{"id":704,"date":"2009-11-04T17:07:22","date_gmt":"2009-11-04T17:07:22","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=704"},"modified":"2026-01-23T12:43:42","modified_gmt":"2026-01-23T11:43:42","slug":"i-linguaggi-della-psichiatria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=704","title":{"rendered":"8. I linguaggi della Psichiatria"},"content":{"rendered":"<p>di Feruccio Giancanelli, psichiatra<\/p>\n<p>Spetta all&#8217;operatore della psichiatria ricominciare ad avvicinarsi al paziente e agli \u201caltri\u201d per comunicare, trovando alleanze, canali e linguaggi appropriati e semplificando il suo gergo senza per questo banalizzare i problemi. I rischi del \u201dnuovo scientismo\u201d della psichiatria.<br \/>\n<!--break-->Parlare di informazione e disagio mentale mi porta a riprendere alcuni problemi ai quali ci eravamo gi\u00e0 accostati con il libro Le parole della psichiatria, concepito come strumento offerto al cittadino comune per comprendere il linguaggio degli psichiatri e tentare di smontarne I meccanismi. Se la comunicazione sociale \u00e8 importante in tutte le aree disciplinari attinenti la tutela e la promozione della salute &#8211; basti pensare ad campo della sessualit\u00e0 e delle malattie che vi possono essere connesse, o al campo delle malattie tumorali &#8211; essa acquista una particolare, specifica importanza nel campo delle malattie o dei disturbi mentali. Proprio in questo campo il cittadino appare particolarmente vulnerabile rispetto al tipo di comunicazione linguistica che pu\u00f2 stabilirsi da parte dei detentori del sapere specialistico, e quest&#8217;ultimo pu\u00f2 essere utilizzato &#8211; cio\u00e8 &#8220;comunicato&#8221; &#8211; in modi atti a rafforzare dislivelli di potere e, talora, a favorire procedimenti di esclusione. Porre attenzione al linguaggi della psichiatria e cercare di &#8220;f\u00ecltrarli&#8221; criticamente \u00e8 sempre estremamente istruttivo: permette di comprenderne l&#8217;evoluzione (che non \u00e8 necessariamente indice di un vero &#8220;progresso&#8221;della psichiatria stessa) e svelarne gli effetti su tutti coloro &#8211; il cittadino sofferente, i suoi familiari, la massa indeterminata che si \u00e8 soliti chiamare &#8220;opinione pubblica&#8221; &#8211; che ne fruiscono. La psichiatria \u00e8 una disciplina abbastanza recente: ancora nell&#8217;ultimo trentennio del secolo scorso non comunicava con un suo linguaggio specialistico, se non per quei termini, come &#8220;delirio&#8221;, &#8220;allucinazione&#8221;, &#8220;mania&#8221;,&#8221;ipocondria&#8221; ecc. che hanno un&#8217;origine antichissima. Per il resto il linguaggio adoperato per definire i malati mentali, descriverne il comportamento, deciderne il destino nel manicomio o nei tribunali, era ancora quello della gente comune: parole che oggi sarebbero considerate offensive o denigratorie, come &#8220;pazzo&#8221;, &#8220;matto&#8221;, &#8220;deficiente&#8221;,&#8221;stupido&#8221;, &#8220;imbecille&#8221;, &#8220;furibondo&#8221; o&#8221;furioso&#8221; e molte altre ancora, erano normalmente in uso nella psichiatria.<\/p>\n<p><b>Il linguaggio specialistico del XX\u00b0 secolo<br \/>\n<\/b>Inoltrandosi nel XX secolo e inseguendo l&#8217;ideale scientificit\u00e0 che avrebbedovuto identificarla con le altre discipline mediche, la psichiatria si \u00e8 forgiata un linguaggio specialistico, sempre pi\u00f9 ritraendosi dallo scenario della quotidianit\u00e0 e rinserrandosi, con i suoi internati, entro i manicomi. Poco importa che molte parole del gergo psichiatrico siano solo forme nuove ed eleganti, spesso derivate dal greco antico, per dire vecchie cose: &#8220;frenastenico&#8221; non vuoi dir altro che &#8220;debole di mente&#8221;, e &#8220;oligofrenico&#8221; significa, semplicemente, &#8220;corto di cervello&#8221;. Ma il gergo difficile non solo d\u00e0 l&#8217;impressione di trasmettere importanti verit\u00e0 scientifiche: in molti casi serve anche &#8211; e gli esempi sarebbero numerosi &#8211; a occultare la mancanza di certezze o di conoscenze precise della psichiatria. Come nella medicina generale, del resto: si dice comunemente &#8220;febbre criptogenetica&#8221; per indicare una febbre di cui non conosciamola causa. Certo \u00e8 che il farsi &#8220;scientifica&#8221; della psichiatria del XX secolo, con il suo lessico specialistico e burocratico insieme, comporta una rottura completa del rapporto con i cittadini, e rende pi\u00f9 rigida l&#8217;esclusione del malato mentale dietro il muro dell&#8217;incomprensibilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>La comunicazione sociale e diffusa degli anni &#8217;60<br \/>\n<\/b>Il periodo intenso della critica e della &#8220;rottura internazionale&#8221;che si avvi\u00f2 concretamente a partire dalla met\u00e0 degli anni 60 signific\u00f2 anche la rottura delle barriere frapposte alla comunicazione fra i protagonisti del dramma manicomiale e il mondo esterno. Per la prima volta, forse, si realizz\u00f2 una comunicazione sociale diffusa alla quale contribuirono in misura decisiva l&#8217;azione dei mezzi di massa, soprattutto della stampa quotidiana, e la partecipazione, a fianco degli operatori della psichiatria, di non-professionali quali sindacalisti, gruppi di frequentatori volontari, intellettuali, amministratori illuminati. Proprio questo diffondersi della comunicazione sulle ragioni della lotta antimanicomiale, a mio avviso, sostenne e rese possibile il processo che port\u00f2 all&#8217;emanazione della legge &#8220;180&#8221;.<br \/>\nOggi il panorama \u00e8 nuovamente cambiato, per diversi aspetti. Venuta meno la partecipazione diffusa alla vita dei servizi sanitari, che \u00e8 alimentata ormai solo dai gruppi dei familiari e quelli di auto-aiuto, il mondo specialistico della psichiatria si \u00e8 allontanato da quello dei cittadini comuni: non \u00e8 pi\u00f9 racchiuso nel manicomio, ma nell&#8217;universo non meno inaccessibile del &#8220;nuovo scientismo&#8221; della psichiatria, sempre pi\u00f9 legata al modelli concettuali della medicina interna e al linguaggio affascinante ma incomprensibile ai pi\u00f9, della biochimica e delle neuroscienze. E&#8217; pi\u00f9 difficile la comunicazione sociale intesa come esperienza di scambio e partecipazione ed \u00e8 aumentata la ricezione passiva delle informazioni veicolate, con semplicit\u00e0 e ingannevole autorevolezza, dai mezzi di massa come, soprattutto, la televisione. Il malato psichico, temo, \u00e8 oggi ancor pi\u00f9 drammaticamente solo perch\u00e9 incompreso \u00e8 il senso della sua sofferenza: se veramente nella follia tutto accade per errori biochimici curabili con psicofarmaci, che bisogno ha lo psichiatria di cercare, con pena e fatica, di comprendere i pensieri, le fantasie, le angosce, le apparenti bizzarrie del malato? Ma se non riesce a comprenderlo, come pu\u00f2 accompagnare il paziente, nei momenti difficili della sua esistenza, e al contempo essere al fianco dei familiari e dei protagonisti del suo ambiente per sostenerli e facilitare la comunicazione con il mondo apparentemente impenetrabile del malato?<br \/>\nCertamente la situazione attuale dei servizi psichiatrici pone a tutti una nuova sfida e richiama nuove responsabilit\u00e0. Schematicamente credo di poter dire che spetta all&#8217;operatore della psichiatria ricominciare ad avvicinarsi al paziente e agli &#8220;altri&#8221; per comunicare, trovando alleanze, canali e linguaggi appropriati e semplificando il suo gergo senza per questo banalizzare i problemi. Pensiamo solo alle difficolt\u00e0 che solleva l&#8217;applicazione rigorosa ed eticamente ineccepibile del consenso informato. I mezzi di comunicazione di massa, a loro volta, dovrebbero rinunciare a drammatizzare i problemi della psichiatria e a ridurre questioni straordinariamente complesse a poche formule semplicistiche, per favorire invece una divulgazione positiva che gradualmente faccia crescere i livelli di consapevolezza e di capacit\u00e0 critica. Infine, \u00e8 di tutti il dovere di consentire al cittadino di uscire, anche in questo settore cruciale, dal suo eterno stato di minorit\u00e0 per appropriarsi attivamente, e contribuire a gestire, i problemi della salute mentale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spetta all&#8217;operatore della psichiatria ricominciare ad avvicinarsi al paziente e agli \u201caltri\u201d per comunicare, trovando alleanze, canali e linguaggi appropriati e semplificando il suo gergo senza per questo banalizzare i problemi. 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