{"id":7,"date":"2009-11-04T17:04:16","date_gmt":"2009-11-04T17:04:16","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=7"},"modified":"2025-11-14T11:01:54","modified_gmt":"2025-11-14T10:01:54","slug":"cultura-accoglienza-e-condivisione-in-madagascar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=7","title":{"rendered":"Cultura, accoglienza e condivisione in Madagascar"},"content":{"rendered":"<p>di Jean Fran\u00e7ois Ratsimbazafy, psicologo malgascio, esperto in progetti di sviluppo e adozione a distanza<\/p>\n<p>Per i malgasci sono importanti il sorriso, il saluto e lo sguardo. Quando passi per le strade e i bambini ti gridano: \u201cVazaha!\u201d, cio\u00e8 \u201cStraniero!\u201d lo fanno sempre con un sorriso e ti manifestano<!--break--> la loro gioia e voglia di entrare in contatto con te, di comunicarti qualcosa. Ti rispettano e non sono indifferenti al tuo sguardo. Ti chiedi come mai questi bambini senza scarpe, impolverati, con i capelli spettinati manifestano questa serenit\u00e0 che si vede nel loro sorriso. \u00c8 un altro popolo che ti sta di fronte, che ti fa capire tutta la sua dignit\u00e0 pur nella fatica del vivere quotidiano. Ma dentro di te forse possono aprirsi delle domande, pu\u00f2 allargarsi il tuo orizzonte. Ad esempio scoprendo con sorpresa che alcuni bambini, pur possedendo le scarpe, spesso vanno in giro a piedi nudi come abitudine dei malgasci. Capita che arrivando a scuola gli alunni preferiscano togliersi le scarpe per stare pi\u00f9 comodi e sentirsi pi\u00f9 a proprio agio.<br \/>\n\u00c8 una sfida andare in un paese cos\u00ec lontano e cos\u00ec diverso. Ci vogliono pi\u00f9 di 10 ore di volo. Il tuo sistema immunitario \u00e8 in prova. Ti pu\u00f2 accogliere un comitato di anofele, diverse dalle zanzare tigre di Bologna (che pure hanno fatto il loro dovere e mi hanno punto), e il tuo sistema neurovegetativo \u00e8 in prova. Se in Italia raramente si vedono mosche, laggi\u00f9 \u00e8 una realt\u00e0 molto pi\u00f9 presente, come anche vedere formiche o altri insetti. Mentre vedere un camaleonte \u00e8 una cosa comune per i bambini malgasci, per te sar\u00e0 un\u2019attrazione. Forse qualche volta ci vorrebbe pi\u00f9 umilt\u00e0 nel \u201cleggere\u201d le situazioni, nell\u2019interpretare i fatti. Mi \u00e8 capitato una volta in aereo di sentire alcuni francesi che criticavano la \u201cpazzia\u201d dei malgasci che pur nella povert\u00e0 fanno di tutto per avere un telefonino cellulare. Non si rendevano conto che in Madagascar \u00e8 molto difficile avere il telefono di casa, a causa delle distanze e della carenza di infrastrutture e che l\u2019unico altro modo di avere notizie della propria famiglia quando si abita lontani \u00e8 affrontare un estenuante viaggio in taxi-brousse per molte ore. Per i malgasci la vita di relazione \u00e8 fondamentale e anche quando si \u00e8 ricoverati in ospedale spesso si \u00e8 attorniati almeno da tre o quattro persone della famiglia, che stanno tutto il giorno con te.<br \/>\nTutto in Madagascar a cominciare dalla natura ti invita a cambiare il tuo modo di percepire, il tuo modo di pensare. Malgrado la mancanza di tante cose, la dignit\u00e0 del popolo ti arriva al cuore e ti chiama a un passo avanti, a un atto concreto di presenza e di esperienza.<\/p>\n<p><strong>Sviluppo e adozione a distanza<\/strong><br \/>\nPrima di tutto l\u2019adozione a distanza nasce dall\u2019idea di una solidariet\u00e0 con il mondo. I genitori hanno il dovere di educare e mandare a scuola i figli. La nazione ha il dovere di educare i suoi cittadini. L\u2019adozione a distanza \u00e8 una partecipazione al cambiamento di questo mondo. Infatti il tasso di analfabetizzazione in Madagascar supera ancora il 40%. Aiutare un bambino ad andare a scuola \u00e8 un passo in avanti verso lo sviluppo del paese.<br \/>\nTutti i paesi africani hanno scelto l\u2019educazione come punto di partenza verso lo sviluppo, a partire dagli anni Sessanta, una volta usciti dalla colonizzazione. La polemica verteva sullo scegliere tra insegnamento generale o insegnamento tecnico, per avviare il pi\u00f9 presto possibile lo sviluppo. Il governo del Madagascar sta incoraggiando i genitori a mandare i bambini a scuola. \u00c8 da quattro anni infatti che avviene la distribuzione gratuita di zaini, matite e penne ai bambini delle elementari per alleviare i genitori dal peso delle spese dei materiali scolastici.<br \/>\nIn alcuni trib\u00f9 dedite alla pastorizia, non si mandano i bambini a scuola per il rischio di non avere pi\u00f9 nessuno che possa badare gli zeb\u00f9. Alcuni altri genitori non mandano i bambini a scuola perch\u00e9 il lavoro del campo possa continuare.<br \/>\nL\u2019adozione a distanza quindi \u00e8 veramente una spinta per lo sviluppo del Sud del mondo. Eppure \u00e8 rara l\u2019adozione a distanza per un giovane dopo il liceo. Tanti giovani non possono pi\u00f9 finire la scuola superiore e l\u2019universit\u00e0 perch\u00e9 i genitori non riescono a pagare lo studio. Dato che c\u2019\u00e8 un grande tasso di dispersione scolastica bisognerebbe far s\u00ec che questi giovani a due passi del mondo del lavoro non vengano abbandonati. Per il momento il mio lavoro come referente della associazione MAIS (Movimento per l\u2019Autosviluppo Internazionale nella Solidariet\u00e0) di Roma riguarda l\u2019adozione a distanza di pi\u00f9 di 85 bambini ad Antsirabe, 23 ad Antananarivo e un\u2019altra ventina a Fianarantsoa.<\/p>\n<p><strong>La casa di accoglienza<\/strong><br \/>\nCi sono delle differenze enormi nella vita di un contadino e di un cittadino in Madagascar.\u00a0 Nella citt\u00e0 si trovano le scuole, gli ospedali, gli uffici e i mezzi pubblici come i bus e i taxi-brousse. Invece nelle campagne tutti camminano, mancano gli ospedali, le scuole e i servizi sono quasi inesistenti. I contadini vivono alla giornata. Non conoscono l\u2019elettricit\u00e0 n\u00e9 l\u2019acqua del rubinetto. Devono spostarsi a piedi e fare dei chilometri per trovare un pugno di sale, un litro di olio, e cos\u00ec via. Dunque i bambini che abitano nelle campagne sono svantaggiati, non hanno le scuole e se le scuole ci sono non ci sono i professori, dato che lo stipendio spesso \u00e8 ricavato da una autotassazione dei genitori che per\u00f2 non arriva nemmeno ai 19 euro mensili minimi.<br \/>\nAppena diventato direttore di una scuola elementare ad Antsirabe, un genitore dalla campagna \u00e8 venuto per iscrivere i suoi figli. Ero dall\u2019altra parte della scrivania dell\u2019ufficio, seduto accanto agli altri professori, mentre questo genitore era in piedi davanti a me e mi chiedeva un posto per suoi figli. Una professoressa ha chiesto subito al genitore da dove venivano i suoi bambini e sentendo che venivano da un paesino lontano mi ha detto subito che non si poteva iscriverli a scuola, che non sarebbero stati all\u2019altezza del livello di insegnamento che dispensavamo. Preso alla sprovvista, mentre non sapevo ancora cosa rispondere il genitore \u201cdalla campagna\u201d disperato se ne andava. Questa vicenda mi ha lasciato un segno e mi ha fatto comprendere quanto siano svantaggiati i bambini di origine contadina.\u00a0 Mi sono convinto che dovevamo fare qualcosa per cambiare questa situazione.<br \/>\nCon l\u2019aiuto e l\u2019accordo del MAIS, una associazione Onlus che ha la sua sede a Roma, ho aperto nella citt\u00e0 di Antsirabe una casa di accoglienza per i bambini provenienti dalla campagna. Questa casa di accoglienza si chiama \u201cTsinjo Lavitra\u201d, cio\u00e8 \u201cSguardo Oltre\u201d, e ha lo scopo di mandare i bambini dei villaggi contadini nelle migliori scuole di Antsirabe, cos\u00ec che anche loro possano avere gli stessi diritti dei bambini della citt\u00e0.<br \/>\nAbbiamo affittato una casa con 4 camere principali per servire da alloggio ai 18 bambini dalla campagna. Cerchiamo di dar loro un\u2019educazione secondo i valori della cultura malgascia. Nella casa di accoglienza Tsinjo Lavitra, lo stare insieme \u00e8 basato sulla pulizia, l\u2019ordine, la relazione interpersonale e lo studio e ci\u00f2 implica un buon uso del tempo messo a disposizione dei bambini. Si cerca di responsabilizzare ognuno di loro attraverso i piccoli lavori di ogni giorno. La sveglia, come d\u2019abitudine nella famiglia malgascia, \u00e8 alla cinque della mattina, un\u2019ora prima del sorgere del sole, per iniziare a cucinare (che inizia con la raccolta della legna e dell\u2019acqua) e a pulire la casa prima di andare a scuola. La trasmissione dei valori in Madagascar passa proprio nel dare il senso di responsabilit\u00e0 ai giovani. Si costruisce una abitudine alla pulizia, al lavoro che scandisce il ritmo della vita. Alla fine i giovani ospiti della casa Tsinjo Lavitra sono abituati a lavorare da soli senza che un adulto gli stia accanto. Ma il cambiamento non si ferma alla vita dei bambini. Perch\u00e9 il cerchio si chiuda dobbiamo anche toccare la vita dei genitori.<\/p>\n<p><strong>Il progetto agricolo con i genitori<\/strong><br \/>\nLa prima ricchezza del Madagascar \u00e8 la terra. Il nostro obiettivo \u00e8 di poter raggruppare i genitori per coltivare dei cereali. Li abbiamo incoraggiati a coltivare la soia, il mais e i fagioli. Cerchiamo insieme un mercato per vendere i nostri prodotti, e il guadagno va condiviso con i genitori che hanno partecipato alla coltivazione. \u00c8 da due anni che stiamo cercando di aumentare le superfici coltivate. Il nostro sito \u00e8 Ambohimasina l\u00ec dove i genitori sono pi\u00f9 determinati a lavorare insieme. Quest\u2019anno abbiamo vangato a mano quasi 15 ettari di terreno pronto per la stagione agricola 2006-2007. Questa settimana abbiamo seminato il mais su 2 ettari di terreno. Un altro progetto \u00e8 dedicato al miglioramento del nutrimento dei malgasci. Abbiamo scelto la zona di Miandrivazo dove il pesce di acqua dolce abbonda. Ci stiamo organizzando per acquistare il pesce dai pescatori che successivamente andr\u00e0 depositato in una cella frigorifera. In questo stesso posto verr\u00e0 costruito un affumicatore e una camera di essicazione del pesce. I prodotti andranno ad Antsirabe, Ambositra e Fandriana. Attorno a questo progetto ci sono una quindicina di persone (pescatori, intermediari, autisti, guardiano, venditori, addetti all\u2019affumicatore). Il comune di Miandrivazo ci ha dato il suo benestare per la costruzione della cella, dato che \u00e8 molto contento di questa iniziativa, dato che l\u00ec serve proprio la cella per depositare anche la carne di zeb\u00f9 che esce dal mattatoio. Il pesce che rimane dal mercato andr\u00e0 anche conservato nella cella.<br \/>\nQuest\u2019anno abbiamo realizzato un allevamento di pesce in una risaia di Ambohimasina. Nel mese di novembre 2005, abbiamo messo in una risaia 5000 pesciolini. Li abbiamo lasciati crescere con il riso e nel mese di settembre scorso, abbiamo raccolto 150 chili di pesce che abbiamo portato al mercato di Antsirabe. Ci\u00f2 ha permesso di dimostrare ai contadini che dalla risaia si pu\u00f2 ricavare anche del pesce migliorando cos\u00ec la produzione della loro terra.<br \/>\nUna ventina di mamme sono venute alla casa Tsinjo Lavitra per chiedere degli aiuti finanziari. Abbiamo proposto loro di seguire una formazione per trasformare la soia. Hanno seguito 4 pomeriggi domenicali di formazione, poi le abbiamo inviate in un centro di formazione professionale per la trasformazione della soia. Delle 24 che si erano presentate solo 12 hanno avuto la costanza e la motivazione per rimanere. Il progetto sfocer\u00e0 nella costruzione di un negozio dove la soia verr\u00e0 trasformata e i derivati saranno venduti al pubblico. I genitori gestiranno i guadagni e la casa Tsinjo Lavitra controller\u00e0 l\u2019andamento del negozio. Questo progetto dar\u00e0 un lavoro a 12 mamme che si sono impegnate fino alla fine a imparare come trasformare la soia.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><br \/>\nIl proverbio franco-malgascio \u201cpiano piano l\u2019uccello fa il suo nido\u201d, \u00e8 il nostro motto. Lo sviluppo \u00e8 un cambiamento che nasce da tutti. Dall\u2019adozione a distanza che parte dalle famiglie italiane oltre ovviamente ai bambini sono stati coinvolti i loro genitori, gli altri fratelli e sorelle. Spesso la sponsorizzazione di una famiglia italiana verso un bambino malgascio non si ferma a questo unico bambino arrivando a tutti i membri della famiglia. \u00c8<br \/>\ntutta la famiglia che trae sostentamento, sono tutti i bambini della stessa famiglia che beneficiano dei quaderni. Ma l\u2019adozione a distanza deve puntare anche all\u2019educazione e formazione della popolazione locale tramite il lavoro di un referente. \u00c8 solo tramite la continua formazione locale che si raggiunge lo stadio dell\u2019autosviluppo.<br \/>\nL\u2019adozione a distanza deve essere un aiuto al ragazzo che diventer\u00e0 un giovane autonomo. Certo il bambino dopo lo studio diventa autonomo quando trova un lavoro. Ma la scelta di sponsorizzare anche una famiglia o un gruppo di contandini, o una scuola intera per valorizzare le potenzialit\u00e0 presenti, \u00e8 l\u2019idea vincente. Si cerca di creare un lavoro. Potrebbe essere questo il nuovo volto dell\u2019adozione a distanza: un sostegno alla famiglia intera per creare un lavoro durevole che diventi una fonte di guadagno per tutta la famiglia.<\/p>\n<p>Per una spiegazione ampia dell\u2019adozione a distanza, contattare:<br \/>\nSignora Anna Bartoloni, Responsabile del progetto Madagascar o il Signor Flaviano Pinna del MAIS (Movimento per l\u2019Autosviluppo Internazionale nella Solidariet\u00e0)<br \/>\nVia Ciccotti 10<br \/>\n00179 Roma<br \/>\nTel: 06\/7886163<\/p>\n<p>Association Tsinjo Lavitra MAIS Madagascar<br \/>\nLot 04 D 180 C Ambohimena<br \/>\nAntsirabe 110<br \/>\nE-mail: <a href=\"mailto:jfrty@hotmail.com\">jfrty@hotmail.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i malgasci sono importanti il  sorriso, il saluto e lo sguardo. 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