{"id":695,"date":"2009-11-04T17:07:20","date_gmt":"2009-11-04T17:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=695"},"modified":"2026-02-04T11:34:41","modified_gmt":"2026-02-04T10:34:41","slug":"sguardi-partecipi-e-arrabbiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=695","title":{"rendered":"5. Sguardi partecipi e arrabbiati"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Daniele Barbieri<\/p>\n<p>&#8220;La televisione dovrebbe offrire la possibilit\u00e0 ai minorati sensoriali di poterla seguire&#8221;; &#8220;l&#8217;informazione televisiva non prende in considerazione il pianeta handicap&#8221;; &#8220;i programmi display, quelli che raccolgono i fondi, sono vincenti ma non convincenti&#8221;. La parola ai disabili.<br \/>\n<!--break-->Intorno al binomio handicap-tv ecco alcune opinioni di chi vive il problema in prima persona.. Se il quadro di giudizi \u00e8 sostanzialmente omogeneo a quello che \u00e8 uscito dalla ricerca di Besio-Roncarolo, \u00e8 interessante notare alcune dissonanze, provocazioni (come quella di Miotto) o semplicemente diversi giudizi su trasmissioni come il Costanzo Show o Telethon (ci\u00f2 non deve stupire: anche le reazioni a un film come L&#8217;ottavo giorno hanno oscillato fra l&#8217;incondizionato plauso e l&#8217;accusa di grave ambiguit\u00e0). Ecco &#8211; in ordine alfabetico &#8211; le opinioni.<\/p>\n<p><b>Roberto Mancin: la tv multisensoriale <\/b>(webmaster del sito Commissione Disabilit\u00e0 e Handicap-Universit\u00e0 di Padova)<br \/>\nUna volta guardare la tv era un rito. Le famiglie si radunavano intorno al totem-televisore: fintanto che il film o la puntata di Lascia o raddoppia non era terminata nessuno osava disturbare. Oggi invece guardare la tv \u00e8 diventata un&#8217;attivit\u00e0 come le altre: la guardiamo e ascoltiamo distrattamente in camera da letto, mentre telefoniamo, mangiamo. Ma \u00e8 anche diventato il modo attraverso cui ci giungono la maggior parte delle informazioni. La tv \u00e8 un mezzo di comunicazione multimediale, utilizza cio\u00e8 il suono, l&#8217;immagine e a volte anchei testi scritti, ma la maggior parte delle volte noi possiamo cogliere nella sua completezza il messaggio inviato solo se siamo in grado di accedere a tutti questi veicoli. A volte invece dobbiamo togliere il volume per non disturbare una telefonata o per non svegliare il coniuge che dorme; altre volte non possiamo guardare lo schermo perch\u00e9 siamo di spalle: in questi casi possiamo comprendere le difficolt\u00e0 di chi \u00e8 sordo o cieco e provare il disagio prodotto dal non poter accedere a tutte le informazioni. Infatti se \u00e8 vero che talvolta le immagini o il sonoro sono sufficientemente descrittivi, \u00e8 possibile seguire un film anche vedendo le immagini senza audio o viceversa, \u00e8 soprattutto vero che nella maggior parte dei casi la trasmissione ci diventa del tutto incomprensibile. Questo problema \u00e8 grave nel caso di film o trasmissioni di intrattenimento ma lo \u00e8 ancor pi\u00f9 quando si pensa ai programmi culturali o di informazione, che sono il mezzo privilegiato attraverso cui noi capiamo cosa sta succedendo nel mondo che ci circonda. Purtroppo le poche trasmissioni che cercano di svolgere un ruolo educativo o informativo, come i documentari e i tg, nella stragrande maggioranza dei casi neppure tentano di essere pi\u00f9 accessibilia chi ha una disabilit\u00e0 sensoriale. La soluzione per rendere accessibili le informazioni multi-mediali (sonore e visive) della tv consiste nella ridondanza: far s\u00ec che la stessa informazione venga trasmessa contemporaneamente attraverso tutti i diversi canali sensoriali. Le trasmissioni dovrebbero essere quindi arricchite con descrizioni sonore delle immagini trasmesse (magari attraverso un canale radiofonico) e con le trascrizioni visive dei suoni e delle parole pronunciate (sottotitoli). In Canada e negli Usa gi\u00e0 la gran parte delle trasmissioni tv vengono sottotitolate o descritte alla radio (indirizzo internet: http:\/\/www.boston.com\/wgbh\/pages\/ncam\/tvvideo\/northamerica.htlm#amount). In Europa la situazione \u00e8 peggiore e anche se l&#8217;Italia non \u00e8 fra le ultime &#8211; come si pu\u00f2 vedere anche dalla tabella &#8211; il numero di ore di trasmissione disponibili nella forma &#8220;ridondante&#8221; \u00e8 estremamente basso e sostanzialmente limitato a film e programmi di intrattenimento. E&#8217; quindi urgente un maggior sforzo da parte delle tv per modificare la situazione attuale che impedisce a una grossa quantit\u00e0 di persone di servirsi del mezzo di comunicazione pi\u00f9 comune: \u00e8 un dovere di giustizia e di civilt\u00e0 ma sicuramente, come spesso accade quando un servizio viene reso pi\u00f9 accessibile, ne potremo trarre tutti un beneficio. A tal proposito si veda anche un altro indirizzo internet, http:\/\/www.boston.com\/wgbh\/pages\/ncam\/currentprojects\/dvsscience.htlm (Adding Audio Descriptions To Television Science Programs).<\/p>\n<p><b>Miriam Massari: Di Pietro, le colf, i tg e noi <\/b>(giornalista e membro dell&#8217;ENIL Italia)<br \/>\nPartendo da un qualunque tg Rai o Fininvest si pu\u00f2 capire quale sia il peso della tv sulla disabilit\u00e0, sia in positivo che in negativo. E&#8217; stata diffusa la notizia del primo provvedimento legislativo presentato dal neo-senatore Antonio Di Pietro, appoggiato da altre\/i (compresa Ersilia Salvato del Prc). Il provvedimento \u00e8 in favore dei diritti delle colf &#8211; collaboratrici familiari -per i giorni di malattia regolarmente pagati. Fine della notizia. Che c&#8217;entra la disabilit\u00e0? I tg e in genere la tv parlano quasi esclusivamente a chi abita il Pianeta Terra, trascurando il Pianeta parallelo detto Handicap. E&#8217; l&#8217;omissione infatti la colpa pi\u00f9 grave di chi fa tv. A volte si omette non sottolineando il buio totale in cui il Pianeta Handicap viene lasciato da chi fa politica. Chi intervista dovrebbe costringere a scoprirsi; ma come, se non si guarda mai al Pianeta H? Gli inglesi dicono che mentre si fa o si pensa bisogna avere &#8220;disabled person in mind&#8221;, in mente la persona con disabilit\u00e0. Nel caso delle colf, una persona che non pu\u00f2 far niente da s\u00e9 e che fa vita indipendente ha bisogno di almeno 1-2 assistenti e una colf. Ora nel provvedere le colf d&#8217;un diritto, un Parlamento che non voglia agire alla cieca dovrebbe non far sparire il capitolo di spesa dedicato alla &#8220;vita indipendente&#8221; ma aumentarlo in proporzione; altrimenti le persone con notevoli disabilit\u00e0 saranno costrette -prima o poi, perch\u00e9 dall&#8217;idea dell&#8217;indipendenza non si torna indietro &#8211; a pagare la giusta rivendicazione delle colf con ore d&#8217;assistenza in meno. C&#8217;\u00e8 un altro particolare che i tg volendo potrebbero dare fra parentesi: il denaro &#8211; da destinare a chi, avendone i requisiti, ne far\u00e0 richiesta &#8211; \u00e8 gi\u00e0 stato stanziato, solo che adesso \u00e8 consegnato nelle mani di coloro (cooperative, istituti, ecc.) che gestiscono la vita delle persone definite con troppa disinvoltura &#8220;utenti&#8221;. Ecco perch\u00e9 i tg danno notizie incomplete: perch\u00e9 incompleto \u00e8 il progetto economico, politico e sociale che non comprende le persone con notevoli disabilit\u00e0 se non come ingombro da sistemare. Se tutto fosse chiaro alle coscienze (pari opportunit\u00e0, diritti, vita indipendente, assistenza diretta) come accade da decenni in altri Paesi, allora i tg potrebbero dare una notizia completa e persino corretta nel linguaggio sessuato, che suonerebbe pi\u00f9 o meno cos\u00ec: &#8220;Antonio Di Pietro, appoggiato da deputatesse e deputati, ha messo all&#8217;ordine del giorno un provvedimento che riconosce alle colf il pagamento dei giorni di malattia; e di conseguenza sar\u00e0 aumentato il budget assegnato a persone con disabilit\u00e0 notevoli che fanno vita indipendente&#8221;. Nei tg molte notizie muoiono per mancanza d&#8217;ossigeno, perch\u00e9 si pensa che non facciano audience, che non siano d&#8217;interesse generale: non si divulga la notizia che in Toscana gi\u00e0 da qualche anno le persone con disabilit\u00e0, le quali fanno la scelta di vivere in libert\u00e0, dispongono d&#8217;una cifra mensile, anche se minima; o che Roma dar\u00e0 inizio a questo civilissimo progetto agli inizi del &#8217;98; o che Sicilia, Piemonte e Lombardia (grazie a donne e uomini di Enil, cui si vanno aggiungendo altre associazioni) cominciano a capire che questo \u00e8 il futuro: la libert\u00e0 di scegliere dove, con chi e come vivere.<\/p>\n<p><b>Francesco Miotto: il mio teorema <\/b>(consigliere comunale di Schio)<br \/>\n\u00c8 una questione statistica. Siamo un popolo pacifico? Avremo pace. Siamo un popolo di &#8220;lecchini&#8221;? Avremo pane per le nostre lingue. Ed ecco il Francesco&#8217;s teorema. Tutto quello che con la nostra energia non cerchiamo di cambiare, quindi che accettiamo, dall&#8217;informazione alla politica, \u00e8 esattamente ci\u00f2 che ci meritiamo. Accettato il &#8220;teorema&#8221;, si pu\u00f2 affermare che ci\u00f2 che &#8220;succede-vediamo&#8221; in tv (in ogni campo) \u00e8 il &#8220;meglio&#8221; che i nostri possono produrre. E probabilmente\/forse \u00e8 anche quello che vogliamo e quindi meritiamo. Ovviamente come gruppo, mediamente. E in democrazia dovrebbe essere la media, magari dei mediocri, a contare. Conclusione? Non disperiamoci: un&#8217;evoluzione culturale, inevitabile come il passare del tempo, porter\u00e0 mutamenti. In meglio? In peggio? Staremo a vedere. Discorso troppo semplice? Troppo generico? Forse un po&#8217; provocatorio. Vi prego comunque di prendere tutto con le pinze, dato che queste mie strampalate idee sono ovviamente personali. Che poi io abbia, nei riguardi della stampa specializzata sull&#8217;handicap, un&#8217;avversione incondizionata e totale, con qualche raro momento di affetto, \u00e8 altro argomento.<\/p>\n<p><b>Ignazio Onnis <\/b>(del coordinamento handicap Cgil-Cisl-Uil di Cagliari)<br \/>\nL&#8217;attenzione dei media su questo problema \u00e8 molto frammentata. Di solito le tv si interessano solo a casi che emotivamente suscitano compassione o piet\u00e0, o al contrario quando qualcuno si trova a fare qualcosa di eccezionale. Con il risultato di minimizzare i problemi della maggior parte delle persone. E comunque occuparsi di uno per non occuparsi di tutti. Sempre con pacchetti pre-confezionati sui quali \u00e8 difficile incidere. Un esempio: nel luglio &#8217;97 il nostro coordinamento presenta ai media un progetto sulla &#8220;libera circolazione&#8221;. Per\u00f2 la giornalista locale di Rai tre voleva forzarci lamano su racconti e affermazioni non proprio vere, tipo far dire a me &#8220;sono praticamente isolato a casa, posso a mala pena andare a lavorare, non ho amici&#8221;. Mi sono rifiutato. Avvilente, a dir poco. Lo stesso avviene sulle reti nazionali. Chi forse se ne occupa maggiormente \u00e8 il Costanzo show, invitando persone con le storie pi\u00f9 incredibili di pietismo ed esaltazione, che muovono sentimenti forti, insieme ad altrettanti casi disperati. Mi chiedo come si possa approfondire problemi cos\u00ec complessi e delicati in una girandola di situazioni tanto diverse (con attori, scrittori, miss, ecc.). Ricordo anche una&#8221;campagna&#8221; di 3 anni fa sulle barriere architettoniche che and\u00f2 avanti per circa 4 ore su varie tv nazionali. A parte alcune contestazioni all&#8217;allora ministro Guidi, ricordo che la Rai si prese l&#8217;impegno di riprendere quel dialogo entro 6 mesi; ne sono passati 40 e non s&#8217;\u00e8 visto nulla. Sempre puntuale invece la scadenza di Telethon, una maratona che offende la dignit\u00e0 degli handicappati che per due giorni diventano merce da spettacolo, premiando la societ\u00e0 dei buoni sentimenti per poi dimenticare il problema negli altri 363 giorni dell&#8217;anno. Mi spiace invece che sia stata chiusa Radiorai Sardegna che aveva un&#8217;eccellente e puntuale (120 puntate) trasmissione, Lo dice la radio. E qualcosa di buono s&#8217;\u00e8 visto anche nella trasmissione della RAI, Storie vere. Infine credo che sarebbe utile varare un &#8220;Osservatorio&#8221; nazionale per verificare la quantit\u00e0 e qualit\u00e0 delle notizie che passano in tv.<\/p>\n<p><b>Dionisio Pinna: dalla beneficenza alla beneficenza <\/b>(della Comunit\u00e0 di Sestu)<br \/>\nRicordo che a Cagliari, quando la sede locale della Rai organizz\u00f2 la trasmissione di supporto a Telethon, invitando decine e decine di organizzazioni impegnate nel campo dei disabili, alcune di esse declinarono l&#8217;invito con un documento che non venne neanche preso in considerazione. Era il 1992 e da allora sono passati anni-luce. Oggi queste maratone televisive sono diventate un concentrato assoluto di spettacolo, pubblicit\u00e0, buoni sentimenti. E in molti cercano di imitarle. Perch\u00e9 la raccolta di fondi per questa o quella campagna non pu\u00f2 fare a meno del mezzo televisivo e della sua potenza. Il fine giustifica tutto. Persino le banche diventano &#8220;solidali&#8221; e ci si dimentica cos\u00ec della loro fondamentale anti-eticit\u00e0. Non per nulla si cerca di dare vita a una banca etica che aiuti il terzo settore, la cooperazione socialee il no-profit a svilupparsi mantenendo fede a certi principi definiti appunto etici. Il mondo dell&#8217;handicap rischia grosso allorch\u00e9 diviene merce espettacolo. Rischia soprattutto di buttare a mare decenni di battaglie per affermare il diritto alla salute, alla riabilitazione, al reinserimento, alla normalit\u00e0 insomma. La beneficenza, tanto bistrattata negli anni &#8217;70 ma che serve a far capire i meccanismi attraverso i quali veniva esercitato il dominio, torna a essere la grande protagonista di questo fine millennio. E lo Stato delega sempre pi\u00f9 ai buoni di turno il compito della giustizia sociale. E i poveri, che crescono a vista d&#8217;occhio, devono anche dire grazie ai loro grandi elemosinieri. In questo modo si rafforza il concetto che se non ci fossero loro(i ricchi generosi) le cose andrebbero ancora peggio. Una societ\u00e0 che si affidaal buon cuore dei telespettatori per fare ricerca o combattere l&#8217;emarginazione\u00e8 una societ\u00e0 con uno Stato debole, fondato sui privilegi e sulle ingiustizie sociali, Crediamo che l&#8217;associazionismo pi\u00f9 serio abbia di che essere preoccupato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La televisione dovrebbe offrire la possibilit\u00e0 ai minorati sensoriali di poterla seguire&#8221;; &#8220;l&#8217;informazione televisiva non prende in considerazione il pianeta handicap&#8221;; &#8220;i programmi display, quelli che raccolgono i fondi, sono vincenti ma non convincenti&#8221;. La parola ai disabili<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3603],"edizioni":[98],"autori":[281],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3628],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/695"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=695"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6463,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/695\/revisions\/6463"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=695"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=695"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=695"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=695"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=695"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=695"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}