{"id":711,"date":"2009-11-04T17:07:24","date_gmt":"2009-11-04T17:07:24","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=711"},"modified":"2026-01-23T11:45:34","modified_gmt":"2026-01-23T10:45:34","slug":"il-gatto-e-la-gabbianella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=711","title":{"rendered":"2. Il gatto e la gabbianella"},"content":{"rendered":"<p>Editoriale<\/p>\n<p>di Cinzia Migani, dell&#8217;istituto Mingozzi<\/p>\n<p>Ho letto di recente un famoso romanzo di Luis Sep\u00f9lveda che mi ha colpito per la grazia e la forza con la quale rimandava ad alcuni temi, certamente noti a chi quotidianamente opera a stretto contatto<!--break--> con le situazioni di disagio, emarginazione e di asimmetria contrattuale, fra questi come intervenire per sostenere chi vive condizioni di disagio e dipendenza favorendo occasioni di autonomia e di legami che si trasformano parallelamente al cambiamento dei diretti interessati, senza che la modificazione sia vissuta come tradimento ma come occasione di disvelamento di nuove risorse. Forse chi ha letto il racconto \u00e8 gi\u00e0 in grado di immaginare a cosa mi riferisco. Per chi non l&#8217;avesse fatto ricordo l&#8217;antefatto: a un gatto nero grande e grosso di nome Zorba una gabbianella morente affida un uovo, non prima di avergli strappato tre solenni promesse. Se per mantenere le prime due, non mangiare l&#8217;uovo e averne cura, sar\u00e0 sufficiente l&#8217;amore del gatto, per la terza , insegnargli a volare, bisogner\u00e0 potere contare sull&#8217;aiuto di tutti e su una idea maturata a partire dai saperi e dalle risorse conosciute per risolvere una situazione singolare. Fortunata, questo \u00e8 il nome scelto per lei, imparer\u00e0 a spiegare le ali e -dopo avere superato la paura del volo- a conquistarsi il cielo. E dopo averla sostenuta e appoggiata con l&#8217;aiuto di tutti &#8220;Zorba rimase a contemplarla finch\u00e9 non seppe se erano gocce di pioggia o lacrime ad annebbiare i suoi occhi gialli di gatto nero grande e grosso, di gatto buono, di gatto nobile, di gatto del porto&#8221;.<br \/>\nL&#8217;impresa consueta di volare per chi \u00e8 destinato a farlo diventa certamente difficile l\u00e0 dove si inceppa il meccanismo disegnato dalla natura. Ma la&#8221;parabola&#8221; sottesa al racconto di Sepulveda mostra che non \u00e8 un percorso impossibile se si riscoprono le risorse a disposizione. E&#8217; sicuramente questo l&#8217;ideale al quale tende o dovrebbe tendere chi a titolo diverso si occupa o convive quotidianamente con chi soffre di disagio psichico. L\u00e0 dove questo ideale sembra irraggiungibile spesso si cela &#8211; come ho scoperto documentando mima, soprattutto, in anni di lavoro a stretto contatto con le associazioni di familiari e utenti- una visione distorta del problema.<br \/>\nL&#8217;eredit\u00e0 lasciata dal passato ha alimentato una visione poco rassicurante di chi soffre di disturbo mentale e della malattia mentale. Nel tempo ci \u00e8 stata consegnata un&#8217;immagine di malattia incurabile e pericolosa da gestire. E credo che sia sufficiente ricordare due cose: chi veniva ammesso in manicomio -come recita l&#8217;articolo 4 della legge Giolitti del 1904- era considerato&#8221;pericoloso a s\u00e9 e agli altri&#8221; e vedeva annotare sulla sua cartella clinica con certezza la data di ammissione mentre, con esito meno scontato, quella assai pi\u00f9 rara di dimissione. L&#8217;esperienza recente ha mostrato che i fallimenti del passato erano fortemente dovuti alla desoggettivazione dell&#8217;internato, alla matrice custodialistica dell&#8217;intervento e alla mancanza diinterventi mirati alla cura. Oggi a vent&#8217;anni dalla riforma psichiatrica sappiamo che guarire dal disturbo mentale non \u00e8 una chimera ma una realt\u00e0. Ma per facilitare il percorso verso lo stato di benessere di chi soffre \u00e8 necessario superare le paure ancestrali che ancora alimentano i nostri stereotipi e pregiudizi. E&#8217; per questo che bisogna favorire una corretta conoscenza del problema, rispondere ai bisogni di avere e dare informazioni su chi vive il problema direttamente o indirettamente.<br \/>\nE&#8217; in questa direzione che \u00e8 stato pensato il primo workshop&#8221; L&#8217;informazione sociale nel campo della salute mentale per accrescere le competenze della comunit\u00e0&#8221;: un momento di lavoro comune fra esponenti di associazioni, esperti del settore e specialisti dell&#8217;informazione. A questo momento ne seguiranno sicuramente altri perch\u00e9 tanta \u00e8 la strada da percorrereper ridurre le asimmetrie &#8211; non certamente le differenze- fra i diversi attori, tanto il lavoro da fare per capire come trattare argomenti scomodi senza favorire false ideologie, per permettere di comprendere che non sempre le idee condivise dalla maggioranza sono frutto di una adeguata conoscenza del problema e per padroneggiare con competenza gli strumenti che sono alla base della comunicazione sociale.<br \/>\nIl workshop sull&#8217;informazione sociale nel settore della salute mentale rappresenta l&#8217;avvio di un progetto pi\u00f9 ampio -promosso dall&#8217;Istituzione &#8220;G.F.Minguzzi&#8221;- che porter\u00e0 alla sperimentazione di una sezione specifica di documentazione sulla salute mentale rivolta ai &#8220;non professionali&#8221; per accrescere le competenze della comunit\u00e0 e per individuare e perseguire finalit\u00e0 di cambiamento. Se \u00e8, infatti, condivisa da molti l&#8217;idea che \u00e8 giunto il momento di superare i pregiudizi legati alla malattia mentale, meno scontato \u00e8 come e attraverso quali strumenti farlo. Di qui la necessit\u00e0 di incrementare la ricerca per individuare e conoscere le strategie sperimentate a livello internazionale in questo settore; di coinvolgere nell&#8217;individuazione dei bisogni informativi- in parte gi\u00e0 delineati- i familiari, gli utenti primari, i soggetti chiave del mondo della scuola e i cittadini; di sperimentare strumenti informativi; di valutare, infine, se e come incidono nello sviluppo di competenze comunitarie, di processi di cambiamento e, soprattutto, di autonomia.<br \/>\nIl percorso verso l&#8217;autonomia come suggerisce il racconto di Sepulveda, anche se \u00e8 irto di ostacoli, bisognoso di atti di amore, della competenza e del supporto dell&#8217;intera comunit\u00e0, pu\u00f2 essere sicuramente tentato. L&#8217;acquisizione di competenze per chiedere e dare informazioni, sicuramente rappresenta uno dei primi tasselli per costruire processi relazionali l\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 solitudine, per mettere in rete le risorse a disposizione e per chiedere ci\u00f2 che \u00e8 dovuto. E allora sar\u00e0 possibile staccare il volo verso la libert\u00e0, la &#8220;libert\u00e0 -come ha suggerito recentemente uno psichiatra- per rischiare di vivere, per esistenze singolari in tessuti collettivi, per percorsi di emancipazione nella rete dello scambio sociale; libert\u00e0 per cercare di agire la propria cittadinanza&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho letto di recente un famoso romanzo di Luis Sep\u00f9lveda che mi ha colpitoper la grazia e la forza con la quale rimandava ad alcuni temi, certamente notia chi quotidianamente opera a stretto contatto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3595,3584],"edizioni":[100],"autori":[2550],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3635],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/711"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=711"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/711\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6376,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/711\/revisions\/6376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=711"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=711"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=711"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=711"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=711"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=711"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}