{"id":714,"date":"2009-11-04T17:07:25","date_gmt":"2009-11-04T17:07:25","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=714"},"modified":"2026-02-02T12:33:48","modified_gmt":"2026-02-02T11:33:48","slug":"accogliere-un-prematuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=714","title":{"rendered":"10. Accogliere un prematuro"},"content":{"rendered":"<p>di F. Ferrari e M. P. Bosi<\/p>\n<p>Due fasi essenziali per accrescere il benessere del bimbo prematuro e facilitare l&#8217;incontro con i genitori.L&#8217;umanizzazione dell&#8217;aspetto del piccolo, la costruzione di un nido aiuta i genitori ad avvertire di meno il senso di fragilit\u00e0 ed incompletezza e a confrontarsi la propria autonomia nel momento del ritorno a casa.<!--break--><\/p>\n<p>Negli ultimi due anni una serie di iniziative volte a promuovere il benessere del neonato si sono incontrate con l\u2019esigenza di rendere pi\u00f9 umano l\u2019aspetto del prematuro grave accolto in terapia intensiva. Ci riferiamo all\u2019abitudine di costruire attorno a ciascun prematuro un nido capace di offrire dei confini fisici all\u2019attivit\u00e0 motoria del neonato, cos\u00ec come avviene per la parete dell\u2019utero durante la gravidanza e capace di offrire una stabilit\u00e0 posturale che impedisca al neonato supino di nuotare nel vuoto dell\u2019incubatrice. L\u2019esperienza del contenimento, del resto, ha profonde valenze per la vita affettiva e mentale del neonato: chi non vive o vive male l\u2019esperienza primaria del contenimento, secondo Bick tende, nella sua vita adulta, a ricercare delle situazioni compensative di dipendenza che poi stenta a tollerare in relazione alla negativit\u00e0 delle esperienze precoci. Il nido viene costruito con materiale morbido (noi usiamo la lana sintetica, avvolta in un panno di cotone flanellato, che consente di lavare e sterilizzare pi\u00f9 volte il nido stesso) e viene appoggiato su un materassino di acqua che pu\u00f2 oscillare coi movimenti del tronco e degli arti. All\u2019interno di questo nido il movimento del neonato appare pi\u00f9 controllato, pi\u00f9 fluido ed elegante, inizia e finisce in modo pi\u00f9 graduale; spesso i movimenti degli arti superiori arrivano sulla linea mediana, vincendo la forza di gravit\u00e0 e permettendo al neonato di toccare parti del proprio corpo, il volto, il tronco, gli arti inferiori, cos\u00ec come avviene continuamente in utero. Sempre comunque il movimento raggiunge una sponda e l\u2019iniziativa motoria inizia e finisce con una esperienza tattile piacevole. Nei primi giorni di vita il nido \u00e8 completato da un pannetto morbido di flanella colorata che, dopo aver coperto il corpo del neonato, viene rincalzato sotto le sponde del nido stesso. Il pannetto completa l\u2019azione di contenimento e stabilizzazione posturale del nido. Col suo peso il pannetto tiene flessi gli arti del neonato, cos\u00ec come avveniva in utero: spesso per\u00f2 le mani o l\u2019intero braccio si liberano dal pannetto e si stendono al di sopra della superficie di flanella, sempre mantenendo contatto con qualcosa di morbido. Le manine sono quasi sempre aperte, quasi che il neonato non voglia perdersi alcun contatto cutaneo piacevole. E\u2019 sorprendente osservare quante volte le mani arrivano a toccare il volto, il collo o ad intrecciarsi tra loro. Abituati ad osservare, secondo la tecnica dell\u2019osservazione del comportamento motorio spontaneo di Prechtl, il movimento spontaneo del neonato accolto supino sulla superficie piatta del materassino tradizionale, siamo rimasti sorpresi dal non riuscire pi\u00f9 ad osservare quelle tempeste di movimenti ampi degli arti che coinvolgono il tronco e i due cingoli, con vere e proprie rotazioni sull\u2019asse che spesso si concludevano con la perdita completa del controllo posturale ed esitavano non raramente con il pianto del neonato. Le differenze del movimento del neonato nel nido sono sia qualitative, in quanto i movimenti appaiono pi\u00f9 fluidi ed eleganti, sia quantitative, in quanto il neonato si muove di meno. Sul piano degli stati comportamentali \u00e8 evidente che il neonato \u00e8 pi\u00f9 tranquillo, dorme di pi\u00f9, specialmente il sonno quieto con pochi movimenti corporei. La neurofisiologia neonatale ammette l\u2019inizio di brevi ed instabili periodi di sonno quieto solo a partire dalla 33-34esima settimana di gestazione; l\u2019ambiente del nido permette di evidenziare, sia sul piano dell\u2019osservazione comportamentale che su quello delle registrazioni cardiorespirografiche, chiare fasi di sonno attivo e sonno quieto, gi\u00e0 alla 27-28esima settimana. Questa osservazione non ci stupisce pi\u00f9 di tanto se pensiamo che il contenimento posturale realizzato con nido e pannetto tende a ridurre il numero dei movimenti in generale ma, in particolare, sembra inibire i movimenti pi\u00f9 bruschi come i sussulti e le mioclonie che spesso portano il neonato al risveglio. Se consideriamo l\u2019effetto maturativo che sonno attivo e sonno quieto esercitano sul sistema nervoso centrale e se accettiamo l\u2019idea che il neonato che dorme non soffre o soffre di meno ed \u00e8 quindi meno sottoposto agli stress ambientali, comprendiamo che il nido ha un impatto positivo sul benessere e sullo sviluppo neurologico del nostro neonato.<\/p>\n<p><b>L\u2019uscita dalla terapia intensiva<br \/>\n<\/b>Passati i primi giorni, dismessa la ventilazione meccanica, iniziata l\u2019alimentazione enterale, iniziato l\u2019accrescimento ponderale; allentatosi il clima di emergenza tipico della terapia intensiva, anche i genitori tirano un sospiro di sollievo. Il pi\u00f9 delle volte tale sollievo \u00e8 in realt\u00e0 solo temporaneo perch\u00e9 col passare del tempo nuove complicanze sono in agguato: apertura o mancata chiusura del dotto di Botallo, comparsa di apnee e bradicardie, arresto della curva di crescita, segni larvati o manifesti di broncodisplasia, emergenza di segni della retinopatia del prematuro, anemizzazione progressiva e bisogno di trasfusioni, segni manifesti o sospetti di sepsi&#8230; Ogni qual volta una o pi\u00f9 di queste complicanze si affaccia all\u2019orizzonte e il sanitario informa i genitori della loro presenza, reale o temuta, i genitori sono di nuovo messi di fronte al rischio della vita, rischio che credevano ormai scongiurato. Questi momenti possono essere ancor pi\u00f9 dolorosi, soprattutto quando la situazione \u00e8 grave e i medici si affannano attorno all\u2019incubatrice. Le parole tra sanitari e genitori lasciano il posto a sguardi, sguardi sfuggenti da una parte (i medici) e pieni di angoscia dall\u2019altra (i genitori). Gli stessi medici, ottimisti e pieni di fiducia all\u2019inizio, possono a volte manifestare tutta la loro incertezza, insoddisfazione, rabbia, paura: sanno di aver fatto il meglio che potevano eppure qualcosa di imprevisto, un\u2019infezione, l\u2019ostruzione delle vie aeree, un apnea, sembra improvvisamente mettere a repentaglio le fatiche di giorni, la convinzione di avercela ancora una volta fatta. In questi momenti, difficili talora da capire e da accettare, il mondo sembra cascarci addosso: se ci volgiamo ad osservare il dolore dei genitori ci accorgiamo che per loro \u00e8 ancor pi\u00f9 difficile ed inammissibile ripercorrere il calvario iniziale, di nuovo sentirsi colpevoli ed impotenti di fronte alla morte, proprio ora che le visite quotidiane avevano scatenato una voglia di maternit\u00e0 e di paternit\u00e0 che trovava appagamento solo nello stare vicino all\u2019incubatrice, nello stringere la manina, nel riconoscere nel piccolino i segnali del piacere per la presenza della mamma o del pap\u00e0, proprio ora che era tornata la voglia di fare progetti, di preparare la stanzetta.<\/p>\n<p><b>Informare i genitori<br \/>\n<\/b>E\u2019 questo uno dei momenti pi\u00f9 difficili del mestiere di neonatologo: l\u2019informazione dei genitori non ha pi\u00f9 il sapore dell\u2019incontro con l\u2019amico, il sorriso non viene pi\u00f9 spontaneo, l\u2019ansia e l\u2019angoscia sono evidenti anche sui nostri volti, tanto pi\u00f9 quanto pi\u00f9 eravamo affezionati a questo piccolino. Sia all\u2019inizio dell\u2019esperienza, nei primissimi giorni di vita, sia pi\u00f9 tardi in occasione di una crisi o di un momento difficile, il ruolo dello psicologo \u00e8 fondamentale. Lo psicologo si pone come elemento di raccordo tra i membri dell\u2019\u00e9quipe sanitaria e i genitori e come contenitore delle ansie dei genitori; egli \u00e8 informato di tutto, conosce la storia clinica del singolo bambino, \u00e8 disponibile, pi\u00f9 di quanto lo sia il medico o l\u2019infermiera che corrono sempre, ad ascoltare i genitori, a far loro compagnia accanto all\u2019incubatrice nei momenti pi\u00f9 difficili, ad accogliere le loro paure e i loro sfoghi. Il dialogo iniziato accanto all\u2019incubatrice il pi\u00f9 delle volte porta alla richiesta di colloqui individuali: nella tranquillit\u00e0 e nella riservatezza di un colloquio individuale, lontano dai rumori e dagli allarmi della terapia intensiva, i genitori non si debbono vergognare delle proprie emozioni, sono liberi di aprirsi, di mostrare senza reticenze quello che provano. Il pi\u00f9 delle volte non \u00e8 necessario fare domande, \u00e8 sufficiente ascoltare: un fiume di parole, di angosce, di timori infantili, di sensi di colpa si accalca sulla bocca dei genitori. E\u2019 in questo momento che il genitore trova la forza per esprimere il suo dolore, egli stesso prende coscienza di quanto sta soffrendo e prova il desiderio di gridare la sua sofferenza. Per la prima volta dopo il parto riemerge il proprio s\u00e9, ferito e dimenticato a causa dell\u2019esperienza della nascita prematura e dell\u2019identificazione col neonato piccolo e malato. L\u2019emergere di nuovo del s\u00e9, coi suoi bisogni di essere capito, condiviso, compianto e contenuto \u00e8 uno dei primi segni della rinascita dei genitori, \u00e8 il segnale del crescere all\u2019interno della coscienza e della mente di uno spazio in cui riconoscere il nuovo nato come distinto da s\u00e9. Quando entrambi i genitori sono presenti a questi colloqui talvolta si ha l\u2019impressione che per la prima volta essi riescano a parlarsi e a raccontarsi reciprocamente il dolore di questa esperienza. Talora questo incontro tra genitori non si verifica mai, neppure all\u2019interno delle mura di casa; allora possono verificarsi difficolt\u00e0 gravi di coppia, fino all\u2019incomprensione pi\u00f9 completa. Spesso \u00e8 proprio attraverso i colloqui che la mamma trova il coraggio di riconoscere i suoi vissuti inconsci; il verbalizzarli, il poterne parlare senza vergogna gi\u00e0 di per s\u00e9 allevia la sofferenza e la aiuta a rimettere insieme i pezzi di una maternit\u00e0 cos\u00ec sofferta. Questa maternit\u00e0 tribolata trova poi di nuovo linfa e coraggio all\u2019incontro con il neonato che esce dall\u2019incubatrice e viene offerto alla mamma che lo pu\u00f2 finalmente cullare e coccolare sul suo seno.<\/p>\n<p><b>L\u2019associazione Pollicino<br \/>\n<\/b>Un altro prezioso momento in cui la madre e il padre riescono a verbalizzare le loro esperienze e i loro vissuti \u00e8 costituito dall\u2019incontro con altri genitori e con &#8220;vecchi&#8221; genitori, che in un recente passato hanno vissuto la medesima situazione. Questo incontro \u00e8 possibile, nella realt\u00e0 del reparto di Modena, per l\u2019esistenza, da poco pi\u00f9 di un anno, dei &#8220;vecchi&#8221; genitori di Pollicino. Pollicino \u00e8 un\u2019associazione di genitori, l\u2019associazione per il progresso della neonatologia a Modena. &#8220;Vecchi&#8221; genitori di neonati prematuri, che hanno vissuto sulla loro pelle la esperienza del parto pretermine e del lungo ricovero in terapia intensiva neonatale, si sono costituiti in un\u2019associazione di volontariato per aiutare i nuovi &#8220;genitori&#8221;. L\u2019associazione \u00e8 nata con gli obiettivi di costituire un movimento d\u2019opinione sui problemi dell\u2019assistenza neonatale e perinatale, per raccogliere fondi da devolvere alla ricerca e all\u2019aggiornamento del personale della Neonatologia, per aiutare in ogni modo i nuovi genitori. Oggi questi genitori sono presenti in ospedale due volte alla settimana ed incontrano regolarmente i nuovi genitori: offrono loro, sotto forma di incontri di gruppo o individuali, l\u2019occasione per incontrarsi e discutere insieme i problemi legati alla comune esperienza della nascita prematura. Il supporto dei genitori di Pollicino sta diventando sempre pi\u00f9 continuo e fattivo, man mano che l\u2019associazione cresce e si rafforza, non solo per i &#8220;nuovi&#8221; genitori che possono confrontarsi con chi \u00e8 in grado di capirli e di aiutarli ma per tutti gli operatori della Neonatologia. Pollicino infatti, in un momento di obiettive difficolt\u00e0 e ristrettezze economiche delle aziende ospedaliere, si adopera, a fianco dei medici e delle infermiere, per appoggiare quelle iniziative, come le cure del prematuro, che si prefiggono un miglioramento e un\u2019umanizzazione dell\u2019assistenza ai neonati e alle loro famiglie.<\/p>\n<p>Articolo tratto da Neonatologia, n.2, 1995<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due fasi essenziali per accrescere il benessere del bimbo prematuro e facilitare l&#8217;incontro con i genitori.L&#8217;umanizzazione dell&#8217;aspetto del piccolo, la<br \/>\n    costruzione di un nido aiuta i genitori ad avvertire di meno il senso di fragilit\u00e0 ed<br \/>\n    incompletezza e a confrontarsi la propria autonomia nel momento del ritorno a casa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3583,3607],"edizioni":[101],"autori":[2814,2815],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3634],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/714"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=714"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/714\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6453,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/714\/revisions\/6453"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=714"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=714"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=714"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=714"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=714"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=714"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}