionarsi col mondo &#8220;alla pari&#8221;, senza sentirsi inferiori agli altri o solamente &#8220;bisognosi di&#8230;&#8221;; Solamente allora la stragrande maggioranza dei disabili fisici sar\u00e0 realmente autonoma.<\/p>\n<p><b>Bibliografia<br \/>\n<\/b>Andrich R., Porqueddu G., Educazione all&#8217;autonomia: esperienze, strumenti,proposte metodologiche. Relazione presentata presso il &#8220;Quinto corso SIMFER di aggiornamento sulla rieducazione neuromotoria, Gubbio 7 &#8211; 10 maggio, Europa Medico Physica, Gubbio, 1991.<br \/>\nFerrario M., Imparando a cambiare, Esperienze per un&#8217;altra autonomia, Edizioni Pro Juventute Don Carlo Gnocchi SIVA, Milano, 1992.<br \/>\nGargiulo R. M., Lavorare con i genitori di bambini handicappati, Guida per gli operatori del sostegno, Zanichelli, Bologna, 1987.<br \/>\nGelati M., Pedagogia Speciale, Problemi e prospettive, Corso Editore, Ferrara, 1996.<br \/>\nGuidi A., L&#8217;altra gente., Convivere con l&#8217;handicap, Nuova ERI Edizioni RAI,Torino, 1988.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi ultimi anni si \u00e8 parlato molto del problema dell&#8217;autonomia dellapersona, affrontando i problemi inerenti la disabilit\u00e0, sia fisica chepsichica.Il termine &quot;autonomia&quot;, infatti,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591],"edizioni":[99],"autori":[2796],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/688"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=688"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/688\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6355,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/688\/revisions\/6355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=688"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=688"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=688"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=688"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=688"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=688"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}