{"id":727,"date":"2009-11-04T17:07:28","date_gmt":"2009-11-04T17:07:28","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=727"},"modified":"2026-03-06T12:20:35","modified_gmt":"2026-03-06T11:20:35","slug":"caduta-dei-limiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=727","title":{"rendered":"1. Caduta dei limiti"},"content":{"rendered":"<p>di Viviana Bussadori e Elisabetta Zanardi<\/p>\n<p>Quando finalmente la musica irrompe sulla scena ci si illude di avere rotto la tensione iniziale: Celeste Dandeker aleggia nella penombra. I gesti sono scarni, essenziali e forse proprio per questo densissimi<!--break--> di significato. L&#8217;attenzione diventa subito totale, tutti i sensi si ritrovano amplificati per carpire ogni minimo dettaglio. E la carrozzina \u00e8 l\u00ec, si muove, si esprime e fa esprimere. Non \u00e8 affatto un elemento della coreografia e nemmeno l&#8217;indispensabile ausilio dei danzatori disabili. \u00c8\u00a0essa stessa un personaggio,un elemento imprescindibile della danza. Sembra che sia stata sempre l\u00ec&#8230;<br \/>\nCandoCo. Dance Company. Il logo della compagnia inglese ha gi\u00e0 spazzato il campo da ogni dubbio. Nessuna eccezionalit\u00e0 esibita, nessuno &#8220;sconto&#8221;sulla professionalit\u00e0, sulle fatiche e le incognite a cui va incontro chiunque decida di intraprendere un lavoro nel mondo dello spettacolo. Otto ballerini, uomini e donne, disabili e non. Uniti da una nuova idea di danza contemporanea, da nuove concezioni del movimento in cui la carrozzina, il deficit, il limite, trovano una nuova ricollocazione. Anzi, una vera e propria riscrittura di significato.<br \/>\nLa loro definizione di &#8220;limite&#8221;?: tazioni possano semplicementecondurre ad un diverso linguaggio corporeo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La storia<br \/>\n<\/strong>Ma ripartiamo dal principio. 1973. Celeste Dandeker, stella emergente della London Contemporary Dance, nel corso di una esibizione subisce un grave incidente: frattura delle vertebre del collo. Giudizio inappellabile. Ma per Celeste, contrariamente alla logica, non \u00e8 l&#8217;addio alla danza. Inizia a fare la costumista e segue, per anni, diverse compagnie. E arriva il 1990. La BBC giraThe Fall (La Caduta), film ispirato alla sua storia; Celeste decide di parteciparvi ed \u00e8 la svolta. Ricomincia a danzare, in modo diverso, scoprendo nuovi movimenti e nuove figure di cui la carrozzina diventa parte integrante. Il&#8221;caso&#8221; completa la sua opera alcuni mesi dopo quando Celeste incontra Adam Benjamin, allora artista visuale e insegnante di Tai-Chi. \u00c8 l&#8217;inizio di un sodalizio artistico che, dalle prime riflessioni su come utilizzare la danza perl&#8217;integrazione dei disabili, si sviluppa fino ad approdare al risultato odierno. In questi ultimissimi anni la compagnia si \u00e8 via via ampliata, il repertorio si \u00e8 arricchito grazie anche all&#8217;apporto di diversi coreografi, gli spettacoli si sono moltiplicati fino a fare di CandoCo una compagnia itinerante a livellointernazionale.<\/p>\n<p><b>Il metodo di lavoro<br \/>\n<\/b>Ma, con l&#8217;arrivo del successo, non sono state dimenticate le origini, lepremesse di questa ascesa: CandoCo continua ad essere anche un laboratorio dove sperimentare nuove tecniche e dove approfondire le possibilit\u00e0 espressive del connubio tra danzatori normodotati e danzatori disabili. Lo strumento utilizzato \u00e8 quello degli workshop, moduli di durata variabile (da alcune ore a pi\u00f9 giorni), il cui stile e le cui caratteristiche vengono calibrati sui bisogni degli studenti (disabili e non).<br \/>\nI gruppi sono mediamente composti da una ventina di studenti, met\u00e0 disabili emet\u00e0 normodotati, la cui et\u00e0 pu\u00f2 variare tra i 13 e i 60 anni anche se l&#8217;et\u00e0 preferita \u00e8 quella compresa tra i 15 e i 45 anni.<br \/>\nIl rapporto con gli altri, lo scambio, la fiducia sono in effetti elementi essenziali del percorso formativo di CandoCo. Ancora una volta sono le loro stesse parole a chiarire il concetto: in coppia, &#8211; spiega &#8211; una persona conduce e una segue. Viene stabilito un punto di contatto, ad esempio il polso, e chi segue chiude gli occhi mentre chi conduce inizia lentamente a proporre movimentie piccoli spostamenti. Chi si trova a guidare sa di avere una grossa responsabilit\u00e0 verso il partner mentre chi \u00e8 condotto, non potendo vedere,deve per forza concentrarsi sugli altri sensi. Questo esercizio &#8211; conclude Celeste &#8211; viene condotto sia con la musica che senza; alla fine i due partner si scambiano di ruolo e iniziano un esercizio analogo, incentrato sul medesimo principio ma con movimenti e musiche differenti&#8221;.<br \/>\nQueste poche note su un metodo ovviamente molto articolato evidenziano la portata del lavoro di CandoCo; ma forse, pi\u00f9 di ogni altra cosa, parla il loro spettacolo: i risultati raggiunti in cos\u00ec poco tempo sono la testimonianza pi\u00f9 lampante della seriet\u00e0 professionale di questo gruppo. Il tutto, se vogliamo, si racchiude in una frase di Adam Benjamin: &#8220;La CandoCO &#8211; afferma &#8211; si occupa di danza, non di disabilit\u00e0 fisica e i critici devono giudicarci sulla base della nostra tecnica, senza sentimentalismi.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando finalmente la musica irrompe sulla scena ci si illude di avere rottola tensione iniziale: Celeste Dandeker aleggia nella penombra. 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