{"id":720,"date":"2009-11-04T17:07:26","date_gmt":"2009-11-04T17:07:26","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=720"},"modified":"2026-01-21T11:52:22","modified_gmt":"2026-01-21T10:52:22","slug":"maestra-immaginami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=720","title":{"rendered":"8. Maestra, immaginami\u2026"},"content":{"rendered":"<p>a cura del Progetto Calamaio<\/p>\n<p>Storie di bambini e storie di insegnanti, eroi e anti-eroi, narratori onniscienti e narratori immersi negli eventi: una &#8220;rilettura&#8221; del momento educativo come se fosse un racconto, alla ricerca di nuove prospettive e punti di vista dai quali osservare e osservarci.<!--break--><\/p>\n<p>Ognuno di noi vive una storia che \u00e8 anche il risultato dell&#8217;intrecciarsi dialtre storie. In particolare il nostro lavoro di educatori, di insegnanti, ciporta a conoscere le storie dei nostri alunni, ad entrare in esse con un ruolo molto importante, cos\u00ec come esse incominciano a far parte della nostra vita.<br \/>\nVarie volte nei corsi di formazione condotti dalla nostra \u00e9quipe abbiamo proposto alle insegnanti di scrivere una storia, di immaginare un racconto che abbia come protagonista un bambino disabile, un loro alunno, oppure il pi\u00f9 difficile, quello che pi\u00f9 ha messo alla prova la loro professionalit\u00e0, la lorocapacit\u00e0 di educare ed insegnare. Abbiamo chiesto loro di fare uno sforzo di immaginazione e di provare a collocare il loro alunno in una avventura, creando una ambientazione, creando se necessario altri personaggi e cos\u00ec via. Uno dei procedimenti creativi pi\u00f9 utili \u00e8 il cercare di prendere un oggetto e proiettarlo in uno sfondo assolutamente nuovo. E&#8217; la procedura dello straneamento (cos\u00ec chiamata da alcuni poeti russi del primo novecento) cio\u00e8 dello sradicamento di un oggetto da tutto quello che in modo stereotipato richiama necessariamente. Per esempio quando Marcel Duchamp per la prima volta ha allestito una mostra con oggetti assolutamente comuni, i cosiddetti &#8220;readymade&#8221;, cio\u00e8 i &#8220;gi\u00e0 fatti&#8221;, esponendoli come opere d&#8217;arte ha creato una nuova attenzione su questi oggetti. Esporre in un museo un orinatoio, ad esempio, o uno scola bottiglie, ha dato un nuovo significato a quell&#8217;oggetto, liberandolo dal suo utilizzo, che impediva di guardarlo per quello che era, che impediva si soffermarsi sulla sua bellezza. E&#8217; un po&#8217; la stessa sensazione di quando andiamo all&#8217;estero, perch\u00e9 tutte le cose nuove che sperimentiamo cio bbligano a guardare noi stessi con occhi diversi. Quando poi si torna a casa sinotano cose di cui non ci si era mai accorti, perch\u00e9 nonostante le vediamo ogni giorno magari non le abbiamo mai guardate, osservate. Cambiare posizione a noi stessi o agli oggetti che osserviamo getta una nuova luce, ci offre la possibilit\u00e0 di capire meglio sia l&#8217;oggetto che i nostri stessi meccanismi di osservazione dell&#8217;oggetto.<\/p>\n<p><b>Breve analisi strutturale<br \/>\n<\/b>L&#8217;esperimento che proponiamo alle insegnanti, l&#8217;invito a creare una storiache abbia come protagonista un loro alunno, ha proprio questo intento. L&#8217;obiettivo seguente non \u00e8 di interpretare questo racconto con categorie psicologiche ma di analizzare le nostre scelte stilistiche e formali. La griglia di interpretazione sulla quale successivamente discutere propone quattro chiavi di lettura (se ne potrebbero aggiungere molte altre ma, avendo generalmente non molto tempo disponibile, \u00e8 meglio non complicare troppo):<br \/>\n1- rapporto narratore-personaggi<br \/>\n2- rapporto tra l&#8217;eroe principale e gli altri personaggi e rispetto all&#8217;ambiente<br \/>\n3- rapporto del personaggio con la storia considerata nel suo complesso e nella sua articolazione<br \/>\n4- coinvolgimento dello scrittore nella storia<br \/>\nProviamo ad analizzarle una per una.<br \/>\n1) Ci sono tre principali modalit\u00e0 di rapporto tra narratore e personaggi:<br \/>\na) il narratore ne sa pi\u00f9 dei personaggi. Il narratore \u00e8 come l&#8217;occhio di Dioche conosce perfettamente il passato, presente e futuro dell&#8217;intera storia. Pensiamo a I promessi sposi di Manzoni. Il narratore sa tutto dei personaggi, conosce i loro sentimenti pi\u00f9 segreti, prevede gi\u00e0 in anticipo ogni loro possibile mossa. Non esiste una focalizzazione ben precisa nel senso che la storia, lo svolgimento degli eventi, viene raccontata da un punto di vista che \u00e8 quello di una persona che conosce gi\u00e0 tutto.<br \/>\nb) Il narratore ne sa quanto i personaggi. Ci\u00f2 determina una narrazione in prima persona e il punto di vista \u00e8 interno alla storia. La forma \u00e8 quella del diario, del monologo interiore, ma anche i romanzi di Kafka, che pur sono narrati in terza persona, si connotano secondo questa modalit\u00e0 perch\u00e9 il narratore sembra non conoscere qualcosa in pi\u00f9 rispetto ai propri personaggi.<br \/>\nc) Il narratore ne sa meno dei personaggi. Ci\u00f2 determina una focalizzazione esterna ed \u00e8 il punto di vista verista. Il narratore cerca di fotografare la realt\u00e0 per quella che \u00e8, cerca di ridurre al minimo la propria presenza, cerca di far vivere i personaggi autonomamente, d\u00e0 loro il massimo spazio.<br \/>\n2) L&#8217;eroe \u00e8 uguale, inferiore o superiore agli altri personaggi? Ci possono essere eroi disabili? Quali sono le loro caratteristiche? Quali sono i parametriche indicano il grado di integrazione del personaggio con gli altri personaggi e con l&#8217;ambiente?<br \/>\n3) Il protagonista disabile \u00e8 un personaggio statico o dinamico? La storia evolve verso un finale positivo o negativo? Quali difficolt\u00e0 ci sono, se ci sono, ad immaginare una storia con questo protagonista?<br \/>\n4) Fino a che punto ci siamo lasciati coinvolgere dalla storia che raccontiamo? Vedere nel nostro alunno handicappato un personaggio che cosa ci ha suggerito?<\/p>\n<p><b>Analogie e universi paralleli<br \/>\n<\/b>Qualche volta, non sempre, questo esperimento \u00e8 sembrato utile alle insegnanti, ha suggerito loro qualcosa. Ad esempio nella discussione del primo punto, relativo alla modalit\u00e0 di narrazione, il confronto con lo stile dell&#8217;insegnante \u00e8 venuto in modo spontaneo. Pi\u00f9 volte \u00e8 saltata fuori l&#8217;importanza per l&#8217;educatore di scegliere di volta in volta lo &#8220;stile narrativo&#8221;: bisogna partire dal programma e dalla programmazione, dai saperi delle insegnanti sui bambini (il narratore sa pi\u00f9 dei personaggi, non esiste una focalizzazione ben precisa), per poi passare al momento di mettersi in gioco (il narratore ne sa quanto i personaggi, punto di vista interno) e di volta in volta osservare distaccati, dal di fuori, l&#8217;accadere degli avvenimenti (il narratore ne sa meno dei personaggi, punto di vista esterno, verista).<br \/>\nMolte suggestioni-suggerimenti li hanno dati anche i successivi punti. Ad esempio sul quanto le insegnanti sono state coinvolte dalla storia che hanno scritto e su quanto sono coinvolte nella quotidianit\u00e0 scolastica, \u00e8 stato un punto molto discusso. Ci sono in effetti grandi analogie tra la capacit\u00e0 dello scrittore di controllare la materia, l&#8217;emozione, attraverso la forma e l&#8217;empatia dell&#8217;insegnante nei confronti del bambino, che permette s\u00ec di sperimentare le sue emozioni ma anche di mantenere la distanza, senza perdere di vista l&#8217;armonia educativa.<br \/>\nQuello che secondo noi \u00e8 molto importante \u00e8 sottolineare l&#8217;operazione che sta dietro a questo esperimento-gioco: cio\u00e8 l&#8217;utilit\u00e0 ogni tanto di cambiare linguaggio, cambiare termini, mutuandoli da altri &#8220;universi paralleli&#8221;a quello educativo. Se proviamo ad interpretare quello che avviene in classe utilizzando anche altre griglie interpretative forse questo pu\u00f2 aiutarci a vedere la scuola non come un mondo a s\u00e9 stante, pu\u00f2 aiutare a trovare sempre maggiori collegamenti tra ci\u00f2 che proponiamo ai bambini e la realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storie di bambini e storie di insegnanti, eroi e anti-eroi, narratori onniscienti e narratori immersi negli eventi: una &#8220;rilettura&#8221; del momento educativo come se fosse un racconto, alla ricerca di nuove prospettive e punti di vista dai quali osservare e osservarci.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[3586],"edizioni":[84],"autori":[2817],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3624],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/720"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=720"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/720\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6351,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/720\/revisions\/6351"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=720"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=720"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=720"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=720"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=720"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=720"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}