{"id":765,"date":"2009-11-04T17:07:36","date_gmt":"2009-11-04T17:07:36","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=765"},"modified":"2026-02-09T12:32:22","modified_gmt":"2026-02-09T11:32:22","slug":"handicap-al-di-l-dei-pregiudizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=765","title":{"rendered":"3. Handicap: al di l\u00e0 dei pregiudizi"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">di Nicoletta Ferrrari<\/p>\n<p>Noi siamo portati a valorizzare il nostro modo di vedere e, corrispondentemente, a sottovalutare o ad attaccare tutto ci\u00f2 che sembra contraddirlo o minacciarlo.<br \/>\nCio\u00e8 continuiamo<!--break--> ad attivare dei meccanismi di difesa che funzionano in quanto valvole di sfogo destinate a scaricare i malcontenti, le frustrazioni, le personali dissonanze ed ad alimentare la conflittualit\u00e0 sociale.<br \/>\nEcco quindi che l\u2019handicappato con le sue differenze psicosomatiche, organiche e funzionali, estetiche e comportamentali, suscita reazioni emotive verso, e talvolta contro, la propria persona, reazioni che traggono origine da meccanismi di difesa o da difficolt\u00e0 di identificazione.<br \/>\nInfatti a tutti sar\u00e0 certamente capitato di incontrare uomini che arrancano su una carrozzina, che vagano smarriti, chiusi nel loro delirio, o che si muovono con la difficolt\u00e0 propria di chi non \u00e8 padrone dei propri movimenti, o che articolano con estrema fatica sillabe difficilmente comprensibili.<br \/>\nCiascuno di noi ha probabilmente avuto in quella circostanza la tentazione di fuggire per paura o \u00e8 stato preso da un eccesso di commozione, o si \u00e8 corazzato con l\u2019indifferenza e il cinismo, per non provare dolore: manifestazioni tutte di disagio profondo di fronte a ci\u00f2 che potremmo diventare in ogni momento.<br \/>\nQuesti scomodi incontri fanno scattare in noi una profonda volont\u00e0 di rimozione, quasi un disperato tentativo di allontanare una nostra cattiva immagine, che il soggetto che abbiamo di fronte ci rimanda e che avvertiamo come una minaccia.<br \/>\nTentiamo allora in tutti i modi di distanziarci da quell&#8217;immagine, isolando ed emarginando la persona afflitta, cos\u00ec la sua menomazione o il suo deficit si trasforma, nel nostro contesto relazionale e sociale, in handicap.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Diversi non si nasce, si diventa<br \/>\n<\/strong>Quindi diversi non si nasce per natura, lo si diventa per cultura.<br \/>\nPossiamo nascere con delle limitazioni fisiche, magari con dei deficit, ma non con degli handicap. L\u2019handicap \u00e8 uno stato sociale ed appartiene alla sfera della personalit\u00e0, cio\u00e8 a quell&#8217;essere meno capace, rispetto agli altri, di avere rapporti armonici ed efficienti con il mondo che lo circonda.<br \/>\nLa battaglia dei diversi \u00e8 quindi quella di cercare di non essere pi\u00f9 sottomessi, di essere ci\u00f2 che sono senza avere vergogna, \u00e8 mostrare le contraddizioni di questa societ\u00e0 che non vuole sapere di loro, mentre fa finta di fare qualcosa per loro.<br \/>\nInfatti non sono solo gli atteggiamenti che emarginano l\u2019handicappato, ma anche tutto l&#8217;ambiente che lo circonda.<br \/>\nIndubbiamente per gli handicappati che usano la sedia a ruote le scale, gli scalini, le porte e i corridoi molte volte troppo stretti, gli ascensori troppo piccoli sono ostacoli insuperabili; i telefoni pubblici, le cassette per le lettere, le maniglie, gli interruttori possono essere irraggiungibili, perch\u00e9 troppo alti; senza dire poi della difficolt\u00e0 ad usare i mezzi di trasporto pubblico, treni, autobus, aerei, metropolitana.<br \/>\nTutti questi ostacoli limitano la vita e la partecipazione sociale degli handicappati, ma purtroppo c&#8217;\u00e8 una scarsa sensibilit\u00e0 di fronte a questi problemi, infatti non si \u00e8 provveduto a rimuovere le barriere architettoniche neanche l\u00e0 dove si sarebbe potuto intervenire facilmente e con poca spesa.<br \/>\nPer\u00f2 a volte, un gradino, una rampa di scale, una porta stretta sono i disagi meno dolorosi da affrontare per un handicappato.<br \/>\nGli sguardi compassionevoli o al contrario le occhiate di fastidio feriscono molto pi\u00f9 chi \u00e8 costretto a convivere con una minorazione.E questo atteggiamento non risparmia nessuno, n\u00e9 padri, n\u00e9 madri. n\u00e9 fratelli, n\u00e9 parenti, n\u00e9 autorit\u00e0 diogni tipo.<br \/>\nPurtroppo di fronte ai vari mutamenti evolutivi che si verificano (l\u2019andare a scuola, il diventare adolescenti o l\u2019andare a lavorare) la famiglia non si modifica e l\u2019handicappato resta spesso un eterno bambino, pena il mettere in discussione l&#8217;assetto raggiunto e affrontare nuove angosce.<br \/>\nSi tratta di famiglie che non esaminano le potenzialit\u00e0 del proprio figlio, ostacolandolo nel suo cammino verso l&#8217;autonomia, mentre \u00e8 solo affrontando l\u2019et\u00e0 adulta che l\u2019handicappato potr\u00e0 sentirsi riconosciuto e compreso come persona.Il ragazzo disabile necessita ovviamente di cure, ma ha anche bisogno di capire, che possiede delle capacit\u00e0, allorch\u00e9 esistono, che deve sfruttare al massimo, deve essere in grado di guardare positivamentea ci\u00f2 che ha e non solo alle proprie carenze.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Etichette e pregiudizi<br \/>\n<\/b>Importante sarebbe quindi riuscire ad ignorare l\u2019etichetta assegnatagli di eterno bambino, per stabilireun dialogo che non sia legato solo al suo sintomo e che quindi possa per lui diventare momento di evo-luzione.Se quando si pensa all\u2019handicappato si pensa soltanto alle sue difficolt\u00e0, ai suoi deficit, difficilmente sipotr\u00e0 realizare con lui un progetto educativo costruttivo.La consapevolezza delle sue caratteristiche non deve mai portare ad una accettazione di queste comeun limite prestabilito, bens\u00ec deve essere un punto di partenza su cui costruire per vivere l\u2019handicap.Purtroppo difficilmente nelle programmazioni scolastiche si parte dal bambino diverso, si cercano piut-tosto aggiustamenti, adattamenti, per adeguarlo a qualcosa di prestabilito e adatto per i normodotati.L&#8217;effetto di questo atteggiamento \u00e8 la limitazione delle esperienze proposte al soggetto in difficolt\u00e0, proprio perch\u00e9 l&#8217;interlocutore non \u00e8 lui, ma i suoi limiti, le sue mancanze, i suoi sintomi.\u00c8 vero i limiti ci sono, per\u00f2 in base a quelli si possono trovare altre strade.Le scelte si possono fare, ma prendendo il diverso come interlocutore, mettendolo alla prova, parlandone anche con lui e soprattutto tenendo conto del fatto che ci\u00f2 di cui questi ragazzi soffrono, non \u00e8 soltanto un handicap, ma il ritornello: &#8220;Tu sei handicappato. Tu non puoi fare quello che fanno gli altri. Tu sei a parte&#8221;.<br \/>\nL\u2019handicappato ha invece sempre una parte &#8220;sana&#8221; a cui dobbiamo rivolgerci, che sottintende una carica umana da sviluppare, che permette di considerarlo come un essere umano, la cui vita ha certamente uno scopo e le cui risorse saranno utili alla societ\u00e0; purtroppo, pochi hanno con il diverso un rapporto alla pari.<br \/>\nEgli \u00e8 troppo spesso solo un &#8220;caso&#8221;, non un essere umano.<br \/>\nLo aggrediamo con un linguaggio denso di stereotipi, un linguaggio in cui si possono facilmente individuare i nostri pregiudizi, le distorsioni non vitalizzate da un confronto costante, serio ed onesto con la realt\u00e0.<br \/>\n\u00c8 un tenersi ancora una volta &#8220;lontano&#8221; dalle situazioni per non essere coinvolti, \u00e8 uno snocciolare suggerimenti vuoti da manuale, soluzioni preconfezionate.<br \/>\n\u00c8 una assoluta incapacit\u00e0 totale alI&#8217;ascolto attento per capire e, perch\u00e9 no, anche per imparare. Infatti l&#8217;attenzione di tutti \u00e8 perennemente portata sull\u2019handicap, sulla limitazione e cos\u00ec i bisogni veri, i tanti bisogni della persona in quanto tale, non vengono visti o non vengono riconosciuti, oppure vengono repressi o addirittura negati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>La sessualit\u00e0 negata<br \/>\n<\/b>Anche la sessualit\u00e0 \u00e8 un bisogno, \u00e8 relazione, \u00e8 contatto, \u00e8 desiderio, \u00e8 piacere e anche sofferenza, matutto questo passa attraverso il corpo e viene vissuto nel corpo, e questo \u00e8 vero per tutti, tranne cheper gli handicappati.<br \/>\nEcco quindi che le manifestazioni erotiche sono percepite come anormalit\u00e0 da curare, oppure sono fon-te di preoccupazione e di allarme per i genitori che vanno in ansia e si colpevolizzano.In questi casi la sessualit\u00e0 \u00e8 vissuta come trauma, un risveglio dell&#8217;angoscia, pertanto deve essere cancellata, negata.Per i soggetti di sesso femminile l\u2019indirizo pi\u00f9 seguito dai genitori \u00e8 quello della repressione, ora imposta con dolcezza e persuasione, ora con minacce, ora con la somministrazione di farmaci, ma soprattutto con la distrazione, cio\u00e8 impegnando l\u2019handicappata in altre attivit\u00e0.Per i soggetti di sesso maschile c&#8217;\u00e8 chi vorrebbe l\u2019 evirazione, o prostitute, o addirittura l\u2019incesto.Ma non si pu\u00f2 negare a priori ad un individuo la possibilit\u00e0 di avere una vita affettiva, significa frustareuna parte della personalit\u00e0, inibire un&#8217;esigenza naturale che chiunque ha il diritto di cercare di soddisfare in qualunque condizione si trovi, anche la pi\u00f9 difficile.Il soggetto disabile non deve essere la fotocopia di una &#8220;normalit\u00e0&#8221; che non esiste, ma un modo di vive-re che rispetti le varie esigenze dell&#8217;individuo senza che ci\u00f2 comporti la separazione, scandalo o peggioancora piet\u00e0 e commiserazione.Realizzarsi nella vita non vuole dire solo sapere fare certe cose che diano autonomia di movimenti, tro-vare una lavoro, una indipendenza economica, ma anche riuscire a realizzare la propria sessualit\u00e0.E la sessualit\u00e0 e l\u2019affettivit\u00e0 si possono realizzare pienamente in tanti modi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Per una nuova cultura<br \/>\n<\/b>Quindi per prima cosa, bisogna sempre cercare di capire quali siano le effettive esigenze e le effettive prospettive dell\u2019handicappato, rimuovendo le incapacit\u00e0 e i pregiudizi che lo condannano al ruolo grottesco dell\u2019 eterno bambino.<br \/>\nInfatti non ci potr\u00e0 essere cambiamento nel soggetto, se non c&#8217;\u00e8 anche cambiamento nella realt\u00e0 in cui egli vive, perch\u00e9 non \u00e8 solo il soggetto che deve acquisire regole di comportamento, ma anche chi sta attorno deve capire la realt\u00e0, i contenuti, gli specifici di una realt\u00e0 che non deve spaventare ma arricchire.<br \/>\n\u00c8 pertanto indispensabile un\u2019 azione di educazione sociale, di consapevolezza, di accettazione vicendevole.<br \/>\nUn avvicinamento che non sia soltanto fisico, ma soprattutto psicologico e culturale.<br \/>\nSolo allora l\u2019handicap, concepito abitualmente come assenza, mancanza, privazione, pu\u00f2 essere visto come parte inevitabile del flusso della vita, uno dei tanti aspetti delI\u2019esistenza con le sue peculiarit\u00e0, accanto alla sofferenza e alla possibile ricchezza.<br \/>\nIndispensabile \u00e8 quindi una nuova cultura che non neghi l\u2019evidenza, la diversit\u00e0, ma l\u2019assuma come valore.<br \/>\nOgni persona va valutata nella sua complessit\u00e0 e variabilit\u00e0, con le sue piccolezze, i suoi limiti, ma anche con nascoste e insospettabili risorse e grandezze proprie di ogni essere.<br \/>\nBisogna cio\u00e8 cercare di dare a ciascuno la possibilit\u00e0 di essere riconosciuto per se stesso.<br \/>\nUguaglianza di opportunit\u00e0 non significa dare a tutti le identiche cose, piuttosto dare a ciascuno quello che gli \u00e8 indispensabile, affinch\u00e9, con pari opportunit\u00e0 in rapporto alla propria personalit\u00e0, ciascuno possa raggiungere una piena padronanza di se stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi siamo portati a valorizzare il nostro modo di vedere e,    corrispondentemente, a sottovalutare o ad attaccare tutto ci\u00f2 che sembra contraddirlo o    minacciarlo.    Cio\u00e8 continuiamo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3608,3588],"edizioni":[86],"autori":[566],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/765"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=765"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/765\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6536,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/765\/revisions\/6536"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=765"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=765"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=765"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=765"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=765"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=765"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}