{"id":729,"date":"2009-11-04T17:07:28","date_gmt":"2009-11-04T17:07:28","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=729"},"modified":"2026-02-25T11:30:23","modified_gmt":"2026-02-25T10:30:23","slug":"i-disabili-in-camerun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=729","title":{"rendered":"6. I disabili in Camerun"},"content":{"rendered":"<p>di Betrand Njomegni<\/p>\n<p>Parlare del livello di integrazione degli handicappati in Camerun equivale a parlare del livello di integrazione degli handicappati in Africa. Questo perch\u00e9\u201a le usanze culturali e i costumi africani,<!--break--> nell&#8217;arco del tempo, non hanno subito l&#8217;effetto migratorio di altri continenti.<br \/>\nL&#8217;Africa infatti, soprattutto per quanto riguarda la parte Sub Sahariana, \u00e8 rimasta una grande e unica civilt\u00e0.<br \/>\nDetto ci\u00f2, in rapporto a cultura, tradizioni e organizzazione sociale, non sarebbe presuntuoso dire che un eventuale confronto della situazione ai diversi livelli e ai diversi luoghi nel continente porterebbe alle stesse conclusioni. Perci\u00f2, pur parlando degli handicappati in Camerun, riteniamo di poter trasferire le argomentazioni anche ad altri contesti africani.<br \/>\nIl Camerun, come tutti gli stati suoi vicini, non si \u00e8 posto il problema d&#8217;inventare una serie di teorie per l&#8217;integrazione degli handicappati<br \/>\nSe il problema dell&#8217;educazione degli handicappati, in Europa, comporta, dal 1800 in poi, riflessioni intorno alla convivenza tra portatori di handicap e persone considerate normali, che portarono a numerosi studi, questo non avviene in una societ\u00e0 nella quale, nonostante tutte le sue superstizioni, la disabilit\u00e0 \u00e8 sempre stata considerata come uno dei tanti aspetti della natura.<\/p>\n<p><b>L&#8217;imperatore disabile<br \/>\n<\/b>La storia di uno dei pi\u00f9 grandi imperatori africani, Soundjata Keita del Songai De Gao, impero Madingue, attuale Guinea Konakri e regioni limitrofe, ci porta a considerare che l&#8217;handicap come tale, non \u00e8 mai stato un motivo di esclusione sociale.<br \/>\nSoltndjata fu un handicappato fisico che ricevette dagli dei della trib\u00f9 l&#8217;affidamento della custodia del suo popolo.<br \/>\nAll&#8217;alba della sua consacrazione come imperatore, guar\u00ec dal suo handicap. Soltndjata sar\u00e0 uno dei capi pi\u00f9 temuti della storia del suo tempo.<br \/>\nQuesta \u00e8 una delle tantissime leggende che spiegano l&#8217;inesistenza del problema d&#8217;integrazione dell&#8217;handicappato fino a pochi anni fa.<br \/>\n<span class=\"ILfuVd\" lang=\"it\"><span class=\"hgKElc pOOWX\">\u00c8<\/span><\/span> lo sviluppo che comporta la nascita delle grandi citt\u00e0 e genera cos\u00ec il crollo dei valori culturali e fa nascere le prime emergenze. Lo spopolamento delle campagne in favore delle grandi citt\u00e0 pone presto il problema dell&#8217;inefficienza e della mancanza dei mezzi adatti per l&#8217;accoglienza delle popolazioni.<br \/>\nI pi\u00f9 sfortunati o i pi\u00f9 svantaggiati incontreranno, da questo momento, delle difficolt\u00e0 sempre maggiori.<br \/>\nQuesto si pu\u00f2 verificare osservando o confrontando il livello di integrazione degli handicappati tra campagne e citt\u00e0.<br \/>\nIn campagna gli approcci sono ancora vicini a quelli del passato; l&#8217;handicap viene considerato in rapporto al tempo in cui \u00e8 insorta la malattia.<br \/>\nSe \u00e8 presente dalla nascita, si tratta di uno stato di penitenza che un uomo vive perch\u201a punito dagli spiriti, e come tale, va protetto e rispettato.<br \/>\nSe l&#8217;handicap avviene dopo la nascita, oltre al fatto che pu\u00f2 essere considerato come una malattia, pu\u00f2 anche essere visto come un segno di sfortuna dovuto agli spiriti cattivi, e, come tale, va combattuto con le cure.<br \/>\nSe si tratta una deficienza, di una malattia genetica, le interpretazioni sonovarie e diverse a secondo delle circostanze, con una grande influenza dei riferimenti mistici e spirituali dell&#8217;ambiente.<br \/>\nIn citt\u00e0, ci\u00f2 che si pu\u00f2 chiamare tab\u00f9 sta per scomparire. Le interpretazioni nuove portate dallo sviluppo scientifico e l&#8217;incontro tra realt\u00e0 diverse, hanno fatto i loro passi decisivi, facendo s\u00ec che l&#8217;approccio sia un po&#8217; pi\u00f9 approfondito grazie a studi specifici.<br \/>\nMa queste fantasie culturali sono dei labirinti complessi, per cui bisogna sempre tener conto dei riferimenti tradizionali che hanno tutt&#8217;ora una grande importanza.<\/p>\n<p><b>La tradizione africana e l&#8217;handicap<br \/>\n<\/b>L&#8217;handicappato fisico, motorio, con deficit sensoriali, con malattie genetiche diremo che \u00e8, tradizionalmente, ben inserito nella societ\u00e0 la cui base si pone sulla famiglia.<br \/>\nQuindi tutti coloro che presentano queste disabilit\u00e0 non sono visti come persone strane; fanno parte delle loro famiglie, rispettati da tutti i membri della trib\u00f9 o del quartiere. La loro educazione fa parte di un processo integrativo che coniuga rispetto e valutazione delle loro capacit\u00e0 a partecipare alla vita della comunit\u00e0. Il tutto lascia spazio ad un insieme di percorsi liberi per dare a questi soggetti una grande indipendenza e autonomia.<br \/>\nAnche se le strutture specializzate non sono ancora diffuse, esiste, sempre in base all&#8217;abitudine, un quadro generico di linguaggi, riferimenti ed una educazione empirica basata sulla &#8220;ambientazione&#8221;, per comunicare tramite segni e gesti con il sordomuto, il cieco e con alcuni affetti da malattie genetiche.<br \/>\nFuori dalla famiglia queste persone sono rispettate ed aiutate da tutti quandosi trovano in difficolt\u00e0; sono conosciute da tutti all&#8217;interno del loro raggio d&#8217;azione.<br \/>\nNelle grandi citt\u00e0 il fenomeno trova un altro tipo di emergenza: per questo, la pubblica amministrazione entra nel merito utilizzando l&#8217;educatore, finalizzando, attraverso processi e infrastrutture, il lavoro integrativo ed educativo iniziato nelle famiglie.<br \/>\nI malati mentali, salvo qualche eccezione, sono tutti integrati nella societ\u00e0; fanno parte della loro famiglia, della trib\u00f9 e della comunit\u00e0. I pi\u00f9 sfortunati, i pi\u00f9 violenti, vivono sia al margine della societ\u00e0, sia rinchiusi negli ospedali psichiatrici di cui sono dotate tutte le grandi citt\u00e0.<br \/>\nTutti gli ospedali principali possiedono un reparto psichiatrico.<br \/>\nLo Stato, per affrontare e per contenere i casi e il numero sempre crescente dei soggetti a disagio, moltiplica gli sforzi per mantenere un livello medico sanitario sempre pi\u00f9 alto. Questo permette di prevenire o limitare il dislivello sociale causato dallo sviluppo e dall&#8217;industrializzazione. La conseguenza immediata \u00e8 la costruzione delle scuole per sordomuti, per ciechi, per soggetti con deficit e reparti psichiatrici pi\u00f9 vivibili e pi\u00f9 sani.<\/p>\n<p><b>I rischi di una societ\u00e0 che cambia<br \/>\n<\/b>Nonostante tutto rimangono grosse contraddizioni: la velocit\u00e0 dello sviluppo economico ed industriale si scontra con i costumi tradizionali dando luogo ad un incontro violento tra culture diverse. A peggiorare il quadro concorre anchel&#8217;esplosione demografica.<br \/>\nQuando l&#8217;anziano non verr\u00e0 pi\u00f9 considerato come un saggio e il pazzo come un fratello, bisogner\u00e0 riconoscere con rimpianto il crollo dei valori: quindi i portatori di deficit verranno pi\u00f9 o meno emarginati. Per prevenire una emergenza del genere, sono richieste delle azioni ancora pi\u00f9 raffinate.<br \/>\nSi deve, ovvero lo Stato deve, specificare un insieme di disposizioni giuridiche e istituzionali per avviare un processo d&#8217;integrazione nel complesso dei vari cambiamenti delle usanze sociali.<br \/>\nFare coesistere questi contrasti diventa un lavoro di grande impegno; quindi le agenzie sociali debbono diffondersi per promuovere la cultura dell&#8217;inserimento, oltre al mantenimento delle catene di solidariet\u00e0 gi\u00e0 esistenti.<br \/>\nAl passo con gli aggiornamenti istituzionali, lo Stato deve mettere infunzionamento le strutture organizzative adatte alle nuove realt\u00e0 culturali edell&#8217;ambiente.<br \/>\nCi\u00f2 richiederebbe, ad essere realistici, molto tempo ed una riflessione permanente, ma sarebbe sempre importante riconsiderare il fattore volont\u00e0, che \u00e8 la molla di una tale impresa sociale.<br \/>\n<span class=\"ILfuVd\" lang=\"it\"><span class=\"hgKElc pOOWX\">\u00c8<\/span><\/span> necessario dunque definire con prontezza i ruoli e le prerogative delle istituzioni, degli operatori sociali, del personale d&#8217;insegnamento e degli insegnanti di sostegno. Tutto ci\u00f2 non deve trasformare il ruolo sempre indispensabile dei nuclei famigliari, ma lo deve integrare.<br \/>\nSpinti dalla voglia d&#8217;interagire, la diversit\u00e0 potrebbe tornare ad essere sempre una ricchezza e non un limite; se correre pu\u00f2 essere una bella virt\u00f9, perch\u00e9\u201a non pu\u00f2 esserlo altrettanto per l&#8217;ascolto e il parlare ai confinidelle differenze? Meglio provare ad avvicinarsi, perch\u00e9\u201a si dice in Africa:&#8221;Il re nasce dall&#8217;handicap&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare del livello di integrazione degli handicappati in Camerun equivale aparlare del livello di integrazione degli handicappati in Africa. 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