{"id":700,"date":"2009-11-04T17:07:20","date_gmt":"2009-11-04T17:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=700"},"modified":"2026-01-26T10:15:26","modified_gmt":"2026-01-26T09:15:26","slug":"i-contenuti-dell-informazione-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=700","title":{"rendered":"9. I contenuti dell&#8217;informazione sociale"},"content":{"rendered":"<p>di Giancarla Stame, docente di Psicologia &#8211; Universit\u00e0 di Bologna<\/p>\n<p>La nozione di informazione, relativamente ai suoi aspetti di contenuto e di comunicazione, propone anche in questo caso una stratificazione e un intrecciarsi di diversi livelli. Uno dei primi pu\u00f2 essere<!--break--> individuato in quellodel linguaggio dell&#8217;informazione, il che rimanda alla differenza tra il linguaggio dell&#8217;informazione rivolta agli utenti e il linguaggio delle domande degli utenti. Il linguaggio della psichiatria, per esempio. Le parole della psichiatria che si riferiscono al disagio mentale si costituiscono come un codice organizzato e chiuso, volto a rendere il suo referente ancora pi\u00f9 indecifrabile e distante dalla sua realt\u00e0 di soggettivit\u00e0 e di sofferenza. Parole tecniche incomprensibili per il paziente e per chi lo circonda e che, pronunciate dall&#8217;alto dell&#8217;autorit\u00e0 della scienza, sono tali da far dilatare la distanza con l&#8217;interlocutore fino a confinarlo nel silenzio. Ma le parole che descrivono il disturbo psichico costituiscono anche i mezzi per produrre le rappresentazioni sociali della malattia. Le rappresentazioni che servono ad allontanarla o a stravolgerla, ma anche quelle che, oggi, e non solo da parte dei mezzi di comunicazione di massa, la coprono attraverso il privilegiare certe malattie, sotto la pressione delle &#8220;mode&#8221;, attraverso la sceltaesclusiva di certi temi e certi orientamenti di discorso a scapito di altri.<br \/>\nQuesti diversi aspetti, circa il livello del linguaggio, convergono su un punto, che \u00e8 quello del &#8220;restringimento dell&#8217;ottica&#8221; che osserva la malattiamentale, ossia quello della limitazione dell&#8217;informazione. Questo livello si connette strettamente ad un secondo, che riguarda non pi\u00f9 la differenza dei linguaggi ma l&#8217;asimmetria nella comunicazione\/informazione tra le istituzioni, i servizi, e i suoi destinatari. Il fatto, cio\u00e8, che i servizi, e la relativa informazione, siano centrati su chi li fa e non su chi li riceve. Il fatto, per esempio, che il controllo dell&#8217;informazione passa esclusivamente attraverso gli uffici stampa delle nuove aziende. Tale sbilanciamento &#8211; asimmetria &#8211; mette in luce, corrispondentemente, la perdita del potere contrattuale che l&#8217;utenza aveva, rispetto all&#8217;informazione, all&#8217;epoca delle prime lotte antipsichiatriche.<br \/>\nQuesto livello, in termini di orientamento comunicativo, vede come primo termine le istituzioni in rapporto ai suoi destinatari; ad esso si connette necessariamente l&#8217;altro livello, in cui l&#8217;orientamento relazionale \u00e8, all&#8217;opposto, quello dell&#8217;utenza verso le realt\u00e0 istituzionali. Ci\u00f2 ha a che vedere, ad esempio, con il discorso relativo alla circolazione dell&#8217;informazione sul disagio psichico da parte delle associazioni, in rapporto ai mezzi di comunicazione di massa, nella loro impermeabilit\u00e0 e\/o selettivit\u00e0. Inoltre ci\u00f2 si rapporta al problema che vede gli utenti, le persone, le associazioni, nell&#8217;interazione con quel particolare interlocutore esterno che sono le istituzioni e le amministrazioni. Su questo versante, l&#8217;informazione pu\u00f2 riguardare specificamente l&#8217;applicazione delle leggi, l&#8217;effettiva realizzazione dei progetti, e i relativi aspetti finanziari. Ma non solo. La comunicazione tra le associazioni e le istituzioni mette anche in evidenza la necessit\u00e0 di una verifica circa l&#8217;estensione delle reciproche responsabilit\u00e0. Rispetto a questo livello, quello del rapporto dell&#8217;associazione verso l&#8217;esterno, viene soprattutto reclamata l&#8217;esigenza di &#8220;farsi sentire&#8221;, di fare valere i propri diritti, anche partecipando direttamente alle scelte politiche delle istituzioni, in particolare delle Regioni: per esempio, per quanto riguarda le scelte operative finalizzate rispetto agli inizi dei percorsi di recupero, della riabilitazione. Ma tale pretesa di fare pressione implica una rinnovata capacit\u00e0 contrattuale nella legge e, dunque, la necessit\u00e0 da parte dei gruppi e delle associazioni di organizzarsi in modo autonomo.<br \/>\nA questo punto, il problema dell&#8217;informazione non riguarda pi\u00f9 solo il rapporto con l&#8217;esterno, gli altri, ma anche la comunicazione all&#8217;interno delle associazioni e tra le associazioni. Ci\u00f2 anche al fine di ridurre le lacune e gli sprechi, di sopperire alle incapacit\u00e0 inclusa quella di comunicare, senza tuttavia ridurre le differenze e le pluralit\u00e0 dei linguaggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nozione di informazione, relativamente ai suoi aspetti di contenuto e dicomunicazione, propone anche in questo caso una stratificazione e unintrecciarsi di diversi livelli. 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