{"id":746,"date":"2009-11-04T17:07:32","date_gmt":"2009-11-04T17:07:32","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=746"},"modified":"2026-03-02T13:05:32","modified_gmt":"2026-03-02T12:05:32","slug":"l-altra-faccia-del-non-profit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=746","title":{"rendered":"3. L&#8217;altra faccia del non profit"},"content":{"rendered":"<p>di Enrico Morganti<\/p>\n<p>Che la revisione (non riforma!) del sistema di Welfare State (WS) italiano sia iniziata, non ci sono dubbi: i vari tentativi di tagli della spesa sociale (in qualche caso realizzati) e l&#8217;emergere di ricorrenti<!--break--> spinte verso la privatizzazione ne sono la prova.<br \/>\nPrende ogni giorno sempre pi\u00f9 forma una mercato sociale (assistenza, formazione professionale, ecc.) che vede decrescere i finanziamenti statali ed aumentare forme di competizione tra agenzie pubbliche, imprese private e organizzazioni no profit.<br \/>\nAlcune scuole di pensiero e teorie economiche enfatizzano &#8220;la novit\u00e0&#8221;: in alternativa tra intervento pubblico e privato si \u00e8 trovata la terza via.<br \/>\nPer correttezza storica va detto che non siamo di fronte ad una novit\u00e0. Da molti anni finanziamenti statali o regionali sono gestiti da enti che svolgono funzioni di pubblica utilit\u00e0. \u00c8 il caso della formazione professionale. La novit\u00e0 semmai sta nella attenzione che da un po&#8217; di tempo a questa parte si riconosce a queste entit\u00e0: non solo partner dello Stato nella fornitura di servizi di pubblica utilit\u00e0, ma anche soggetto autonomo dello sviluppo economico e sociale del paese.<br \/>\nVal la pena di soffermarsi sulle teorie che, pur riconoscendo dei limiti, enfatizzano i vantaggi del terzo settore, affermando che le no profit sono &#8220;naturalmente&#8221; superiori in efficienza ed efficacia ai settori pubblico e privato. La riflessione ci deve aiutare ad evitare il rischio di legittimare scientificamente lo smantellamento del sistema pubblico di Welfare State, favorendo privatizzazioni selvagge.<\/p>\n<p><b>Limiti e vantaggi delle organizzazioni<br \/>\n<\/b>Incominciamo dai limiti (riconosciuti). Innanzitutto non dobbiamo dimenticare un dato storico: la nascita, il consolidamento e l&#8217;espansione sono avvenuti, in qualche caso, grazie a finanziamenti pubblici.<br \/>\nSecondariamente i cittadini e gli amministratori pubblici (che devono assicurare i servizi) sono spesso impossibilitati a scegliere sulla base di un calcolo comparato basato su criteri di costo\/qualit\u00e0, il fornitore pi\u00f9 conveniente oaffidabile. Anche quando si pu\u00f2 scegliere, basta la natura giuridica del soggetto per esprimere una opzione?<br \/>\nInfine si rilevano, a volte, comportamenti alquanto tradizionali e conservativi come ad esempio la scarsa propensione al miglioramento della qualit\u00e0, forse anche perch\u00e9\u201a il finanziamento pubblico non \u00e8 accompagnato da un serio controllo di gestione.<br \/>\nI vantaggi enfatizzati delle organizzazioni noprofit sono molteplici. Esse sono innanzitutto orientate al miglior servizio possibile, in forza della vocazione altruistica e solidaristica (e a volte anche religiosa) che le caratterizza.<br \/>\nNon hanno scopo di lucro, e i servizi offerti vengono definiti nel contesto di una relazione fiduciaria; pertanto il cittadino (o l&#8217;ente pubblico al quale compete la responsabilit\u00e0 di assicurare i servizi stessi) le trova pi\u00f9 affidabili di altre.<br \/>\nLe organizzazioni no profit sono inoltre caratterizzate da minor vischiosit\u00e0 amministrativa e gestionale, ma soprattutto hanno costi mediamente pi\u00f9 bassi, al riparo da aumenti ingiustificati.<br \/>\nEsse infine favoriscono la partecipazione e, in sintesi, fanno quadrare il cerchio: economia-solidariet\u00e0-democrazia.<br \/>\n\u00c8\u00a0 evidente come l&#8217;approccio di queste teorie sia inaccettabile in quanto si basa sostanzialmente sul seguente assunto: la configurazione peculiare del noprofit garantisce di per s\u00e9\u201a il raggiungimento di finalit\u00e0 di interesse collettivo, una buona efficienza e un&#8217;altrettanto buona efficacia.<br \/>\nL&#8217;approccio corretto \u00e8 diverso: date, senza per altro darle per scontate, determinate finalit\u00e0 collettive, il profilo giuridico e organizzativo delle no profit consente il raggiungimento di risultati migliori rispetto ad altre configurazioni.<br \/>\nI motivi della vantaggiosit\u00e0 delle organizzazioni noprofit variano da paese a paese, da settore a settore, in quanto non derivano da una loro superiorit\u00e0 teorica, ma da ordinamenti giuridici e fiscali favorevoli, dall&#8217;accesso privilegiato a risorse umane e finanziarie altrimenti indisponibili, dal credito che si sono costruite nella societ\u00e0 civile, dalla presenza di amministrazioni pubbliche favorevoli al loro sviluppo e, infine, dalla forza di alcune istituzioni particolari fortemente impegnate in campo sociale ed educativo (ad esempio la Chiesa cattolica in Italia).<br \/>\nIn ogni caso, obiettivi di pubblica utilit\u00e0 non sono automaticamente presenti in qualsiasi organizzazione noprofit. Essi sono infatti il frutto di scelte, di orientamenti sociali e di competenze che emergono nella societ\u00e0 civile e che trovano diverse forme organizzative di realizzazione (pubbliche-private-no profit).<br \/>\nSe su queste riflessioni si trova una condivisione di fondo, \u00e8 possibileanalizzare le implicazioni per le politiche sociali che ne conseguono.<br \/>\nL&#8217;approccio errato delle teorie sopra esposte ha un punto critico, rappresentato dalla supposta superiorit\u00e0 competitiva delle organizzazioni no profit in mercati poco remunerativi e con asimmetria informativa. Certamente una regolazione pubblica pi\u00f9 flessibile e meno invadente, nonch\u00e9\u201a un riconoscimento di maggior autonomia di azione e proposta, consentirebbe un&#8217;opera di calmiere, ma soprattutto di discontinuit\u00e0 verso rendite di posizione sia nel pubblico, che nel privato e nel terzo settore ingessato.<\/p>\n<p><b>Commercializzazione del terzo settore<br \/>\n<\/b>Anche se l&#8217;obiettivo rimane: servizi migliori agli stessi costi oppure stessi servizi a costi minori, ci\u00f2 non significa una drastica riduzione dell&#8217;intervento pubblico, ma un sostanziale riequilibrio tra Stato, mercato, terzo settore.<br \/>\nSe non si adottano queste cautele si va incontro ad una serie di rischi. Innanzitutto alla spinta crescente verso la commercializzazione del terzo settore, che indebolirebbe la vocazione di molte organizzazioni no profit versole fasce deboli.<br \/>\nSecondariamente la sopravalutazione del comportamento &#8220;virtuoso&#8221; delle no profit potrebbe spingere a immaginare una contaminazione positiva degli altri settori. Ma se la logica degli appalti, che sta subentrando alle convenzioni, stimola una competizione elevata, la qualit\u00e0 passa in secondo piano e si diffondono comportamenti opportunistici. Non c&#8217;\u00e8 quindi da stupirsi se aumentano i rischi di omologazione e di appiattimento in una logica mercantile per le organizzazioni no profit impegnate in gare di appalto che premiano esclusivamente la capacit\u00e0 di risparmio di denaro pubblico. Capacit\u00e0realizzata (pi\u00f9 o meno a ragion veduta) da competitori sempre pi\u00f9 numerosi esempre pi\u00f9 spesso privi di scrupoli.<br \/>\nI riflessi di queste gare al ribasso dei costi si osservano anche sul piano occupazionale dove sta emergendo un sottoproletariato dei servizi composto da lavoratori senza qualificazione, che vengono arruolati dove capita, offrendo cos\u00ec servizi di bassa qualit\u00e0.<br \/>\nIn conclusione la sfida che il terzo settore ha davanti a s\u00e9\u201a \u00e8 avvincente e,per essere vinta, deve superare l&#8217;idea che basta l&#8217;assenza di lucro per avere legittimazione sociale e finanziamenti. In un sistema di nuovo Welfare (Welfare-mix), sempre pi\u00f9 attento all&#8217;efficenza ed efficacia, la non lucrativit\u00e0 infatti non costituisce pi\u00f9 una virt\u00f9 sufficiente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che la revisione (non riforma!) del sistema di Welfare State (WS) italianosia iniziata, non ci sono dubbi: i vari tentativi di tagli della spesa sociale(in qualche caso realizzati) e l&#8217;emergere di ricorrenti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3600,3601],"edizioni":[89],"autori":[2828],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/746"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=746"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/746\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6744,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/746\/revisions\/6744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=746"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=746"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=746"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=746"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=746"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=746"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=746"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=746"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=746"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}