{"id":762,"date":"2009-11-04T17:07:36","date_gmt":"2009-11-04T17:07:36","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=762"},"modified":"2026-02-04T13:14:33","modified_gmt":"2026-02-04T12:14:33","slug":"cattive-notizie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=762","title":{"rendered":"10. Cattive notizie"},"content":{"rendered":"<p>di Cinzia Albanese<\/p>\n<p>Delle depressione se ne parla solo in cronaca nera, i luoghi comuni della gente poi, non aiutano certo chi vive in questa situazione di disagio. I pregiudizi vengono continuamente rinforzati dai mass media che li ripropongono ossessivamente. L\u2019informazione corretta, che dovrebbe partire dai diretti interessati non esiste.<!--break--><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Intervistiamo Maria Grazia De Terlizzi, presidente e fondatrice dell\u2019 associazione &#8220;Insieme \u00e8 Meglio&#8221;, per conoscere meglio il problema della depressione e per fare un bilancio sul tipo di informazione che ne viene fatto sui mass media.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Pu\u00f2 illustrare ai lettori le tappe significative della storia dell\u2019 associazione?<\/strong><br \/>\nL\u2019associazione \u00e8 nata nel maggio del \u201894, per\u00f2 la preparazione per inaugurarla \u00e8 stata molto lunga, perch\u00e9 non si trovava la sede, lo psicologo o psichiatra che ci seguisse. E\u2019 stata una cosa molto laboriosa poi il 17 maggio \u00e8 stata inaugurata: c\u2019era la RAI, c\u2019era molta gente; evidentemente i bisogni da questo punto di vista ci sono, soprattutto dalla gente che ho visto affluire all\u2019 inaugurazione. Io mi sono sempre occupata di depressione, anche di sofferenza psichica; per otto anni sono stata membro di un gruppo che operava a Rimini, un gruppo di pressione politica. Poi finita questa esperienza ho voluto farne una mia sulla depressione perch\u00e9 io sono sofferente di crisi depressive da molti anni, ormai ci convivo e ho imparato a conviverci anche se \u00e8 molto dura, perch\u00e9 in genere la depressione \u00e8 ciclica<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Lei ritiene che i mass media diano un\u2019 informazione sufficiente sulla sofferenza psichica, e sulla depressione?<\/strong><br \/>\nL\u2019informazione intorno a questo problema \u00e8 poca, e qualitativamente scarsa, nel senso che non sanno cos\u2019\u00e8 esattamente la depressione e quindi non possono dare un\u2019informazione giusta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>So che come associazione voi avete gi\u00e0 avuto rapporti con la stampa e i mass media.<\/strong><br \/>\nUna delle persone che ha condotto il gruppo, Gilberto Mussoni, ha scritto un libro sul suo rapporto con noi, una specie di diario, che \u00e8 un po\u2019 per tecnici per\u00f2 rivela lo stupore di Gilberto mano a mano che conosceva la depressione, cosa che prima non conosceva; \u00e8 un libro che non \u00e8 per tutti, \u00e8 specifico di un operatore, per\u00f2 si, come diceva lei, \u00e8 stato scritto parecchio attorno a noi<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Anche dai quotidiani, dalla stampa locale.<\/strong><br \/>\nAll\u2019inizio ci hanno dato molto spazio, poi i giornalisti si sono resi irreperibili perch\u00e9 appunto il tema fa paura, come tutto quello che gravita attorno alla sofferenza psichica.. La depressione \u00e8 una malattia che fa ancora paura \u00e8 un disagio che siccome non \u00e8 capito fa paura.<br \/>\nPrima all\u2019inizio hanno fatto degli articoli belli, quasi tutti belli, io li conservo ancora poi dopo quando li chiamiamo per le nostre conferenze, non vengono perch\u00e9 oramai danno per scontato che quest\u2019associazione c\u2019\u00e8 dovrebbero andare indietro, rifare il punto della situazione sulla depressione e forse non ne hanno voglia, non so<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Sulla sofferenza psichica, come lei prima del resto diceva, la stampa non da molta informazione tranne quando i sofferenti psichici finiscono sulle prime pagine dei giornali in relazione a fatti di cronaca nera, in questi casi allora le parole si sprecano..<\/strong><br \/>\nSi scrivono fiumi di parole quando succedono queste cose ma sempre in modo scorretto quando si parla di omicidi l\u00ec non c\u2019\u00e8 la depressione, la depressione vera e propria non scatena l\u2019omicidio; il depresso se la prende con se stesso, non uccide si suicida casomai. Salvo nel caso di una madre che porta con se i propri figli quando si suicida, ma \u00e8 solo perch\u00e9 vuole proteggerli non vuole lasciarli soli, ma per il resto il depresso non ha neanche la forza di parlare figuriamoci se pu\u00f2 uccidere una persona. Il raptus non c\u2019\u00e8 nel depresso vero e proprio; poi ci sono 27 tipi di depressione non so se magari in questi tipi ce n\u2019\u00e8 qualcuno di pericoloso. noi ci arrabbiamo molto quando sentiamo &#8220;ha ucciso la madre o il padre o la sorella perch\u00e9 era depresso: il depresso non uccide.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Secondo lei ci sono, nel senso comune, immagini sbagliate del depresso che la stampa va a rinforzare?<\/strong><br \/>\nIl senso comune sul depresso \u00e8 terribile, discriminante e crudele perch\u00e9, anche se la depressione \u00e8 una malattia vera e propria, dalle persone viene considerata una forma di lavativismo, di non voglia di fare, di menefreghismo. La gente pensa che il depresso sulla malattia ci marci, per non fare niente. I depressi disturbano gli altri, invece purtroppo il depresso non vorrebbe essere cos\u00ec.<br \/>\nI mass media parlano fra il serio e il faceto della depressione, non la considerano una malattia, \u00e8 difficile che ci siano degli articoli belli fatti bene su questo problema; quelli di cronaca nera mi danno fastidio per le cose che dicono mentre quelli pseudoscientifici sono spesso pieni di menzogne.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Lei diceva, mi pare, che l\u2019informazione non \u00e8 sufficiente e, nella maggior parte dei casi oltretutto scorretta. Secondo lei , da che cosa pu\u00f2 dipendere?<\/strong><br \/>\nDalla mancanza di informazione da parte dei giornalisti che non sanno niente, almeno quelli della stampa locale. Qualche bell\u2019articolo si legge sulle pagine nazionali, e sono scritti da esperti sono articoli fatti bene nei quali noi depressi ci possiamo rispecchiare, ma ripeto, sono pochi. Vede \u00e8 riduttivo pensare alla depressione come un fenomeno di costume, il male di vivere; poi \u00e8 anche un fenomeno della societ\u00e0 per\u00f2 io la vedo soprattutto in termini biologici, biochimici, anche se \u00e8 molto pi\u00f9 complicato di cos\u00ec.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Secondo lei quale potrebbe essere una strategia per fare acquisire, anche ai giornalisti, quelle informazioni che servono quando si parla di sofferenza psichica.<\/strong><br \/>\nPenso che giornalisti e non, amici, vicini, quelli che dicono &#8220;fatti forza, esci fai questo, fai quello&#8221;, trarrebbero beneficio da letture sulla malattia, letture facili e comprensibili che ci sono e poi dovrebbero avere una grande sensibilit\u00e0; la sensibilit\u00e0 consente alle persone di sintonizzarsi con questa malattia e poi la lettura che serve da supporto magari anche sotto forma di manuale senza andare sul difficile. Informarsi anche sulle statistiche su ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 sulla depressione; ci sono dati seri ben fatti \u00e8 l\u00ec che bisognerebbe andare a pescare; invece in genere si basano sempre sui luoghi comuni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>La vostra associazione funziona anche come gruppo di auto aiuto. Mi chiedo se ci sono mai stati giornalisti che prima di parlare di voi hanno cercato di conoscervi da dentro, non limitandosi magari a raccogliere dati sulla fondazione dell\u2019 associazione o cose del genere&#8230;<\/strong><br \/>\nNo, giornalisti no. Abbiamo avuto come uditori persone in procinto di laurearsi in psicologia, che hanno tratto molto beneficio da questa esperienza, ma giornalisti no, non sono mai venuti a informarsi &#8220;da dentro&#8221;.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Negli incontri del gruppo vi capita di parlare di informazione?<\/strong><br \/>\nSempre<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Che cosa \u00e8 che emerge?<\/strong><br \/>\nSa noi ci arrabbiamo quando si vede che c\u2019\u00e8 scarsa informazione. Personalmente ho iniziato la mia lotta contro il pregiudizio mettendo in piedi questa associazione, \u00e8 stata una sfida; i pregiudizi li ho sempre vissuti sulla mia pelle, i pregiudizi e le ingiustizie e vedo che anche gli altri sono messi cos\u00ec, i familiari non capiscono, gli amici nemmeno, si \u00e8 gi\u00e0 fortunati se ci sono una o due persone nel proprio giro che attraverso l\u2019intelligenza intuiscono questo grave malessere. Noi ci lamentiamo di questo, di non essere capiti di non essere considerati malati alla stregua di un cardiopatico, di un diabetico che si deve curare tutta la vita. Capisco che la depressione, come anche la sofferenza psichica sia qualcosa di pi\u00f9 importante perch\u00e9 investe la sfera dei sentimenti, del pensiero, cose che non si possono dimostrare attraverso le semplici analisi del sangue anche se attraverso la PET si \u00e8 visto che ci sono delle zone del cervello che normalmente sono colorate di rosso, mentre quando si \u00e8 depressi diventano nere. Noi come associazione offriamo un supporto, un aiuto a chi \u00e8 malato, perch\u00e9 confidarsi, aprirsi tra persone che hanno lo stesso problema \u00e8 importante.<br \/>\nI familiari, a volte, non sono d\u2019accordo sul fatto che vengano da noi, perch\u00e9 pensano che fra depressi ci si contagi, perch\u00e9 secondo loro ci si piange troppo addosso invece non \u00e8 vero perch\u00e9 secondo me ironizzare, quando ci si riesce, sulla propria malattia \u00e8 utile.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>I pregiudizi mi pare di capire non ci sono solo tra chi non conosce il problema<\/strong><br \/>\nI familiari sono i primi, sono terribili, sono i primi a massacrare i loro congiunti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Ci sono anche familiari che vengono ai vostri incontri.<\/strong><br \/>\nAvevamo anche fatto dei gruppi per loro con lo psicologo, ma non venivano. Adesso chiediamo che vengano insieme ai loro congiunti sofferenti perch\u00e9 secondo me dovrebbe essere interessante anche per loro. Capendo cos\u2019\u00e8 la depressione, capendo come si deve aiutare un depresso stanno meglio anche loro, perch\u00e9 altrimenti brancolano nel buio; il grosso problema \u00e8 l\u2019ignoranza, \u00e8 tutta questione di ignoranza..<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>L\u2019ignoranza come si pu\u00f2 combattere<\/strong><br \/>\nPer amici, familiari, conoscenti ci sono delle regole da imparare: non rimanere nel luogo comune per cui ad un depresso si dice &#8220;fatti forza&#8221;, perch\u00e9 chi \u00e8 depresso vorrebbe star bene e non ha bisogno di sentirsi dire &#8220;fatti forza&#8221;, se potesse lo farebbe da solo. Altri dicono, &#8220;guarisci, datti un scrollata, applicati sul lavoro, fa l\u2019amore&#8221;, tutte cose che il depresso, se \u00e8 veramente depresso, non pu\u00f2 fare, a cominciare dal lavoro; sono pochi i casi di depressi che dicono che il lavoro li aiuta.<br \/>\nPoi col depresso bisogna essere, non compatirlo, bisogna essere diretti ma molto dolci, oppure raggirare l\u2019ostacolo, fare vedere i diversi punti di vista su come risolvere le questioni momentanee, proporre delle cose, la prima cosa \u00e8 quella di curarsi, perch\u00e9 molti pensano che la depressione non si debba curare, la paura delle medicine \u00e8 enorme, persino io che sono pi\u00f9 di trent\u2019anni che mi curo ancora ne ho paura, non perch\u00e9 mi provochino chiss\u00e0 che cosa, certo mi provocano un disagio, ma sono cose non paragonabili al dolore della depressione e quindi ben vengano gli psicofarmaci, naturalmente sotto controllo medico.<br \/>\nPoi al depresso bisogna fargli delle proposte allettanti ma senza insistere. Il depresso che alla mattina non si vorrebbe mai alzare, se \u00e8 possibile, bisognerebbe lasciarlo riposare di pi\u00f9, non spronarlo; col depresso bisogna raggirare l\u2019ostacolo magari promuovendo certe cose che il depresso potrebbe fare (ma bisogna conoscere il singolo soggetto), magari vedere un film, leggere, anche se \u00e8 difficile che un depresso legga.<br \/>\nUna cosa che io consiglio al depresso \u00e8 di tenere un agenda, infatti noi all\u2019associazione a Natale regaliamo sempre l\u2019agenda. L\u2019agenda serve, oltre ad annotare i pensieri o le cose che si sentono dire che colpiscono in maniera particolare. Anche come &#8220;carico&#8221; e &#8220;scarico&#8221; della propria quotidianit\u00e0 e delle proprie emozioni.<br \/>\nIl depresso non vive una realt\u00e0 con i piedi ben piantati per terra, fa fatica da essere razionale. Credo che sapere queste cose sia utile sia per chi sta male, sia per i familiari.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Il bisogno di informazione \u00e8 quindi primario, sia per la persona che si trova a dover affrontare la propria depressione, sia per i familiari quale strategia per soddisfare questo bisogno nel modo pi\u00f9 adeguato?<\/strong><br \/>\nIo avrei un\u2019idea da dove dovrebbe partire l\u2019informazione; dalla scuola, pensiamo che si dovrebbe cominciare dalle elementari; bisognerebbe parlare di sofferenza psichica, perch\u00e9 \u00e8 ancora un tab\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Delle depressione se ne parla solo in cronaca nera, i luoghi comuni della gente poi, non aiutano certo chi vive in questa situazione di disagio. I pregiudizi vengono continuamente rinforzati dai mass media che li ripropongono ossessivamente. 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