{"id":721,"date":"2009-11-04T17:07:27","date_gmt":"2009-11-04T17:07:27","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=721"},"modified":"2026-01-23T10:36:12","modified_gmt":"2026-01-23T09:36:12","slug":"mondo-pupazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=721","title":{"rendered":"9. Mondo pupazzo"},"content":{"rendered":"<p>di Teresa Penta<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;incontro con animatori disabili nasce, nella scuola materna Mazzini di Bologna, un percorso di incontro tra i bambini e l&#8217;amico pupazzo. Una avventura alla scoperta di s\u00e9\u2026<br \/>\n<!--break-->Il &#8220;Progetto Calamaio&#8221; era concluso. In noi era rimasta la sensazione di essere solo all&#8217;inizio di un cammino nuovo da intraprendere: mantenere il clima, l&#8217;atmosfera, lo sfondo che si era creato nella stessa scuola. I bambini si erano messi in gioco con corpi di adulti, tanto &#8220;diversi&#8221;! Gli amici del Calamaio erano stati riprodotti anche con sagome di gommapiuma che avevano aiutato alcuni bambini in difficolt\u00e0 a crescere, maturare e persino uscire dall&#8217;isolamento dell&#8217;autismo. L&#8217;esperienza era stata troppo forte ecostruttiva per concludersi. Abbiamo cos\u00ec pensato e realizzato il progetto &#8220;L&#8217;amico Pupazzo&#8221;, &#8220;I pupazzi&#8221;, &#8220;Le diversit\u00e0&#8221;. Questo progetto avrebbe dovuto coinvolgere tutti i bambini della scuola (tre sezioni di et\u00e0 omogenea): per motivi organizzativi ha coinvolto solo quelli di cinque anni. E&#8217; iniziato a giugno del 1997 e si \u00e8 concluso quest&#8217;anno (giugno 1998) se di conclusione si pu\u00f2 parlare&#8230; I bambini con un&#8217;intervista dell&#8217;adulto della scuola e un disegno hanno progettato il loro&#8221;Amico&#8221;. Durante le vacanze estive, con un familiare hanno concretizzato il progetto. E&#8217; stato usato materiale povero e sono stati rispettati i loro desideri. Alcune riflessioni e impressioni scaturite durante la manifattura sono state annotate dai genitori.<\/p>\n<p><b>L&#8217;intervista<br \/>\n<\/b>Come si chiama il tuo amico pupazzo? Di che colore ha la pelle? (bianca,nera, gialla, rossa&#8230;.) E&#8217; maschio o femmina? Di che materiale \u00e8? (stoffa, gommapiuma, legno, ferro&#8230;) E&#8217; uguale a te o \u00e8 diverso da te? La sua facciache espressione ha? Triste, allegra, felice, corrucciata, spaventata, distesa&#8230;Gli occhi che forma hanno e di che colore sono? Sono chiusi o aperti? Il naso che forma ha? La bocca com&#8217;\u00e8? Le orecchie ascoltano o no?<br \/>\nIl tuo pupazzo \u00e8 nudo o vestito? Se \u00e8 vestito si chiede al bambino discegliere i tipi, le forme, i colori e la pesantezza degli indumenti (estivi, invernali ecc&#8230;)<br \/>\nLe caratteristiche del carattere: \u00e8 buono, cattivo, capriccioso, birichino, noioso, simpatico, da sgridare o no? Parla o no? Cammina o no? Perch\u00e9? Cosa fa, cosa dice quando parla? Cosa pensa?<br \/>\nGli obiettivi: conoscersi (conoscere se stesso), conoscere l&#8217;altro, raccontarsi, raccontare, notare le differenze e le uguaglianze, accettare le differenze e le uguaglianze.<\/p>\n<p><b>Un pupazzo che apre al mondo<br \/>\n<\/b>Il bambino attraverso il progetto e la costruzione supportata dall&#8217;adulto riesce ad esprimere i suoi bisogni pi\u00f9 profondi e i suoi desideri. Pu\u00f2 esorcizzare le paure, convogliare le sue ansie. Inizia a confrontarsi con se stesso. Lavora sull&#8217;identit\u00e0 del suo io reale o fantastico. Sull&#8217;io dell&#8217;altro reale e fantastico.<br \/>\nQuesto lavoro su di s\u00e9, soprattutto per chi \u00e8 in difficolt\u00e0 o \u00e8 portatore di deficit, pu\u00f2 servire ad avvicinarsi anche solo osservando &#8220;il lavoro &#8220;degli altri, alla propria identit\u00e0. Altro obiettivo del progetto \u00e8 che il bambino conoscendosi, impara ad ascoltarsi.<br \/>\nAscolta i suoi bisogni e le sue emozioni, gli stimoli del corpo, il battito del cuore, il respiro, la pancia, le variazioni della posizione nello spazio, il movimento, la calma. Un bambino che inizia a prestare ascolto a tutto ci\u00f2 e, col proprio tempo personale lo rielabora e lo matura, giunger\u00e0 ad essere capace di ascoltare l&#8217;altro e il mondo che lo circonda.<br \/>\nGiocare con i pupazzi, metterli o non metterli in gioco \u00e8 uno stimolo in pi\u00f9 verso un percorso di crescita autonoma. Dove per noi autonomia non \u00e8 solo vestirsi o svestirsi da solo, ma \u00e8 soprattutto capacit\u00e0 di scelta. Nella nostra sezione \u00e8 iscritto un bambino che fino a qualche mese fa non parlava e aveva atteggiamenti autistici con difficolt\u00e0 di relazione. Ora siamo ad aprile: grazie anche al suo &#8220;Amico&#8221; \u00e8 integrato nel gruppo dei bambini che gli sono particolarmente affezionati. Gioiscono di ogni suo progresso e losocializzano con enfasi a tutti gli adulti a loro vicini.<br \/>\nQualche giorno fa durante un incontro di psicomotricit\u00e0 hanno sistemato in sintonia fra loro e in un&#8217;armonica occupazione dello spazio i loro &#8220;Amici&#8221;.<br \/>\nSistemando con cura quello di F. all&#8217;adulto presente: &#8220;Guarda siamo un gruppo e F. \u00e8 il pap\u00e0!&#8221;. F. prima non voleva neanche toccare il suo &#8220;Amico&#8221; che \u00e8 il pi\u00f9 alto e robusto di tutti. Ora lo lega a s\u00e9 anche con le corde&#8230;con le corde dei suoi compagni dicendo: &#8220;Io&#8230;&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l&#8217;incontro con animatori disabili nasce, nella scuola materna Mazzini di Bologna, un percorso di incontro tra i bambini e l&#8217;amico pupazzo. 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