{"id":6970,"date":"2026-04-10T12:13:25","date_gmt":"2026-04-10T10:13:25","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6970"},"modified":"2026-04-10T12:13:25","modified_gmt":"2026-04-10T10:13:25","slug":"6-anni-70-comincia-lintegrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=6970","title":{"rendered":"6. Anni &#8217;70, comincia l&#8217;integrazione"},"content":{"rendered":"<p>di Luca Pieri\u00a0<em><strong><\/p>\n<p><\/strong><\/em>Breve storia dell&#8217;assistenza in Italia dall&#8217;unit\u00e0 ad oggi. \u00c8 degli anni &#8217;70 la normativa che permette alle regioni di riordinare il sistema sanitario locale. L&#8217;Emilia Romagna attua una politica sanitaria di tipo preventivo verso l&#8217;handicappato. E si comincia a pensare anche al loro futuro lavorativo.<\/p>\n<p>Per comprendere l&#8217;attuale situaz\u00econe dei cittadini disabili rispetto al mercato dei lavoro bisogna riferirsi allo sviluppo storico degli interventi che la societ\u00e0 italiana ha via v\u00eca messo in atto nei loro confronti.<br \/>\nLa societ\u00e0 italiana sconta il notevole ritardo nella realizzazione di uno stato nazionale unitario, anche sul piano della &#8220;assistenza&#8221; e p\u00f9 in generale dei controllo sociale dei diversi. Di fatto si assiste al tentativo di imitare i modelli organizzativi gi\u00e0 consolidati nei Paesi con maggior maturit\u00e0 politica, con una differenza strutturale che imped\u00ecr\u00e0 sempre la piena attuazione di tali modelli: l&#8217;influenza storica e sociale delle iniz\u00ecative assistenziali della Chiesa cattolica, questo anche nei momenti di massimo laicismo rappresentati dai governi di De Pretis e Crispi.<br \/>\nL&#8217;influenza della Chiesa ha dato luogo, attraverso alterne vicende, ad un compromesso utile\u00a0 ad entrambe le parti che costituisce ancora oggi un tratto saliente dell&#8217;organizzazione Italia: il riconoscimento pubblico delle iniziative private. \u00c8 interessante notare come l&#8217;assistenza sia posta alle dirette dipendenze del prefetto (rappresentante locale dello Stato) ed in stretta collaborazione istituziolizzata con l&#8217;autorit\u00e0 di Polizia.<br \/>\nQualche tentativo di aumentare il potere dello Stato in questo campo fu fatto 30 anni dopo la costituzione del Regno d&#8217;Italia. \u00c8 importante rilevare, che, con la legge del 1890, il termine &#8220;soccorso&#8221; viene sostituito con quello di &#8220;beneficienza pubblica&#8221;; l&#8217;assetto istituzionale dell&#8217;assistenza, fissato da questa legge, rimarr\u00e0 immutato fino all&#8217;avvento del fascismo e fino agli anni &#8217;70 di questo secolo. Lo sviluppo dell&#8217;associazionismo e delle varie forme di mutualismi operaio ha portato ad una graduale differenziazione fra sistema previdenziale e sistema assistenziale: questo si occupa di quella fascia di popolazione non attivo; minori, invalidi, orfani, poveri. L&#8217;istituzione fondamentale attorno a cui si \u00e8 organizzato l&#8217;apparato assistenziale italiano si \u00e8 strutturato come previsto dall&#8217;art. 1 della legge 17 dei 1890: &#8220;Sono istituzioni di beneficienza&#8221; quelle che abbiano per fine: a) di prestare assistenza ai poveri, tanto in stato di sanit\u00e0, quanto di malattia; b) di procurare l&#8217;educazione, l&#8217;istruzione, l&#8217;avviamento a qualche professione.<\/p>\n<p><strong>La situazione attuale in Italia<br \/>\n<\/strong>Durante gli anni &#8217;30, il regime fascista diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 interventista in economia (in quegli anni nasce l&#8217;I.R.I., 1933) e, attraverso la costituzione di numerosi enti autonomi e legati allo Stato (Enti Pubblici Autonomi, O.M.N.I., E.C.A.), tender\u00e0 a costituire un primo sistema di stato sociale.<br \/>\nQuesto tipo di organizzazione si protrae in Italia fino agli anni &#8217;60 ed \u00e8 caratterizzata da una politica economica tendenzialmente liberista, tesa a favorire al massimo la ripresa economica post-bellica. Per quel che ci interessa, in questi anni abbiamo, attraverso la costituzione di numerose associazioni (l&#8217;A.I.A.S. nasce nel 1953 l&#8217;A.N.F.F.A.S. nel 1958), i primi e sporadici interventi pubblici (convenzioni) in favore di quel? le categorie di disabili che il progresso della medicina comincia a prendere in considerazione e che la diminuzione della mortalit\u00e0 infantile contribuisce ad aumentare. Tali interventi, inquadrati nella tradizionale logica riabilitativa ed emarginante (istituti, scuole speciali, reparti ospedalieri, &#8230; , avevano come obiettivo primario la custodia e la tutela di quei soggetti considerati come anormali&#8221; e perci\u00f2 da normalizzare secondo i tradizionali percorsi etico-scientifici.<br \/>\nGli anni che vanno dal &#8217;70 al &#8217;75 sono caratterizzati da un momento nel quale si ricomincia a dare attuazione ai principi costituzionali. Va segnalata, in proposito, la legge n. 482 dei 2 aprile 1968, che istituisce il collocamento al lavoro obbligatorio degli invalidi. \u00c8 di questa epoca l&#8217;attuazione della scuola media dell&#8217;obbligo.<br \/>\nInoltre in questi anni si assiste ad una richiesta sempre maggiore di partecipazione diretta dei cittadini. Infatti dal &#8217;70 al &#8217;75 verranno gettate le basi normative per l&#8217;attuazione della costituzione in campo sociosanitario ed il pi\u00f9 generale riassetto della pubblica amministrazione.<\/p>\n<p><strong>E in Emilia Romagna?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 degli anni &#8217;70 la normativa relativa al trasferimento alle Regioni in materia socio-sanitaria col superamento degli enti autonomi OMNI, che permette alla regione Emilia-Romagna con le leggi n. 405 e 22, l&#8217;istituarizzazione del servizio materno-infantile, mediante l&#8217;avvio dei Consultori famigliari e l&#8217;attuazione di una politica di prevenzione degli handicap legandoli con i servizi in favore dei cittadini in et\u00e0 evolutiva.\u00a0 I servizi in favore dei cittadini handicappatti, previsti dalla Regione Emilia Romagna hannno una impostazione di tipo preventivo, che sicuramente, almeno per quel che riguarda alcuni handicap (poliomelite e paralisi cerebrale infantile ed in genere patologie legate alla gravidanza e\/o al parto) ha dato qualche buon risultato risultato. Tale politica, anche per manancanza di una normativa nazionale sull&#8217;assistenza, ha lasciato fino al 1985 senza servizi di riferimento gli handicappati in et\u00e0 superioriore a quella evolutiva. Ne poteva conseguire il rischio di riemarginazione dei soggetti che, al termine della scuola dell&#8217;obbligo (fascia protetta), non potevano, per le caratteristiche specifiche dei loro handicap, entrare nei normali canali di socializzazione (scuola, lavoro), con il conseguente rischio di ricaduta dell&#8217;handicappato adulto a totale carico della famiglia, vanificando spesso gli sforzi fatti durante gli anni di permanenza nella scuola dell&#8217;obbligo.<br \/>\nIn questi anni si sviluppano, soprattutto in sede locale, strategie pi\u00f9 complesse volte ad una sempre maggiore integrazione degli handicappati; infatti \u00e8 dei 1985 la legge regionale n. 2 che detta le norme sul riordino dell&#8217;assistenza sociale e la legge istitutiva dei &#8220;poli di accoglienza per l&#8217;handicap adulto&#8221; e, da parte della Provincia di Bologna, dei &#8220;servizio inserimento lavorativo&#8221; degli handicappati.<br \/>\nCon riferimento alla legge regionale Emilia Romagna n. 2\/ 1985 si pu\u00f2 notare un importante cambiamento istituzionale che formalizza il rapporto fra apparato pubblico (LISL, Comune, Regione) ed il mondo dei volontariato privato sociale che negli anni &#8217;70-&#8217;80 aveva sviluppato proprie risposte alla domanda di integrazione sociale portata avanti da gruppi marginali. Tale legge prevede la regolamentazione dei rapporto fra apparato pubblico e volontariato configurando, in forma di iscrizione in appositi elenchi e convenzioni, un sottosistema misto che tenta di realizzare una risposta univoca e complessa alla domanda vista in precedenza.<br \/>\nLa legge regionale n. 2\/85 sul riordino dell&#8217;assistenza e della sicurezza sociale, prevede numerosi interventi di mediazione fra le difficolt\u00e0 dei disabili e le istanze dei mondo della produzione che possono essere viste come esempio di attivazione di un sotto sistema ad hoc per la soluzione di una contingenza particolare e cio\u00e8 rendere il cittadino disabile il pi\u00f9 compatibile possibile con il mondo dei lavoro attraverso mediazioni economico-tecniche e politiche.<\/p>\n<p><strong>Posizione lavorativa dei disabili presi in carico dal servizio inserimento lavoativo al 30\/12\/90<\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"153\">POSIZIONE ATTUALE<\/td>\n<td width=\"65\"><\/td>\n<td width=\"87\">N. GIOVANI<\/td>\n<td width=\"65\"><\/td>\n<td width=\"64\">%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>tempo indeterminato<\/td>\n<td><\/td>\n<td>165<\/td>\n<td><\/td>\n<td>50%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>tempo determinato<\/td>\n<td><\/td>\n<td>4<\/td>\n<td><\/td>\n<td>1,20%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>contratti formazione lavoro<\/td>\n<td><\/td>\n<td>46<\/td>\n<td><\/td>\n<td>13,90%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>borse lavoro<\/td>\n<td><\/td>\n<td>53<\/td>\n<td><\/td>\n<td>16%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>occupazione familiare<\/td>\n<td><\/td>\n<td>15<\/td>\n<td><\/td>\n<td>4,60%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>occupazione sconosciuta<\/td>\n<td><\/td>\n<td>16<\/td>\n<td><\/td>\n<td>4,90%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>avventizi<\/td>\n<td><\/td>\n<td>15<\/td>\n<td><\/td>\n<td>4,60%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>in proprio<\/td>\n<td><\/td>\n<td>2<\/td>\n<td><\/td>\n<td>0,60%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>avviati UPLMO<\/td>\n<td><\/td>\n<td>9<\/td>\n<td><\/td>\n<td>2,70%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>apprendisti<\/td>\n<td><\/td>\n<td>5<\/td>\n<td><\/td>\n<td>1,50%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>TOTALE OCCUPATI<\/td>\n<td><\/td>\n<td>330<\/td>\n<td><\/td>\n<td>100%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Fonte: SIL, provincia di Bologna<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Pieri\u00a0 Breve storia dell&#8217;assistenza in Italia dall&#8217;unit\u00e0 ad oggi. \u00c8 degli anni &#8217;70 la normativa che permette alle regioni di riordinare il sistema sanitario locale. 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